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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Dal disegno alla fotoincisione.
MessaggioInviato: martedì 22 dicembre 2009, 22:32 
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Iscritto il: sabato 14 gennaio 2006, 18:36
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Per preparare delle lastre in fotoincisione...quali sono i programmi più usati per disegnare al computer?


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 Oggetto del messaggio: Re: Dal disegno alla fotoincisione.
MessaggioInviato: mercoledì 23 dicembre 2009, 0:50 
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Iscritto il: giovedì 19 gennaio 2006, 19:18
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http://www.forum-duegieditrice.com/viewtopic.php?f=7&t=39059
:wink:


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 Oggetto del messaggio: Re: Dal disegno alla fotoincisione.
MessaggioInviato: mercoledì 23 dicembre 2009, 10:42 
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Iscritto il: mercoledì 12 aprile 2006, 19:44
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Pur col rischio di ripetere cose già dette, mi permetto solo alcuni consigli.
Detto che i programmi più utilizzati sono AutoCad e Coreldraw, l'arte di disegnare pezzi per essere realizzati con fotranciatura chimica, deve essere accompagnata da un minimo di esperienza sul comportamento del metallo con il quale si intende realizzare il modello. Vi è differenza tra disegnare pezzi destinati ad essere realizzati in ottone, piuttosto che in alpacca, ovvero in acciaio, o ancora in rame-berillio o in bronzo-fosforoso. Posto che alcune leghe sono meno utilizzate, la restituzione dell'incisione è diversa a seconda del metallo e quindi per la restituzione corretta dei particolari in mezza incisione, così come delle tracce per le piegature dovrà essere attentamente valutata con un minimo di esperienza. Sotto questo aspetto, l'ottone è più "morbido" mentre l'alpacca mantiene una certa rigidità per la quale lo spessore della traccia di piegatura non può mai scendere sotto il valore dello spessore del materiale scelto, rigidità che diventa massima con l'acciaio e considerevole con il rame-berillio. Analogamente particolari come chiodature che risultano evidenti se fatte in ottone, con alpacca, o peggio in acciaio, diventano più sfumate tanto da scomparire in certi casi: colpa della trama atomica dei due materiali che reagisce diversamente all'aggressione dell'acido.
Ricorda poi che il pezzo e il particolare reale ridotto in scala deve essere sempre interpretato dal progettista, poiché non la riproduzione non sottosta mai alla semplice riduzione nel rapporto scelto. In sostanza, scelto il modello da realizzare, le sue componenti non sono mai pari a quelle reali diviso il rapporto di scala!
Disegnando il pezzo lascia sempre considerevole spazio all'intorno per poterlo rimuovere: le materozze (detti anche "testimoni") che lo legano al telaio (corpo della lastra incisa) in spessore non devono mai scendere sotto lo spessore del materiale inciso; disegnando tutti i pezzi privilegia il pieno al vuoto, poichè l'acido agisce meglio se deve erodere meno materiale.
Mi permetto questi suggerimenti forte dell'esperienza maturata in più di vent'anni d'attività,cominciata quando i disegni e, poi le pellicole, venivano realizzati con procedure di puro disegno al tecnigrafo. Molti si sono affacciati a questa disciplina, per curiosità e per lavoro, e hanno attinto ad esperienze altrui. Su tutti il consiglio di fare tesoro di questo, ma evitare chi ti farà cadere questo dall'alto, magari proprio da qualcuno che se ne è appropriato successivamente senza particolari meriti.


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 Oggetto del messaggio: Re: Dal disegno alla fotoincisione.
MessaggioInviato: mercoledì 23 dicembre 2009, 11:02 
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Iscritto il: giovedì 12 gennaio 2006, 8:32
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Uh! Le mitologiche lastrine FCF???


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 Oggetto del messaggio: Re: Dal disegno alla fotoincisione.
MessaggioInviato: mercoledì 23 dicembre 2009, 16:29 
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Iscritto il: giovedì 12 gennaio 2006, 8:53
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Località: Bruschi
io uso l'auytocad, e rifinisco la latsra con i riempimenti in corel
Faccio incidere principalmente alpacca e ottone ,ma anche acciaio e bronzo.
Non ho notato la differenza di incisione sui particolari che diceva FC...forse è merito del mio fotoincisore?
Può essere ...
Se hai bisogno di informazioni ulteriori, scrivi qui o in privato ,
saluti


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 Oggetto del messaggio: Re: Dal disegno alla fotoincisione.
MessaggioInviato: mercoledì 23 dicembre 2009, 23:32 
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Iscritto il: mercoledì 26 settembre 2007, 0:18
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Località: montedoro (caltanissetta)
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dovendo disegnare una cornice quale soluzione è meglio? io penso la 2^ ma vorrei conferme.


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 Oggetto del messaggio: Re: Dal disegno alla fotoincisione.
MessaggioInviato: mercoledì 23 dicembre 2009, 23:40 
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Nome: Alessandro Rizzello
Iscritto il: sabato 14 gennaio 2006, 15:50
Messaggi: 1563
Località: Pistoia
In effetti essendoci meno materiale da corrodere sarebbe meglio la soluzione del disegno di destra,però il pezzo "dentro" alla cornice, non avendo testimoni, cadrà poi nell'acido...vabè dici chisenefrega! tanto non ti serve... tuttavia non so se questi pezzi fluttuanti possono dare dei problemi nell'operazione di incisione.
Magari più esperti ne sapranno di più.
Alessandro


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 Oggetto del messaggio: Re: Dal disegno alla fotoincisione.
MessaggioInviato: giovedì 24 dicembre 2009, 0:00 
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Iscritto il: giovedì 12 gennaio 2006, 8:53
Messaggi: 6255
Località: Bruschi
se la cornice è , nel disegno di sx , la parte nera, hai sbagliato a disegnare.
devi ricordarti che nella fotoincisione si ragiona esattamente al contrario dell'incisione dei circuiti stampati.
Il bianco ( rimarrà trasparente sull'acetato) consentirà il passaggio della luce sotto l'esposizione, e polimerizzerà il fotoresist, quindi il metallo al di sotto NON sarà inciso!!
Quindi nero=incisione , bianco= metallo...rifai il disegno e i testimoni non devono mai essere inferiori dello spesssore del materiale che stai usando.
buon lavoro


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 Oggetto del messaggio: Re: Dal disegno alla fotoincisione.
MessaggioInviato: giovedì 24 dicembre 2009, 0:25 
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Iscritto il: lunedì 16 gennaio 2006, 20:24
Messaggi: 1504
Località: Pescara
Visto l'intervento del grande Claudio, mi permetto di ricordare il topic

http://www.forum-duegieditrice.com/viewtopic.php?f=7&t=18615&start=0

dove si era andati abbastanza avanti nella discussione sulla fotoincisione.

Il progetto che l'ha originata e' solo passato in coda, ma non accantonato

Ciao e Buon Natale, Antonello


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 Oggetto del messaggio: Re: Dal disegno alla fotoincisione.
MessaggioInviato: giovedì 24 dicembre 2009, 0:42 
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Iscritto il: mercoledì 26 settembre 2007, 0:18
Messaggi: 554
Località: montedoro (caltanissetta)
claudio.mussinatto ha scritto:
devi ricordarti che nella fotoincisione si ragiona esattamente al contrario dell'incisione dei circuiti stampati.


dipende dal fotoresist che può essere positivo o negativo, basta chiarirlo con l'azienda


ma il mio dubbio come ha inteso STANGA-TIBB è appunto nella possibilità di limitare l'azione corrosiva ai soli contorni della regione interna, mi chiedo anch'io cosa succede se alcune parti inutili, si staccano dalla lastrina

(poi ovviamente uno cerca di fare un nesting abbastanza spinto)


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 Oggetto del messaggio: Re: Dal disegno alla fotoincisione.
MessaggioInviato: giovedì 24 dicembre 2009, 0:46 
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Iscritto il: mercoledì 12 aprile 2006, 19:44
Messaggi: 98
Mussinatto, Mussinatto...
Fai tesoro anche tu di quello che ti è stato detto quando ti sei affacciato a questa nuova "arte"!
In realtà, nell'esempio citato non vi è alcun errore. Nella fotoincisione puoi agire in positivo o in negativo; l'importante è comunicare il sistema all'estensore della pellicola, che dovrà conoscere se l'incisione corrisponde al bianco o al nero.
Per inciso, il trucco per far si di consumare poco materiale e massimizzare l'utilizzo dello stesso senza sprechi, è ricavare pezzi piccoli all'interno di quelli più grandi. Nell'esempio della cornice, l'interno si presta bene per accoglier ulteriori parti che vi verranno collegate con altreti testimoni disposti con intelligenza.


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 Oggetto del messaggio: Re: Dal disegno alla fotoincisione.
MessaggioInviato: giovedì 24 dicembre 2009, 8:34 
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Nessun tesoro...io sono a disposizione per qualunque spiegazioni e come qualcuno ha più volte potuto toccare con mano , anche a fornire nomi e cognomi delle ditte alle quali mi appoggio.
Addirittura avevo proposto degli articoli per la rivista e aperto un 3d dove poter seguire passo a passo i disegni che chiunque poteva mandarmi dopo aver scelto un soggetto comune.
Semplicemente, io non ho mai fatto della fotoincisone casalinga , non essendo soddisfatto dei risultati e non avendo nessuna intenzione di pasticciare con acidi e vapori di metalli pesanti; rivolgendomi a ditte specializzate, non mi sono mai sentito chiedere se volevo il fotorerist negativo o positivo, tutto qui...


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 Oggetto del messaggio: Re: Dal disegno alla fotoincisione.
MessaggioInviato: giovedì 24 dicembre 2009, 9:15 
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Iscritto il: giovedì 19 gennaio 2006, 19:18
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massimo2mila2 ha scritto:
dipende dal fotoresist che può essere positivo o negativo, basta chiarirlo con l'azienda

Io non so chi ti abbia fornito questa informazione, ma è sbagliata.

Cita:
sarebbe meglio la soluzione del disegno di destra,però il pezzo "dentro" alla cornice, non avendo testimoni, cadrà poi nell'acido...vabè dici chisenefrega! tanto non ti serve..

Idem come sopra; l'informazione è errata.
I pezzi che "cadono" possono bloccare le macchine di incisione.


Le fotoincisioni si disegnano solo come tenta di spiegarvi Claudio, che oltre tutto non sarebbe neanche tenuto a farlo, e poi viene pure criticato... Claudio, ma perché non lasci perdere, visto che c'é tanta gente che la sa più lunga di te...? :wink:


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 Oggetto del messaggio: Re: Dal disegno alla fotoincisione.
MessaggioInviato: giovedì 24 dicembre 2009, 11:02 
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Iscritto il: giovedì 12 gennaio 2006, 8:53
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Ma lo sai che io sono un buono , nonostante l'aspetto... :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:
Però , ultimamente su ciò che mi hai consigliato , devo rifletterci un pò...
saluti a tutti e buon natale


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 Oggetto del messaggio: Re: Dal disegno alla fotoincisione.
MessaggioInviato: giovedì 24 dicembre 2009, 11:54 
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Iscritto il: mercoledì 12 aprile 2006, 19:44
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Buon Natale Claudio.
Sei una persona in gamba e ti fa onore dare consigli a chi non ha esperienza.
Non seguire quelli di chi ti vorrebbe geloso di questa disciplina: quando né eri sprovvisto e lo hai chiesto a me (non ti dirò chi sono ma farai mente locale...) non ti ho lesinato informazioni e trucchi; sia parlando direttamente che attraverso un nostro comune amico.
Quindi, anche nello spirito natalizio, continua ad essere dispensatore di informazioni, perché parlare della reciproca esperienza in tema fa crescere tutti.
Io non mi tirerò mai indietro nel "democratizzare" l'argomento a chiunque chieda informazioni.


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