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 Oggetto del messaggio: Re: Amarcord bettiart
MessaggioInviato: giovedì 4 agosto 2016, 12:44 
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Nome: Paolo Bartolozzi
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Leggermente OT....
dopo trent'anni di pausa ho anche rincominciato.....
Ovviamente moto da fuoristrada e dell'epoca, le moderne non le posso vedere :cry:
Esiste un campionato dedicato proprio alle moto costruite fino al 1983....


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 Oggetto del messaggio: Re: Amarcord bettiart
MessaggioInviato: venerdì 5 agosto 2016, 16:30 
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Iscritto il: domenica 3 gennaio 2010, 20:36
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Località: la citta' della 3 t: torri, tortellini e ...
Salve a tutti,
mi riallaccio all' ultimo intervento di Claudio Mussinatto.
Personalmente trovo ben diversi i modelli di Bettiart rispetto ai GT.
I GT non si decomponevano spontaneamente e, pur coi limiti dovuti ad una meccanica a dir poco elementare, funzionavano. Che poi i GT avessero un prezzo sostenuto, a mio avviso esagerato rispetto alla qualità' intrinseca, e' altra storia...
Direi, quindi, che l' apporto delle due aziende al nostro piccolo mondo e' stato profondamente diverso.
Quello che non sono mai riuscito a capire l' ostinazione del Dott. Betti a proseguire nell' utilizzare una tecnologia "evidentemente" inappropriata ...
Come non ho mai capito perché' GT, con ben altre capacità', non sia mai riuscita ad "evolversi" più' di tanto. A migliorare si, ma a trasformarsi "veramente" in produttore industriale no.
Misteri della storia del treno modello...
Saluti
Stefano.


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 Oggetto del messaggio: Re: Amarcord bettiart
MessaggioInviato: venerdì 5 agosto 2016, 19:43 
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Nome: Paolo Bartolozzi
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Località: Dicomano (FI)
Permettimi di dissentire, i GT della medesima epoca 1981 che acquistai, (ovvero avevo elaborato delle locomotive su commissione e dovevo prendere modelli a pagamento del lavoro) e si trattava delle ALn56 Breda avevano dei bei problemi di funzionamento.....
Gli ingranaggi facevano eccessivo attrito durante la rotazione , siccome la trasmissione del moto dal motore al castelletto che stava sopra il carrello era trasmessa con un alberino il cui collegamento col motore era realizzato tramite un tubetto di gomma flessibile, i modelli percorrevano a fatica pochi metri, dopo di che il tubetto di gomma collassava attorcigliandosi su se stesso e rompendosi......n.b. se si provava a girare con le dita l'alberino che usciva dal castelletto degli ingranaggi, questo girava con molta difficoltà.....
Ricordo che in questo caso telefonai personalmente a Roma , spiegai il problema che si presentava su entrambi i modelli, ricordo anche che colui con cui parlai era meravigliato del problema- quasi quasi attribuiva ad un mio maldestro uso dei modelli la rottura dei tubetti, comunque ci accordammo per la spedizione di due carrelli di ricambio e relativo "catetere" in gomma...
Arrivati i nuovi carrelli prima di montarli provai a far girare gli ingranaggi, in questo caso la situazione era ancora peggiore, a quel punto decisi di smontare le scatole degli ingranaggi per sistemare il problema e ricordo che fu necessario del grande lavoro per rendere scorrevole la loro rotazione....
Un paio di anni dopo ci ricascai con le ALn772, anche in questo caso il funzionamento era imbarazzante...con me a quel punto non avrebbero guadagnato più una lira!!
Sinceramente non so se nei modelli usciti successivamente siano state apportate modifiche tali da poterli far circolare senza problemi....


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 Oggetto del messaggio: Re: Amarcord bettiart
MessaggioInviato: venerdì 5 agosto 2016, 20:24 
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Iscritto il: mercoledì 29 marzo 2006, 13:06
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Ciao a tutti.
Condivido pienamente il pensiero di Stefano:
Cita:
Come non ho mai capito perché' GT, con ben altre capacità', non sia mai riuscita ad "evolversi" più' di tanto. A migliorare si, ma a trasformarsi "veramente" in produttore industriale no.


Tralasciando commenti sulla qualità dei prodotti artigianali dell'epoca, volevo solo buttare i miei due cent sul piatto: mi sono ricapitati in mano i vecchi numeri di Italmodel Ferrovie del 1978 e nelle pubblicità vi ho trovato alcuni prezzi che riporto SOLO ED UNICAMENTE per amore di cronaca.
BETTIART: ETR.250 in vendita a 112.000 lire, coppia ALe. + Le.601 a 72.000 £, ALe.840 a 54.000 £
RIVAROSSI: 691 e S.685 con nuovo tender 2'2'T22 a 57.500 £ ciascuna, vettura Tipo X 1975 carenata a 7.200 £, vettura letti tipo M a 8.800 £, Mallet Baltimore and Ohio a 72.000 £.
LIMA: Locomotiva Diesel Danese MZ 1401 a 12.000 £, treno militare tedesco a 25.000 £ in confezione Golden Series con ovale di binari e trasformatore.
BEMO: Locomotiva Diesel a scartamento ridotto V51 a 59.000 £.
METROPOLITAN: E.554 in tutto metallo a 350.000 £, peraltro massacratissimo dalla recensione in "Prove e Misure".
C'era anche pubblicità di prodotti TARVISIUM, ma rigorosamente senza prezzi.
Ciao a tutti.
Guido.


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 Oggetto del messaggio: Re: Amarcord bettiart
MessaggioInviato: venerdì 5 agosto 2016, 22:46 
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Iscritto il: mercoledì 20 settembre 2006, 20:44
Messaggi: 6407
Località: Sorbolo di Sorbolo Mezzani (PR)
Considerando l'epoca, le casse GT andavano bene, la meccanica: beh lasciamo perdere.
E anche la soluzione fornitami per rimettere in marcia il D141, non è certo delle migliori.
Per gli altri veicoli che ho, prima o poi monterò meccaniche in tutto metallo, che ormai stanno facendo la muffa.


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 Oggetto del messaggio: Re: Amarcord bettiart
MessaggioInviato: sabato 6 agosto 2016, 6:37 
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Iscritto il: giovedì 12 gennaio 2006, 8:53
Messaggi: 6250
Località: Bruschi
Secondo me nessuno si è evoluto come produttore industriale proprio per ...i prezzi!!
Ancora oggi trovano chi compra sti simulacri pagandoli prezzi assurdi solo perchè nessuno li produce e fanno collezione.
Figurarsi 30 anni fà , con il numero di appassionati ben più elevato e , forse anche con disponibilità più alte.
Che bisogno avevano, vendevano lo stesso...e straguadagnavano


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 Oggetto del messaggio: Re: Amarcord bettiart
MessaggioInviato: sabato 6 agosto 2016, 13:05 
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Iscritto il: mercoledì 29 marzo 2006, 13:06
Messaggi: 1656
Località: Genova
Ciao a tutti.
Spulciando stavolta i numeri de "Treni & Plastici" del 1979,ho trovato altri prezzi:
GT: 245 completamente in ottone 140.000 £;
METROPOLITAN: TEE RAe SBB, sei elementi in metallo 580.000 £;
PIERRE: 685 su base RIVAROSSI 180.000 £, 675 su base LILIPUT 160.000 £;
TARVISIUM: 728 su base KLEINBAHN 115.000 £, set ALe.660 + Le.760 190.000 £, ALn.772 motorizzata + folle 170.000 £ entrambi i set ricavate da scocche ottenute sottovuoto e meccanica Rivarossi. Scocche grezze per ALe.660, Le.760, ALe.790, ALe.880, ALe.840 26.000 £ cadauna, 6d23 a vapore su base Rivarossi 190.000 £;
RIVAROSSI carrozze CIWL ristorante, Letti e Pullman, 32.000 £ cadauna, bagagliaio CIWL 16.500 £.
Chiudo in bellezza con i prezzi delle vetture ADE, gli unici prodotti dell'epoca che sono modellisticamente straordinari ancora oggi: carrozza ospedale DB e carrozza per treni vicinali DB, tipo le Silberlinge, 43.250 £ montate e 27.150 £ in scatola di montaggio.
Ciao a tutti.
Guido


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 Oggetto del messaggio: Re: Amarcord bettiart
MessaggioInviato: sabato 6 agosto 2016, 23:39 
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Iscritto il: domenica 3 gennaio 2010, 20:36
Messaggi: 9213
Località: la citta' della 3 t: torri, tortellini e ...
Paolo Bartolozzi ha scritto:
Permettimi di dissentire, i GT della medesima epoca 1981 che acquistai, (ovvero avevo elaborato delle locomotive su commissione e dovevo prendere modelli a pagamento del lavoro) e si trattava delle ALn56 Breda avevano dei bei problemi di funzionamento.....
Gli ingranaggi facevano eccessivo attrito durante la rotazione , siccome la trasmissione del moto dal motore al castelletto che stava sopra il carrello era trasmessa con un alberino il cui collegamento col motore era realizzato tramite un tubetto di gomma flessibile, i modelli percorrevano a fatica pochi metri, dopo di che il tubetto di gomma collassava attorcigliandosi su se stesso e rompendosi......n.b. se si provava a girare con le dita l'alberino che usciva dal castelletto degli ingranaggi, questo girava con molta difficoltà.....
Ricordo che in questo caso telefonai personalmente a Roma , spiegai il problema che si presentava su entrambi i modelli, ricordo anche che colui con cui parlai era meravigliato del problema- quasi quasi attribuiva ad un mio maldestro uso dei modelli la rottura dei tubetti, comunque ci accordammo per la spedizione di due carrelli di ricambio e relativo "catetere" in gomma...
Arrivati i nuovi carrelli prima di montarli provai a far girare gli ingranaggi, in questo caso la situazione era ancora peggiore, a quel punto decisi di smontare le scatole degli ingranaggi per sistemare il problema e ricordo che fu necessario del grande lavoro per rendere scorrevole la loro rotazione....
Un paio di anni dopo ci ricascai con le ALn772, anche in questo caso il funzionamento era imbarazzante...con me a quel punto non avrebbero guadagnato più una lira!!
Sinceramente non so se nei modelli usciti successivamente siano state apportate modifiche tali da poterli far circolare senza problemi....

La mia esperienza con GT fu breve e deludente.
Nel 1987 circa, vendendo alcuni dei miei ( pochi, allora... ) modelli e aggiungendo ulteriori sudatissimi soldini, acquistai Aln 873, Aln 773, Ale 540 e Ln 664, quest' ultima in kit.
Esteticamente avevano i difetti ben noti, scarsa profondità' di incisione, eccessiva altezza sui carrelli, scassi di alloggiamento dei carrelli della Ale 540 eccessivi, mancanza di arredamento interno, che GT introdusse solamente dopo molti anni. Comunque all' epoca erano modelli esteticamente "ragionevoli", per lo meno se raffrontati ai RR 1:80 a cui eravamo abituati.
Per quanto riguarda il funzionamento, avanti ed indietro sul mio binarietto di prova, andavano.
All' epoca, però, complice la facilità' di disassemblaggio e riassemblaggio dei modelli, avevo L' abitudine di smontarli per vedere come erano fatti dentro.
E dentro i GT avevano ben poco...Della motorizzazione della Ale 540 ricordo un motorino elettrico non dei più pregiati, che tramite un lunghissimo alberino snodato faceva girare il castello di ingranaggi di uno dei due carrelli. Era una motorizzazione elementare, per non dire povera. Delusione totale per me, che già' da un paio di anni mi ero fatto la bocca buona con la robusta, affidabile e nel contempo raffinata motorizzazione della allora nuovissima D345 di Roco.
Dopo alcuni mesi rivendetti i modelli, rimettendoci anche un po' di soldini.
All' epoca, comunque, pensavo che GT! sotto sotto e diversamente da Bettiart, la "stoffa" c'è l' avesse e che con l' andar del tempo avrebbe potuto migliorare ed arrivare a realizzare buoni modelli. Un qualche ( marginale ) miglioramento c' e' poi stato, ma non tale da farmi desiderare di acquistare nuovamente modelli GT.
Saluti
Stefano.


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 Oggetto del messaggio: Re: Amarcord bettiart
MessaggioInviato: domenica 7 agosto 2016, 9:58 
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Nome: Paolo Bartolozzi
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All'epoca e stiamo parlando di fine anni 70 e inizio degli ottanta, personalmente vista anche la scarsità di modelli sopratutto ambientabili in epoca 2 e 3 epoche che già preferivo.....mettevo già in preventivo lo smontaggio di ciò che acquistavo per cercare di migliorare sia l'estetica che la meccanica, anche le vaporiera Rivarossi non è che avessero un funzionamento irreprensibile.....
Ricordo sia le 740, sia le 625 che nel loro procedere zoppicavano vistosamente sia a causa del bellissimo che non veniva realizzato con precisione, sia per qualche asse che sovente non era in quartatura giusta....
Già all'epoca nel negozio di via del Proconsole a Firenze si trovano i quartatori prodotti da una ditta americana di cui non ricordo il nome....appena saputo della disponibilità ne acquistai subito uno e parte dei problemi che affliggendo le vaporiera riuscii a risolverli, sempre nel medesimo periodo tramite un amico che lavorava in un officina "di precisione" acquisii due fresini diamantati che mi consentivano di lavorare sulle bielle, specie quelle più raffinate che erano realizzate in durissimo acciaio....
Un periodaccio, specie per chi seguiva l'ambientazione italiana.....poi arrivò Roco e fu tutta un altra storia....


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 Oggetto del messaggio: Re: Amarcord bettiart
MessaggioInviato: domenica 7 agosto 2016, 10:12 
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Nome: Paolo Bartolozzi
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Già all'epoca venivo rimproverato da alcuni clienti del negozio perché smontavo elaboravo e modificato principalmente le vaporiere....e secondo loro migliorandone soprattutto il funzionamento le deprezzavo....
Grazie ai kit prodotti da M&F avevo elaborato per il negozio numerose 835 e soprattutto 740 trasformate in 743...i medesimi clienti che gridavano allo scandalo chiedevano questi modelli di 743 al negozio e la cosa buffa era che li volevano con su montati i soli preriscaldatori, non volevano il montaggio del resto degli aggiuntivi, perché tali abbellimenti facevano apparire questi modelli troppo differenti dal resto dei modelli che avevano in vetrina...
Ovviamente il nero doveva essere esattamente quello di Rivarossi e guai a correggere il rosso del telaio....


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