The Dark Master ha scritto:
1) Su una locomotiva reostatica come la E656 che temperatura raggiunge un motore di trazione a livelli massimi consentiti di trazione (ammettiamo di essere con combinazione dei motori in PP e con un treno di 500T)? Lo stesso reostato che temperatura raggiunge?
I motori delle E656 cioè gli 82-400 FS, ricordando sempre che sono doppi, cioè hanno una carcassa unica e due indotti permanentemente collegati in serie tra loro, hanno l'isolamento degli avvolgimenti di eccitazione in classe
F e quelli di indotto in classe
H.
Se fai due conti sulla tabella di Fabrizio, teoricamente sarebbero proggettati per resistere a 180°, ma per esperienza (nel mio impiego, lavoro anche sui motori asincroni) molto difficilmente superano i 120/130 gradi sotto-sforzo anche perchè devi considerare sempre che sono in funzione i motoventilatori per il raffreddamento.
Poi in PP considera che ormai se sceso con l'assorbimento, quindi minor stress per gli indotti, per farti un esempio, in PP a 990 giri/min hai una potenza assorbita di 750 Kw a 1.000 V e una corrente assorbita di
350 A mentre in P a parità di giri avrai una potenza assorbita di 525 Kw a 750 V e un assorbimento di
400 A.
The Dark Master ha scritto:
2) Sempre sulla nostra E656 il ventilatore del reostato parte in automatico, quando invece lo si da partire direttamente dal banco di guida? La ventilazione dei motori di quanto riesce a diminuire la temperatura? E a fine corsa sarebbe consigliabile lasciarli attivi ancora?
Il reostato è raffreddato da 7 gruppi motoventilatori da 1,3 Kw posizionati nelle semicasse sotto ai pacchi, sono comandati termostaticamente con campo che và dai 50° (spegnimento) ai 65° (accensione) accensione VR verde, superamento dei 65° accensione IVR rossa e temperatura max "critica" superiore di 200° C accensione lampeggiante spia VR verde.
L'attivazione a fine impiego è sempre gestita termostaticamente.
Ti allego due pagine del libro delle avarie del 656.
Un saluto.
Alex