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 Oggetto del messaggio: La E626 di Italo Briano
MessaggioInviato: mercoledì 24 marzo 2010, 16:39 
Dagli archvi di un carissimo amico (Maurizio Casini Ropa) il Clamferr ha avuto a disposizione uno straordinario reperto. Un C.T. di Italo Briano sul quale stiamo lavorando per la realizzazione di una E626 della serie 015 - 099. La sigla C.T indica un clichè tipografico, dal quale con un procedimento rivoluzionario per l'epoca Italo Briano otteneva delle lastre fotoincise per la realizazione molto fedele di modelli in scala. Tale procedimento, partendo da una ripresa fotografica del disegno originale con le varie parti del modello, impressa su pellicola fotomeccanica, consentiva di ottenere un negativo successivamente stampato su una lastrina di zinco dello spessore di 0,9 mm precedentemente preparata con una emulsione fotosensibile e sviluppata in un apposito bagno. La lastra così sviluppata veniva sottoposta ad un ulteriuore bagno in acido che intaccava solo le parti impressionate, in relazione al tempo di immersione, lasciando in evidenza le parti in positivo. Una tecnica assai nota a chi usa l'acquaforte come mezzo espressivo ma mai utilizzata fino ad allora in modellismo. Seguiva poi il taglio e la lavorazione, certamente complessa, delle parti fino alla realizzazione del modello.
Immagine Immagine

La prima foto, con una E626 077 realizzata da A. Betti Carboncini e le informazioni sui C.T. sono ricavate dal n. 2 di Treni e Plastici dell'aprile 1979.
Saluti a tutti :D


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 Oggetto del messaggio: Re: La E626 di Italo Briano
MessaggioInviato: mercoledì 24 marzo 2010, 23:31 
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Iscritto il: giovedì 12 gennaio 2006, 10:06
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beh, nulla di nuovo sotto il sole: era ed è la fotoincisione... oggi si fa con metodi più moderni (i disegni non sono più fotografati ma stampati direttamente su pellicola), arrivando a anche a quella a tre livelli...
I CT di Briano, buoni per l'epoca, sono oggi completamente superati!


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 Oggetto del messaggio: Re: La E626 di Italo Briano
MessaggioInviato: mercoledì 24 marzo 2010, 23:48 
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Iscritto il: lunedì 16 gennaio 2006, 20:24
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Località: Pescara
Ricordo ancora la fatica improba per limare a 45 gradi i bordi dei vari pezzi in modo tale da poterli
giuntare ad angolo retto tramite saldatura.

E ancora lima lima e lima per aggiustare tutte le aperture fatte col seghetto da traforo !

A partire dal lavoro di Briano cominciai a sperimentare la fotoincisione intorno al '78 con buoni risultati
(per quei tempi ). Utilizzavo pero' zinco da 0,6 mm di spessore e col mio zincografo di fiducia avevamo
trovato come fare l'incisione passante.

Tutti i disegni fatti a china su acetato in scala 3 o 4 a 1 poi fotografati e ridotti con cura in 1 a 1.

Lavoro improbo di 'spuntatura' dei difetti sulle lastre con una vernice rossa densisima.

Alcuni miei lavori erano riprodotti sui primi Fermodel News.

Se qualcuno e' interessato vado in soffitta a cercare i master e le ultime lastre che non ho regalato.

http://pescaraferr.8m.com/Portal/Antonello/antonelloarch4.html

Antonello


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 Oggetto del messaggio: Re: La E626 di Italo Briano
MessaggioInviato: giovedì 25 marzo 2010, 1:54 
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Iscritto il: giovedì 9 novembre 2006, 17:14
Messaggi: 417
Ringrazio Antonello e Pugio.
Per il resto : incommentabile .
luca


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 Oggetto del messaggio: Re: La E626 di Italo Briano
MessaggioInviato: giovedì 25 marzo 2010, 8:16 
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Iscritto il: giovedì 12 gennaio 2006, 10:06
Messaggi: 2935
Cita:
Ricordo ancora la fatica improba per limare a 45 gradi i bordi dei vari pezzi in modo tale da poterli
giuntare ad angolo retto tramite saldatura.
E ancora lima lima e lima per aggiustare tutte le aperture fatte col seghetto da traforo !


si erano delle soluzioni pionieristichei. Affascinanti e per quell'epoca l'unica alternativa al... non avere la E 626. Però il lavoro di finitura era davvero improbo, io da ragazzino voglioso di E 626 riuscii a vedere una di quelle lastre al negozio di Firenze (non c'erano solo le E 626 per altro) e rimasi delusissimo. In pratica l'incisione era appena accennata e i finestrini erano tutti da aprire, le lastre non si potevano piegare ma come dice antonello, andavano lavorate a 45°. E poi... sarà che ero under 10, ma mi pare che la cifra richiesta fosse nemmeno bassa. In seguito vidi anche il modello di ABC...


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 Oggetto del messaggio: Re: La E626 di Italo Briano
MessaggioInviato: giovedì 25 marzo 2010, 8:41 
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Iscritto il: lunedì 16 gennaio 2006, 8:37
Messaggi: 2857
Località: Roma
E come no?
I modelli erano molto interessanti.
Io comprai una lastrina per fare un Dm 99 che non venne neanche malaccio, ma fu un lavoro!!!!
Con il (poco) tempo che ho oggi da dedicare ai treni, quanto varrebbe in ore lavoro/costo un modello del genere?

Comunque il succo del discorso, mutatis mitandis (absit iniuria verbis!), è questo: ah, quando si faceva il bucato con la cenere! Quanto era bello, quanto era poetico! Ma quale massaia di oggi, invece di usare la lavatrice, andrebbe ad usare la cenere?


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 Oggetto del messaggio: Re: La E626 di Italo Briano
MessaggioInviato: giovedì 25 marzo 2010, 9:09 
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Iscritto il: venerdì 3 luglio 2009, 22:07
Messaggi: 69
Ciao ha ragione Benedetto....le lastre del E626 non erano sole....vi erano anche le lastre per fare la E400. Allora l'E626 non era ancora stato fatto da Roco e allora ci si accontentava....ma come sostiene anche Benedetto, e mi aggiungo anche io, le lastre non erano un granchè....le chiodature erano enormi....la profondita di incisione era grossolana...poi tutto il lavoro di dover tagliare e limare a 45° per le giunzioni.....adesso che ci siamo abituati a modelli quasi perfetti....un modello fatto con tali lastre non avrebbe più senso....


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 Oggetto del messaggio: Re: La E626 di Italo Briano
MessaggioInviato: giovedì 25 marzo 2010, 10:01 
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Iscritto il: venerdì 27 gennaio 2006, 13:12
Messaggi: 1532
Aggiugerei le lastre fotoincise in zinco della la D 208 Fipem che ho costruito insieme all'E 400.
Tecnologia di trent'anni fa circa, ma affascinante per l'epoca perchè rappresentava un modo rivoluzionario di autocostruzione di modelli, il famoso manuale del mitico Italo Briano è il compendio o meglio, la bibbia che contiene queste preziose tecniche e finalmente le diffondeva alla grande massa degli appassionati.
Ma è roba d'altri tempi, tempi di noi vetusti fermodellisti d'epoca.. :)
buoni lavori a tutti
Giancarlo


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 Oggetto del messaggio: Re: La E626 di Italo Briano
MessaggioInviato: giovedì 25 marzo 2010, 10:18 
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Iscritto il: giovedì 12 gennaio 2006, 10:06
Messaggi: 2935
Cita:
non erano sole....vi erano anche le lastre per fare la E400.


si si pure quelle vidi a firenze... il procedimento -altrimenti il thread fa passare un messaggio impreciso- non era nuovo, ne rivoluzionario, era solo la prima volta che si applicava al fermodellismo in Italia. In germania già avevano la fotoincisione passante su ottone. Semmai fa onore a chi, con la pochezza assoluta dei mezzi di allora, si barcamenava per offrire qualcosa per uscire dal tunnel. Pochissimi anni dopo la Modeltecnica avrebbe offerto agli italiani la "qualità europea", con i kit M+F... sempre cari, ma "fattibili". E la 743 di E.M. su base RR ancor oggi fa la sua porca figura!

Cita:
Ma quale massaia di oggi, invece di usare la lavatrice, andrebbe ad usare la cenere?


beh oggi c'è il detersivo con la cenere... fanno pure la pubblicità in TV! vai a vedere che tra un po' i maghi del marketing ci proporranno i modelli di plastica col dettaglio dei CT... come ai bei tempi andati...


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 Oggetto del messaggio: Re: La E626 di Italo Briano
MessaggioInviato: giovedì 25 marzo 2010, 11:27 
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Iscritto il: lunedì 16 gennaio 2006, 20:24
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Località: Pescara
A parità di anni ricordo anche le lastrine preparate da Modellismo 58 in via Pandosia a Roma.

C'erano il 'Cubo', l' E621, la cabina della 736 e altre che non mi sovvengono.

Ricordo anche io la fotoincisione passante in ottone ( era Gerard ? ), ma per noi comuni mortali
l'accesso alle zincografie era piu' semplice ( si fa per dire ).

E ricordate il tender da 21 mc di Timishoara pubblicato su IF ?

Antonello


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 Oggetto del messaggio: Re: La E626 di Italo Briano
MessaggioInviato: giovedì 25 marzo 2010, 17:39 
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Iscritto il: mercoledì 26 aprile 2006, 19:45
Messaggi: 437
Località: Palermo
A suo tempo le presi quasi tutte ansioso di avere modelli allora introvabili e sperando di costruirmeli. Oggi sono come allora, conservate per ricordo ognuna nella propria busta a memoria delle c......e che facevo da giovane.
Saluti


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 Oggetto del messaggio: Re: La E626 di Italo Briano
MessaggioInviato: giovedì 25 marzo 2010, 20:21 
si si pure quelle vidi a firenze... il procedimento -altrimenti il thread fa passare un messaggio impreciso- non era nuovo, ne rivoluzionario, era solo la prima volta che si applicava al fermodellismo in Italia. In germania già avevano la fotoincisione passante su ottone. Semmai fa onore a chi, con la pochezza assoluta dei mezzi di allora, si barcamenava per offrire qualcosa per uscire dal tunnel. Pochissimi anni dopo la Modeltecnica avrebbe offerto agli italiani la "qualità europea", con i kit M+F... sempre cari, ma "fattibili". E la 743 di E.M. su base RR ancor oggi fa la sua porca figura!

E bravo Benedetto, prima l'esuberanza e poi la riflessione più attenta!
Nulla di rivoluzionario oggi ma per allora, almeno in Italia certamente sì.
I thread in genere lasciano passare il messaggio che contengono e chi vuole, se vuole, apprezza e fa le sue considerazioni altrimenti passa oltre. Credo che la disponibilità a riversare contenuti nel forum debba, comunque, come minimo essere apprezzata.
Saluti ed un grazie particolare a Luca che ha capito subito :D


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 Oggetto del messaggio: Re: La E626 di Italo Briano
MessaggioInviato: giovedì 25 marzo 2010, 20:27 
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Iscritto il: giovedì 12 gennaio 2006, 10:06
Messaggi: 2935
???


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 Oggetto del messaggio: Re: La E626 di Italo Briano
MessaggioInviato: sabato 27 marzo 2010, 10:21 
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Iscritto il: domenica 3 gennaio 2010, 20:36
Messaggi: 9213
Località: la citta' della 3 t: torri, tortellini e ...
...direi che l' interesse per certi modelli e certe tecniche non puo' essere che meramente "storico", sconfinando a volte nella vera e propria "archeologia".

Cio' non toglie che anche un plastico realizzato interamente con armamento originale RR degli anni 60-70 e su cui circolano modelli RR di quegli anni ha un suo indiscusso fascino retro'.

Credo, pero', che non si possa piu' parlare di "fermodellismo", ma di "storia del fermodellismo".

Saluti
Stefano.


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 Oggetto del messaggio: Re: La E626 di Italo Briano
MessaggioInviato: sabato 27 marzo 2010, 14:21 
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Iscritto il: sabato 4 luglio 2009, 22:25
Messaggi: 4050
Località: Brescia
Allora,quando quasi tutto si doveva autocostruire,era vero fermodellismo,ora,con la pappa già pronta o quasi, si gioca al fermodellismo!
La tecnica è rimasta la stessa,solo la tecnologia è cambiata.


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