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MessaggioInviato: sabato 13 dicembre 2008, 14:12 
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Mah, se cominciassi adesso la tentazione di prendere la N sarebbe forte, lo ammetto.
Con una collezione di una mezza ( speriamo! ) vita e' dura ...
Tieni pero' anche conto che dopo i 40 anni la vista da vicino diminuisce fatalmente :lol: : in realta' bisognerebbe crescere di scala man mano che si invecchia ! ( vero Torrino, ogni tanto ne parli anche tu, o sbaglio ? )

Inutile ripetere i "difetti" della scala N, pero' sto valutando, da un po' di tempo, se non e' il caso di dedicare una particina delle mie finanze per cominciare un impianto "minimo" in 1/160 ed eventualmente crescere piano piano se la cosa sara' possibile e mi piacera'.
Ecco, questa potrebbe essere una soluzione e potrebbe riportarmi alle origini. Quando ero ragazzo e la mia "bella" asse 220x130 l'avevo ma con 4 "convogli" punto e basta ( ed erano gia' troppi per quel minuscolo spazio! 1 treno passeggeri, un merci, una coppia di automotrici e una locomotiva da manovra :| ).
Ovvio che, se lo faccio, vado sul tedesco e buonanotte !

mah ... :roll:


Ultima modifica di licio il sabato 13 dicembre 2008, 15:44, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: sabato 13 dicembre 2008, 14:49 
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licio ha scritto:
Ovvio che, se lo faccio, vado sul tedesco e buonanotte !

mah ... :roll:


Certamente se fai scala N l'ambientazione americana o tedesca sono più facili, in tutti i sensi. Fra l'altro se vuoi provare la N e non sei sicurissimo direi che conviene iniziare con uno start set americano comprato in un negozio online USA (visto il cambio euro-dollaro...). Ci sono in giro ancora i vecchi starset LifeLike e i modelli Bachmann...se il problema è il prezzo. Poi c'è anche ebey... anche l'ambientazione inglese inizio secolo non è male e ci sono molte possibilità per la N. Dapol e Graham Farish fanno locomotive belle ed economiche, e se proprio vuoi spendere pochissimo ci sono i kit dei carri Peco che costano circa 4 euro l'uno...

Non escluderei comunque il mondo italiano in quanto esiste un modo di fare fermodellismo che ha molto successo negli USA ma pochissimo qui da noi: il freelance. Eppure l'Italia, specie quella degli anni fra le due guerre, ha una tradizione di ferrovie secondarie concesse o FS che fa impressione. Sembrerebbe quasi che il Far West lo abbiamo qui da noi...in ogni dove c'erano tranvie e linee locali...e soprattutto si può facilmente ambientarne una di fantasia adoperando le locomotive ed i vagoni tedeschi di epoca II-III, come ho fatto io.

Per le locomotive i modelli erano simili alle BR 89 e 98 fatte da Arnold, Minitrix e Fleischmann per la N. Si trovano facilmente e a prezzi incredibili su ebey, se fuori produzione. Per i carri si possono adattare i già citati kit PECO in quanto spesso i primi materiali delle linee concesse erano proprio simili a quelli inglesi di inizio secolo.

Questa è una chiave di lettura che offre molte possibilità...certo che se vuoi una linea di valico, elettrificata e con la sua bella 626 e i suoi classici carri FS, le corbellini, le littorine etc... è un bel sogno in questo momento. Oppure un investimento da paura che lo può fare a cuor leggero solo uno che ha i milioni di euro in banca, arruolando una schiera di artigiani...


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MessaggioInviato: sabato 13 dicembre 2008, 15:33 
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Nome: Fabrizio Ferretti
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Piacerebbe anche a me, andare sulla scala N, oltretutto lo spazio disponibile che ho mi direbbe di farlo, però avrei il problema "vista", come dice Licio, già è difficile costruire in H0, figuriamoci in N! Allora ho scelto la via di mezzo, ovvero l'H0 ridotto. Ho, sto realizzando, due plastici sovrapposti, uno in H0 ridotto italiano ed uno che sarà un piccolo plastico operativo in H0.
Il giorno che avrò lo spazio coronerò il sogno della mia vita: unire tutti i moduli finora realizzati della Orte-Ancona che tengo sparsi tra casa mia e dei miei suoceri, al fine di realizzare il tratto tra Fossato e Serra San Quirico nei suoi punti salienti. Al centro metterò la vecchia stazione di Fabriano. E sono stato previdente, ho realizzato questi moduli con binario in cod83! :wink:
E poi dite sempre che non faccio un caz....! :evil:
Ciao, Fabrizio.


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MessaggioInviato: sabato 13 dicembre 2008, 15:59 
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Iscritto il: lunedì 17 dicembre 2007, 17:08
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Località: Sesto S. Giovanni e Milano
E infatti, Fabrizio, sei uno dei forumisti che mi ha fatto pensare sempre piu' intensamente all'H0e ...

Non e' che non fai un caz... ma sei "timido" a postare foto sul forum :wink:

Grazie Electrofrog, se faro' qualcosa in "enne" ti eleggero' fra i miei Guru! :lol:


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MessaggioInviato: sabato 13 dicembre 2008, 16:44 
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Nome: Fabrizio Ferretti
Iscritto il: sabato 14 gennaio 2006, 16:31
Messaggi: 7525
Località: Fabriano
Postare le foto qui con image shark o come diavolo si chiama, mi riempe il pc di spam, non so perchè, c'ho provato, cosa credi? :wink:
Un altro motivo è che tanto, prima o poi Benedetto le mette su TTM, allora lo preferisco, mi rimane la carta stampata che considero un documento migliore con cui lavorare. TTM me lo porto anche in cantina per prendere spunti, spessorare la zampa del tavolo che balla, le immagini web, dovrei stare sempre a stamparle...... Poi le perdo.....
Ciao, Fabrizio.


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MessaggioInviato: sabato 13 dicembre 2008, 16:51 
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Iscritto il: martedì 11 marzo 2008, 10:16
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Torrino ha scritto:
sto realizzando, due plastici sovrapposti, uno in H0 ridotto italiano ed uno che sarà un piccolo plastico operativo in H0.


Le difficoltà aguzzano l'ingegno :D

Torrino ha fatto due plastici sovrapposti, io invece sto finendo un plastico a due piani, collegati con un elevatore dietro lo sfondo. sono due mensole a parete da 35cm, distanziate di 40 cm fra loro in altezza e lunghe 369 cm. Certamente sarebbe stato meglio tutto ad un livello, ma un corridoio lungo 750 cm non lo ho. Quindi ho costruito nello studio di casa mia una nuova libreria con due ripiani "speciali". Neanche dire che in H0 tale impianto avrebbe uno sviluppo di 16 metri circa e largo almeno 60 cm... all'inizio volevo anche io fare un classico diorama operativo di una stazione, in H0. Poi ho valutato le possibilità della scala N e il fatto che veramente in così poco spazio, saggiamente inserito in un arredo, potevo avere sinteticamente una piccola ferrovia intera. Questo mi permette di "esercitarla", cosa che comunque avrei fatto con difficolta nel caso di un ovale specie se in H0. Cosa fra l'altro non trascurabile, in questo modo sono riuscito a portare il plastico dentro l'appartamento, ed evitare i classici luoghi ove si esprimono i fermodellisti, cioè le soffitte e le cantine umide e polverose. Inoltre l'approccio modulare permette di lavorare agevolmente e di variare in futuro le possibilità.

Tornando al tema della discussione, i problemi di cui si parla ora fra me, licio e torrino sono uno dei motivi per cui il fermodellismo è affascinante. E' uno dei rarissimi hobby che, nel momento in cui si intende fare il plastico, obbliga la gente a diventare un po falegnami, elettricisti, metalmeccanici, arredatori etc...

Se tutti facessero i "vetrinisti" non avremmo tanti bei lavori e tante belle idee nelle riviste su come e dove fare il plastico in pochissimo spazio. Fra l'altro alcuni capolavori fra i plastici non sono i mastodontici impianti ma proprio quelli che risolvono inserendo il plastico in modo armonico nell'abitazione. Un esempio significativo è nell'ultimo TTM.

Più difficoltà ci sono, più diventa interessante provarci.


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MessaggioInviato: domenica 14 dicembre 2008, 11:57 
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Iscritto il: domenica 15 luglio 2007, 9:46
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electrofrog ha scritto:
Cambiare le riviste è semplice, sono i modellisti che invece... :wink: :x

Eh, hai messo il dito sulla piaga. Se cambiassero i modellisti, dovrebbero cambiare anche i produttori e gli importatori... :wink:


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MessaggioInviato: lunedì 15 dicembre 2008, 9:29 
Ho letto l'articolo su TT ieri sera e contribuisci volentieri alla discussione in corso. In due articoli publicati sui numeri di TT 30 e 31, da me scritti grazie alla disponibilità di Bendetto e della redazione, presentando un mio modello in scala 1:20 avevo già ampiamente spiegato che il modellismo ferroviario si caratterizza proprio per la capacità di confrontarsi con una serie complessa di argomenti che vanno dall'uso delle colle, alle dinamiche di funzionamento di un locomotore elettrico al vero. Con questo voglio dire che quello che in modo riduttivo viene chamato "hobby" in realtà contiene una serie di implicazioni di ordine culturale che lo rendono certamernte qualche cosa di più complesso. E in questa complessità di aspetti ci sta dentro tutto, dal tanto vituperato collezionista che comunque dei modelli in vetrina conosce anche i dettagli più segreti (si vedano le discussioni del forum nelle quali si disquisisce a lungo sul diametro dei fari, sulle dimensioni delle targhe, la brunitura delle ruote) fino al modellista più incallito che illustra in che modo è riuscito a sistemare il suo plastico sopra l'armadio di casa. E tutti gli infiniti aspetti di questa nostra comune "passione" se così vogliamo chiamarla sono comunque degni di rispetto e di apprezzamento. Altra cosa invece è la corsa all'accaparramento del modello, ultimamente incentivata dalle case produttrici che sinceramente e a mio avviso stanno immettendo nel mercato una mole esagerata di prodotti. E come ben sapete l'abbondanza di offerta, anche per l'ovvia limitatezza dei nostri portafogli e in un periodo particolare della nostra ecomomia, non giova sicuramente al mercato. Quindi ben venga quella nostra ricchissima tendenza ad aguzzare l'ìingegno, studiando tecniche, uso dei materiali che soddisfino le nostre esigenze di modellisti senza necessariamente intaccare il nostro bilancio. In definitiva una scelta accurata dei modelli dettando in qualche modo, da acquirenti, nuove regole di mercato ma anche abilità ed efficacia nel realizzare i tracciati e gli spazi dove farli girare. Non è necessario un plastico mastodontico (cetre realizzazioni viste di recente sinceramente mi spaventano); bastano pochi centimetri quadri per ottenere piena soddisfazione alle nostre esigenze e per ambientare digitosamente i nostri modelli.
Un saluto a tutti :D


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MessaggioInviato: lunedì 15 dicembre 2008, 9:38 
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Iscritto il: martedì 11 marzo 2008, 10:16
Messaggi: 558
pugio ha scritto:
Con questo voglio dire che quello che in modo riduttivo viene chamato "hobby" in realtà contiene una serie di implicazioni di ordine culturale che lo rendono certamernte qualche cosa di più complesso.

Altra cosa invece è la corsa all'accaparramento del modello, ultimamente incentivata dalle case produttrici che sinceramente e a mio avviso stanno immettendo nel mercato una mole esagerata di prodotti. E come ben sapete l'abbondanza di offerta, anche per l'ovvia limitatezza dei nostri portafogli e in un periodo particolare della nostra ecomomia, non giova sicuramente al mercato.


Direi che approvo il tuo intervento. Fra l'altro se le ditte non vendono devono prima o dopo "svendere". Se svendono rimangono comunque molti canali in cui reperire modelli di qualità a basso costo, ad esempio le aste su internet di un noto sito, molto conosciuto dai modellisti.
Questo fa in modo che pre forza un modellista dovrà informarsi e specializzarsi maggiormente in quanto i modelli che si vincono alle aste abbisognano di manutenzione e di ripristino. Quindi alla fine se resiste la passione per i trenini semplicemente spariscono i canali meno redditizi, per una semplice legge economica. Un esempio? I negozi di modellismo non sono mai stati poveri e deserti come negli ultimi anni...e quelli che vivono dignitosamente spesso hanno proprio una loro attività noline che li tiene vivi.


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