Ho seguito l'evolversi di questa discussione di cui ho apprezzato i molti interventi "tecnici" volti a spiegare le magagne del modello in questione.
Francamente la scelta di Roco di proporre questo articolo mi è sembrata discutibile sin dall'inzio, soprattutto quando nelle parole dell'importatore (appena reintegrato nel proprio ruolo storico) veniva presentato come un esempio concreto del ritrovato interesse del produttore autsriaco per il nostro mercato. In tutta onetsà mi è invece sembrata, sin dall'inizio, la dimostrazione dell'esatto contrario. E anche il prezzo assolutamente esagerato sembrava una conferma indiretta della scarsissima propensione di Roco nei confronti dei modellisti italiani (prezzo altissimo = sappiamo già che ne venderemo pochissimi pezzi!!!).
Come dicevo poco sopra, consideravo discutibile la scelta di questo rotabile perchè, anche come veicolo storico, è stato, a mio modesto avviso, uno dei peggio riusciti; in pratica era la semplice ricoloritura (incompleta ed approssimativa) di un rotabie che, per il resto, poco o nulla aveva ormai in comune con il celebre predecessore cui lo stesso era ispirato.
Comunque, da buon collezionista scatolaro (ho sempre dichiarato apertamente di esserlo

), quando è stato annunciato, una mezza idea di comprare questo modello ce l'avevo; dirò di più; avrei aspettato le "svendite" che, sistematicamente, affliggono questi articoli di così scarso appeal sul mercato.
Ma quando ho visto come il modello è stato realizzato mi sono davvero cadute le braccia: un compromesso di pura fantasia, frutto di chissà quali elucubrazioni da parte di chi l'ha progettato.
Dico semplicemente questo: Roco aveva due possibiità. Riprodurre la storica E 646 del Treno Azzurro; oppure riprodurre il rotabile storico, esattamente così come è stato realizzato qualche anno fa. Fine. O l'una o l'altra. Invece, cosa è venuto fuori? Un compromesso indefinibile che, con tutte le proporzioni del caso, si potrebbe paragonare a quei rotabili di fantasia di cui Lima riempiva i sui start-set tanti anni fa, a partire dalle Tartarughe in livrea treni navatta o TEE. Qui, lo ripeto, con le dovute proporzioni, poco ci manca.
Quindi, da buon collezionista scatolaro, questo medello rimarrà sugi scaffali a tempo indeterminato. A meno che non venga svenduto a cifre tali (diciamo intorno ai 100 Euro) da renderlo utilizzabile come fonte di parti di ricambio.
Serene riflessioni a tutti
Pier