andrea.terzi ha scritto:
questa macchina penso che la conosciate tutti abbastanza bene. ho una serie di domande da farvi su queste macchine.
la prima e questa
le E424 eccitazione composta aveva la stessa forza di trazione allo spunto delle simili oppure era superiore/inferiore?
se era superiore/inferiore, perche?
perche non hanno mai avuto l'extrarapido?
gli avvolgimenti dei motori erano uguali o diversi da quelli con due soli shunt?
su che macchina fù sperimentata in origine l'eccitazione composta?
come si chiamava l'ingegniere che ha concepito il progetto in italia?
cosa distingueva a livello guida la macchina sperimentale dalle E424?
Sappiamo benissimo che chi ha voluto l'eccitazione composta, è stato l'ingegner Martinelli che ha ripreso gli schemi dell'E 626 020 anteguerra. Fu scelta la E 424 003 (mi sembra). Aveva gli stessi motori delle altre E 424, ma gli avvolgimenti di campo, erano divisi in due parti; la prima era in serie all'armatura (ecc. serie), mentre la seconda era alimentata dalle 2 dinamo, normalmente usate per la ricarica degli accumulatori del circuito di comando, e regolata tramite un apposito reostato per variare la corrente di eccitazione (ecc. indipendente). L'eccitazione in serie, e quella indipendente, realizzano l'eccitazione composta. Va giustamente detto che le due dinamo, vennero elevate di potenza che passò a 7 Kw, dai 4,5 originari. I motori di trazione non avevano la parzializzazione del campo per realizzare gli indebolimenti di flusso magnetico; ovviamente sarebbero stati superflui perchè la regolazione della velocita, unitamente alle combinazioni motori, avveniva tramite la regolazione della corrente di eccitazione indipendente. Su queste macchine, lo sforzo di trazione in teoria, sarebbe superiore a quelle con i motori eccitati in serie, ma per non modificare il circuito di comando, venne limitata la corrente di eccitazione per non sovraccaricare troppo le 2 dinamo. Questo ha comportato un valore leggermente minore dello sforzo, specialmente in avviamento. Queste macchine non hanno mai avuto l'interruttore extrarapido, a causa dei fenomeni legati ai 2 avvolgimenti separati; sto parlando del fenomeno di "mutua induzione" tra i due avvolgimenti. Essendo un carico fortemente induttivo, se avvenisse l'apertura dell'extrarapido, avverrebbe una sovratensione di valore direttamente proporzionale alla velocità di intervento dell'interruttore stesso; questo provocherebbe difficoltà ad estinguere l'arco. Rimase in opera il separatore (le macchine sopravvissute, ne sono ancora dotate). Il vero habitat naturale di queste macchine, era la "Porrettana"; anche se vennero sperimentate su altre linee ("Linea Lenta" Roma Firenze e "Direttissima" Firenze Bologna". La loro guida, era estremamente interessante perchè permetteva la frenatura elettrica a recupero. Era sufficiente aumentare la corrente di eccitazione per provocare il passagio da motore a dinamo; inoltre la regolazione della velocità era assai fine. Bastava prestare attenzione al tachigrafo e regolare con l'apposito volantino, il servomotore pneumatico che agiva sul reostato dell'eccitazione indipendente. La conoscenza della linea, faceva il resto.
Saluti, Andrea