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 Oggetto del messaggio: Vecchi segnali italiani
MessaggioInviato: sabato 14 marzo 2026, 15:33 
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Iscritto il: lunedì 16 gennaio 2006, 18:19
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Buongiorno
Visto l' interesse nella sezione modellismo risvegliato all' expo di Verona, propongo questo thread con tema "vecchi segnali & c." per raccogliere foto e documenti sui vecchi segnali italiani in generale, FS e non, dai segnali a disco a quelli ad ala e, direi, fino ai "moderni" luminosi a relè schermo, con relativi accessori e comandi, includendo il segnalamento accessorio: dischetti, lanterne, vele, ecc...
Magari cerchiamo di restare in tema, evitando papiri e discorsi inutili e "a spanne" dei soliti noti, utili solo a fare scoraggiare i giovani e a diffondere notizie non veritiere.
Grazie
Via libera!
Michele


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 Oggetto del messaggio: Re: Vecchi segnali italiani
MessaggioInviato: domenica 15 marzo 2026, 7:36 
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Iscritto il: domenica 15 luglio 2007, 9:46
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Ci ritorno dalla sezione modellismo. In effetti non si dovrebbero riprodurre solo i treni ma anche quel che ci sta intorno... :wink:
I segnali a disco della Veneta si possono rendere con quelli riprodotti? Qualcuno può essere abbastanza preciso?
Mi pare che qui ci siano ancora alcuni "venetofili".


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 Oggetto del messaggio: Re: Vecchi segnali italiani
MessaggioInviato: domenica 15 marzo 2026, 9:59 
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Iscritto il: lunedì 16 gennaio 2006, 18:19
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Il mio nickname non è casuale... Da Veneto-Friulano sono un grande appassionato della SV.
Non ho disegni dei segnali, provo a vedere se si trovano in qualche foto
Saluti
Michele


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 Oggetto del messaggio: Re: Vecchi segnali italiani
MessaggioInviato: domenica 15 marzo 2026, 19:44 
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Iscritto il: lunedì 16 gennaio 2006, 18:19
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Ho guardato nel libro 2G sulla SV ma non ho trovato nessuna foto di un segnale a disco...
Saluti
Michele


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 Oggetto del messaggio: Re: Vecchi segnali italiani
MessaggioInviato: lunedì 16 marzo 2026, 10:57 
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Iscritto il: domenica 15 luglio 2007, 9:46
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Sulle FCL c'erano anche segnali a disco fino a poco tempo fa, ma mi pare fossero dei Max Judel: ad ogni modo sono abbastanza diversi.
C'erano segnali a disco anche sulla FCU, ma di che tipo fossero non ricordo, però pare più somigliante a quello FS/PLM.


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 Oggetto del messaggio: Re: Vecchi segnali italiani
MessaggioInviato: lunedì 16 marzo 2026, 11:08 
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Iscritto il: sabato 14 gennaio 2006, 11:24
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Una mia foto del segnale di protezione di Sesto Imolese sulla cessata Budrio-Massalombarda della S.V. scattata il 19 febbraio 1983.


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segnale sv rid.jpg
segnale sv rid.jpg [ 295.29 KiB | Osservato 336 volte ]
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 Oggetto del messaggio: Re: Vecchi segnali italiani
MessaggioInviato: lunedì 16 marzo 2026, 16:49 
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Iscritto il: martedì 7 febbraio 2006, 9:37
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Ecco, il segnale SV è proprio un modello A (PLM Modificato) di tipo del tutto analogo all'ex FS e coerente con il modello di Sanchez.
Il segnale ex SV è ancora in opera? Andrebbe ASSOLUTAMENTE recuperato!!!!!!
Ho verificato che aveva dischi girevoli anche la Ferrovia Val Seriana; ne ho intravista una foto molto sfocata, e sembrerebbe anche quello un PLM modificato.
Né i dischi FCU né quelli delle FCL erano di tipo ex PLM. Erano in entrambi i casi dischi con comando a doppio filo, mentre i dischi ex PLM erano comandati a semplice filo, con contrappeso per la chiusura in caso di rottura della trasmissione.
Quindi, al momento, abbiamo inquadrato la situazione dischi delle ferrovie Nord e della SV: abbiamo fatto già una parte importante del lavoro!
Riguardo ai semafori, invece, c'è forse una maggiore omogeneità dei modelli ex FS con quelli delle concesse, ove in uso; fanno sicuramente eccezione agli standard FS i semafori di Circumetnea, Roma Fiuggi. Siamo invece allineati agli standard FS con Ferrovie Nord, Ferrara-Codigoro, Ferrovie Sud Est.
Ferrovie Nord utilizzava anche segnali ad ali sovrapposte, in uso nelle stazioni di diramazione FS fino all'avvento dei candelieri.
Antonio


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 Oggetto del messaggio: Re: Vecchi segnali italiani
MessaggioInviato: lunedì 16 marzo 2026, 17:13 
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Se ricordo bene, i dischi SV quando giravano a via libera esponevano la lanterna bianca, non hanno mai presentato il verde. Tanto che sulla FAM anche i segnali luminosi iniziali erano a rosso e bianco.


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 Oggetto del messaggio: Re: Vecchi segnali italiani
MessaggioInviato: mercoledì 18 marzo 2026, 16:24 
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A Federici ha scritto:
Ecco, il segnale SV è proprio un modello A (PLM Modificato) di tipo del tutto analogo all'ex FS e coerente con il modello di Sanchez.
Il segnale ex SV è ancora in opera? Andrebbe ASSOLUTAMENTE recuperato!!!!!!

Antonio


No, non è più in opera da molti anni. E' stato smontato per essere collocato nel costituendo Museo dei trasporti della Provincia di Bologna, della cui triste sorte siamo tutti a conoscenza. Che fine abbia fatto il segnale, insieme all'altro materiale contenuto nel museo, è per me "materia oscura".


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 Oggetto del messaggio: Re: Vecchi segnali italiani
MessaggioInviato: mercoledì 18 marzo 2026, 16:28 
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Iscritto il: sabato 14 gennaio 2006, 11:24
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snajper ha scritto:
Se ricordo bene, i dischi SV quando giravano a via libera esponevano la lanterna bianca, non hanno mai presentato il verde. Tanto che sulla FAM anche i segnali luminosi iniziali erano a rosso e bianco.


Esatto. Aggiungo che la parte posteriore della lanterna era dipinta di bianco e presentava al centro una piccola lente ad occhio di bue simile a quelle delle lanterne da verificatore.


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 Oggetto del messaggio: Re: Vecchi segnali italiani
MessaggioInviato: mercoledì 18 marzo 2026, 19:37 
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snajper ha scritto:
Tanto che sulla FAM anche i segnali luminosi iniziali erano a rosso e bianco.

In effetti, tali segnali luminosi non erano collegati ad un blocco elettrico, installato solo pochi anni fa, per cui non davano la via libera, ma davano solo indicazioni sull'esistenza del controllo del deviatoio elettrico da percorrere. La linea Mestre Adria era gestita dal Dirigente Unico di Piove di Sacco, con la collaborazione dei Capitreno che davano il "giunto" del proprio treno in opportune stazioni.
Saluti
Mich


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 Oggetto del messaggio: Re: Vecchi segnali italiani
MessaggioInviato: giovedì 19 marzo 2026, 18:02 
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Si, il significato del bianco dei dischi SV e dei semafori FAM è profondamente diverso.
In origine la via libera veniva segnalata dalla luce bianca, mentre la luce verde indicava il rallentamento. Il giallo, o meglio arancione, non era ancora usato nel segnalamento.
La qualità ottica del bianco era quel che era, trattandosi spesso della luce di un faro a petrolio, che di luce bianca aveva ben poco, e molto di più di luce giallastra.
Solo successivamente, l'arancione (e non il giallo, che arrivò solo in una ulteriore fase successiva) divenne sinonimo di attenzione e rallentamento, mentre al verde venne dato il significato di via libera, e non più di rallentamento.
I dischi SV "risalivano" probabilmente alla prima fase del segnalamento, quando la luce bianca era associata alla via libera.
Diverso è il caso dei segnali luminosi attivati dalle concesse negli anni '90 (FAM, FUC, FCU, FP etc), basate sulla tecnologia Parisini. Qui gli ACEI vennero impiantati per sostituire serrature meccaniche e impianti a doppio filo, su linee a dirigenza unica, sulle quali il blocco conta assi ed il telecomando sarebbe arrivato solo qualche lustro dopo l'ACEI stesso. I segnali di partenza, in questa fase, non erano tali, ma erano indicatori di partenza, che, alla stregua di un segnale basso, confermavano con l'aspetto a luce bianca, la corretta formazione dell'istradamento dal binario cui facevano riferimento alla piena linea, prescindendo da ogni condizione di libertà della tratta.
Gli incroci, ad esempio, avvenivano con automatismo: ciascuno dei treni si costruiva, con il transito sui pedali di annuncio delle stazioni, gli itinerari di arrivo e partenza; in caso di approccio di due treni dalle due direzioni, il segnale indicatore di partenza non si disponeva a luce bianca, e il relativo comando di partenza veniva memorizzato e realizzato solo dopo l'arrivo del secondo treno in stazione su binario deviato. Poteva capitare che il segnale, dopo essersi disposto a luce bianca e con il treno in sosta in stazione, ritornasse a luce rossa per l'avvenuto approccio dell'incrociante; solo dopo l'arrivo del secondo treno il segnale tornava a luce bianca: una situazione separava dunque nettamente il controllo dell'incrocio e, ad esclusivo carico del personale dei treni, da quello della corretta formazione dell'istradamento, realizzato in autonomia dell'apparato. A ben guardare era una soluzione che oggi nessuno accetterebbe più come standard tecnico, considerato che la disposizione a luce bianca con un treno in arrivo in tratta a valle del segnale poteva indurre in errore l'equipaggio treno.
Saluti

Antonio


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 Oggetto del messaggio: Re: Vecchi segnali italiani
MessaggioInviato: giovedì 19 marzo 2026, 22:56 
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Iscritto il: domenica 15 luglio 2007, 9:46
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Domanda forse stupida ma... i segnali a disco, quando usati come "prima categoria" (quelli di seconda avevano un vistoso 2 sul disco, giusto?) avevano un avviso?
Mi pare che la loro controparte francese ne avesse uno, anche se non so se fosse tondo, ma il segnalamento francese è uno degli argomenti più complicati del panorama ferroviario europeo...


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