lucaregoli ha scritto:
Vedrai che qualche azienda proporrà una catenaria trifase. Anche se varrebbe la pena di provare a costruirsela visto l'enorme numero di pali necessari a riprodurre un impianto seriamente. Poi stiamo a contare i micron sul diametro dei fanali e magari non sappiamo come era fatta la sospensione trifase sopra un deviatoio.....
Io credo che il trifase rappresenti per il collezionista/plasticista italiano un salto di qualità. Oltre il modello, c'è anche la storia di un mondo che non esiste più e che oggi si potrà avvicinare vista la produzione industriale (costa troppo? forse si, magari conviene aspettare un pò e lo si pagherà meno; fino a ieri un modello Bissel o Lemaco era per pochi eletti e potevi aspettare tutta la vita, ma restava sempre un sogno per pochi).
E' ovvio che essendo un mondo che non esiste più, per riprodurlo si paga lo scotto di un cambiamento dei nostri impianti.
Se siamo interessati a quel mondo lo faremo molto volentieri, se non ce ne frega nulla rimarremo sulle nostre ambientazioni preferite e amen.
Certo che con queste premesse, se vogliamo considerare come papabile un modello solo se può girare sul nostro plastico, come possiamo sperare in un futuro scartamento ridotto italiano????
Ovvia, aumentano le possibilità e quindi ognuno farà le sue scelte. Sino a 10 anni fa usciva un modello ogni 2 anni e tutti potevamo comprare tutto (si fa per dire). Oggi, con tutta la messe di novità che arriva mensilmente dobbiamo fare scelte; quindi oggi sarà contento chi segue l'epoca III e domani chi segue la V. Mai mi sognerei di criticare un'uscita di un modello se non risponde ai miei requisiti.... farà sicuramente contento qualcun altro.
Buon trifase a tutti
Luca
Veramente un ottimo intervento Luca, che condivido al cento per cento, infatti io non critico il modello che porterà nuovi sviluppi al nostro mondo ma critico la politica commerciale del cazzo che fa l'azienda che lo produce.
Quando abbasseranno la cresta ne riparleremo!
Ciao
Andrea