pippo48 ha scritto:
A mio avviso vi sono due considerazioni da fare riguardo il fermodellismo e la nuova ditta di prossima presentazione :
a livello europeo tale mercato sta subendo come tutti i settori una contrazione perché la crisi è generale (anche in Germania
il ceto medio ha meno disponibilità economiche al di là di quello che ci raccontano) ma non tale da catastrofe imminenti e
certamente permetterà alle più importanti aziende (chi più chi meno con assestamenti) di proseguire nello sviluppo di
nuovi rotabili e accessori con produzioni anche rientrate dalla Cina (la qualità anche se già molto buona si è migliorata con
parti in metallo, dettagli più precisi fermo restando i compromessi per una buona circolabilità per tutti gli armamenti e su
raggi minimi); diverso il discorso del mercato Italiano dove è probabile si accinge ad operare la nuova ditta.
Questo perché anche se per ipotesi la crisi fosse di uguale entità la potenzialità del mercato solo italiano è fatta di numeri
compressi specie per Ho (a detta di colloqui con tre negozianti di mia conoscenza è in aumento la scala N e iniziano richieste
più consistenti anche se ancora modeste della TT).La prova è che anche i ns produttori locali da tempo hanno iniziato
modelli che circolano su altre gestioni europee sperando di ampliare la clientela per la propria esistenza.
Penso che anche per la nuova benvenuta( per ora nei desideri) LeModels il problema sarà lo stesso per non trovarsi poi
in "braghe di tela come si suole dire" se solo concentrata su Fs. Comunque il ns hobby non declinerà mai perché il fascino
del treno è immortale per tutte le età.
Salve a tutti,
provo a dire la mia.
Non si puo' che non essere d' accordo con le considerazioni di pippo48.
Sono parecchi anni che penso che il nostro piccolo mercato sia eccessivamente affollato di produttori, tantoche' il gigante Roco se ne sta' sganciando, preferendo concentrare le proprie energie su altri mercati, evidentemente ritenuti piu' interessanti.
In sovrappiu' la crisi economica, che perdura da 7 anni e di cui non se ne vede la fine, non favorisce certo le disponibilita' economiche dell' appassionato medio.
Una nuova ditta che si dovesse affacciare al nostro mercato deve necessariamente tenere conto di questi due fattori importanti.
Dati i doppioni, triploni e quadriploni ( scusatemi le ... "parolacce" ) di modelli italiani, credo poco opportuno per un nuovo produttore presentarsi con modelli gia' presenti nei cataloghi di altri.
Una nicchia di mercato a mio avviso interessante e poco sfruttata e' quella dei carri FS di tipo tradizionale, ossia quelli in circolazione in ep. III e IV, moltissimi di origine ep. II.
La recente disponibilita' di diversi e bei modelli di vaporiere FS richiede di potere realizzare per loro convogli adeguati. Se lato carrozze c' e' una buona disponibilita' di modelli FS in ep.III e IV ( poco c' e' per l' ep.II, anche se qualcosa c' e' ), lato carri il discorso e' ben diverso.
I modelli di carri presentano diversi vantaggi:
-la loro produzione richiede un impegno economico minore di quello che occorre per locomotive e vetture
-diverse tipologie di vecchi carri in ep.III erano marcati RIV Europ, in ep. IV RIV e quindi appetibili anche per i mercati stranieri
-possono venire acquistati in piu' di un esemplare per comporre convogli
-ultimo, ma non da ultimo, in periodo di crisi economica, possono essere per l' appassionato una valvola di sfogo che consente di togliersi la voglia del nuovo modello senza un esborso economico importante.
Saluti
Stefano.