Miura ha scritto:
Cita:
e promuovono l'uso di parole come "trenino" o "ciuffciuff" o cose simili.
Se c'è una cosa che detesto è l'uso di parole ipocrite come "operatore ecologico" che servono fintamente a mascherare realtà che sempre quello che sono rimangono.
I trenini come li vogliamo chiamare "riproduzione in scala ad alta qualità di soggetti ferroviari "?
Ma mi faccia il piacere, direbbe Toto. Non prendiamoci in giro che tanto le persone non le freghi mascherando i termini. Giocattoli sono, per quanto costosi e la gente lo sa.Impariamo invece ad apprezzare il fatto che giochiamo ancora invece, cosa molto più importante ed è una fortuna che molti non conoscono e nemmeno capiscono.
Il gioco del trenino
Nel gioco il bambino si adopera con tutte le sue forze per diventare adulto. L’attività ludica costituisce il motivo e l’esperienza di fondo di tutta la vita infantile. Essa procede per tappe, che corrispondono ai primi tre livelli dello sviluppo cognitivo:
-Tappa dei giochi d’esercizio, che, nel complesso, corrisponde allo sviluppo cognitivo dell’intelligenza sensorio-motrice.
-Tappa dei giochi simbolici, che corrisponde alla fase dell’intelligenza preoperativa (formazione del concetto e attitudine a trasformare la realtà in simboli).
-Tappa dei giochi delle regole. Questa è la fase che corrisponde all’acquisizione cognitiva delle operazioni concrete e formali.
L’essere umano ha assimilato il pensiero reversibile e, pertanto, sa cogliere più aspetti della realtà e, nello stesso tempo, comprende che un problema può avere soluzioni diverse.
Il gioco, nella storia, ha assunto una funzione importante soltanto con Jean-Jacques Rousseau (1712-1778) e con Wilhelm Friedrich Fröbel (1782-1852); esso precedentemente era considerato come un passatempo, anzi, come un’attività fastidiosa per gli adulti ed inutile per i bambini.
Nella società attuale, tuttavia nonostante si sia compreso che l’attività ludica serva al fermodellista per lo sviluppo delle sue capacità (sensoriali, motorie, affettive, sociali, intellettive e morali), non sono ancora previsti, nella costruzione delle abitazioni, spazi adeguati per allestire dei plastici.
In questi casi il fermodellista viene limitato nella sua creatività, ed è costretto ad accumulare un' eccessiva aggressività, che, non riuscendo a controllare, scaricherà facilmente contro qualcuno o nei fora.
Alcuni studiosi, specialmente psicologi e pedagogisti, essendo il fermodellismo, in ogni modo, un atto educativo, da tempo stanno ribadendo, con forti critiche al potere politico, che un’edilizia adeguata sia di fondamentale importanza, per permettere, soprattutto agli appassionati, di sviluppare la propria personalità attraverso il gioco dei trenini.
Urgono per poter giocare coi trenini ampi spazi e materiale adatto. Entrando in un negozio di modellismo si è costretti ad ammirare una quantità di prodotti, che rappresentano una miniaturizzazione degli oggetti del mondo reale.
Questa presenza è senza dubbio indice di grande sviluppo tecnologico, ma, nello stesso tempo, di scarsa sensibilità educativa. Il trenino già bell'e pronto non deve togliere al fermodellista, se vuole favorirne sia la maturazione sia lo sviluppo psicologico, il ruolo di protagonista né costringerlo alla condizione di passivo spettatore.
Perciò, sarebbe inimmaginabile, come ha sostenuto lo psicologo e pedagogista svizzero Edouard Claparède “un’infanzia senza trenini”. Un bambino che non sa giocare coi trenini è in “fieri” un adulto incapace non solo di pensare e di ragionare, ma anche di agire responsabilmente.