Un Petit Train de Plaisir fa parte di Péchés de vieillesse (Peccati di vecchiaia), una raccolta di 150 pezzi vocali e per pianoforte scritti da Gioachino Rossini (29 febbraio 1792, Pesaro - 13 novembre 1868, Passy, Parigi).

Questi sono raggruppati in quattordici album, ciascuno con un titolo ironico.Tuttavia l'ordine dei pezzi negli album non riflette la sequenza o le date della loro composizione che vanno dal 1857 al 1868, poco prima della sua morte morte.
Rossini a 37 anni, dopo il successo del "Guglielmo Tell" (1829), decise di non scrivere più opere per il teatro, prese dimora fissa a Parigi e non si mosse più, componendo solo quello che gli piaceva.
Tra le sue cose più simpatiche e curiose troviamo i brevi pezzi per pianoforte riuniti sotto il titolo Péchés de vieillesse (Peccati di vecchiaia), e di questo repertorio fa parte un brano tra i più divertenti, che si chiama "Un petit train de plaisir", "Il trenino del piacere".

L'antefatto è questo: Rossini, già anziano, viene invitato a fare un viaggio in treno.
Per lui è la prima volta: ne esce sconvolto e anche un po' spaventato, anche se il viaggio è breve; e poi affida le sue impressioni al pianoforte. Si tratta di un brano di circa venti minuti, diviso in brevi episodi.
Il primo è un allegretto, intitolato "Cloche d'appel": il pianoforte imita la campana che chiama i viaggiatori in vettura. Poi il trenino parte e Rossini si diverte ad imitarne la marcia, Segue però un sifflet satanique: brusco risveglio dovuto al fischio del treno, seguito dalla dolce melodia dei freni, che anticipa l'arrivo alla stazione.
Poi il trenino riparte, ed è un bel viaggiare, proprio come all'inizio. Ma il trenino di questo spaventato viaggiatore non può che finire male, e così succede: terrible deraillement du convoi!.
Rossini è davvero tragico e ci mostra il primo passeggero ferito, e anche il secondo; dopodiché le vittime: premier mort en Paradis (motivo ascendente), second mort en enfer (motivo discendente...), con tanto di chant funèbre e di amen.
Il finale è di pura marca rossiniana: un valzer, "allegro vivace", che rappresenta il douleur aigue des heritiers, il terribile dolore degli eredi che si fregano le mani contenti pensando all'eredità. Lo spartito si chiude con un altro motto rossiniano: Tout ceci est plus que naif, c'est vrai.
Un viaggio in treno tutto da ascoltare, puro divertimento in musica!
https://www.youtube.com/watch?v=yzSjt79OtOE