Allora... la questione non è così semplice. Anzitutto va detto che i parametri entro i quali si muove la nostra verniciatura ad aerografo sono almeno quattro, anzi cinque:
1 - il tipo di vernice
2 - la diluizione
3 - la pressione dell'aria
4 - l'apertura dell'ugello
5 - la nostra mano
Se ne è consumato di inchiostro a forza di discutere quale sia più importante e quale meno, ma la verità è che va trovato semplicemente un qualsivoglia equilibrio tra essi per ottenere il risultato a noi gradito. Un esempio: con dei colori alla nitro, che tollerano una altissima diluizione, si potrà usare una pressione dell'aria minore perchè il fluido sarà più leggero; parità di pressione con alte diluizioni potrebbe invece significare più colore, quindi l'ugello dovrà essere più stretto o la mano più leggera.
I colori sintetici - gli Humbrol, per intenderci - hanno la caratteristica opposta, cioè non amano essere troppo diluiti. Per ottenere un effetto decente senza passare quindici mani uguali, il colore dovrà essere più
thick, più denso, e ciò comporterà estrema attenzione nel'adoperare lo strumento, qualunque sia il diametro dell'ugello. Con questo tipo di vernici, poi, una pressione troppo bassa o troppo alta darà facilmente origine a spruzzi e goccioline.
Altre precauzioni sono infine richieste da colori ad acqua, acrilici e poliuretanici.
Insomma, il punto è questo:
alpiliguri ha scritto:
Magari mi risparmiate qualche prova inutile...
Non esistono, specie all'inizio, prove inutili. Devi anzitutto capire lo strumento , solo più avanti saprai distinguere le differenze tra gli ugelli. Ad ogni modo, prova ad iniziare col beige (non ricordo il numero...) e non tocccare il rosso, a meno che non debba dipingere un modello LGB.

Buon divertimento
Giuseppe