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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Fermodellisti dell'ottocento
MessaggioInviato: lunedì 29 marzo 2010, 11:08 
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Da "Cuore" di Edmondo De Amicis

Il vaporino
10, venerdì

Precossi venne a casa ieri, con Garrone. Io credo che se fossero stati due figliuoli di principi non sarebbero stati accolti con più festa. Garrone era la prima volta che veniva, perché è un po' orso, e poi si vergogna di lasciarsi vedere, che è così grande e fa ancora la terza. Andammo tutti ad aprir la porta, quando suonarono. Crossi non venne perché gli è finalmente arrivato il padre dall'America, dopo sei anni. Mia madre baciò subito Precossi; mio padre le presentò Garrone, dicendo: - Ecco qui: questo non è solamente un buon ragazzo; questo è un galantuomo e un gentiluomo. - Ed egli abbassò la sua grossa testa rapata, sorridendo di nascosto con me. Precossi aveva la sua medaglia, ed era contento perché suo padre s'è rimesso a lavorare, e son cinque giorni che non beve più, lo vuol sempre nell'officina a tenergli compagnia, e pare un altro. Ci mettemmo a giocare, io tirai fuori tutte le cose mie; Precossi rimase incantato davanti al treno della strada ferrata, con la macchina che va da sé, a darle la corda; non n'aveva visto mai; divorava con gli occhi quei vagoncini rossi e gialli. Io gli diedi la chiavetta perché giocasse, egli s'inginocchiò a giocare, e non levò più la testa. Non l'avevo mai visto contento così. Sempre diceva: - Scusami, scusami, - a ogni proposito, facendoci in là con le mani, perché non fermassimo la macchina, e poi pigliava e rimetteva i vagoncini con mille riguardi, come se fossero di vetro, aveva paura di appannarli col fiato, e li ripuliva, guardandoli di sotto e di sopra, e sorridendo da sé. Noi, tutti in piedi, lo guardavamo; guardavamo quel collo sottile, quelle povere orecchine che un giorno io avevo visto sanguinare, quel giacchettone con le maniche rimboccate, da cui uscivano due braccini di malato, che s'erano alzati tante volte per difendere il viso dalle percosse... Oh! in quel momento io gli avrei gettato ai piedi tutti i miei giocattoli e tutti i miei libri, mi sarei strappato di bocca l'ultimo pezzo di pane per darlo a lui, mi sarei spogliato per vestirlo, mi sarei buttato in ginocchio per baciargli le mani - Almeno il treno glielo voglio dare, - pensai; ma bisognava chiedere il permesso a mio padre. In quel momento mi sentii mettere un pezzetto di carta in una mano; guardai: era scritto da mio padre col lapis; diceva: - A Precossi piace il tuo treno. Egli non ha giocattoli. Non ti suggerisce nulla il tuo cuore?- Subito io afferrai a due mani la macchina e i vagoni e gli misi ogni cosa sulle braccia dicendogli: - Prendilo, è tuo. - Egli mi guardò, non capiva. - È tuo, - dissi, - te lo regalo. - Allora egli guardò mio padre e mia madre, ancora più stupito, e mi domandò: - Ma perché? - Mio padre gli disse: - Te lo regala Enrico perché è tuo amico, perché ti vuol bene... per festeggiare la tua medaglia. - Precossi domandò timidamente: - Debbo portarlo via... a casa? - Ma sicuro! - rispondemmo tutti. Era già sull'uscio, e non osava ancora andarsene. Era felice! Domandava scusa, con la bocca che tremava e rideva. Garrone lo aiutò a rinvoltare il treno nel fazzoletto, e chinandosi, fece crocchiare i grissini che gli empivan le tasche. - Un giorno, - mi disse Precossi, - verrai all'officina a veder mio padre a lavorare. Ti darò dei chiodi. - Mia madre mise un mazzettino nell'occhiello della giacchetta a Garrone perché lo portasse alla mamma in nome suo. Garrone le disse col suo vocione: - Grazie, - senza alzare il mento dal petto. Ma gli splendeva tutta negli occhi l'anima nobile e buona.


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 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellisti dell'ottocento
MessaggioInviato: lunedì 29 marzo 2010, 13:51 
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Iscritto il: giovedì 30 marzo 2006, 14:16
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A prescindere dall'argomento trattato, secondo me, questo libro rimane un'autentica opera d'arte... è un capolavoro che meriterebbe una marea di riconoscimenti...
Se oggi lo facessero leggere nelle scuole, forse, ci sarebbe meno "male" in questo pianeta...


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 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellisti dell'ottocento
MessaggioInviato: lunedì 29 marzo 2010, 13:56 
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Iscritto il: giovedì 26 gennaio 2006, 15:02
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E chi si ricorda il Cuore in versione televisiva di Comencini, nel 1984, con alcune scene interessanti per l'appassionato?
Ad esempio Garrone macchinista con la 740.135 (indiscussa star degli anni '80), o l'episodio del trenino giocattolo, dove la produzione utilizzò un LGB.


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 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellisti dell'ottocento
MessaggioInviato: lunedì 29 marzo 2010, 14:31 
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Iscritto il: sabato 4 luglio 2009, 22:25
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Località: Brescia
Diego Ricci ha scritto:
E chi si ricorda il Cuore in versione televisiva di Comencini, nel 1984, con alcune scene interessanti per l'appassionato?
Ad esempio Garrone macchinista con la 740.135 (indiscussa star degli anni '80), o l'episodio del trenino giocattolo, dove la produzione utilizzò un LGB.




Ti ringrazio per la segnalazione.



http://www.youtube.com/watch?v=DCj4_UIVl60&feature=related


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 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellisti dell'ottocento
MessaggioInviato: lunedì 29 marzo 2010, 18:49 
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Iscritto il: domenica 3 gennaio 2010, 20:36
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Località: la citta' della 3 t: torri, tortellini e ...
Salve,

non vorrei sembrare un insensibile, ma a me da bambino (nei lontanissimi anni 60), il Libro Cuore sembrava eccessivamente melenso e preferivo di gran lunga leggere Salgari, Giulio Verne e l' immortale Dumas.

Saluti
Stefano.


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 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellisti dell'ottocento
MessaggioInviato: martedì 30 marzo 2010, 8:08 
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Iscritto il: lunedì 16 gennaio 2006, 8:37
Messaggi: 2857
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Tu sei un uomo senza "Cuore"....


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 Oggetto del messaggio: Re: Fermodellisti dell'ottocento
MessaggioInviato: martedì 30 marzo 2010, 18:47 
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Iscritto il: domenica 3 gennaio 2010, 20:36
Messaggi: 9211
Località: la citta' della 3 t: torri, tortellini e ...
andrea (valpambiana) ha scritto:
Tu sei un uomo senza "Cuore"....


A me da bambino del "Libro Cuore" intrigava solamente la maestrina dalla penna rossa...evidente segno premonitore dei primi prudori preadolescenziali. :shock:

Che ci doveva fare poi con 'sta penna rossa :?: :roll:

De Amicis mi sa' che non era il casto bacchettone che voleva dare ad intendere... 8)

Saluti provocatori
Stefano.


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