Si, si, va bene, diventiamo tutti consulenti, tutti progettisti, ecc..
Ma a dirla tutta, geni si nasce, ma progettisti si diventa: e non bastano una laurea e saper usare un cad e una calcolatrice.
Attenzione, molti di quelli che sono defini progettisti in realtà sono solo dei disegnatori particolaristi, tutto il dovuto onore anche a loro, ma svolgono mansioni ben diverse.
Per progettare correttamente (e anche per fare da consulenti), bisogna innanzi tutto conoscere la meteria oggetto della progettazione, e nel nostro caso anche la storia del rotabile, quindi bisogna conoscere a fondo le tecnologie e gli impianti che saranno utilizzati per la costruzione, ovviamente conoscendo perfettamente i materiali che si intendono utilizzare per la costruzione, tutte cose che si imparano studiando, e lavorando contemporaneamente, fino all'ultimo minuto di vita dopo anche una laurea (e non serve una laurea per avere idee rivoluzionarie, anzi, spesso ...).
E dall'idea, a quando un oggetto è in negozio, passano anche anni, per produrre alcune cose, spesso bisogna anche progettare e costruire gli impianti; passando per impianti pilota sempre più grandi.
Prima che una stampante 3D sia in grado di fare un modello ferroviario fatto come si deve e pure funzionante, di acqua sotto i ponti deve passarne ancora tanta ... siccome questa tecnologia è nota da decenni, perchè non ci sono ancora prodotti di uso comune sul mercato? ... lasciamo stare le protesi dentarie.
Chi non conosce le tecnologie, ovviamente non ci crede, ma è più difficoltoso stampare plastica che vetro (anche se gli impianti per il vetro hanno dimensioni ben maggiori).
Quindi tornando al titolo dell'argomento, le linee guida fondamentali sono già nel prototipo reale, nonché nelle norme NEM e NMRA, e/o altre, e ovviamnete nelle tecnologie utilizzabili per la produzione, tutto il resto lo può decidere solo il mercato acquistando o lasciando sullo scaffale.
Se 1000 modellisti chiedono tutti all'unisono 10000 cose uguali, le case produttrici si adeguano, ma se i mille chiedono solo 20 cose diverse: hanno ragione i produttori.
Il clienta ha ragione solo quando non ha torto, e chiede cose che hanno un senso rispetto al mercato, e non secondo i suoi gusti personli.
Stupido esempio, ma fa capire come funziona: servono dei ricambi per i trentennali lampioni del giardino condominiale, un condomino li cerca da più parti, ma gli viene sempre risposto che sono vecchi e che magari si possono trovare con pazienza, e che li mettono sicuramente in ordine alla prima occasione; io che sono dell'ambiente, rivolgendomi in uno degli stessi posti, in una settimana li ho avuti. (Per i trenini non sono altrettanto "potente".

)
P.S.
Noto che nessuno ha tentato di dare una risposta alla mia domanda ... perchè lì stà il cuore del discorso contenuto nel titolo dell'argomento.
E diversi progettisti nostrani hanno dimostrato di essere sicuramente bravi, ma una domanda mi sorge spontanea: perchè non riescono a mettetre le radici presso nessun produttore? A voi la risposta (la mia la tengo per me, perchè potrebbe essere di parte).