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MessaggioInviato: mercoledì 20 dicembre 2006, 20:28 
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Pero' all'epoca la mia LRR ha girato con un CONTI_COMOGE in bachelite che il cambio tensione ce l'aveva ! Pobabilmente CONTI usava un trasformatore commerciale con tutte le prese gia' fatte ...........anche la regolazione della velocita' era (purtroppo) a scatti con prese sul secondario.Probabilmente RR si costruiva anche i trasformatori in casa facendo le cose + semplici ma senza rinunciare all'essenziale !
Anche il mio RT3 non e' mai stato richiuso coi rivetti ! :mrgreen:
Bastava il vitone centrale di generose dimensioni a tenerlo fermo.
Per il TFA che ronza probabilmente qualche lamella del pacco che nn e' stretta bene.......... ma anche qui' occorrerebbe riaprirlo e chiuderlo poi con l'apposita pinza ma il gioco non vale la candela................


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MessaggioInviato: giovedì 21 dicembre 2006, 11:41 
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Libli II ha scritto:
questo l'ultimo,all'inizio degli anni '80,rigorosamente a vapore
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saluti Giancarlo

Perbacco, Giancarlo! Ben dotato, il tuo plastico.
Ti eri autocostruito una Gr.623?
Noto anche un alimentatore Dualmaster Gaugemaster (credo); c'erano due zone indipendenti?


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MessaggioInviato: giovedì 21 dicembre 2006, 12:43 
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Antonello ha scritto:
Anche a te i cuori degli scambi sono diventati polvere ?


Antonello, interessante argomento, che riprendo dal filetto RRquiz#2.
La "peste della zama" mi ha sbriciolato tutti i cuori degli scambi più vecchi, salvo uno tenuto insieme con la colla ma ahimè ormai ben poco conduttivo.
Ma non solo! Essa mi ha sbriciolato il carrello anteriore della Gr625 (rimpiazzato con l'apposito ricambio in metallo bianco dal provvido Zio Beppe).
Ricordo ancora con raccapriccio alcune vecchie Gr740, col motorone a pallini nel tender 29mc, cui la malefica peste aveva ridotto il telaio del tender ad una sfoglia di banana! Ach!
Per fortuna in seguito RR cambiò composizione (o lega).


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MessaggioInviato: giovedì 21 dicembre 2006, 12:51 
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Tyco2,
scusa l'OT, per caso sei di Torino? O ci conosciamo al di fuori del web?
Orsù, disvelati! (Se ti va) :)


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MessaggioInviato: giovedì 21 dicembre 2006, 13:23 
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A me si e' sbriciolato il telaio del tender della L 221 : l'ho sostituito con quello in plastica, adattato, di una 740 , con buona pace della dizione 'originale in ogni sua parte'.

Medesima fine i carrelli delle Littorine e del 424, entrambi del '56.

Il cuore degli scambi si puo' ricostrire con spezzoni di rotaia saldati su una piastrina di ottone, quasi come costruirsi uno scambio ex novo.

Antonello


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MessaggioInviato: giovedì 21 dicembre 2006, 13:37 
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No pik non ci conosciamo personalmente ............. e sono di Salerno.
Ho ricominciato ad occuparmi di ferromodellismo da circa due anni , avevo infatti abbandonato l'hobby dagli anni 70 distratto da elettronica , strumenti musicali , motociclette , computer e (sob) lavoro !
Mi sono riavvicinato proprio perche' incuriosito dal digitale e dalle sue potenzialita' ( possibile che i trenini in 30 anni fossero diventati cosi' diversi ! ) Ovviamente ho rivoltato il sito di nuccio DCCW come un pedalino e l'ho scocciato sulla chat finche' non ho cominciato anche io a capirci qualcosa ! Ecco perche' ho riconosciuto subito la tua 625 digitalizzata !

Per cio' che riguarda il cancro dello zamac una vera piaga! A me ha distutto completamente il carrello motore del Le 646/R 1à serie !
una tragedia ! :cry: :cry: :cry:


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MessaggioInviato: giovedì 21 dicembre 2006, 16:01 
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Località: Pescara
A proposito di Salerno e' li' che ho ricevuto il mio primo treno e ho costruito il mio primo plastico.

Abitavo in via Zara, proprio sullo scalò merci e il passaggio a livello, e passavo i pomeriggi a scrutare la 835 e la 625 che facevano manovra.

I treni andavo ad ammirarli in via dei Mercanti, in un negozio di casalinghi di cui ora non ricordo il nome . . .

Antonello


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MessaggioInviato: giovedì 21 dicembre 2006, 17:23 
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Iscritto il: lunedì 16 gennaio 2006, 8:37
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A me sembra che Libli II più che un gaugemaster abbia un Hammant & Morgan "Duette" che ho anch'io. Da almeno trent'anni. E poi, cavolo, mi sembrano , per l'epoca, dei gran bei plastici.
Io passai dal plastico di Alzate a quello in valigia che pubblicarono su "Treni e Plastici". Magari qualcuno se lo ricorda...
A proposito di malattie varie della zama: ho una vecchia 740 che un amico mi aveva dato da vendere, senza carrello anteriore e con il telaio del tender tutto abbananato. Che gli si può fare?


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MessaggioInviato: giovedì 21 dicembre 2006, 19:07 
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Antonello .......... il passaggio a livello di cui parli nn esiste piu' da tempo ...... ora c'e' un sottopasso sempre stracarico di traffico .
Ed anche il negozio di casalinghi (ditta Pernigotti - casalinghi e giocattoli - l'unico che all'epoca avesse RR ) ha chiuso una ventina di anni fa' e ci hanno aperto prima un MC DONALD e poi un abbigliamento ! :evil: tyco2


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MessaggioInviato: giovedì 21 dicembre 2006, 21:26 
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Ciao a tutti
Grazie per i complimenti ma che bugiardi che siete :lol: e per punirvi vi metto altre brutte foto
Pik la Gr 623 è la 114 di RR uscita nel 1980 ed ha ragione andrea,il doppio alimentatore è un "Duette",un reostato per alimentare l' "orrido" ovale,l'altro per le manovre,indipendenti dal treno in circolazione,sui binari lato scalo oppure lato piattaforma girevole.
una particolarità era il fatto di avere un altro raddoppio nascosto dietro il ponte,con gli scambi nelle due gallerie,cio mi permetteva di fare realistici incroci o precedenze in stazione con l'altro treno circolante
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il pietrisco era sabbia(rena) di Castiglioncello,alla fine del 1982 il plastico fu smontato,mi è rimasta solo la piattaforma girevole ampiamente rimaneggiata,ed i due tavoli di supporto(modulare ante litteram)furono letteralmente demoliti (li avevo sul portapacchi della mia Ritmo)entrando nel box di mio suocero,poi mi sposai,..la bambina...e per il plastico non c'era piu posto.
ciao Giancarlo


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MessaggioInviato: giovedì 21 dicembre 2006, 22:25 
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Caro Libli II, visto che ai fatto l'outing con le foto del tuo plastico
( a proposito quante meraviglie nascoste nelle case italiane ! )
perche' non me le mandi con un commento per metterle nel Museo dei RRicordi insieme con i plastici di altri irriducibili come noi ?

Antonello


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MessaggioInviato: giovedì 21 dicembre 2006, 22:28 
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Tra le altre cose, Libli II, noto come e' ben montato in maniera realistica il binario mentre nei sixties io ero legato indissolubilmente alla massicciata in spugna RR ( anche in stazione :lol: ).

Ce ne sara' ancora un pezzo in giro o sara' tutta finita in polvere come la spugna delle scatole ?

Antonello


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MessaggioInviato: giovedì 21 dicembre 2006, 22:36 
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Nel '58 facemmo le vacanze in un alberghetto di Paestum ( spiaggia praticamente deserta ai tempi ) .

Il direttore dell'alberghetto era un fermodellista ad oltranza e nella sua stanza aveva un plasticone incredibile dove correvano insieme ai miei amati RR un 428 Fleischmann e il Settebello di Conti.

Il pazzo mi fece cambiare le spazzole al 428 tutto da solo ( avevo 9 anni !) e diede una tale schicchera al mio ego modellistico che dopo di allora non mi ha piu' fermato nessuno.

Da questo thread tireremo fuori la sceneggiatura del film

Come eRRavamo :lol:

Antonello


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andrea (valpambiana) ha scritto:
Io passai dal plastico di Alzate a quello in valigia che pubblicarono su "Treni e Plastici". Magari qualcuno se lo ricorda...

Poffarre, Andrea! Sono andato a rivedermi l'articolo sul plastico pieghevole (a firma A. De Regio !), e già allora teorizzavi il PaP (la linea secondaria) versus l'ovalone (elettrificato come si deve) per il divertimento. Hai visto che batti&ribatti qualcuno che ti dà retta l'hai trovato... :wink:


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MessaggioInviato: giovedì 21 dicembre 2006, 22:47 
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Libli II ha scritto:
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Aaaahhh, che delizia! La Gr940, G, Di e Corbelline....e sullo sfondo i begli edifici ferroviari RR. Certo, a saperci fare, anche con il solo assortimento RR si poteva fare del fermodellismo.
Grazie del bel ricordo, Giancarlo.


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