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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Il mistero della strage degli alimentatori : un aiuto ?
MessaggioInviato: lunedì 12 settembre 2011, 13:04 
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Iscritto il: lunedì 16 gennaio 2006, 20:24
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Località: Pescara
Sul plastico sociale Acaf da piu' di 6 anni facevano un ottimo lavoro tre alimentatori costruiti

estrapolando il circuito da uno schema pubblicato su TTM ( quello del vai e vieni automatico ).

Ora in poco piu' di quattro mesi due alimentatori sono defunti.

Sostituiti con due alimentatori Hornby in breve tempo stesso tipo di decesso.

Utilizzati alimentatori Spectrum : stesso decesso ancora.

In tutti i tre casi e' saltata la giunzione CE del Darlington finale e la tensione in uscita e' sempre quella massima.

Ovviamente gli schemi dei vari alimentatori sono diversi fra di loro.

Visto che il terzo alimentatore autocostruito e un suo gemello su un altro ramo del plastico continuano

a lavorare imperterriti sapreste darmi una mano a fare un' analisi del problema ?

C'e' quasi sicuramente un problema di fase sull'alimentazione a 220 perche' la lucetta al neon dell'interruttore generale

si accende o meno a interruttore aperto invertendo la spina nella presa.

Ci sono correnti vaganti dovute ai 3000 V della linea aerea ( siamo in un locale della Stazione, a Montesilvano ),

ma allora perche' gli altri alimentatori vanno ?

Potrebbe essere il motore di qualche modello che scintilla troppo e fora la giunzione ?

( A proposito gli alimentatori sono sempre defunti in coppia )

Come ci si protegge dallo scintillio ?

Devo recuperare un po' di buoni, vecchi RT3 ?

Grazie per l'aiuto che potrete darmi

Antonello


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 Oggetto del messaggio: Re: Il mistero della strage degli alimentatori : un aiuto ?
MessaggioInviato: lunedì 12 settembre 2011, 13:17 
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Iscritto il: domenica 1 novembre 2009, 20:26
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Località: udine collinare
non mi intendo molto degli alimentatori che hai elencato ma mi sento di dire una cosa ovvia ma forse non pensata....mettere un bel fusibile per il massimo assorbimento del tipo rapido?
Forse è stupida ma in teoria dovrebbe evitare i problemi di sovra-assorbimento e di eventuali corti.
mandi, max


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 Oggetto del messaggio: Re: Il mistero della strage degli alimentatori : un aiuto ?
MessaggioInviato: lunedì 12 settembre 2011, 14:23 
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Iscritto il: giovedì 23 luglio 2009, 7:29
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Località: Torino
una idea sempre valida, in analogico come in digitale, è la classica lampadina da auto a 12V da mettere in serie al posto del fusibile, come meglio descritto qui : http://www.dccworld.it/index.php?page=d ... corto.html

Roberto


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 Oggetto del messaggio: Re: Il mistero della strage degli alimentatori : un aiuto ?
MessaggioInviato: lunedì 12 settembre 2011, 15:02 
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Nome: Paolo Bartolozzi
Iscritto il: venerdì 13 gennaio 2006, 15:34
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Località: Dicomano (FI)
Provate a chiedere al gestore della corrente elettrica, potrebbe trattarsi di cali repentini di tensione con altrettanti repentini innalzamenti.
Mia suocera ha fottuto il motore del frigo, quello della macchina da cucire e una delle televisioni, perché avvenivano cali di tensione fino a 130/140volts con ritorni istantanei ai 220 volts.
Da controlli fatti è emerso che si trattava dell'allentamento dei morsetti di collegamento dalla linea di alimentazione al contatore......... Enel ha dovuto pagare alla grande!
Provate magari a collegare ad una presa di corrente un portalampade con su montata una lampadina da pochi watt, se ci sono sbalzi di tensione, l'intensità della luce emessa dalla lampadina si alzerà e si abbasserà ciclicamente, stessa prova che ho fatto per mostrare ai tecnici di Enel il problema......

paolo.


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 Oggetto del messaggio: Re: Il mistero della strage degli alimentatori : un aiuto ?
MessaggioInviato: lunedì 12 settembre 2011, 16:18 
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Iscritto il: mercoledì 8 febbraio 2006, 19:23
Messaggi: 1516
Località: Firenze
Ciao,
il fatto che la lampadina al neon che si trova lato 220V sia accesa o spenta a seconda di come s'infila la spina è indice del fatto che c'è una dispersione verso terra su almeno uno dei 2 fili: sarebbe anche utile controllare la bontà della terra stessa, ed il fatto che sia collegata all'alimentatore.

Per ridurre l'effetto di correnti impulsive spurie, esistono dei filtri di rete idonei ad essere montati in serie ai cavi di alimentazione, sul 220 V: il loro funzionamento migliora assai se la terra è buona e collegata alle parti metalliche degli alimentatori.

Riguardo alla bruciatura dei transistor, se va in corto la giunzione C-E del transistor finale, è normalmente indice di un sovraccarico del circuito a valle: dovresti anche verificare che non ci siano problemi termici, cioè che il transistor riesca a dissipare bene il calore prodotto: io tendo a non utilizzare più, se possibile, i transistor di potenza, preferisco i FET: questi hanno una protezione intrinseca che all'aumentare della temperatura diminuisce la corrente erogata, e spesso riescono a dissipare energie impulsive spurie molto più alte rispetto ai transistor. attenzione ai cortocircuiti derivanti da contatti istantanei tra le ruote e 2 rotaie vicine, come può accadere sugli scambi con cuore e parti mobili polarizzati, specialmente se tallonabili...
Altra possibilità, potrebbe essere quella di mettere in parallelo ai morsetti C-E un diodo (o meglio un tranzorb con tensione di soglia leggermente superiore a quella di lavoro, ad es. diodo da 18V con alimentazione a 12) per far si che questo assorba l'energia delle correnti parassite inverse.

saluti

Max


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 Oggetto del messaggio: Re: Il mistero della strage degli alimentatori : un aiuto ?
MessaggioInviato: lunedì 12 settembre 2011, 17:13 
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Iscritto il: mercoledì 28 gennaio 2009, 18:12
Messaggi: 2305
Località: Più a est di Vienna
Non vorrei dire scempiaggini, ma mi sembra che con un buon UPS si possa risolvere, specie per i cali di tensione e specie se si va sotto i 208 V - nella mia esperienza mortali per strumenti musicali e apparecchiature audio analogiche e digitali.


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 Oggetto del messaggio: Re: Il mistero della strage degli alimentatori : un aiuto ?
MessaggioInviato: lunedì 12 settembre 2011, 19:04 
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Iscritto il: martedì 4 maggio 2010, 7:26
Messaggi: 164
allora, dalla descrizione fatta sembra una dispersione da qualche parte nel circuito, mettete un fusibile a valle dell'alimentatore, di grossa portata ci sono quelli per auto costano pure poco.

provate anche a montare un interruttore magnetotermico differenziale (Salvavita) a monte dei trafo, di adeguata potenza (non credo oltre 16A) e con potere di interruzione di 0,003A, naturalmente è meglio (obbligatorio) un impianto di messa a terra.
rivolgetevi a un professionista però!! Se c'è dispersione dovrebbe staccare istantaneamente.

Lascia perdere il fatto delle correnti vaganti che è una cretinata perchè creano altri tipi di problemi, e gli ups perchè se era solo variazione di tensione non poteva semre F...ere gli stessi alimentatori.

P.S. mio padre è un elettricista quindi qualcosa la so. Prova e fammi sapere.


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 Oggetto del messaggio: Re: Il mistero della strage degli alimentatori : un aiuto ?
MessaggioInviato: lunedì 12 settembre 2011, 20:18 
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Iscritto il: domenica 14 marzo 2010, 21:37
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Località: Faenza
La giunzione CE di un transistor bipolare si può rompere per sovra tensione, per sovracorrente o per dissipazione eccessiva.
1. sovratensione : potrebbe essere il caso di un contatto accidentale con una tensione alternata dei servizi (stessa causa per due guasti diversi)
2. sovracorrente : potrebbe verificarsi se i due alimentatori venissero accidentalmente a trovarsi collegati in parallelo, ma con polarità (sensi di marcia) opposte.
Potrebbe essere il caso di una giunzione isolante che ha perso il suo effetto e che fà "contatto"
3. dissipazione eccessiva : è causata da un sovraccarico, che in genere dura almeno qualche secondo. Il sintomo tipico è un rallentamento o una fermata, non comandati ed apparentemente inspiegabili. La causa può essere un cortocircuito o, anche quì, una giunzione isolante difettosa

Per verificare, occorre misurare col tester i sezionamenti. O controllare che in una manovra non si vada ad interessare, col treno, la zona dell' altro alimentatore.

E' una ipotesi da lontano, tecnica, ma senza pretesa di essere esaustiva.

Quanto al resto :
1. correnti vaganti : se fossero quelle, vedreste un bel botto con lampo e fumata. Ma non lo sono, perchè esse corrono da terra a terra, quindi si potrebbero verificare solo se i binari fossero connessi a terra attraverso picchetti di terra dedicati, cosa che dubito ...
2. la spia lato 230V. Se la spia al neon è connessa fra un filo e terra, è normale che sia sensibile al verso della spina (ma non al richiamo della foresta...he !, he!). Infatti, nel verso in cui becca la fase, ha l' alimentazione. Invece col verso opposto della spina, viene a beccare il neutro, e non ha abbastanza tensione per accendersi.
3. differenziale : potrebbe servire nel caso il difetto fosse causato da una dispersione fra primario e secondario di un alimentatore. Ma in quel caso, toccando le rotaie, sentireste almeno pizzicare. Le norme impiantistiche, però, lo prescrivono come obbligatorio. I locali in cui siete dovrebbero già esserne dotati (da 0.03 A e non da 0.003 A: credo sia un piccolo refuso).
Qualora non lo fossero, è raccomandabile dotarsene.


Stefano Minghetti


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 Oggetto del messaggio: Re: Il mistero della strage degli alimentatori : un aiuto ?
MessaggioInviato: lunedì 12 settembre 2011, 20:25 
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Iscritto il: domenica 14 marzo 2010, 21:37
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p.s.
4. i modelli che, scintillando, possono forare la giunzione.
E' una cosa possibile, anche se non comune.

Se fosse quello il problema, sarebbe sufficiente mettere, all' uscita di ogni alimentatore, ed in stretta vicinanza ad esso, un varistore da 22V, che dovrebbe essere reperibile nei negozi di elettronica o dai distributori a catalogo (che non sono i distributori Walschaerts ...).

5. variazioni di rete : anche se brusche non sarebbero in grado di rompere il transistore. Magari farebbero fuori il ponte diodi ...


Stefano Minghetti


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 Oggetto del messaggio: Re: Il mistero della strage degli alimentatori : un aiuto ?
MessaggioInviato: lunedì 12 settembre 2011, 21:41 
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Iscritto il: lunedì 16 gennaio 2006, 20:24
Messaggi: 1504
Località: Pescara
Grazie per la dettagliatissima descrizione !

Potrebbe essere il caso 2) poiche' i due alimentatori che defungono alimentano due anelli distinti messi in comunicazione da due coppie di scambi. Ovviamente c'e' il doppio isolamento fra le rotaie degli scambi, ma non posso garantire che qualcuno non abbia tentato l'attraversamento da un anello all'altro con il secondo alimentatore in On.

Cosa posso fare per evitare che una loco si trovi a far da ponte fra i due anelli ?

Potrebbe dipendere dal Minuetto o da un altro elettrotreno che e' piu' lungo del sezionamento ? In effetti in passato il Minuetto non c'era.

Antonello


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 Oggetto del messaggio: Re: Il mistero della strage degli alimentatori : un aiuto ?
MessaggioInviato: martedì 13 settembre 2011, 9:21 
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Iscritto il: mercoledì 8 febbraio 2006, 19:23
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Località: Firenze
Potresti mettere una protezione che disalimenta il tratto sezionato se le polarità dei 2 alimentatori sono discordi: si può fare con un paio di relé a 2 scambi e 4 diodi: non potendo fare uno schema provo a descriverlo:

connetti la bobina del relé all'alimentatore, con un diodo in serie in modo tale che venga eccitata solo quando applichi il positivo alla rotaia (ad es.) sinistra. La connessione al tratto sezionato la fai passare da 2 dei 3 contatti di scambio dei relé, in modo tale che la corrente arrivi al sezionamento solo se entrambi i relé sono eccitati o entrambi diseccitati. Se uno solo di essi è eccitato il sezionamento deve essere disalimentato.
i rimanenti 2 diodi servono per la protezione da extracorrenti, vanno collegati in parallelo alla bobina dei relè polarizzati inversamente.

ovviamente il tutto è valido se il tratto sezionato è più lungo di qualsiasi treno con presa di corrente distribuita lungo il convoglio, pena il ripetersi del problema: in questo caso sarebbe necessaria una logica più complessa...

a disposizione x chiarimenti

ciao

Max


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 Oggetto del messaggio: Re: Il mistero della strage degli alimentatori : un aiuto ?
MessaggioInviato: mercoledì 14 settembre 2011, 13:02 
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Iscritto il: venerdì 21 marzo 2008, 20:09
Messaggi: 381
Località: Tra Murgia e Salento
Antonello ha scritto:
.............
Potrebbe dipendere dal Minuetto o da un altro elettrotreno che e' piu' lungo del sezionamento ? In effetti in passato il Minuetto non c'era.

Antonello

max5726 ha scritto:
.............
ovviamente il tutto è valido se il tratto sezionato è più lungo di qualsiasi treno con presa di corrente distribuita lungo il convoglio, pena il ripetersi del problema: in questo caso sarebbe necessaria una logica più complessa...
............
Max


Mi sa che il serial killer è stato smascherato :wink: :wink:


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