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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: lunedì 14 marzo 2016, 12:07 
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Nome: Antonio M. G.
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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: martedì 15 marzo 2016, 1:38 
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Iscritto il: giovedì 14 gennaio 2016, 9:40
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marco_58 ha scritto:
E lasciamo stare il fermodellismo americano o tedesco, per non dire francese e svizzero, sono parecchio diversi dal nostro, e ispirati a situazioni al reale ben diverse.


Tipo? Spiegati meglio!


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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: martedì 15 marzo 2016, 12:03 
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Iscritto il: mercoledì 20 settembre 2006, 20:44
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mostrojoe74 ha scritto:
marco_58 ha scritto:
E lasciamo stare il fermodellismo americano o tedesco, per non dire francese e svizzero, sono parecchio diversi dal nostro, e ispirati a situazioni al reale ben diverse.


Tipo? Spiegati meglio!


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Rapidamente, ma alcune domande sono inevitabili:
mai visto in foto o in filmato le ferrovie reali di quei paesi, in particolare USA?
O le ridotte svizzere?
Per non citare riviste o pubblicazioni?

Se si, non servono le mie soggettive spiegazioni.


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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: martedì 15 marzo 2016, 13:33 
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Nome: Alessio
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Ultima modifica di centu il mercoledì 12 luglio 2017, 7:32, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: martedì 15 marzo 2016, 13:53 
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Iscritto il: giovedì 14 gennaio 2016, 9:40
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marco_58 ha scritto:
mostrojoe74 ha scritto:
marco_58 ha scritto:
E lasciamo stare il fermodellismo americano o tedesco, per non dire francese e svizzero, sono parecchio diversi dal nostro, e ispirati a situazioni al reale ben diverse.


Tipo? Spiegati meglio!


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Rapidamente, ma alcune domande sono inevitabili:
mai visto in foto o in filmato le ferrovie reali di quei paesi, in particolare USA?
O le ridotte svizzere?
Per non citare riviste o pubblicazioni?

Se si, non servono le mie soggettive spiegazioni.

Intendevo dire perchè parecchio diversi dal nostro!

Comunque si è citato un produttore che qui su questo forum si è presentato con i suoi cad. Ma l esito è stato disastroso.

Chi mi riassume l episodio?

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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: martedì 15 marzo 2016, 16:44 
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Iscritto il: domenica 2 aprile 2006, 9:16
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Località: Nato a Firenze 25/01/1962 - Vive tra Toscana e Marche
claudio.mussinatto ha scritto:
Io la mia l'ho detta e la applico , sarà banale come soluzione , ma state tranquilli che se i loro clienti ( i negozi) tagliano gli ordini , vedete come rizzano le orecchie e in fretta...
Vi leggo volentieri e aggiungo un altro piccolo input...
Esiste la FIMF in Italia...perchè non è lei a portare avanti le proposte o a mettersi in contrapposizione con i produttori elencando i desiderata??
Le riviste potrebbero far da catalizzatore su questo argomento , raggiungendo anche gli appassionati fuori dal forum...lo farebbero?
Due domande che ho la brutta sensazione che non avranno risposta...
saluti


In questa considerazione di Claudio c'è il .....vento che porta via tutto il fumo generato dalle fumose idee e proposte lette sino ad oggi

Concordo sul fatto che una "Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALIANI" possa essere redatta , AL LIMITE, da una associazione e non certo dagli utenti finali quali noi siamo (non siamo noi, come già scritto a ragion veduta, i Clienti dei costruttori)

I Clienti dei costruttori, quindi i nostri "amici" negozianti (ricordatevi chi sono i veri Clienti dei Costruttori) , quando anche solo accenni ai "forum" la prima cosa che ti senti rispondere è (senza scendere nel volgare ....) : " Ahhh, quella manica di invasati"

Quindi...di cosa parliamo?

Qui non si parla (da quanto o percepito) di rispondere al quesito di una cartolina all'interno della confezione dove ci viene chiesto qual sia il "modello da noi sognato" ; qui si parla di far modificare il processo di gestione di un progetto e realizzazione dello stesso da parte di aziende che (purtroppo) ad oggi non denotano nemmeno di avere un adeguato controllo di qualità .......

Le riviste di settore. Una volta che un ente coma la FIMF redige una "Linea guida" dovrebbero farsi portavoce dell'iniziativa ed esserne il megafono.

La domanda che rivolgo un pò a tutti è : questa fantomatica " linea guida " a chi dovrebbe essere fatta pervenire? Ai negozianti? Ai produttori?

ma vado più a fondo con voluta provocazione.

Ammesso e non concesso che questa "Linea Guida" possa servire a sensibilizzare i costruttori, invertendo la "logica del gioco" cioè non essere più noi a sorbirci i loro prodotti ma lor a fare quello che noi si desidera e come si desidera essere fatto .................. pensate si possa stilare prima di una decina di anni lasciando sul terreno decine di cadaveri :) ??

Il "non comprare più" indicato da Claudio è ,a malincuore, l'unica arma che abbiamo. Perchè solo se i negozianti , una volta che apprendono che un modello è "palesemente cannato" , non lo ordinano o annullano l'ordine si aprirà una diatriba.
Il costruttore minaccerà di escluderlo dalla lista dei PARTNER CERTIFICATI, non lo farà più accedere agli sconti lui riservati, lo farà maledire da Vanna Marchi e dal Mago Anubi, gli predirrà il fallimento ............. Ovvio se il fronte sarà comune le cose potrebbero cambiare .............. ma , lo sappiamo,LA COSA NON è FACILE ...........ed i se ed i ma sono ......

Riccardo


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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: martedì 15 marzo 2016, 17:28 
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Iscritto il: venerdì 13 gennaio 2006, 17:35
Messaggi: 4160
Località: Calabria del Nord:Castelcrati Terme(nome brevettato!)
Una domanda...ma perchè ce l'avete tanto con gli assi gommati...manco si vedono??boh... :roll:
Grazie.


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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: martedì 15 marzo 2016, 17:53 
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Nome: Armando Pappalardo
Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 0:52
Messaggi: 4082
Località: San Germano Vi/Cropani Marina Cz
Riccardo...il tuo intervento...mi piace.
È equilibrato... Poi sul discorso invasati... Ahahah... Si, me lo sono sentito dire pure io.
Appurato che nessuno vuole sostituirsi ai progettisti, è così utopico stilare tra di noi, senza litigare, cinque punti imprescindibili? Errori che non possiamo tollerare più? Un termine di confronto nostro, condiviso, ora nostro, su cui confrontarci con le prox produzioni?
Eddai non è la luna.

Armando

Eventuali.errori scusate,sono con il cel


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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: martedì 15 marzo 2016, 18:05 
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Nome: Salvo Scarcella
Iscritto il: martedì 17 gennaio 2006, 19:11
Messaggi: 1300
Località: Camaro, sulla vecchia Me-Pa
Ottima l' idea di stilare una sorta di decalogo per soddisfare un pò tutti i fermodellisti, alla fine basta veramente poco, mica si sta chiedendo la luna!
Sappiamo benissimo che i modelli sono progettati secondo standard ben precisi e da professionisti del settore ma da quanto ho letto sinora, nessuno si è voluto o si vuol sostituire a questa figura.
Inutile parlare di prezzi o politiche di mercato: ciascuna ditta fa ciò che meglio crede poi, chi sceglie se acquistare o meno è la nostra coscienza ma soprattutto la nostra tasca!
Tornando alle line guida, mi sento di suggerire di migliorare i servizi per la reperibilità di ricambi ed aggiuntivi a corredo dei modelli, chiedendo una attenzione maggiore e meno superficialità verso il cliente finale. Ho comprato una "shunt chopper" a cui mi son accorto che mancasse una ghiera dei fanali. Bene, sia Acme che un negozio a loro molto vicino NON mi hanno saputo mandare una, e ripeto una, ghiera! Non un set da 4, una ghiera del piffero!
Sposo l' idea di un set aggiuntivo di assili senza le gommine di aderenza (a fronte del valore dei modelli il loro costo non inficia più di tanto).

Per adesso non mi viene altro per la mente.. :D


Rispondo a Dario dicendo che senza le gommine puoi fare doppie trazioni [specie in analogico] senza il pericolo di rovinare la trasmissione di uno dei due modelli proprio perchè chi tira di più fa strisciare tranquillamente l' altra loco..ti pare poco?
A prescindere poi dalle gommine la locomotiva in piano tira ugualmente!


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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: martedì 15 marzo 2016, 18:18 
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Iscritto il: giovedì 4 gennaio 2007, 12:54
Messaggi: 585
Località: Parma - Emilia in generale
Buonasera,
ritengo che FIMF, o forse meglio, NEM, possano avere grande voce in capitolo nel delineare ciò che un modello dovrebbe avere. Magari molti di voi non la conoscono, ma l'azienda Proto2000 (ora Walthers) applicava negli anni passati sui suoi modelli il taccolino "NMRA" per certificare che rispondeva a tutti gli standard NMRA (più numerosi e restrittivi dei NEM). Ora è da un bel po' che non acquisto più Proto2000 e non so dire se continua ancora, ma per certo tante aziende che producono Decoder scrivono e rimarcano che seguono tutte le specifiche NMRA... serve solo a fini commerciali? non lo so, ma se io leggo che qualcosa rispetta le norme NMRA sono sicuro che non avrà problemi con quanto ho già in mio possesso.

Detto questo, visto che il post era stilare una lista dei desiderata, e che il Forum è come il BAR e tutti se la possono cantare e suonare, se dovessi chiedere un cambio politica alle aziende vorrei:
1) Presentazione del progetto prima della creazione degi stampi (si assicura correttezza delle misure e dei dettagli e comunque non si subisce il rischio della concorrenza in quanto il progetto è già in fase avanzata)
2) No assi gommati (se mi servono gommati, allora uso lo bullfrog snot e me li gommo da solo)
3) Bordini a norma RP25 (standard americano), tipo loco USA Rivarossi per intenderci. Ci sono modelli di locomotive italiane che sono realmente penalizzate dalle lame che sembrano affettatrici!
4) Accesso alla presa decoder fatto con criterio
5) Possibilità di aprire i mezzi per manutenzione con adeguate spiegazioni (non è che mi devono allegare un libro su come aprire la locomotiva, che comunque è un costo, ma anche un pdf da scaricare da Internet può aiutare!): vi consiglio di guardare sul sito di MTH i pdf relativi alla manutenzione dei modelli (sono veramente ben fatti)
5) Servizio assistenza post vendita decente (ricambi, assistenza post garanizia a pagamento...)
6) Controllo qualità: questo l'ho lasciato per ultimo, ma è probabilmente l'aspetto più delicato del modellismo odierno dove modelli complessi sono assemblati da conto terzi che possono avere pendolazioni nella qualità del montaggio; senza un controllo qualità decente dell'azienda committente, il rischio di problemi è sempre dietro l'angolo.

ciao
Riccardo


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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: martedì 15 marzo 2016, 21:27 
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Iscritto il: martedì 9 settembre 2008, 9:45
Messaggi: 2236
Località: Breil sur Roya
salvo s ha scritto:
una attenzione maggiore e meno superficialità verso il cliente finale. Ho comprato una "shunt chopper" a cui mi son accorto che mancasse una ghiera dei fanali. Bene, sia Acme che un negozio a loro molto vicino NON mi hanno saputo mandare una, e ripeto una, ghiera! Non un set da 4, una ghiera del piffero!

Ma se dopo questo tu la loco la restituivi al negoziante come tuo diritto, facendoti rimborsare integralmente, e se tutti facessero così, quando il negoziante si ritrova roba invendibile sullo scaffale poi la rimanda al produttore, e tranquillo che se gli ritorna indietro la prossima volta le ghiere ci saranno, almeno come ricambi gratuiti....
E' l'unico mezzo per farci sentire, inutile fare decaloghi. Impariamo a diventare consumatori intelligenti, vedrete che le cose cambieranno.
Invece io continuo a leggere di gente che si tiene il modello difettoso perchè altrimenti è esaurito... Che contatta il produttore quando invece l'unico interlocutore è il venditore...
Ma se la gente compra anche con i difetti perchè dovrebbero cambiare registro?
Per "passione"? :lol: :lol: :lol:

Ciao, alpiliguri.


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 Oggetto del messaggio: Re: Linea guida per i produttori di modelli ferroviari ITALI
MessaggioInviato: mercoledì 16 marzo 2016, 0:41 
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Iscritto il: domenica 14 marzo 2010, 21:37
Messaggi: 1994
Località: Faenza
Scusami Riccardo se prendo spunto dal tuo intervento per alcune riflessioni.

gaiger2002 ha scritto:
1) Presentazione del progetto prima della creazione degi stampi (si assicura correttezza delle misure e dei dettagli e comunque non si subisce il rischio della concorrenza in quanto il progetto è già in fase avanzata)
Per esaminare anche solo un rendering occorre un visualizzatore 3D, ovvero un programma apposito, che consenta di creare sezioni nei punti voluti e di prendere misure nello spazio 3D. A mio avviso non è alla portata di molti. Accontentarsi delle viste dei vari lati senza poter fare misure, non è di alcuna utilità.

gaiger2002 ha scritto:
Bordini a norma RP25 (standard americano), tipo loco USA Rivarossi per intenderci. Ci sono modelli di locomotive italiane che sono realmente penalizzate dalle lame che sembrano affettatrici!
Concordo sulle affettatrici. La Norma NEM311 consente già di scendere a 0.6 mm di altezza del bordino, a condizione che il binario sia posato con cura e che gli assi siano dotati della sospensione a tre punti (realizzabile con la isostatica o con altri mezzi). Altresì consente di ridurre la larghezza del cerchione. Questi rotabili, però, potrebbero aver difficoltà a circolare su qualsiasi tipo di plastico.

gaiger2002 ha scritto:
Accesso alla presa decoder fatto con criterio
Su questo e sull' uso di viti per assemblare il modello, le associazioni e le riviste potrebbero spingere. Per esempio, nelle recensioni potrebbe essere indicato se il decoder sia accessibile tramite un apposito sportello e se l' unione cassa telaio sia eseguita mediante viti.


Stefano Minghetti


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MessaggioInviato: mercoledì 23 marzo 2016, 7:04 
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Località: Bruschi
Atr...come và la tua idea?
Hai stilato le regole?
Contattato la Fimf?
Che ne pensano le riviste?
saluti


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