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 Oggetto del messaggio: Re: IL PANTOGRAFO, questo sconosciuto
MessaggioInviato: mercoledì 28 settembre 2016, 13:49 
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Ringrazio per la foto pubblicata che mi servirà per le opportune modifiche del prossimo panto. In particolare il chiarimento dei diversi tiranti che equipaggiavano queste prese di corrente. Nel prossimo pantografo dunque cerchero' di realizzare il leveraggio (nel cerchio rosso) che serviva ad orientare gli archetti mantenendoli verticali. Rilevo, salvo errore, che questo leveraggio é uno solo per parte (voglio dire che uno serve il panto di dx e uno serve il panto di sx).

Allegato:
pantotrifase.jpg


p.s. bello il 550 del Sig. Lepri ! In che scala é ?


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 Oggetto del messaggio: Re: IL PANTOGRAFO, questo sconosciuto
MessaggioInviato: mercoledì 28 settembre 2016, 14:27 
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Ciao amagio.
No, il leveraggio che indichi tu (a fare la punta al bimbim, ma solo per completezza e correttezza di informazione, si chiamano "tiranti degli archetti") è da entrambi i lati del pantografo: ci sono quindi quattro tiranti, due all'anteriore e due al posteriore. Purtroppo la foto un pochino inganna, ma se la si ingrandisce si vedono le articolazioni alle base degli archetti, ed anche i supporti entro i quali scorrono i tiranti. Di questi supporti, su questa versione di pantografo, ce ne sono due per stanga.

Ciao
Antonio


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 Oggetto del messaggio: Re: IL PANTOGRAFO, questo sconosciuto
MessaggioInviato: mercoledì 28 settembre 2016, 15:01 
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nanniag ha scritto:
Ciao amagio.
No, il leveraggio che indichi tu (a fare la punta al bimbim, ma solo per completezza e correttezza di informazione, si chiamano "tiranti degli archetti") è da entrambi i lati del pantografo: ci sono quindi quattro tiranti, due all'anteriore e due al posteriore. Purtroppo la foto un pochino inganna, ma se la si ingrandisce si vedono le articolazioni alle base degli archetti, ed anche i supporti entro i quali scorrono i tiranti. Di questi supporti, su questa versione di pantografo, ce ne sono due per stanga.

Ciao
Antonio


Ciao Antonio, OK! vuoi farmi lavorare di piu`...... :) :) :( :(


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 Oggetto del messaggio: Re: IL PANTOGRAFO, questo sconosciuto
MessaggioInviato: mercoledì 28 settembre 2016, 18:16 
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Io ho montato recentemente un trolley trifase lineamodel con l'intento di sostituirlo ad una e431. Devo dire che mi ha fatto penare per via di un difetto al sostegno delle stanghe realizzato in fusione. Purtroppo x montare il perno su cui ruotano le stanghe bisogna forare le riproduzioni in fusione dei sostegni e una fusione era rovinata. Ho sopperito con qualche difficoltà e al momento funziona anche se con qualche impuntamento. Non mi piacciono troppo le stanghe in fusione d'ottone perchè troppo delicate e soggette a piegature. Rispetto ai RR sono comunque su un altro pianeta.
Anche i Bissel montati su macchine dualkit sono di buona fattura, per un uso da plastico sono senza dubbio preferibili in quanto più robusti (stanghe in fotoincisione) senza essere esageratamente fuori scala come i RR.
Va ossrvata anche la posizione a riposo vera criticità per questo genere di pantografi: anche qui i RR sono meno raffinati non scendendo sui cofani come al vero, ma restando in posizione orizzontale. Nulla da eccepire sugli altri


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 Oggetto del messaggio: Re: IL PANTOGRAFO, questo sconosciuto
MessaggioInviato: giovedì 29 settembre 2016, 7:54 
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Ciao Luca.
Ah ecco, il compromesso tra buon funzionamento, fedeltà al reale e montaggio trovo sia abbastanza complesso per questo tipo di pantografi. Non inferiore ai pantografi per C.C. ma almeno diverso, a causa, appunto delle diverse forme dei prototipi reali.
Tralascio per un attimo il montaggio. Meglio sottile e delicato ma poco incline a sopportare la linea aerea tesata, o un po' più grosso e funzionale?
Ho sempre pensato che l'ottimo sia avere il pantografo il più fedele possibile, quindi delicato, in grado di stare a 2 mm dalla linea aerea, senza toccarla. Contemporaneamente, anche la linea aerea può essere sottile e fedele al reale; ovviamente la linea aerea stessa deve essere montata in modo molto preciso, in modo che stia sempre alla quota prefissata.
Applico questo concetto anche alla linea aerea in c.c.

Che ne pensate?
Luca, hai piacere a mostrare qualche foto della/delle tue elaborazioni? Mi hai incuriosito.

Ciao e grazie
Antonio


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 Oggetto del messaggio: Re: IL PANTOGRAFO, questo sconosciuto
MessaggioInviato: giovedì 29 settembre 2016, 8:48 
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Personalmente nella mia imperfetta realizzazione ho trovato difficolta solo nel trovare molle adeguate per calibro e misura.Oggi con la fotoincisione tutti gli altri elementi possono essere realizzati.Le molle invece, anche se taluni le propongono pronte, risultano fuori misura e o troppo o troppo poco potenti. Ho provato a realizzarle con poco successo vuoi per il ridotto diametro vuoi per la difficolta nel trovare materiale idoneo.Occorrerebbe un filo metallico armonico ma sottilissimo.Altra difficolta e' trovare il modo di collegare le stanghe in modo che i movimenti delle une trovino risposta nelle altre. Lo spazio sull' iimperiale con i serbatoi e' davvero esiguo per realizzare idonei leveraggi.


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 Oggetto del messaggio: Re: IL PANTOGRAFO, questo sconosciuto
MessaggioInviato: giovedì 29 settembre 2016, 9:18 
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Cita:
Oggi con la fotoincisione tutti gli altri elementi possono essere realizzati

Personalmente non condivido questa affermazione fino in fondo. Per esperienza personale e riscontri di altri "loschi figuri" competenti in kit e autocostruzioni, un profilo tondo può essere riprodotto in fotoincisione solo se il diametro è minore di 0,5 mm. In questo modo il profilo tondo è riprodotto con un profilo quadro, e la verniciatura aiuta a dissimulare questa incongruenza. Aumentando il diametro la differenza si nota sempre più, ed essendo il pantografo un elemento importante perché proprio sotto gli occhi più del sottocassa, non credo meriti questa approssimazione. Parere personale, ovviamente.
Cita:
Altra difficolta e' trovare il modo di collegare le stanghe in modo che i movimenti delle une trovino risposta nelle altre.
Questa mi pare proprio ardua. Il pantografo BB ultima versione ha due rinvii meccanici: si vedono sul principio di funzionamento che ho postato precedentemente. Dal di fuori si vedono solo due alberi, perché le coppie coniche sono racchiuse in due scatole sopra gli alberi di sollevamento. Solo il pantografo con le carrucoline aveva un gioco di leve tra gli alberi di sollevamento.


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 Oggetto del messaggio: Re: IL PANTOGRAFO, questo sconosciuto
MessaggioInviato: giovedì 29 settembre 2016, 11:37 
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ciao Antonio, naturalmente parlo da autodidatta, non bisogna mai dimenticare che sotto certi standard limitativi della scala non si va. Tuttavia si deve cercare di "ingannare" l' occhio il piu' possibile. Nella mia prova del 550 le stanghe e tutti i rinvii erano in alpacca da 0,4 mentre i supporti primari in tubetto di ottone da 1,5 x 0,20 (magari avrei potuto scendere). Non mi pare un brutto effetto salvo, come detto, per le molle. Per il rinvio concordo sulla difficoltà non sulla non fattibilità. Ho pensato a diverse soluzioni esterne (ma qui il posto é tiranno) ma anche interne (ma qui occorre molto tecnicismo e l'autocostruzione ti frena). Per esempio penso a filo con memoria di forma ma occorre sempre spazio e micro movimenti per realizzare cio' che ho in mente; non é detto che .......... in futuro :? :? :?


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 Oggetto del messaggio: IL PANTOGRAFO, questo sconosciuto
MessaggioInviato: giovedì 29 settembre 2016, 17:39 
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Se riesco stasera posto tre esempi di realizzazione HRR, bissel e lineamodel.
HRR non ha un vero e proprio meccanismo di richiamo del quatrilatero composto da archetti e stanghe. Se fai salire o scendere il pantografo, gli archetti li devi sistemare a mano per avere una certa approssimazione con la disposizione del reale. Invece i due artigianali hanno il meccanismo di gestione del quadrilatero funzionante.
Altra cosa che non diciamo mai ma sulla quale dobbiamo essere onesti, è che il tetto di queste macchine va abbondantemente lordato per avere un effetto che si avvicini al vero. Le foto a colori che ormai si trovano senza difficoltà (bellissimo il libro sul nodo Genova del 1973), ci mostrano macchine con i tetti pesantemente imbrattati. Questo fatto è molto importante perchè il colore scuro del trolley modifica la percezione degli spessori che in un modello lindo e pinto sarà giocoforza differente. Anche l'angolazione contribuisce: una vista dall'alto schiaccia la silouette delle stanghe su altre cromie; una vista dal basso verso il cielo fa esamente l'opposto. Insomma un bel guaio [SMILING FACE WITH OPEN MOUTH][SMILING FACE WITH OPEN MOUTH][SMILING FACE WITH OPEN MOUTH][SMILING FACE WITH OPEN MOUTH][SMILING FACE WITH OPEN MOUTH]


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 Oggetto del messaggio: Re: IL PANTOGRAFO, questo sconosciuto
MessaggioInviato: giovedì 29 settembre 2016, 18:07 
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lucaregoli ha scritto:
Se riesco stasera posto tre esempi di realizzazione HRR, bissel e lineamodel.

Grazie se riesci a postare i tre esempi.
Sono curioso di vedere le diverse soluzioni e di come solo posizionando due stanghe a piacere si allinei tutto il quadrilatero inclusi gli archetti.


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 Oggetto del messaggio: Re: IL PANTOGRAFO, questo sconosciuto
MessaggioInviato: giovedì 29 settembre 2016, 21:20 
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cominciamo con il pantografo del e431 di RR

Immagine

questo è l'effetto quando salgono le stanghe: gli archetti sono saldati alla barra che li sostiene ed i tiranti sono indipendenti. per averli verticali nisogna intervenire a mano raddrizzandoli

Immagine

questo è il particolare che fa capire come il tirante sia scollegato dalla barra e quindi dagli archetti

Immagine

Veniamo al Bissel :

archetti a riposo (con le stanghe giustamente inclinate verso il basso e non orizzontali come sul HRR)

Immagine

sollevo un trolley

Immagine

tiranti in vista
Immagine

I tre pantografi (lineamodel da verniciare)

Immagine

si capisce bene come l'HRR sia il meno riuscito per funzionamento (posizione a riposo e posizione archetti) e resa complessiva (spessori fuori scala. Il bissel è fine e rispetto al lineamodel sicuramente più robusto e meglio ingegnerizzato: le asole in cui scorrono i tiranti sono parte della stessa fotoincisione e quindi estremamente precisi; per contro le stanghe sono fotoincise e con cilindriche. I lineamodel hanno le stanghe in fusione che si piegano a vederl, le asole guida tiranti che vanno saldate una ad una con il rischio di perdere l'allineamento e creare storture che tengono gli archetti sfalzati. Io ho dovuto giocare su questi micro spostamenti per avere gli archetti allineati.

Spero che ora sia più chiaro il tutto!


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 Oggetto del messaggio: Re: IL PANTOGRAFO, questo sconosciuto
MessaggioInviato: venerdì 30 settembre 2016, 7:47 
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Grazie lucaregoli delle foto.
Prima di proseguire con il discorso modellistico, volevo chiudere con la rassegna dei pantografi a stanghe, mostrandone la versione finale.
Immagine
I cavi corrono fuori dalle stanghe, sorretti da appositi supporti. I supporti sono messi in modo tale da portare il cavo dalla parte interna alla parte esterna del pantografo, facendo compiere una specie di spirale al cavo. Questo perchè gli ingressi cavo sono nella parte esterna del tetto.
Sono presenti ovviamente i tiranti degli archetti. Ogni tirante è supportato in tre punti.
Come detto in precedenza, alcune macchine avevano le palette aerodinamiche sugli striscianti, altre no.


Ciao
Antonio


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 Oggetto del messaggio: Re: IL PANTOGRAFO, questo sconosciuto
MessaggioInviato: venerdì 14 ottobre 2016, 11:23 
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Ciao neh.
L'utente MODELLER, altrimenti detto signor G, per gli amici: G, mi ha inviato gentilmente le seguenti foto. Riguardano il pantografo Valtellina, a rullo, montato sull'imperiale delle prime macchine trifase. Cosa carina, una volta tanto si riesce a vedere cosa c'era sul tetto di queste macchine.
Immagine
Immagine
Immagine

All'inizio del racconto sembrava che di questo pantografo esistesse una sola versione, e invece ce ne sono almeno due: credo che la differenza sia nel meccanismo di sollevamento delle stanghe. Mi viene anche da dire che la base di partenza su cui avevano cominciato a ragionare i progettisti quella volta era il trolley ad asta usato sui mezzi tranviari. Può essere?
Ciao e grazie
Antonio


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 Oggetto del messaggio: Re: IL PANTOGRAFO, questo sconosciuto
MessaggioInviato: lunedì 17 ottobre 2016, 18:54 
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Iscritto il: lunedì 16 marzo 2009, 18:25
Messaggi: 1031
Interessantissime tutte le foto postate che chiariscono molto su un argomento poco trattato. Ora una ulteriore domanda; queste macchine in marcia alzavano tutte e quattro le stanghe oppure potevano viaggiare con due soli trolley a contatto della linea? Perché , se vale la prima opzione, la modellistica dovrebbe poter prevedere idoneo collegamento tra le stanghe anteriori e posteriori in modo che alzandosi le prime anche le seconde si alzino allo stesso modo, se invece vale la seconda opzione questo collegamento (che da quanto ho visto non sempre c'è) puo' anche mancare.


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 Oggetto del messaggio: Re: IL PANTOGRAFO, questo sconosciuto
MessaggioInviato: lunedì 17 ottobre 2016, 20:59 
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Iscritto il: martedì 15 agosto 2006, 12:09
Messaggi: 3186
Sugli scambi le due fasi devono per forza intersecarsi e per evitare corto circuiti si avevano dei tratti neutri.
Con le due stanghe si evitava di disalimentare bruscamente il motore perchè mentre una attaversava il tratto neutro, l'altra era ancora alimentata.
Almeno io sapevo così.


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