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MessaggioInviato: mercoledì 3 gennaio 2007, 12:41 
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Tz ha scritto:
Solo una cosa trovo estremamente contradditoria in quelli come te: cercare l'esasperata riproduzione della realtà nel controllo della singola locomotiva quando non sapete poi distinguere tra itinerario e istradamento, tra treno e manovra...


No guarda. Non ci siamo capiti o non mi sono spiegato bene. Io con il digitale non cerco "l'esasperata riproduzione della realtà nel controllo della singola locomotiva", ma solo uno strumento con cui divertirmi di più di quanto non riesca a fare in altro modo. Tutto qui.

E non è certo con il tuo sarcasmo ascetico che quelli come me potranno evolvere o progredire nelle loro conoscenze. E' come se un collega di lavoro mi chiedesse di spiegargli che cosa è una varianza e di risposta gli dicessi di studiarsi l'intero corso di statistica I e II. Perderemmo tempo in due.

E' come quando si ascolta musica, non è necessario sapere o conoscere la differenza tra un tempo in levare ed uno in battere, o saper distinguere un tempo composto da uno semplice, o un tempo dispari da uno pari. Per apprezzarla è sufficiente sedersi, accendere lo stereo e ascoltare.

Chiudo qui.


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MessaggioInviato: mercoledì 3 gennaio 2007, 13:40 
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Iscritto il: venerdì 13 gennaio 2006, 3:48
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Località: 'Lisondria...
questo tread fa veramente pena :cry: :cry: :cry:
si arriva a bisticciare per niente, su falsi miti, pignolerie su termini ferroviari...
ma porca funciazza...giocate un pochino...pubblicate foto, filmati, trucchi...

un modo semplice per chi ama il digitale e farlo capire :
un bel video di qualche secondo di un plastico, con una manovra in stazione...un bel 245 che prende un convoglio e lo porta alla loco assegnata, oppure una 245 che prende una loco e la porta in deposito e l'operatore che smanetta sul palmare...

un modo semplice per chi ama l'analogico e farlo capire :
Fausto...fai un piccolo video del tuo plastico, con 15 treni cha girano insieme...gli intinerari che variano automaticamente... e l'operatore (tu) che guarda goduto senza far niente...

siamo arrivati a 17 pagine di discussione inutile...per forza che poi le ditte fermodellistiche ci rifilano delle boiate!!!


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MessaggioInviato: mercoledì 3 gennaio 2007, 13:44 
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Iscritto il: martedì 24 gennaio 2006, 13:31
Messaggi: 363
Giacomo ha scritto:
un modo semplice per chi ama il digitale e farlo capire :
un bel video di qualche secondo di un plastico, con una manovra in stazione...un bel 245 che prende un convoglio e lo porta alla loco assegnata, oppure una 245 che prende una loco e la porta in deposito e l'operatore che smanetta sul palmare...


Ecco (per gentile concessione www.dccworld.it):

http://www.dccworld.it/index.php?page=d ... video.html


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MessaggioInviato: mercoledì 3 gennaio 2007, 15:55 
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Iscritto il: venerdì 20 gennaio 2006, 19:41
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Ecco, bravo Giacomo, ho giusto bisogno di te per proseguire la mia realizzazione, poi ti dirò.
Per quanto riguarda la sterile polemica forse sarà una mia deformazione professionale ma dopo 35 anni di lavoro in ferrovia non mi riesce di non notare o passare sopra a certi particolari. Francamente non riesco a digerire l'esasperato realismo che i digitailsti vogliono far passare come irrinunciabile nel comando di una loco quando poi su gran parte dei loro plastici si vedono delle situazioni impiantistiche e aspetti di segnalamento a dir poco assurdi. Ecco, una via di mezzo sarebbe auspicabile pur considerando che nei nostri impianti i compromessi e le scelte che siamo chiamati a fare sono notevoli.
Purtroppo non posso accontentarti relativamente a filmati sul mio costruendo plastico perchè non ne ho ancora realizzati, ti devi accontentare di qualche foto magari d'effetto ma comunque statica:

http://img50.imageshack.us/img50/1498/141r46py1.jpg
http://img405.imageshack.us/img405/4781/88040zq0.jpg

In questa discussione comunque mi sorge un interrogativo: ma è più digitalista chi comanda un treno per volta manualmente con tanto di centarlina e decoder sulla loco o sono più digitalista io che alimento i treni in analogico con normali alimentatori a SCR (ce ne sono 36) ma controllo la circolazione dei treni mediante due impianti ACEI autocostruiti con la logica realizzata mediante 170 porte logiche ? Certo, non ci sono microprocessori ne programmi ma tutto funziona in logica digitale... non solo ma il comando degli itinerari, che attualmente è manuale o mediante semplice autocomando da parte dei treni, è espandibile mediante aggiunta di una scheda con microcontrollore da realizzare appositamente.

http://img505.imageshack.us/img505/9117/141r87jq8.jpg
http://img146.imageshack.us/img146/2981 ... o02zt8.jpg

Ecco, sei più digitalista se contolli in digitale un treno per volta o sei più digitalista se ne fai circolare una quindicina contemporaneamente con un impianto a logica digitale ? :lol:

Comunque, Giacomo, i miei lavori sono giunti a questo punto:

http://img405.imageshack.us/img405/6851 ... ntopc3.jpg
http://img146.imageshack.us/img146/6457 ... o24gb1.jpg

ed è quasi ora di passare alla realizzazione del paesaggio ed è qui che casca l'asino perchè non ho alcuna esperienza precedente di realizzazione paesaggistica e, come comprenderai, non ho alcuna intenzione di compromettere anni di lavoro facendo delle... porcate pazzesche ! E' qui che il tuo aiuto/consiglio su come iniziare a rivestire questa realizzazione, forse un po' troppo grande per le mie capacità, mi è indispensabile... ovviamente è gradito qualunque consiglio su come realizzare l'aspetto paessaggistico che chiunque voglia fornire.


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MessaggioInviato: mercoledì 3 gennaio 2007, 17:20 
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Iscritto il: sabato 14 gennaio 2006, 10:31
Messaggi: 160
Località: Vicino a Montecatini Terme
OT - Qualcuno ha parlato di ... PAESAGGIO ???

Ok Tz, come lo vuoi : digitale, analogico, semplice o solamente raccontato e rilassante ?

http://www.3rotaie.it/fiskiotto/
http://www.trenoincasa.it/ComeFare.htm
http://www.marmari.org/forum/forum/fiskiottokid/

... Armando(FK)


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MessaggioInviato: mercoledì 3 gennaio 2007, 19:48 
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Iscritto il: domenica 31 dicembre 2006, 15:21
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Località: BRESCIA
TZ dice:
Cita:
In questa discussione comunque mi sorge un interrogativo: ma è più digitalista chi comanda un treno per volta manualmente con tanto di centarlina e decoder sulla loco o sono più digitalista io che alimento i treni in analogico con normali alimentatori a SCR (ce ne sono 36) ma controllo la circolazione dei treni mediante due impianti ACEI autocostruiti con la logica realizzata mediante 170 porte logiche ? Certo, non ci sono microprocessori ne programmi ma tutto funziona in logica digitale... non solo ma il comando degli itinerari, che attualmente è manuale o mediante semplice autocomando da parte dei treni, è espandibile mediante aggiunta di una scheda con microcontrollore da realizzare appositamente.

Scusa ma non si discute della qualità del digitalista, bensì che il sistema di controllo dei treni tramite comadi digitali secondo norme DCC NMRA è semplicemente più facile che l'analogico, per quanto riguarda la possibilità di manovrare un treno come nella realtà da chiunque. Ti compri uno start set e cominci, poi se hai voglia di fare instradamenti ecc. prendi un software e pochi componenti commerciali e vai.
Vedo che tu hai fatto un ottimo grande lavoro, suppongo che tu sia Ingegnere elettronico o qualcosa di simile, ma quanto hai speso in materiali e tempo?
Vedi il ragazzino di 14 anni col DCC NMRA in poco tempo ed investendo un capitale modesto può divertirsi lo stesso e avvicinarsi al mondo del fermodellismo.
Quindi in questo lunghissimo topic il problema è: ognuno faccia quel che vuole, viva la libertà. Ma se vuoi fare il macchinista o il DM col DCC NMRA e più semplice, soltanto questo.


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MessaggioInviato: mercoledì 3 gennaio 2007, 20:34 
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Iscritto il: venerdì 13 gennaio 2006, 3:48
Messaggi: 1078
Località: 'Lisondria...
Fausto, guarda questo sito... http://www.mschroeder.info/index.html
da certi punti il plastico è simile al tuo, con rilievi alti, ponti, pareti verticali...
Inizia a darci un occhiata.
Rimane,almeno per me,il principio base di cercare di copiare il più possibile da foto vere, soprattutto per COLORI e vegetazione.


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MessaggioInviato: mercoledì 3 gennaio 2007, 21:47 
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Iscritto il: lunedì 23 gennaio 2006, 20:35
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Vedere il plastico di Tz ma ha ricordato quando il 2 dicembre c'e stato il Torino Trolley Festival: abbiamo realizzato in tutta fretta un plastico tranviario in scala Zero (360x90cm diviso in tre moduli). Si trattava di un semplice anellone con raddoppio e vari sezionamenti per poter far sostare le vetture accodate. L'impiato elettrico analogico prevedeva 13 sezionamenti ognuno con entrambe le rotaie isolate in modo da poter invertirne il senso di marcia indipendentemente dal resto del tracciato, così da poter manovrare su un tronchino mentre un'altro tram fa il giro dell'anello. Inoltre era presente uno scambio motorizzato.
Per fare questo servivano:
16 deviatori doppi a tre posizioni
2 potenziometri
4 coppie di connettori multipolari
80 metri di cavo (tra impianto sotto il plastico e i 28 cavi plastico-pannello di comando)
26 sezionamenti lungo le rotaie
Morale della favola non siamo riusciti a completarlo in tempo e l'abbiamo fatto funzionare con potenzialità ridotte.
Inoltre la sosta delle vetture sui sezionamenti sarebbe stata disordinata vista la varietà di mezzi (lughi e articolati contro vetture corte a due assi).
Con il digitale sarebbero bastati 4 fili da un metro l'uno, (2 alimentazione binari e 2 per gli scambi) e tutto sarebbe stato risolto. Peccato che i tram non erano digitalizzati.
Emiliano


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MessaggioInviato: mercoledì 3 gennaio 2007, 22:42 
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Giacomo:

certo che rifarsi a foto del reale è il miglior modo e ne ho già diverse prese da me sul posto circa la gola della Bietschtal e quella del Trisanna alla quale dovrà essere ispirato il paesaggio ma sono proprio le tecniche di realizzazione pratica delle montagne e delle rocce, soprattutto su quella grande dimensione, che mi mancano e che non posso cappellare !

Emil:

'n c'hai capito 'na cippa di come funziona il mio plastico ma fa lo stesso...

gimar:

al contrario di Emil tu mi sopravvaluti. Non sono ingegnere ne ho mai studiato elettronica a scuola, mi è sempre solo piaciuta e considerata un hobby come il fermodellismo quindi il "perder tempo" nella costruzione dell'impianto elettrico per me è tanto appagante come la costruzione della parte modellistica. Tutta l'elettronica che conosco l'ho imparata sulla rivista Nuova Elettronica che compero dal 1969 quindi la progettazione e la costruzione è completamente mia e probabilmente se un ingegnere elettronico vedesse i circuiti e le soluzioni adottate si metterebbe le mani nei capelli... però ciò che ho realizzato funziona perfettamente secondo le specifiche del mio progetto... :lol:
Ecco, è proprio questo che manca nella maggior parte dei fermodellisti, il sapere arrangiarsi e risolvere i problemi con piccoli e semplici circuiti. 30 anni fa questa elettronica di base sembrava non alla portata di tutti perchè eccessiva mentre oggi siamo all'estremo opposto, il fermodellista medio continua a rimanere incapace di affronatre problemi elettrici perchè convinto che il digitale lo affranchi da tutto ! Così se gli serve, per esempio, un sistema di ritardo pensa a una scheda microprocessorata o interfacciarsi al pc perchè non è capace di costruirsi con 2 euro un temporizzatore con NE 555...


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MessaggioInviato: mercoledì 3 gennaio 2007, 23:06 
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Iscritto il: lunedì 23 gennaio 2006, 20:35
Messaggi: 257
Località: torino
Veramente sei tu che non hai capito una cippa:
Ho solo detto che il tuo impianto pieno di fili mi ha ricordato un plastico di mia recente costruzione.
Tutto quì.


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MessaggioInviato: mercoledì 3 gennaio 2007, 23:34 
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Località: BRESCIA
TZ dice:
Cita:
gimar:

al contrario di Emil tu mi sopravvaluti. Non sono ingegnere ne ho mai studiato elettronica a scuola, mi è sempre solo piaciuta e considerata un hobby come il fermodellismo quindi il "perder tempo" nella costruzione dell'impianto elettrico per me è tanto appagante come la costruzione della parte modellistica. Tutta l'elettronica che conosco l'ho imparata sulla rivista Nuova Elettronica che compero dal 1969 quindi la progettazione e la costruzione è completamente mia
...
Complimenti! sei un ottimo autodidatta, però con 35 anni di esperienza. Ma vista proprio questa tua grande esperienza, perchè non ti fai da te una centralina e i decoder DCC NMRA? Non capisco se la tua contrarietà alla nuova tecnologia digitale è per principio o perchè non la conosci. Poi asserisci sull'arte di arrangiarsi: ma perchè complicarsi la vita quando quello che cerchi esiste già, è pronto e ci vuol poco a farlo, dedicando il tempo a migliorare il paesaggio, la fedeltà alla realtà, l'esercizio dei treni ecc.


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Emil:
Prendo atto che di 10 anni di lavoro l'unica cosa che hai notato sono... i fili... ma ho già capito da molto tempo che questa è la vera fobia dei digitalisti ! :shock:
In quelle foto gli unici fili che vedi appaiono sotto il piano binari dell'interconnessione e servono per il comando/controllo dei deviatoi (ogni deviatoio possiede come nella realtà il controllo di posizione di ritorno) quindi sono le alimentazioni dei deviatoi e dei segnali ma in compenso non ci sono decoder sparsi qui e là che richiederebbe il digitale, perchè come ci vai dai vari decoder agli enti di campagna (deviatoi e segnali) ? Con dei fili o siete già al Wi-Fi ? :lol: Ci sono inoltre vari fili per la polarizzazione del cuore dei deviatoi che ci sarebbero comunque anche in digitale...


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gimar:

fondamentalmente perchè sul plastico che ho voluto realizzare il controllo digitale dei treni non serve a una cippa mentre l'usare un pc con relativo programma e interfacce per gestire 35 itinerari sarebbe inutile. L'unica espansione informatica che ho previsto (e forse realizzerò) è l'interfacciamento con sistemi a microcontrollore per la gestione della circolazione da programma.


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MessaggioInviato: giovedì 4 gennaio 2007, 10:49 
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Messaggi: 153
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Dalle risposte ho potuto constatare che molti si sono rivolti all' U.C.A.S. , tradotto Ufficio Complicazione Affari Semplici.
Con questo credo di aver espresso il mio parere in merito.
Confesso che sono un digitalista.


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MessaggioInviato: giovedì 4 gennaio 2007, 13:04 
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Iscritto il: mercoledì 5 aprile 2006, 16:11
Messaggi: 5053
Località: Pistoia
Se si deve fare un impianto digitale con automazioni, i sezionamenti occorrono ugualmente.

Usando digipet si hanno due possibilità: la tabella oraria o il sistema casuale a contatti di richiesta. Se usiamo i reed, con la tabella oraria, possiamo limitare la necessità dei sezionamenti, anche se i contatti reed dovranno essere comunque collegati ai moduli di retroazione, quindi i fili occorrono ugualmente.

Se, invece, optiamo per l'automazione a contatti di richiesta, in questo caso con i più adatti sensori ad assorbimento, non credo vi siano differenze in quanto a sezionamenti tra analogico e digitale. Potrebbe anche darsi che, in casi particolari, come traversate o altro, che la cosa fosse più complessa con il digitale.


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