Dario Durandi ha scritto:
È sempre stato così: il fermodellismo, come tanti altri hobby, è per sua natura elitario (poi può non piacere il concetto o la parola).
Solamente che una volta non c'erano le piazze virtuali dove sfogare le proprie frustazioni.
Prima c'era chi ci si dedicava perché se lo poteva permettere o magari facendo tanti sacrifici e accontentandosi di un modello all'anno e chi no.
Adesso c'è chi ci si dedica perché se lo può permettere, c'è qualcuno che magari fa tanti sacrifici per pochi modelli ma la maggioranza vuole comprare tutto (e questo mediamente non è possibile).
Una volta c'erano i cataloghi (pochi) per sognare, adesso si apre una qualsiasi pagina e si bramano i modelli.
Gli hobby sono un "surplus" delle societa' ricche, mature ed evolute.
Non a caso il treno modello e' nato in UK un secolo fa ad opera del grande Sir Basset Lowke.
Non a caso tutti gli hobby della grande famiglia del modellismo, sia statico, che dinamico, sono particolarmente diffusi in UK, Germania, Francia, USA e Giappone.
In Italia un certo benessere generale si e' diffuso molto piu' tardi che nelle altre nazioni sviluppate e lo stiamo gradualmente perdendo molto piu' rapidamente delle altri nazioni sviluppate.
Ergo il fermodellismo, ma anche tutti gli altri hobby di tipo modellistico, non hanno mai avuto modo di svilupparsi piu' di tanto.
Anche, a mio avviso, per una certa mentalita' provincialotta piuttosto diffusa dell' italiota medio, che preferisce spendere in cio' che e' ben visibile e fa ( presunto ... ) status sociale: macchinona, vestiti griffati, vacanze esotiche, cene al ristorante, etc.
L' hobby modellistico si fa chiusi nella propria casetta, all' oscuro di tutti. Non si vede, non fa ( presunto ... ) status sociale e allora poco interessa all' italiota medio...
Saluti
Stefano.