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Salve a tutti.
Mi fa piacere aggiungere la mia voce a quella del coro, soprattuttoperché in controcanto, e quindi suscettibile di aggiungere qualcosa alla discussione.
Iniziamo col dire che la Brawa di oggi non è la Brawa di qualche anno fa. La vecchia BraWa era stata fondata da un certo signor Artur Braun di Waiblingen, da cui il nome. Quella Brawa è quella che ci aveva abituati ai meravigliosi accessori ed a Kof, realizzati in tutto metallo, finissimi, ottima meccanica, ecc..
Poi vicissitudini commerciali hanno fatto sì che la Brawa fosse spostata di sede e la produzione spostata in ... Cina. Non a caso Brawa distribuisce anche i prodotti Life-Like ...
Veniamo dunque alla Brawa di oggigiorno.
1. I modelli, è bene che si sappia, sono fatti in Cina.
2. Dopo il cambio di guardia, Brawa uscì con una macchina a vapore, la 65 DR, che era fatta molto bene davvero. Seconda grande uscita fu la E77 DB e la E95, entrambe di buona fattura, anche se la E95 aveva delle bruttissime ruote. Poi venne la 06, e di nuovo fu uno spettacolo, ma parimenti i prezzi iniziarono a lievitare senza sosta. Produssero delle belle carrozze per la E95 che anche in Germania arrivavano a prezzi mai visti.
Poi iniziò la produzione delle macchine del Wuerttemberg, prima la Fc, poi la AD, la S2/6, poi la T5, e così via fino alla G4/5 di questi giorni. A ben guardare, la qualità è andata scadendo sempre di più, per la qualità della verniciatura, dei bordini, della manifattura generale. A vedere un pezzo Brawa, con il suo prezzo accanto, vien da chiedersi: ma son pezzi da far girare o da mettere in vetrina. La G4/5 ha sopra tanti di quei particolari, finissimi e di mediocre qualità che a metterla su un plastico, al primo deragliamento, si sfracella e perde i pezzi per la via. Ok, hanno una buona meccanica, ma a mettere su un plastico un modello che costa 500 euro, col rischio che si rompe, uno ci pensa un po. Ma allora sono modelli da vetrina. Prendiamo le ultime produzioni, la T5, la S2/6 e la G4/5. Si vede lontano un miglio che sono verniciate maluccio, si sarebbe potuto far molto meglio, soprattutto la G4/5. Quest'ultima ha una differenza di qualità tra il verde del mantello ed il rosso delle ruote da fare spavento (a proposito, le ruote dovrebbero essere verdi, a meno che non abbiano voluto riprodurre il modello in ambientazione prima epoca II, ma la descrizione parla di Epoca I - dunque colore cannato alla grande). Il portellone della camera a fumo sembra un tappo, tanto esso è brutto e fatto male, secondo me lì c'è un errore di stampo. Il biellismo di trazione è molto fine, ma quello della distribuszione, in plastca e di un colore diverso rispetto al resto (perché???) è fisso!! Ma perché costa 500 euro? Ed è fatto in Cina? Mah, Ah, poi uno ci pensa e arriva al fatto che hanno riprodotto il biellismo interno, una chicca da vetrina, che una volta solo la Liliput Austria metteva su alcuni modelli. Allora uno cala gli occhi e cerca di vederlo. Nulla. Così pensa di girarlo e ... nulla, c'è un carter che chiude tutto, tranne una piccola finetstrella di 1 cm x 1,5 cm che lascia intravedere qualcosa. Ma che senso ha mettere una cosa su un modello, che poi manco la vedo ne in condizioni statiche ne dinamiche. Solo a far lievitare il prezzo?
Conclusione: non spenderei mai i miei soldi, ben 500 euro, per un simile modello, quando poi Roco ha imboccato una politica di riduzione dei prezzi e di miglioramento TANGIBILE della qualità. Bisogna imparare a capire come è fatto un modello anche quando esso non è italiano.
PS: la S2/6 in Germania è stata un disastro economico (saputo da un commerciante di Stoccarda....)
Scusate la lungaggine
Fabio
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