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 Oggetto del messaggio: Re: La E626 di Italo Briano
MessaggioInviato: giovedì 8 aprile 2010, 19:55 
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GRANDE ANTONELLO!!!!


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 Oggetto del messaggio: Re: La E626 di Italo Briano
MessaggioInviato: giovedì 8 aprile 2010, 20:46 
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c'e' ancora gente del 64' in giro.......... :mrgreen:


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 Oggetto del messaggio: Re: La E626 di Italo Briano
MessaggioInviato: giovedì 8 aprile 2010, 21:44 
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... SGRATT!!! SGRATT!!!.... :shock: :shock:

Per quanto si viva in una valle di lacrime, vorrei poter continuare a piangere ancora per un bel po'..... :wink: :mrgreen:

Guido


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 Oggetto del messaggio: Re: La E626 di Italo Briano
MessaggioInviato: venerdì 9 aprile 2010, 14:19 
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Nome: Paolo Bartolozzi
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Riallacciandomi al discorso delle elaborazioni su base RIVAROSSI in 1/80, anch'io a suo tempo mi sono cimentato in numerosissimi lavori di miglioramento o trasformazione, sono però elaborazioni che ad oggi diventano anacronistiche - mio parere- ed inutili, meglio lasciare i modelli come "mamma Rivarossi" li ha fatti.......
Personalmente ho ceduto tutti i modelli costruiti ed elaborati, utilizzanti la scala rivarossiana come riferimento, modelli che accostati alle recenti produzioni in scala esatta, per me non sono più accettabili......
Se ci vogliamo impratichire nei lavori di elaborazione/miglioramento dei modelli, oggi esiste Piko che con le sue BR55 - 49,90€ in Austria- possono essere ottime basi per iniziare ad elaborare senza rischiare grosse cifre nel caso il lavoro rovini il modello ( TTM 31 e 32)

Ecco qualche immagine delle 682-685 realizzate una quindicina di anni fa.

paolo bartolozzi.

p.s. durante il trasloco del mio laboratorio (Breda), ho rinvenuto tre lastre del cubo e due della automotrice a vapore 60 f.s.
avanzi di vari ordini fatti durante gli anni ottanta,

p.s.2 il prossimo anno avrò 50 anni :?
non mi vergogno a dire che le ho gettate nella pattumiera........


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 Oggetto del messaggio: Re: La E626 di Italo Briano
MessaggioInviato: venerdì 9 aprile 2010, 14:38 
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Nome: Paolo Bartolozzi
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Altri esempi :
730 e miglioramento dei carri Mva sempre di RR

Anche questo materiale è stato ceduto......


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 Oggetto del messaggio: Re: La E626 di Italo Briano
MessaggioInviato: venerdì 9 aprile 2010, 16:44 
paolo.bartolozzi740 ha scritto:
Riallacciandomi al discorso delle elaborazioni su base RIVAROSSI in 1/80, anch'io a suo tempo mi sono cimentato in numerosissimi lavori di miglioramento o trasformazione, sono però elaborazioni che ad oggi diventano anacronistiche - mio parere- ed inutili, meglio lasciare i modelli come "mamma Rivarossi" li ha fatti.......
Personalmente ho ceduto tutti i modelli costruiti ed elaborati, utilizzanti la scala rivarossiana come riferimento, modelli che accostati alle recenti produzioni in scala esatta, per me non sono più accettabili......
Se ci vogliamo impratichire nei lavori di elaborazione/miglioramento dei modelli, oggi esiste Piko che con le sue BR55 - 49,90€ in Austria- possono essere ottime basi per iniziare ad elaborare senza rischiare grosse cifre nel caso il lavoro rovini il modello ( TTM 31 e 32)

Ecco qualche immagine delle 682-685 realizzate una quindicina di anni fa.

paolo bartolozzi.

p.s. durante il trasloco del mio laboratorio (Breda), ho rinvenuto tre lastre del cubo e due della automotrice a vapore 60 f.s.
avanzi di vari ordini fatti durante gli anni ottanta,

p.s.2 il prossimo anno avrò 50 anni :?
non mi vergogno a dire che le ho gettate nella pattumiera........


Sono veramente senza parole e quanto detto da Paolo depone a favore dell'atteggiamento un pò snob di certi modellisti di cui si parlava qualche messaggio addietro.
Provo ad utilizzare una metafora "architettonica" visto che il restauro è il mio mestiere principale: che senso ha recuperare un vecchio edificio del seicento, anche utilizzando materiali e tecnologie dell'epoca, quando ci sono tanti appartamenti nuovi, anche a basso (?) costo da manomettere senza correre rischi di rovinarli?
Tra l'altro le 682 - 685 RR di Paolo (che è un indiscusso maestro) sono veramente straordinarie ed anche i carri, verniciatura a parte, sono interessanti. Lui stesso ci conferma di essersi cimentato con quelle elaborazioni e probabilmente proprio con quei lavori ha raffinato la sua tecnica.
Mi piacerebbe sapere chi è il fortunato a cui sono state cedute.
Caro Paolo eventualmente se hai ancora qualche modello di cui vuoi disfarti o addirittura qualche lastrina, prima di buttarli nella pattumiera facci un fischio.
Cordiali saluti :D


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 Oggetto del messaggio: Re: La E626 di Italo Briano
MessaggioInviato: venerdì 9 aprile 2010, 17:42 
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Iscritto il: lunedì 5 giugno 2006, 19:20
Messaggi: 1139
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Ehm.. scusate se parlo "pro domo mea" ma... nel caso aveste veramente necessità di smaltire qualche rifiuto speciale (questa è la classifica tecnica dei nostri amati gingilli), avrei l'ardire di proporvi una pattumiera particolare, un po' stile "equo e solidale", gestita da un Gruppo FIMF: la Raccolta Fermodellistica "Gioacchino Capelletti" del Museo Garavelle di Città di Castello.

Ecologici saluti,

Andrea Chiapponi - Gruppo "G. Capelletti"


Ultima modifica di Andrea Chiapponi il venerdì 9 aprile 2010, 20:54, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: La E626 di Italo Briano
MessaggioInviato: venerdì 9 aprile 2010, 20:34 
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Nome: Paolo Bartolozzi
Iscritto il: venerdì 13 gennaio 2006, 15:34
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pugio ha scritto:
paolo.bartolozzi740 ha scritto:
Riallacciandomi al discorso delle elaborazioni su base RIVAROSSI in 1/80, anch'io a suo tempo mi sono cimentato in numerosissimi lavori di miglioramento o trasformazione, sono però elaborazioni che ad oggi diventano anacronistiche - mio parere- ed inutili, meglio lasciare i modelli come "mamma Rivarossi" li ha fatti.......
Personalmente ho ceduto tutti i modelli costruiti ed elaborati, utilizzanti la scala rivarossiana come riferimento, modelli che accostati alle recenti produzioni in scala esatta, per me non sono più accettabili......
Se ci vogliamo impratichire nei lavori di elaborazione/miglioramento dei modelli, oggi esiste Piko che con le sue BR55 - 49,90€ in Austria- possono essere ottime basi per iniziare ad elaborare senza rischiare grosse cifre nel caso il lavoro rovini il modello ( TTM 31 e 32)

Ecco qualche immagine delle 682-685 realizzate una quindicina di anni fa.

paolo bartolozzi.

p.s. durante il trasloco del mio laboratorio (Breda), ho rinvenuto tre lastre del cubo e due della automotrice a vapore 60 f.s.
avanzi di vari ordini fatti durante gli anni ottanta,

p.s.2 il prossimo anno avrò 50 anni :?
non mi vergogno a dire che le ho gettate nella pattumiera........


Sono veramente senza parole e quanto detto da Paolo depone a favore dell'atteggiamento un pò snob di certi modellisti di cui si parlava qualche messaggio addietro.
Provo ad utilizzare una metafora "architettonica" visto che il restauro è il mio mestiere principale: che senso ha recuperare un vecchio edificio del seicento, anche utilizzando materiali e tecnologie dell'epoca, quando ci sono tanti appartamenti nuovi, anche a basso (?) costo da manomettere senza correre rischi di rovinarli?
Tra l'altro le 682 - 685 RR di Paolo (che è un indiscusso maestro) sono veramente straordinarie ed anche i carri, verniciatura a parte, sono interessanti. Lui stesso ci conferma di essersi cimentato con quelle elaborazioni e probabilmente proprio con quei lavori ha raffinato la sua tecnica.
Mi piacerebbe sapere chi è il fortunato a cui sono state cedute.
Caro Paolo eventualmente se hai ancora qualche modello di cui vuoi disfarti o addirittura qualche lastrina, prima di buttarli nella pattumiera facci un fischio.
Cordiali saluti :D


L'essere appellato come modellista snob, non lo accetto assolutamente!!

Se io come altri ho scelto di eliminare tutto il fuori scala - sia i modelli elaborati che i modelli autocostruiti/montati da kit anche questi fuori scala- non capisco perché tu mi debba appellare come una persona snob....... Tu come altri fermodellisti siete dei nostalgici, io no!!!!
Ricordo perfettamente le difficoltà che ho incontrato per montare due cubi 800 f.s. ed altrettante automotrici gruppo 60 f.s. e non rimpiango assolutamente quel tipo di kit!!!
All'epoca ne avevo fatto incetta con l'intento di sbizzarrirmi con le versioni realizzabili, solo che dopo i primi modelli finiti - costati lacrime e sangue- ho lasciato perdere.....
I rimanenti kit sono rimasti in fondo ad un cassetto del vecchio tavolo da lavoro, fino a quando non ho deciso di disfarmene.......
Va da se che ho acquisito manualità realizzando quei modelli ed elaborando decine di vaporiere Rivarossi, solo ritengo che oggi, per il fatto di averli conosciuti e montati, ritengo appunto che siano fuori tempo, infatti quando sono usciti i primi kit realizzati o distribuiti MFAL mi si è aperto un nuovo mondo!!!!!
n.b. per il compianto Mario Luzzietti ne ho montati a decine.
Come ho suggerito nell'intervento precedente - e questo vale per le nuove leve e per coloro che hanno voglia di iniziare a muovere le mani anche in età più matura- oggi per fare dell'esperienza, ritengo ottime basi i modelli Piko, realizzati in scala esatta, economici e dalla meccanica molto affidabile, andare oggi a mettere le mani su un modello datato, ritengo possa avere senso se si ha la necessità di restaurarlo per riportarlo agli "antichi splendori".
Il fermodellismo è una passione dalle mille sfaccettature, tu hai le tue opinioni/passioni, personalmente non le condivido ma le rispetto e vorrei che tu facessi altrettanto!

paolo bartolozzi.

p.s. su quella 740 fuori scala dovresti raddrizzare il fischio e montare l'asta di comando dell'apertura della sabbiera :wink:


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 Oggetto del messaggio: Re: La E626 di Italo Briano
MessaggioInviato: sabato 10 aprile 2010, 8:11 
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Iscritto il: domenica 3 gennaio 2010, 20:36
Messaggi: 9213
Località: la citta' della 3 t: torri, tortellini e ...
Salve,
concordo pienamente col Bartolozzi.
A me continuano a piacere i vecchi modelli RR in 1:80, ma piu' per motivi affettivi che altro e, senz' altro, come nostalgico ricordo di quello che RR era e non e' piu'.
Anch' io conservo alcuni dei miei vecchi modelli RR fuoriscala così come mamma RR li aveva fatti.
Ma li considero una nicchia della mia raccolta di treni, a se' stante e che non deve "mischiarsi" coi modelli in scala esatta.
Se un vecchio modello RR male in arnese puo' essere l' occasione per un "restauro" approfondito che sconfina ampiamente nella modifica, ben venga: puo' consentire di ridare vita ad un rottame, divertendosi con poca spesa.
Tale modello dovra' pero' assolutamente essere completato dal suo convoglietto di carri o vetture anch' esso di materiale RR fuori scala.
Viceversa mi sembra abbastanza illogico pensare di modificare, elaborare, etc. un vecchio modello RR in buone / perfette condizioni.
Concordo col Bartolozzi che, per chi vuole cominciare oggi a montare kit, modificare, etc. e' assolutamente meglio cominciare con modelli in scala esatta, prima con kit in plastica di carri (i kit di TTM sono adeguatissimi allo scopo) fino ad arrivare, esperienza, capacita' e voglia permettendo, ai kit in tutto ottone.

Saluti
Stefano.


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 Oggetto del messaggio: Re: La E626 di Italo Briano
MessaggioInviato: sabato 10 aprile 2010, 16:43 
Caro Paolo, nessuna intenzione di offenderti con il temine snob, visto il rispetto (peraltro poco sopra ribadito) che ho sempre dato al tuo lavoro fin dalle prime uscite di TTM. A questo puoi aggiungere anche il fatto che avendo consociuto molto bene Mario Luzzietti avevo già avuo modo di ammirare le sue e le tue realizzazioni.
Tuttavia consentimi di dire che appare quanto meno contraddittorio inserire, con evidente orgoglio, delle foto con alcune realizzazioni veramente degne di nota per poi affermare che proprio quei lavori sono stati ripudiati.
Oltre a ciò ritengo che la pattumiera ed i modelli abbiano ben poco in comune ed è proprio questo tuo passaggio, forse affrettato, che depone a favore di una immagine "aristocratica" del fare modellismo, che rispetto ma non condivido, e bene ha detto Andrea Chiapponi ricordando che ci sono molte associazioni, come la nostra, che accetterebbero volentieri quei rifiuti speciali per metterli in bella mostra a disposizione di tutti. Probabilmente nella tua "Breda" che ho ammirato nel numero 40 di TTM qualche cosa è rimasto e spero non sia finito nel sacchetto che si nota alla tua destra. Tra l'altro proprio quel numero 40 affianca il tuo lavoro ad un nostro (mio e di Andrea) umile contributo alla storia del fermodellismo italiano. Pensa se anche Vignano, con quei fabbricati RR, quei lampioni, quelle cetre, tutti rigorosamente fuori scala fosse finito nella pattumiera!
Per quanto riguarda la tanto discussa 740 come avrai notato si trattava di un rottame al quale ci siamo dedicati con l'entusiasmo che accomuna tutti i modellisti e senza patemi d'animo sulla assoluta fedeltà al vero.
Sorvolo infatti sul tuo "severo" riferimento al fischio storto e all'asta di comando dell'apertura della sabbiera (peraltro non presente nel kit della Pierre che abbiamo utilizzato così com'era) ma come spesso accade gli allievi non possono superare il maestro.
Tuttavia se vuoi vedere altri nostri lavori li trovi a questo indirizzo: http://www.pugio.it/elaborazioni.htm
Ci piacerebbe avere una tua opinione.
Cordiali saluti :D

p.s. fischio raddizzato e asta di comando in arrivo :wink:


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