Grazie dei complimenti!
Cita:
1) come hai realizzato tutti i fori per led pulsanti deviatore ecc...? Immagino tu abbia prima realizzato il sandwich di plexiglas - lucido con serigrafia - alluminio dopodiché forato l'intero sandwich seguendo la serigrafia, confermi ?
Esattamente.
Nello specifico:
per il BM il foro interessa sia il plexiglass che l'alluminio, quindi ho assemblato il "sandwich" e, armato di pazienza e trapano a colonna, ho effettuato tutti i fori prima con punta da 2 mm e dopo con punta di dimensioni tali da consentire l'inserimento dei pulsanti e delle levette. Per il QL invece la foratura interessa solo il foglio di alluminio in quanto la serigrafia, stampata su acetato trasparente, e il foglio di plexiglass vengono assemblati sopra e forati alla fine solo nei punti in cui verranno inserite le viti che li terranno uniti alla struttura portante in legno.
Cita:
2)Nel pannello QL_Sh1 ho visto che hai creato uno griglia ( immagino che serva a non disperdere la luce tra un cdb e l'altro sul pannello luminoso ). Cosa hai usato per farla? Sembrerebbero quei pezzettini di plastica che si usano di contenitore dei circuiti integrati..
Per comodità di realizzazione dei circuiti stampati, il QL è stato suddiviso in cinque schede elettroniche dove alloggiano esclusivamente i led e le resistenze ad essi interconnesse (inserire altri componenti avrebbe creato degli spessori tali da non consentire l'inserimento della griglia atta a separare la luce). Tali schede sono numerate appunto Ql_Sh1 ...2 3 4 5. Per ognuna di esse ho realizzato una stampa in cartoncino dell'equivalente serigrafia in modo tale da avere delle linee guida.
I separatori di luce (intuizione esatta anche quì) non sono altro che delle strisce di cartoncino nere ritagliate con taglierino ed incollate con cianoacrilico gel.
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3)Hai realizzato tu la logica di controllo progettandoti interamente la rete combinatoria ? Se si come immagino, Hai usato qualche software di emulazione ?
Si. L'intero sistema logico che realizza tutte le condizioni di comando e controllo, nonchè la logica di gestione automatica della circolazione nella tratta e stazione nascosta, è opera mia. Il tutto è realizzato con schede a componenti discreti e microprocessori (PIC della Microchip). Praticamente l'intero sistema è stand-alone e non si appoggia ad alcun PC ne tantomeno a software di emulazione. Il PC entra in gioco solo nella fase di stesura dei software caricati sui PIC che govenano alcune delle schede dell'impianto.
Questa scelta, seppure a prima vista molto sconveniente (cablaggi elevati e complessi), è voluta appositamente in quanto si voleva ricreare un "vero" apparato ACEI che risultasse indipendente da software e computer.
Qualcuno potrebbe obbiettare sul fatto che un "vero" ACEI non utilizza schede elettroniche ne tantomeno microprocessori... ed è verissimo, ma l'uso dei PIC e della logica digitale, riduce in maniera drastica il numero dei relè utilizzati e dei cablaggi.
Ogni scheda inoltre è progettata in modo tale da riprodurre il più fedelmente possibile il funzionamento di un vero apparato ACEI (con l'inserimento di alcune "licenze poetiche" oviamente).
Nel particolare l'intero impianto, pur essendo contenuto all'interno di un unico banco, è suddiviso in tre parti ben distinte:
1) Stazione nascosta e tratta BA che collega la suddetta stazione nascosta a quella principale.
2) Stazione principale bivio tra linea pricipale a doppio binario e linea secondaria a binario unico.
3) Stazione secondaria e tratta BCA che interconnette la stazione principale a quella secondaria.
Le tre parti sopra descritte lavorano in maniera indipendente ma sono interconnesse tra loro dalle "relazioni" di scambio che forniscono informazioni relative al traffico ferroviario.