Cita:
abbiamo il vantaggio della scelta in funzione di tre parametri fondamentali quali la precisione del dettaglio
nella riproduzione in1/87,il funzionamento dinamico e la assistenza e fornitura ricambi.
... ed i il costo no? Quello è il primo parametro per molti che comprano treni, questa cosa non la si vuole mai considerare abbastanza. Se il 636 Lima costava 200 euro non avrebbe avuto lo stesso successo, pur essendo fatto bene ugualmente.
C'è una fascia di prezzo ideale a cui l'acquirente viene incontro volentieri, tutto il resto che dici viene dopo nella valutazione che fa decidere, tra modelli di uguale fascia economica, quale prendere.
Cita:
Per quanto riguarda il prezzo di vendita ed i costi di produzione relativi invito il sig.Centu a leggere gli approfondimenti
in merito dell'Ing Tuveri nel sito della sua ditta Seven:lui è veramente un addetto ai lavori non altri amici dei forum
che si spacciano per tali solo perché hanno rappoti con Fs/Trenitalia o la laurea in economi
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Le lessi tempo fa. Non dubito minimamente della buona fede del signor Tuveri, ma vorrai ammettere che un minimo di conflitto di interessi ci sia, per cui è naturale che venga a giustificare in qualche modo quella che è la sua fonte di guadagno, con spiegazioni anche giuste?
Detto questo a me non torna una cosa. Sono 40 anni che compro treni. In questi 40 anni ho conosciuto diversi negozianti e ci sono anche entrato in amicizia. Qualcuno di questi tempo fa, quando ancora la produzione non era dislocata in Cina, mi faceva talvolta vedere la bolla di accompagno e già li vedevo che quello che pagava il negoziante era + o - la metà del prezzo di listino. Poi la produzione è passata in Cina e questo avrebbe dovuto voler dire una riduzione sensibile dei costi di produzione. Ancora altri negozianti, riferendomi quanto riportato dai rappresentanti delle Ditte che venivano a prendere le ordinazioni, riportavano i costi di un pezzo prodotto in Cina e si parlava a volte del 10% del prezzo di listino, cosa per me assolutamente plausibile, conoscendo un po' i costi reali del sud est asiatico. Ora gli stampi costano e va bene, il trasporto pure e va bene , le spese per mantenere un negozio ci sono e va bene, ma a chi volete far credere che Cristo è morto di freddo? Il margine di guadagno, sicuramente, per il produttore è ancora bello alto, chi invece oggi non ci sta più è il negoziante che non gode più dello stesso trattamento di una volta ed ha margini molto più risicati ed infatti è l'anello della catena che sta saltando. Spariti però i negozianti che sono la cassa primaria dei produttori, poi non ci sarà più chi anticipa i guadagni alle Ditte produttrici coprendole dai rischi, a quel punto come finisce il giochino ? Per cui forse è il caso che tutti i produttori pensino a ridurre sensibilmente i loro profitti, finchè sono in tempo.