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MessaggioInviato: giovedì 11 dicembre 2008, 14:50 
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Località: Genova
La distanza dovrebbe essere 1 mm, al massimo 2 mm, a dire il vero non l'ho mai misurata, comunque mi sembra otticamente accettabile.
Devi comunque considerare di lasciare un minimo di gioco fra i respingenti, perchè per effettuare la manovra di sgancio è necessario che i due uncini non siano in trazione, bensì leggermente distaccati.
I carri su cui li ho montati hanno tutti il timone di allontanamento.
Non ho foto dei carri in manovra.
Comunque sono disponibile a fornire ulteriori informazioni e magari un bel articolo su TTM (lancio l'amo a Benedetto...). :wink:


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MessaggioInviato: giovedì 11 dicembre 2008, 22:14 
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Iscritto il: martedì 26 febbraio 2008, 22:31
Messaggi: 1674
Premessa: ho un plastico con stazione nascosta e UNA stazione a vista, munita di 5 binari passeggeri, due merci e un raccordino con altri due binari, sicchè manovre se ne possono fare.
Sui ganci: quelli a occhiello li ritengo i migliori, specie per le manovre, e anche perchè ho pezzi mlto vecchi che non hanno portagancio unificato.
Sulle manovre: l'epoca attuale piace perchè è attuale e anche colorata, ha il fascino del nuovo (minuetti, 500 o locomotive merci private) ma condivido l'idea che vi siano poche manovre: nel mio orario vi sono due coppie di merci tradotta (ex raccoglitori), tutto il resto transita, e nel passeggeri, con i navetta e il cadenzamento, si arriva veramente ai tram.
Dagli anni 70 in giù cambia tutto: composizioni più varie, meno treni ma con più manovre (carrozze dirette e raccoglitori), e in ogni caso manovre ovunque posto che basta anche l'inversione di marcia del localino con collettame a far ragionare.
Rimane anche, però, una questione di spazio e di gioco: se potessi aggiungere un modulo in più, ci metterei una stazione secondaria e un gruppo di raccordi, a prescindere dall'epoca; ciò perchè anzitutto è il sale dell'esercizio, e secondo perchè i raccordi, almeno in determinate parti d'Italia e d'Europa, non sono così rari, e ne stanno aprendo altri; che poi smistino tramogge o contenitori anzichè carri scoperti o frigo è solo una questione di epoca, ma le manovre ci sono comunque; al riguardo ci sono vari articoli apparsi su TT e altre per dare ispirazione.


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MessaggioInviato: giovedì 11 dicembre 2008, 22:18 
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Iscritto il: giovedì 12 gennaio 2006, 8:53
Messaggi: 6250
Località: Bruschi
Non saranno respigente contro respingente , ma i Roco a manina , quelli che non si trovano più , non erano ottimi per manovrare?


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MessaggioInviato: venerdì 12 dicembre 2008, 13:38 
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Iscritto il: giovedì 19 gennaio 2006, 19:18
Messaggi: 1013
Località: Piemonte
Diego Ricci ha scritto:
Comunque sono disponibile a fornire ulteriori informazioni

Se riuscissi a fare la sequenza fotografica di una manovra, te ne sarei grato.
Filippo :wink:


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MessaggioInviato: venerdì 12 dicembre 2008, 13:42 
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Nome: Fabrizio Ferretti
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Messaggi: 7525
Località: Fabriano
Diego, la mia mail la conosci, ogni eventuale tuo suggerimento e foto sono pronte per essere ricevute!!!!!!!
La cosa mi interessa assai! :wink:
E, quando torna, interesserà molto anche Antonio Federici, sempre in cerca di soluzioni per l'aggancio dei rotabili.
Ciao, Fabrizio.
PS Ho letto l'articolo di fondo, oggi è arrivato TTM e mi tocca condividere tutto ciò che ha scritto il suo autore. :wink:
Chi non è d'accordo, non si incazzi con me, però! :wink:


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MessaggioInviato: venerdì 12 dicembre 2008, 22:13 
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Iscritto il: venerdì 13 aprile 2007, 10:51
Messaggi: 933
...ed oggi l'ho letto pure io. Sapete, ce n'erano più versioni. Questa ahimè è l'ultima volta che sproloquio e pontifico in un editoriale. Un paio di volte possono bastare, andare avanti sarebbe antipatico.
Sono incuriosito dalla piega che ha preso questo filetto di commento: non l'avrei immaginato. Cioè l'interpretazione di quanto scritto è particolare, non esattamente conforme a quello che volevo trasmettere. Ma neanche antitetica, s'intenda.
La passione per i treni per me è una cosa immensa e riesco a declinarla in molti modi. Anche in quelle vesti comuni alla grande maggioranza dei fermodellisti italiani. Che vesti umili, però, sdrucite...
Ma come si fa a non aver voglia di rivivere gli ambienti e le situazioni amate con i modelli? Le serate passate sui cavalcavia, con locomotive da manovra al di sotto che andavano su e giù ogni volta con colonne sempre diverse di carri. Il rintoccare della campanella e poi il lento movimento delle sbarre. Silenzio, un sibilo, uno scroscio: un locomotore in corsa con una miriade di vetture dietro, piene di umanità e di destini diversi, raccolti in un tratto di viaggio comune. Famiglie negli scompartimenti, gente in piedi con una tazza di caffè in mano alla vettura ristorante....e noi, da fuori ad osservare questo. Ed insieme a questo immersi in un boato, a cercare di distinguere tipologie di carrelli, particolari del fianco o del sottocassa. Però, quella vettura lì non l'avevo mai vista.....
Ecco, ditemi: quanti secodo voi vengono da queste esperienze? Pochi, molto pochi. Se no non si spiegherebbe l'atteggiamento ossessivo nei confronti del possesso dei modelli, sempre di più e sempre meno collegati col nostro vissuto. Tutti i colori, tutte le versioni, una vale l'altra. Tutte le epoche, tutte le nazioni. Si fanno dei distinguo? Io colleziono solo locomotive a vapore, ma anche qualcuna elettrica e delle diesel. Italiane, ma ne ho molte anche tedesche ed alcune svizzere ed austriache. Carri e carrozze? Si, ma solo quelle degli anni '60 anche se ho dell'XMPR. Ma per favore, finiamola!!!
Voi direte: ma a te che te ne frega? Nulla, per carità. Però penso che, quando mi si presentano davanti miriadi di persone insoddisfatte e frustrate quotidianamente, magari dare una mano non guasta. O sbaglio?
Il modo italico prevalente di fare fermodellismo non porta da nessuna parte. Men che meno ad avere soddisfazioni. Se qualche lampo passato ha indirizzato una persona verso i treni, sarebbe opportuno che questa tendenza venisse esaminata ed assecondata. Quindi, ed ognuno ha la sua via, si deve necessariamente scegliere cosa fare prima e fare poi. Cosa ci interessa, come e quando.
Non è ammessa la risposta "comprare qualsiasi cosa e metterla via". Questa non è passione, è malattia da curare. E non è certo che avrei mai scritto un editoriale per quelli che dovrebbero ricorrere all'aiuto di uno psicologo.
Se posso, ma non lo so, vorrei aiutare colui che ha alcuni modelli a capire cosa c'è che non va: da qui il collegamento col movimento, col plastico, con un tracciato in genere. Fondamentale ed irrinunciabile. E poi via i tabù, il rispetto sacrale degli oggetti: sporcatura, perfezionamento elaborazione. Infine, ma non ultima anzi prima, la ricerca di dati, documentazione, disegni, foto.
Tutto qua: argomento trito e ritrito? Si, vero. Ma RMF (per non scomodare MR....) sono ancora ben più in alto della portata della stragrande maggioranza di noi. Quindi lavoro ce n'è per i prossimi tempi....


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MessaggioInviato: venerdì 12 dicembre 2008, 23:09 
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Nome: Fabrizio Ferretti
Iscritto il: sabato 14 gennaio 2006, 16:31
Messaggi: 7525
Località: Fabriano
Hai riscritto un altro editoriale! :wink:
E non voglio parlare con te!
Strozo! :lol: :lol: :lol: :lol:
Anonimo.


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MessaggioInviato: sabato 13 dicembre 2008, 8:48 
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Iscritto il: giovedì 12 gennaio 2006, 8:53
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Località: Bruschi
Occhio , Paolo...se inisisti con questi discorsi , utilizzando anche la carta stampata , potresti fare la fine di Rusdhie a causa delle minacce delle case costruttrici e dei negozianti :lol: :lol: ....se la gente inizia a cambiare idea e ad fare fermodellismo come si deve, inizierà a comprare solo una o due loco all'anno , a montare i kit , a costruire gli scambi e le centrali digitali etc etc .
Non dovete mai dimenticare che la prima regola del marketing è " creare il bisogno del prodotto" e in questi anni le case costruttrici ci sono riuscite benissimo , grazie all'imperante sindrome dell'album di figurine che colpisce il fermodellismo in Italia e dalla quale nessuno di noi è esente, io per primo.
Però , una cura a questo può anche essere quella di fare , cioè di costruire qualcosa , dal piccolo diorama al piccolo impianto , anche solo progettarlo dove si inizia a "perdere tempo " con cose pratiche anzichè sfogliando cataloghi , annotandosi numeri di serie delle confezioni e cazzeggiando interi sabati pomeriggi nei negozi...
saluti


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MessaggioInviato: sabato 13 dicembre 2008, 10:06 
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Iscritto il: domenica 15 luglio 2007, 9:46
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Località: Regione FVG
claudio.mussinatto ha scritto:
Occhio , Paolo...se inisisti con questi discorsi , utilizzando anche la carta stampata , potresti fare la fine di Rusdhie a causa delle minacce delle case costruttrici e dei negozianti :lol: :lol: ....se la gente inizia a cambiare idea e ad fare fermodellismo come si deve, inizierà a comprare solo una o due loco all'anno , a montare i kit , a costruire gli scambi e le centrali digitali etc etc .
Non dovete mai dimenticare che la prima regola del marketing è " creare il bisogno del prodotto" e in questi anni le case costruttrici ci sono riuscite benissimo , grazie all'imperante sindrome dell'album di figurine che colpisce il fermodellismo in Italia e dalla quale nessuno di noi è esente, io per primo.
Però , una cura a questo può anche essere quella di fare , cioè di costruire qualcosa , dal piccolo diorama al piccolo impianto , anche solo progettarlo dove si inizia a "perdere tempo " con cose pratiche anzichè sfogliando cataloghi , annotandosi numeri di serie delle confezioni e cazzeggiando interi sabati pomeriggi nei negozi...
saluti

Non posso che condividere. Lo conferma anche il fatto che è un mese che sto perdendo tempo dietro ad un "accessorio" (una nave. La stazione principale del plastico servirà un piccolo porto).

Riguardo ad un altro aspetto, quello dell'usare i plastici in gruppo, io l'ho previsto, avendo progettato da tempo di dotarlo di un blocco elettrico manuale per automatizzare le funzioni di linea ed eventualmente operare in due.


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MessaggioInviato: sabato 13 dicembre 2008, 10:33 
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Iscritto il: giovedì 18 settembre 2008, 8:02
Messaggi: 1443
Località: Grosseto
Quoto incondizionatamente il Masselli, ho detto qualcosa del genere nel forum amico.... :roll: :roll:

Bruno


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MessaggioInviato: sabato 13 dicembre 2008, 11:51 
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Iscritto il: lunedì 17 dicembre 2007, 17:08
Messaggi: 1358
Località: Sesto S. Giovanni e Milano
Ben vengano interventi come quello del Masselli ! sono sempre stimolanti e soprattutto sono piu' costruttivi delle polemiche sull'ultimo modello uscito.

Io ho un fottutissimo problema, non so quanto comune :lol: , ed e' lo spazio.
Vivo in affitto in un bilocale ( dopo la separazione dalla mia ex ) e non ho alcuna possibilita' di permettermi uno spazio piu' grande. E chissa' mai se le cose cambieranno. Forse quando saro' in pensione e me ne andro' in un posto piu' economico di Milano e dintorni.

Pure in questa situazione, pero', cerco sempre di muovere le manine. Tutti i miei rotabili sono stati in qualche modo ritoccati ( dal CFB ho gia' acquistato, piu' di una volta, un sacco di chicche della sezione rail-detail ) e sporcati. Per ogni locomotore ho una cartella di foto ( piu' le riviste) che mi aiutano a cercare di dettagliarlo meglio.

Soprattutto acquisto ( o accumulo? ) non solo treni ma linea aerea, semafori, qualche fabbricato e automezzi per un "futuro" plastico ambientabile, diciamo, anni 70/80.
A volte passo settimane toccando pochissimo i treni perche' sto elaborando dei vecchi camion fiat-lima, tanto per dire ...

Insomma: non sono certo uno scatolaro o un collezionista, compro con molta parsimonia le novita' e solo dopo qualche tempo, e ritengo anch'io che questo hobby sia tale solo se si muovono le mani.

Purtroppo pero' non sono nemmeno un plasticista, non ho neanche un dioramone punto a punto, non sono in grado di impratichirmi col digitale.
Ho 2 metri di binario su un mobile e il tavolo dove mangio pieno per 3/4 di utensili ...
20 anni fa costruivo dei diorami e li tenevo sotto al letto coperti da giornali :) ora non me la sento piu' ... mi guardo intorno e mi chiedo: cosa cacchio potrei fare senza che le persone che entrano in casa mia mi prendano per pazzo completo ( gia' adesso saltano fuori treni anche dalla scarpiera :lol: )

Siamo in tanti in questa situazione? cosa potrei inventarmi ? ultimamente ho comprato qualcosa in H0e per capire se posso ridurre gli spazi... sogno dei tavolati che si ribaltano, che vengono giu' dal soffitto ( chi si ricorda i numeri di "H0 Rivarossi" ? "il plastico in valigia", "il plastico nell'armadio" uno era addirittura riuscito a costruirsi un divano letto col plastico al posto del materasso !!! :shock: )

Mi ha pero' colpito una frase del Masselli: Si fanno dei distinguo? Io colleziono solo locomotive a vapore, ma anche qualcuna elettrica e delle diesel. Italiane, ma ne ho molte anche tedesche ed alcune svizzere ed austriache. Carri e carrozze? Si, ma solo quelle degli anni '60 anche se ho dell'XMPR. Ma per favore, finiamola!!!

Ammetto di rientrare anch'io ampiamente in questa categoria ma e' cosi' sconveniente amare tutti i treni di tutte le epoche e di tutti i paesi ?
Capisco che faccia parte di un ragionamento piu' ampio, che mi trova d'accordo, pero' non mi convince il fatto che il "bravo modellista" dovrebbe avere solo modelli di un paese e di un epoca per non trasformarsi, orribilmente, nel collezionista compulsivo e psicotico ( ho forzato il concetto, ovviamente ).

Scusate lo sfogo un po' prolisso, continuiamo la "battaglia" per far capire che un modello di treno non e' un francobollo...

Licio


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MessaggioInviato: sabato 13 dicembre 2008, 12:57 
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Iscritto il: martedì 11 marzo 2008, 10:16
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il Masselli ha scritto:
Ma come si fa a non aver voglia di rivivere gli ambienti e le situazioni amate con i modelli? Le serate passate sui cavalcavia, con locomotive da manovra al di sotto che andavano su e giù ogni volta con colonne sempre diverse di carri. Il rintoccare della campanella e poi il lento movimento delle sbarre. Silenzio, un sibilo, uno scroscio: un locomotore in corsa con una miriade di vetture dietro, piene di umanità e di destini diversi, raccolti in un tratto di viaggio comune. Famiglie negli scompartimenti, gente in piedi con una tazza di caffè in mano alla vettura ristorante....e noi, da fuori ad osservare questo. Ed insieme a questo immersi in un boato, a cercare di distinguere tipologie di carrelli, particolari del fianco o del sottocassa. Però, quella vettura lì non l'avevo mai vista.....
Ecco, ditemi: quanti secodo voi vengono da queste esperienze? Pochi, molto pochi.


Dici bene, ma lo stimolo non necessariamente può generare un affezionarsi a un'epoca di ricordi diretti. Ad esempio io sono nato negli anni 70, il vapore era in declino ed addirittura, nonostante gli zii erano quasi tutti macchinisti e mi portavano in deposito, ero terrorizzato da quelle locomotive.

Ho usato il treno da piccolo per le gite in montagna la domenica, ho usato poi il treno a lungo in quanto universitario fuori sede...oggi non uso più il treno da una decina di anni ma sto finendo un plastico con una linea secondaria in concessione anni 20-30. Io non c'ero negli anni 20-30, eppure non per questo posso fare un cattivo lavoro.

Quindi a mio avviso è un atteggiamento quello che tu critichi, più che un modo di fare fermodellismo.

Tempo fa pensavo "fammi vedere il tuo plastico (e dimmi da quanto ci lavori) e ti dirò chi sei". Oggi scopro che il plastico sembra essere superfluo per fare fermodellismo. Non posso però dire "mostrami la tua collezione e ti dirò chi sei" in quanto potrei dare un giudizio limitato, come se collezionare trenini, francobolli o figurine sia la stessa cosa.

Il fermodellismo è un hobby dinamico, nel senso che i modelli si muovono. Fra l'altro almeno la metà del prezzo di una locomotiva è dovuto al costo delle meccaniche e della motorizzazione fatta a questo scopo.

Poi vi è la patologia mentale, come dici te...esiste un vecchio proverbio (penso cinese...) che dice: "chi si affeziona troppo agli oggetti ha problemi ad amare le persone".


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MessaggioInviato: sabato 13 dicembre 2008, 13:06 
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licio ha scritto:
Io ho un fottutissimo problema, non so quanto comune :lol: , ed e' lo spazio.


Ho lo stesso problema, non tanto di spazio "fisico" ma di gestione di esso e di convivenza con chi abita insieme a me.

Un modellista non dovrebbe invadere lo spazio vitale di un'abitazione, a meno che non sia una famiglia di maniaci fermodellisti. Siccome pare che i fermodellisti siano al 99% uomini è difficile non trovarsi a discutere su dove fare e mettere trenini e plastico.

Avendo l'occasione di scegliere ho potuto ricominciare a fare "trenini" con la scala N, così ho risolto in modo considerevole il problema spazio.

Con l'attuale taglio degli alloggi e la crisi del settore modellismo, non capisco come mai si insiste a potenziare e promuovere la scala H0 e a lasciare N e Z al palo. Forse per le ragioni di cui si parla nell'editoriale...e il tuo caso è emblematico: la casa piccolissima perchè capita nella vita...ma riempita di trenini.

Se ci fosse una pari offerta di modelli e a pari prezzo, considerando le tue difficoltà di spazio, faresti ancora la H0 o sceglieresti N (o Z) ?

Pur di avere un plastico nella mia situazione io ho scelto la scala N. Ma non tutti hanno ne la voglia ne il coraggio di fare queste scelte radicali...e li capisco.


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MessaggioInviato: sabato 13 dicembre 2008, 14:01 
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electrofrog ha scritto:
Pur di avere un plastico nella mia situazione io ho scelto la scala N. Ma non tutti hanno ne la voglia ne il coraggio di fare queste scelte radicali...e li capisco.

Toh, siamo in due.
Hai dato a licio la stessa risposta che stavo dare io.


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MessaggioInviato: sabato 13 dicembre 2008, 14:10 
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Iscritto il: martedì 11 marzo 2008, 10:16
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snajper ha scritto:
electrofrog ha scritto:
Pur di avere un plastico nella mia situazione io ho scelto la scala N. Ma non tutti hanno ne la voglia ne il coraggio di fare queste scelte radicali...e li capisco.

Toh, siamo in due.
Hai dato a licio la stessa risposta che stavo dare io.


Certamente non è la scala N la panacea di tutti i guai del fermodellismo italico, ma in questo momento è una grande occasione mancata. Si è già parlato molto qui nel forum di carenza di modelli commerciali FS in questa scala...non voglio qui andare OT parlando dei problemi degli ennisti.

Ho a casa dei vecchi numeri di Loco Revue, rivista francese, e devo dire che sono anni luce lontani da quello che intendiamo noi e da come facciamo noi le riviste. Non so il francese, ma sono illustratissime e talmente chiare che anche un cinese potrebbe capire che cosa intendono per fermodellismo. Devo dire comunque che l'ultimo numero di TTM sta percorrendo quella strada, per cui è solo questione di tempo.
Cambiare le riviste è semplice, sono i modellisti che invece... :wink: :x


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