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A ben riflettere, questo argomento si sarebbe dovuto intitolare “La volpe e l’uva di Fedro” piuttosto che "428 brass".
Anche se intervengo molto di rado sui forum, lo faccio questa volta per dire la mia su questo modello. 4 pagine di commenti per tirare fuori solo quattro problemi, che dobbiamo poi capire se sono difetti veri o no: la cassa troppo bassa rispetto all’avancorpo, il coperchio dello sfogatoio che avrebbe dovuto avere le chiodature, la posizione delle targhe ed i pantografi incollati. Fatto salvo pochi interventi di apprezzamento, NESSUNO o quasi si è preoccupato di tracciare le doti positive di questo modello. Ed allora lo faccio io. Una volta tanto che abbiamo tra le mani un vero gioiello, mi sembra davvero assurdo dover lasciare alla mercé di pochi denigratori un giudizio incompleto e fazioso. Qualunque critica letat su qualsiasi forum o rivista specializzata traccia i punti positivi e quelli negativi. Sembra invece che qui si dia fiato alle sole trombe stonate. Il modello è basato sulla collaudatissima meccanica del 428 RR made in Italy, forse la migliore realizzata da RR dopo quella della Big Boy e della Mallet bavarese Gt 2x4/4 – Br 96. La cassa ed i pantografi, il solitario della parure di brillanti, sono stati interamente disegnati, progettati, realizzati, montati e verniciati in ITALIA da mani esperte che da decenni lavorano esclusivamente l’ottone. Poiché mi sono debitamente documentato presso chi ha messo mano a questo progetto, ho potuto appurare che il modello definitivo è arrivato dopo sette lastre di fotoincisioni provvisorie e dopo essere stato sottoposto al vaglio di molte persone, esperti modellisti e progettisti rinomati di macchine italiane. Quanti di coloro che hanno notato la cassa bassa (e su questo punto ci ritorno) hanno notato anche la particolarità della fotoincisione a tre livelli? Chiedo a costoro se sanno cos’è una fotoincisione a tre livelli e se mi sanno citare il primo modello nella storia del modellismo che abbia presentato questa caratteristica. Non vi scervellate, la risposta ve la do io: il 428 brass di Hornby Rivarossi. Già, perché neppure l’ultimo modello di Micro-Metakit in mio possesso presenta questa caratteristica. Da sola varrebbe la bellezza del modello. Ma non basta, passiamo al resto. La cassa è stata disegnata in modo da potersi incastrare sul telaio originale HR. Qualcuno ha scritto che la cassa di metallo si deformerebbe allargandola. Ma come è possibile fare queste assurde affermazioni senza averne le basi e le capacità per poterle dimostrare? Certo, se uno la allarga come la molla di una mutanda, ovvio che la deformazione è permanente, ma se tratti il modello con la stessa delicatezza di qualsiasi altro, vedrai che non accade nulla. Fra parentesi, se allarghi come le mutande un modello in plastica, quello si rompe, questo si piega e lo puoi sempre riprendere (ma vi suggerisco di non farlo perché non è una mutanda). Le prese ad orecchio sono SALDATE UNA AD UNA, e sono dei capolavori essendo come al vero cave all’interno. Idem dicasi per i corrimano riprodotti sui cassoncini, saldati uno ad uno, come pure tutte le manigliette, inclusa quella della porta di accesso in cabina, riportata in ottone. I tergicristalli sono in fotoincisione, come pure PER LA PRIMA VOLTA, anche i corrimano di salita. Le cornici dei finestrini sono state ripassate in castano, e sono riportate come pezzo a parte. Sono riprodotte le griglie sotto il portellone dello sfogatoio, qualcuno le ha viste? Le ghiere dei fari sono state ridipinte una ad una in ottone. La verniciatura e l’assemblaggio sono paragonabili a quelli di un modello Micro o Lematec, ma sono made in Italy. Il tetto è PIEGATO A MANO, usando una dima realizzata ad hoc. Come dicevo prima, il solitario della parure è il pantografo. Personalmente non ho mai visto un pantografo così fine e così VERAMENTE SOMIGLIANTE al 32 FS. Certo, è anche il più delicato mai riprodotto, ed in questo posso dar ragione a chi scriveva che difficilmente reggerebbe sotto una catenaria, vieppiù se mal posata. Aver messo un simile gioiellino di pantografo su un modello che era stato pensato per poter circolare è un po un controsenso, ma la bellezza che ne viene fuori, per quel che mi riguarda, non mi fa rimpiangere il fatto di non poter far girare il modello sotto una catenaria. A proposito, per chi fosse interessato, i pantografi ed i corrimano di salita dovrebbero essere messi in vendita come ricambi; ho saputo che esistono già richieste per qualche migliaio di coppie di pantografi e di corrimano…! Come mai?? Forse perché in tutta Italia saranno solo 4 o 5 le persone a cui non piacciono! Gli altri ne faranno incetta. Il fascio littorio? Lo avete visto sotto lente? È 87 volte più piccolo in fotoincisione.. Comunque, a dispetto di 4 critiche ricevute, che tra un po’ passo a discutere, so che sono arrivate molte mail di complimenti da parte di collezionisti, progettisti, produttori concorrenti e commercianti, nonché anche da partner tedeschi. Per ovvi motivi di privacy, oltre alle parole dell’ottimo Mussinatto pubbliche in questo forum, e mi pare anche di “tigrotto” e di "The dark Master" (ma perché non usate il vs nome e cognome?) non posso citare le fonti, ma sono ben più di 4 pagine! Veniamo allora ai difetti. Partiamo proprio da quello rilevato da Mussinatto. Per quello che ho saputo, poiché il modello finale è stato sottoposto al vaglio di molte persone, o c’è stato un errore collettivo, oppure effettivamente il modello che è stato preso non aveva il portellone chiodato. L’errore ci può stare. La posizione delle targhe pare anche a me fuori misura. La cassa bassa ed i pantografi che si staccano. A mio parere il problema non risiede nel modello ma nella confezione, studiata per contenere il modello in plastica, e che mal si adatta a contenere quello di metallo, che ha tolleranze diverse. Andrebbe individuata la manovra correttiva per evitare che le casse si “siedano” oltre il dovuto sui telai, risultando in un inestetismo evidente. Nella vita quotidiana mi occupo di progettazione e realizzazione di hardware spaziale, ossia di parti di satelliti scientifici che vengono poi lanciati in orbita. Vi posso garantire che in questo settore vi sono costi giganteschi proprio per evitare danni dovuti a trasporto od errato assemblaggio e confezionamento dei pezzi. Problema analogo per i pantografi. A proposito, è evidente che chi scrive non mastica “metallo”. I pantografi su molti modelli in metallo sono incollati, non avvitati, poiché altrimenti si vedrebbe l’antiestetica vite sotto i pantografi, al vero non esistente, e come qualcuno faceva notare. Sono d’accordo sul fatto che qualcosa in più andava studiata, per esempio isolatori “non isolanti”, o qualcosa di simile a quanto fatto dalla Micro sul 626. Sono stato lungo, ma “le tante volpi” che vorrebbero imperare su questo forum meritavano un risposta ampia e soddisfacente. Va da sé che questi detrattori parlano, anzi sparlano poiché non ne sanno nulla di modelli realizzati a mano, uno ad uno, in metallo, e quindi artigianali e come tali UNICI. Si, perché non ci saranno mai due 428 brass HR uguali tra loro. Mi permetto di dire a costoro: accontentatevi di ciò che sapete (forse) apprezzare, e non fatevi tentare da ciò che non comprenderete mai. Per chi non mi conosce, molti anni fa ho iniziato come tutti coi Lima, passando per la vecchia Rivarossi, il mito rimasto inossidabile nella mia mente, fino ad approdare ai modelli Micro Metakit. Possiedo l’intera collezione di modelli bavaresi ed italiani prodotti dalla casa tedesca, Oltre naturalmente ai Lemaco/Lematec di ultima generazione, a qualche Metropolitan ed a qualche Fulgurex sempre di ultima generazione. Forse, a differenza credo di tutti coloro che hanno riempito di castronerie le righe di questo topic, ho sicuramente la competenza per poter discutere SIA di modelli in plastica, SIA di modelli in metallo. Personalmente sono più che soddisfatto del modello, e sono ben sicuro che avrà il successo che merita. D’altra parte se meno di dieci persone ne hanno parlato solo male su questo forum, la cosa contrasta con le centinaia di modelli già venduti in una settimana nei vari negozi. La prima fornitura è già esaurita ed è prevista anche la versione “oro”. Un’ultima riflessione. Molti hanno scritto che “sarebbe stato meglio rifare il telaio in metallo piuttosto che la cassa”. A parte che la cassa ed i pantografi sono stati realizzati alla regola d’arte e sono un capolavoro, ma rifare il telaio in metallo avrebbe significato fare un modello tipo i vecchi Lemaco, cosa assolutamente fuori dal target commerciale della Hornby, che fa e vuole fare modelli che camminino ed alla portata di un pubblico più vasto rispetto a quei pochi che si possono permettere i Micro, Lematec, ecc..
Rassegnatevi, care “volpi”, il modello è stato un successo, peccato che dobbiate denigrarlo inutilmente non potendovelo permettere (o forse non essendo riusciti ad averlo in quanto già esaurito). Avete perso l'occasione di apprezzare qualcosa che sa finalmente di Italia! Con buona pace anche dei moderatori del forum!
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