Oggi è martedì 21 aprile 2026, 6:13

Tutti gli orari sono UTC + 1 ora [ ora legale ]




Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 30 messaggi ]  Vai alla pagina Precedente  1, 2
Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: Quesito elettrico
MessaggioInviato: martedì 11 novembre 2014, 23:39 
Non connesso

Nome: Luigi Cartello
Iscritto il: lunedì 15 agosto 2011, 16:44
Messaggi: 765
Località: Torino
Ma... a me pare che con questo schema:
- A interruttore chiuso il treno passa correttamente senza rallentare
- A interruttore aperto il treno inizia a rallentare su Tratta rallent.2, rallenta ulteriormente su Tratta rallent.3 e si ferma su Tratta arresto
- Chiudendo l'interruttore dopo che il treno si è fermato, le tratte Arresto, Accel.1, Accel.2 e Accel.3 vengano e trovarsi tutte e 4 alimentate alla stessa tensione (quella massima) e lo stesso dovrebbe partire di botto senza accelerazione graduale, o mi sono perso qualcosa?

Luigi Cartello


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Quesito elettrico
MessaggioInviato: mercoledì 12 novembre 2014, 0:33 
Non connesso

Iscritto il: domenica 14 marzo 2010, 21:37
Messaggi: 1993
Località: Faenza
Lo schema di Marco58 potrebbe essere integrato come segue :
Allegato:
ESE_01-MiaModifica-01.jpg
ESE_01-MiaModifica-01.jpg [ 43.69 KiB | Osservato 4256 volte ]

Però ...
- la velocità scenderebbe comunque a scatti
- tutti i sezionamenti andrebbero fatti bene per evitare sobbalzi (o deragliamenti)
- occorre montare componenti, e fili, e fili, e fili ...

io, che faccio l' elettronico di mestiere, userei sicuramente l' acceleratore deceleratore del link più sopra.
Oppure andrei a copiare un pezzetto del circuito di Marcello(PT) descritto in :
viewtopic.php?f=7&t=71452&hilit=ELETTROTECNICA+L+impianto+elettrico&start=285
vedere il primo schema del 16/03/2014

Con poco lavoro in più si otterrebbe un risultato 10 volte migliore.
Se si ha un po' di voglia di capire, l' approccio di Marcello non è difficilissimo.


Stefano Minghetti


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Quesito elettrico
MessaggioInviato: mercoledì 12 novembre 2014, 10:12 
Non connesso

Iscritto il: mercoledì 20 settembre 2006, 20:44
Messaggi: 6416
Località: Sorbolo di Sorbolo Mezzani (PR)
tof63 ha scritto:
...
- Chiudendo l'interruttore dopo che il treno si è fermato, le tratte Arresto, Accel.1, Accel.2 e Accel.3 vengano e trovarsi tutte e 4 alimentate alla stessa tensione (quella massima) e lo stesso dovrebbe partire di botto senza accelerazione graduale, o mi sono perso qualcosa?

Luigi Cartello


Si, hai ragione mi sono dimenticato un interruttore sul ramo che alimenta il binario di fermata, quello che ho disegnato serve ad abilitare la fermata con tanto di rallentamento, poi ci vuole anche quello di fermata.
Questa è una configurazione minima che tutti sono in grado di fare, per qualcosa di più ci vogliono anche le conoscenze opportune.
Sotto riporto lo schema corretto e completo per il caso in esame.

Giusto per ...
Una configurazione simile è presente sul plastico modulare sociale, certo non è il massimo, ma per un servizio passerella alle esposizioni si può accettare. Ho già testato alimentatori di tratta con rampe di accelerazione e dececelerazione, però in un plastico modulare a composizione variabile dei moduli, è troppo complicato da metere in opera: ogni modulo dovrebbe avere i circuiti commutabili a seconda della sua posizione. In poche parole, essendo moduli lunghi 1,2 m, ogni fermata, anche ad un segnale in linea, richiede tratte di almeno 3,6 m, considerando che a volte lo esponiamo alla minima lunghezza: 2 testate e due moduli; è un osso di cane, con già sezioni di blocco nei cappi di testata.
Questo, brutale, circuito ha un pregio pratico, utile alle esposizioni: arresta qualsiasi treno +/- nella stessa posizione al segnale, la differenza è di pochi cm. Diversamente un rallenatatore con rampe, rischia di fernare alcuni treni 1/2 metro prima del segnale.

Adesso stiamo costruendo un altro plastico, che sarà digitale, pertanto il problema sarà superato ... ma per arrivare alla fine dell'opera, e modificare anche quello attuale, ci vorrà del tempo ... e rendere compatili i veicoli di ogni socio.


Allegati:
ESE_01.jpg
ESE_01.jpg [ 89.46 KiB | Osservato 4229 volte ]
Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Quesito elettrico
MessaggioInviato: mercoledì 12 novembre 2014, 10:19 
Non connesso

Iscritto il: mercoledì 20 settembre 2006, 20:44
Messaggi: 6416
Località: Sorbolo di Sorbolo Mezzani (PR)
Dimenticavo, sia nel mio schema, sia in quello di ste.klausen21, alcuni treni potrebbero già fermarsi sulla tratta di rallentamento 3, oppure non ripartire dopo lo stop, pertanto il numero di diodi deve essere adeguato a tutti i veicoli circolanti: spesso con difficoltà.


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Quesito elettrico
MessaggioInviato: mercoledì 12 novembre 2014, 10:57 
Non connesso

Nome: Luigi Cartello
Iscritto il: lunedì 15 agosto 2011, 16:44
Messaggi: 765
Località: Torino
Quindi, se ho capito bene, con entrambi gli schemi, 1 solo interruttore non sarebbe sufficiente (come d'altra parte avevo scritto prima), ma ne occorrono 2 da azionare in tempi diversi: uno per abilitare il rallentamento e l'accelerazione graduale e l'altro per fermare il treno.
In altre parole, per impostare la fermata, entrambi devono essere a aperti. Per effettuare la partenza uno aperto e l'altro chiuso. Per effettuare il transito senza fermata entrambi chiusi.

Luigi Cartello


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Quesito elettrico
MessaggioInviato: mercoledì 12 novembre 2014, 11:17 
Non connesso

Iscritto il: giovedì 19 gennaio 2006, 9:50
Messaggi: 620
Località: Vicenza
C'è un sistema molto più semplice di tutti quei diodi, che comunque daranno rallentamenti e partenze a "gradini".
Utilizzare un transistor in serie alla sezione da controllare, che tramite un condensatore e un trimmer regolerà la tensione in base e perciò alla sua uscita verso il binario. E' uno schema banale che chiunque può costruire con certezza del risultato. L'unico difetto è che a seconda dell'assorbimento del motore che transita in quel momento sull atratta controllata, il rallentamento potrà variare e perciò lo psazio impiegato per fermarsi. Se i tram sono tutti uguali si potrà regolare il trimmer per far si che il punto di fermata sia circa uguale per tutti.
Oggi dò un occhiata fra i miei schemi e vedo di pubblicarvelo se interessa.


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Quesito elettrico
MessaggioInviato: mercoledì 12 novembre 2014, 13:20 
Non connesso

Iscritto il: mercoledì 20 settembre 2006, 20:44
Messaggi: 6416
Località: Sorbolo di Sorbolo Mezzani (PR)
tof63 ha scritto:
Quindi, se ho capito bene, con entrambi gli schemi, 1 solo interruttore non sarebbe sufficiente (come d'altra parte avevo scritto prima), ma ne occorrono 2 da azionare in tempi diversi: uno per abilitare il rallentamento e l'accelerazione graduale e l'altro per fermare il treno.
In altre parole, per impostare la fermata, entrambi devono essere a aperti. Per effettuare la partenza uno aperto e l'altro chiuso. Per effettuare il transito senza fermata entrambi chiusi.

Luigi Cartello


Esatto.
Il sistema è visivamente gradevole con loco dotate di buon volano, o/e con meccaniche che non impiegano vite senza fine: es. i vecchi motori G.
Nel nostro plastico esiste solo l'interuttore (relè del blocco automatico) di STOP.

Alessandro FAV ha scritto:
C'è un sistema molto più semplice di tutti quei diodi, che comunque daranno rallentamenti e partenze a "gradini".
Utilizzare un transistor in serie alla sezione da controllare, che tramite un condensatore e un trimmer regolerà la tensione in base e perciò alla sua uscita verso il binario. E' uno schema banale che chiunque può costruire con certezza del risultato. L'unico difetto è che a seconda dell'assorbimento del motore che transita in quel momento sull atratta controllata, il rallentamento potrà variare e perciò lo psazio impiegato per fermarsi. Se i tram sono tutti uguali si potrà regolare il trimmer per far si che il punto di fermata sia circa uguale per tutti.
Oggi dò un occhiata fra i miei schemi e vedo di pubblicarvelo se interessa.


E' +/- lo stesso principio che ho citato sopra, in relatà con il giusto circuito la corrente del motore non influnza niente. Che influenza sono solo le caratteristiche dinamiche di ogni singolo veicolo, pertanto da qui la necessità di avere diversi punti di inizio del rallentamento: è questo che complica il discorso, e non lo rende alla portata di tutti; per essere ripetivo doverebbe essere automatico, quindi occorrè un relè e tutto quanto serve a pilotarlo al momento giusto.

Spudoratamente, per semplici problemi come quello in esame, oggi conviene usare il digitale, e mettere sui veicoli decoder con il sistema ABC: con due sezionamenti, 8 diodi, un interruttore ... è pure subito bidirezionale.


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Quesito elettrico
MessaggioInviato: mercoledì 12 novembre 2014, 13:46 
Non connesso

Iscritto il: venerdì 20 gennaio 2006, 19:41
Messaggi: 2863
Ma dove sta il problema della precisione millimetrica del punto di fermata ?
Nemmeno in realtà i treni si fermano sempre esattamente nello stesso punto (tranne le metropolitane)... dipende dalla mano del macchinista.


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Quesito elettrico
MessaggioInviato: mercoledì 12 novembre 2014, 14:45 
Non connesso

Nome: Luigi Cartello
Iscritto il: lunedì 15 agosto 2011, 16:44
Messaggi: 765
Località: Torino
Veramente il quesito iniziale parlava di un tram... :)


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Quesito elettrico
MessaggioInviato: mercoledì 12 novembre 2014, 16:12 
Non connesso

Iscritto il: mercoledì 20 settembre 2006, 20:44
Messaggi: 6416
Località: Sorbolo di Sorbolo Mezzani (PR)
tof63 ha scritto:
Veramente il quesito iniziale parlava di un tram... :)


dov'è la differenza? nel termine usato?
cambia in mome, ma non la problematica ... e la soluzione! :wink:


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Quesito elettrico
MessaggioInviato: mercoledì 12 novembre 2014, 17:32 
Non connesso

Nome: Luigi Cartello
Iscritto il: lunedì 15 agosto 2011, 16:44
Messaggi: 765
Località: Torino
Che anche i tram (almeno qui a Torino, ma credo anche nelle altre città) hanno un punto di fermata molto più preciso di quello dei treni.
Ovviamente era riferito all'intervento di Tz.

Luigi Cartello


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Quesito elettrico
MessaggioInviato: giovedì 13 novembre 2014, 11:34 
Non connesso

Iscritto il: venerdì 20 gennaio 2006, 19:41
Messaggi: 2863
E' vero che era una discussione partita sul tram ma poi si è allargata come logica di funzionamento e anche tu l'hai ampliata ai treni e io ci sono andato dietro... :mrgreen:

tof63 ha scritto:
Ma... a me pare che con questo schema:
- A interruttore chiuso il treno passa correttamente senza rallentare
- A interruttore aperto il treno inizia a rallentare su Tratta rallent.2, rallenta ulteriormente su Tratta rallent.3 e si ferma su Tratta arresto
- Chiudendo l'interruttore dopo che il treno si è fermato, le tratte Arresto, Accel.1, Accel.2 e Accel.3 vengano e trovarsi tutte e 4 alimentate alla stessa tensione (quella massima) e lo stesso dovrebbe partire di botto senza accelerazione graduale, o mi sono perso qualcosa?


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Quesito elettrico
MessaggioInviato: giovedì 13 novembre 2014, 22:46 
Non connesso

Iscritto il: domenica 14 marzo 2010, 21:37
Messaggi: 1993
Località: Faenza
Ho riletto l' intervento iniziale :

Sto realizzando un piccolo plastico tranviario analogico ( purtroppo i tram sono piccoli e leggeri ed il digitale è troppo invasivo) ed ho previsto 4 fermate , con altrettanti sezionamenti sul plastico , comandate maualmente con interruttori tipo ON OFF.
Attualmente quindi posso fermare un tram , mentre gli altri continuano a muoversi , agendo su questo interruttore ...
Esiste un sistema automatico che tenda invece a rallentare gradualmente la velocità quando si agisce sull'interruttore portandolo su OFF?


Se capisco bene, vorresti ancora fermare manualmente i tram(s), ma con azione graduale. Giusto ?
Altrimenti ti servirebbe un qualcosa di molto simile ad un blocco automatico.

Nel primo caso, ti propongo il seguente schema, che riprende cose note e già esposte in altri filetti :

Allegato:
Stop a transistore  - 1.JPG
Stop a transistore - 1.JPG [ 17.59 KiB | Osservato 4087 volte ]



Stefano Minghetti

p.s. : Bomby. Con 40.000uF in serie (composto da 4 x 10.000 uF 16V in parallelo fra loro) si otterrebbe una fermata graduale in circa 2 secondi.
Peccato che, volendo la stessa semplicità, per avviare il tram occorrerebbe una induttanza di 100 H !
Ma, concettualmente, non è sbagliato.
Scaricare il condensatore per riavviare il tram, invece non mi pare fattibile. La resistenza di scarica farebbe partitore col motore calandone la velocità di marcia.


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Quesito elettrico
MessaggioInviato: venerdì 14 novembre 2014, 9:43 
Non connesso

Iscritto il: mercoledì 20 settembre 2006, 20:44
Messaggi: 6416
Località: Sorbolo di Sorbolo Mezzani (PR)
Per far si che il rallentamento/accelerazione tramite variazione della tensione con transistor sia veramente efficace e realistico occorre complicare il circuito, quindi utilizzare almeno un operazionale con tanto di retroazione, quindi occorrono due rami diversi di RC, un per decelerare, l'altro per accelerare, come ho-hanno già fatto.
Quindi c'è un problema pratico non secondario:
- nel mio schema rallentamento-accelerazione sono sempre attivi a prescindere dalla posizine del veicolo
- nello schema con il transistor il commutatore deve intervenire quando il veicolo è tutto sulla tratta sezionata, altrimenti il condensatore ha già fatto il suo lavoro quando arriva il veicolo, pertanto ci vuole occhio e mano veloce, diversamente bisogna fare l'automatismo.
Proseguendo
Un circuito così, che coinvolge il carico nelle funzioni di regolazione, è valido solo se il carico ha impedenza costante, ad esempio:
- un motore che assorbe >= 300 mA si verma in X tempo
- un motore che assorbe < 300mA potrebbe superare il punto di fermata


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Quesito elettrico
MessaggioInviato: venerdì 14 novembre 2014, 21:15 
Non connesso

Iscritto il: domenica 14 marzo 2010, 21:37
Messaggi: 1993
Località: Faenza
Marco, devo risponderti, perchè leggendo il tuo intervento si potrebbe pensare che io abbia scritto una serie di sciocchezze.
Quindi, apprezzo il tuo contributo, ma lasciami precisare.

marco_58 ha scritto:
Per far si che il rallentamento/accelerazione tramite variazione della tensione con transistor sia veramente efficace e realistico occorre complicare il circuito, ...

Anche se solitamente nelle schede che progetto si arriva facilmente agli 800 componenti, resto convinto che nell' illustrare possibili circuiti a chi non è del mestiere, si debba cercare di escogitare le soluzioni più semplici possibili. Questo per non scoraggiare, e per non mettere il potenziale costruttore in un vespaio di problemi concatenati, che potrebbero tenere impeganto anche un esperto. Vedi più sotto i calcoli del circuito.

Seguendo questo approccio, mi sono riletto l' intervento di apertura di questo argomento (che avevo citato) e quindi rispondo anche a questa osservazione :
marco_58 ha scritto:
- nel mio schema rallentamento-accelerazione sono sempre attivi a prescindere dalla posizine del veicolo
- nello schema con il transistor il commutatore deve intervenire quando il veicolo è tutto sulla tratta sezionata, altrimenti il condensatore ha già fatto il suo lavoro quando arriva il veicolo, pertanto ci vuole occhio e mano veloce, diversamente bisogna fare l'automatismo.

Ora lui comanda i tram manualmente mediante interruttori. I tram sono più di uno, su un percorso circolare.
Se il meccanismo di fermata e ripartenza fosse completamente automatizzato, occorrerebbe anche un sistema di blocco automatico, per evitare tamponamenti.
Vero che potrebbe essere un tutt' uno : blocco automatico e sosta garbata. Ma sarebbe più complicato.

marco_58 ha scritto:
Un circuito così, che coinvolge il carico nelle funzioni di regolazione ...

Riguardo questa obiezione, forse non hai notato che il transistor è un darlington (1).
Parlando in elettronichese, in questo schema il transistor darlington è collegato a collettore comune.
Grazie al guadagno (hfe) di 750, fra base e massa viene ad esserci l' equivalente di una resistenza parie a Re * hfe.
La Re è il motore del trammino, stimabile in 10V / 0.2 A = 50 Ohm, quindi la resistenza equivalente in parallelo al condensatore viene ad essere di circa 50 * 750 = 37.5 kOhm, che è quasi 38 volte la 1 kOhm di carica o scarica. Ergo, il carico dovuto alla corrente di base è trascurabile, ed il carico non influenza apprezzabilmente la costante di tempo.

Quanto alla differenziazione fra accelerazione e frenata, sarebbe possibile, semplicemente sdoppiando la resistenza ed aggiungendo due piccoli diodi. Se se ne ravvisasse la necessità ...


Stefano Minghetti

(1) Darlington è un nome che identifica una particolare collegamento fra due transistors, pe rottenerne uno che ha un guadagno pari al prodotto dei due singoli.
Ma è anche la città inglese in cui, per la prima volta nel mondo e nella storia, arrivò un treno. Era infatti il capolinea della prima linea ferroviaria : Stockton - Darlington.


Top
 Profilo  
 
Visualizza ultimi messaggi:  Ordina per  
Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 30 messaggi ]  Vai alla pagina Precedente  1, 2

Tutti gli orari sono UTC + 1 ora [ ora legale ]


Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 73 ospiti


Non puoi aprire nuovi argomenti
Non puoi rispondere negli argomenti
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi
Non puoi inviare allegati

Cerca per:
Vai a:  
banner_piko

Duegi Editrice - Via Stazione 10, 35031 Abano Terme (PD). Italy - Tel. 049.711.363 - Fax 049.862.60.77 - duegi@duegieditrice.it - shop@duegieditrice.it
Direttore editoriale: Luigi Cantamessa - Amministratore unico: Federico Mogioni - Direttore responsabile: Pietro Fattori.
Registro Operatori della Comunicazione n° 37957. Partita iva IT 05448560283 Tutti i diritti riservati Duegi Editrice Srl