Miura ha scritto:
Cita:
Io non capisco alcuni di voi che un mese fa hanno gridato allo scandalo per l'arlecchino con i carrelli " smontabili"- visto che si rompevano solo a guardarli,
Rispondo perchè sono il primo di quelli.
Tra un pantografo che ha un braccio leggermente piegato in basso ed un carrello che arriva già rotto nella scatola perchè intoccabile c'è un abisso, per non parlre di altri problemi che fanno arrivare sempre alle stesse conclusioni. Ma se vogliamo fare solo un paragone di prezzi 180 € sono sempre meno di quanto viene proposto dalla concorrenza.
Dico la mia sul discorso de quo.
1)Trovo sia giusta la critica sui pantografi che sono obiettivamente inguardabili. I pantografi sono brutti e basta. E' una obiettività
e chi pretende di sorvolare su questo visibilissimo particolare non è intellettualmente onesto!
2)Ciò detto è anche vero che i pantografi sia pure con un modesto? (uso il punto interrogativo perchè è soggettivo se un esborso ulteriore di danaro sia lieve o meno) aggravio sono sostituibili e
che tale difetto sia così obiettivamente reversibile al contrario di finestrini forse sbagliati e carrelli fragili.
3)E' ancora vero che i pantografi sono "duttili e malleabili" per cui,
se se ne hanno le capacità, possono essere sistemati con guadagno estetico considerevole che porta le macchine ad essere perfette.
4) E' anche vero però che
tutte le foto del tour italiano delle locomotive in questione mostravano dei pantografi perfetti che invece allo stato di fatto si sono dimostrati essere completamente errati.
[u]Tale fatto, a mio modesto parere, è un atto gravissimo nei confronti dei consumatori rasentando una sorta di pubblicità ingannevole.[/u] E non venitemi a dire che non si è obbligati all'acquisto. Sappiamo tutti benissimo quanto sia elevata la quota di mercato delle vendite on line. In quel caso si compra spesso a "scatola chiusa". Sarà un caso che spesso le foto dei modelli appaiano solo dopo uno/due giorni dalla effetiva disponibilità?
E a coloro che dovessero rispondermi che la colpa è tutta dell'acquisto compulsivo rispondo che il male non è nel desiderio di possedere l'oggetto quanto nella totale assenza(?) del controllo di qualità.