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 Oggetto del messaggio: Re: A che serve un modellino isostatico?
MessaggioInviato: giovedì 10 novembre 2016, 9:06 
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Iscritto il: sabato 14 gennaio 2006, 9:21
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Proprio tutto non direi. Appunto le 668 Vitrains e a detta di chi le possiede anche alcune loco dell'anonima e alcuni diesel da manovra.


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 Oggetto del messaggio: Re: A che serve un modellino isostatico?
MessaggioInviato: giovedì 10 novembre 2016, 14:47 
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Ho trovato il marchio del carro con carrelli isostatici e dal funzionamento veramente eccellente.

Ci tengo a ricordarlo: Trheingold


Ultima modifica di Giovanni q il giovedì 10 novembre 2016, 19:18, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: A che serve un modellino isostatico?
MessaggioInviato: giovedì 10 novembre 2016, 16:10 
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Iscritto il: martedì 26 ottobre 2010, 7:34
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Località: la città delle tre T...
I carrelli Trheingold erano di una raffinatezza costruttiva notevole, qualcosa di mai visto (a mia memoria).
La foto è scarsina ma si vedono i due perni che influcravano le fiancate dei carrelli, permettendo le oscillazioni sul piano verticale.


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 Oggetto del messaggio: Re: A che serve un modellino isostatico?
MessaggioInviato: giovedì 10 novembre 2016, 16:36 
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Iscritto il: mercoledì 8 febbraio 2006, 19:23
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Giovanni q ha scritto:
Ho trovato il marchio del carro con carrelli isostatici e dal funzionamento veramente eccellente.

Ci tengo a ricordarlo: Treingold


per parlare di un modello con una diffussione assai maggiore dei threingold....

214 ROCO!!!
Anche i 218/225 di Liliput della prima produzione hanno un ottimo carrello isostatico.

Ricordo anche un articolo molto esaustivo su uno dei primi numeri di TTM, dove vengono spiegate caratteristiche e soluzioni.

saluti

Max


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 Oggetto del messaggio: Re: A che serve un modellino isostatico?
MessaggioInviato: giovedì 10 novembre 2016, 17:08 
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Iscritto il: sabato 14 gennaio 2006, 9:21
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Ciao Max ho letto infatti che la recente produzione Liliput non è più isostatica. Dovevo acquistarne una per manovre, ho rinunciato! È un vero peccato che in alcuni casi per risparmiare si creino prodotti meno funzionali. Saluti


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 Oggetto del messaggio: Re: A che serve un modellino isostatico?
MessaggioInviato: giovedì 10 novembre 2016, 17:19 
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Iscritto il: mercoledì 12 ottobre 2016, 10:50
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ROBINTRENO ha scritto:
Un bell'esempio di isostaticità (mi scusi l'autore se lo uso a scopo... didattico).
viewtopic.php?f=15&t=90208


ROBINTRENO ha scritto:
Banalmente: se hai un tavolo con quattro gambe basta che una sia di lunghezza diversa delle altre o che il pavimento non sia in piano per avere un tavolo non perfettamente appoggiato a terra, che "balla". Se le gambe sono tre saranno sempre appoggiate a terra, per quanto ci siano errori di planarità. Così nei modelli se hai carrelli rigidi senza altri gradi di libertà che non la rotazione, giocoforza al minimo disallineamento tra ruote e rotaie (tipo il raccordo di inizio sopraelevazione esterna curva) uno o più assi si solleveranno non potendo seguire l'andamento della rotaia, come una gamba di tavolino che si sollevi, con le conseguenze che conosciamo. Ergo, i sistemi isostatici dovrebbero essere un must per garantire un funzionamento corretto dei nostri modelli.


Grazie mille per avere segnalato il post e la spiegazione di isostaticità in questo mondo.
Conosco cosa è un Sistema ipostatico, isostatico ed iperstatico, ma facevo fatica a capire questi concetti applicati ad un carrello.

Giuseppe


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 Oggetto del messaggio: Re: A che serve un modellino isostatico?
MessaggioInviato: domenica 13 novembre 2016, 1:08 
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Iscritto il: giovedì 14 gennaio 2016, 9:40
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io anche ho preso appunti.
Una marca che invece oggi li fa sempre isostatici?

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 Oggetto del messaggio: Re: A che serve un modellino isostatico?
MessaggioInviato: domenica 13 novembre 2016, 7:29 
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Nessuna...


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 Oggetto del messaggio: Re: A che serve un modellino isostatico?
MessaggioInviato: domenica 13 novembre 2016, 16:27 
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Iscritto il: mercoledì 8 febbraio 2006, 19:23
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Località: Firenze
Claudio ha ragione....

I costruttori commerciali fanno leva su gioco degli assi nelle loro sedi per compensare parzialmente la mancanza d'isostaticità, (aiutati qualche volta dalle lamelle prendicorrente che premendo sull'asse lo portano a toccare il binario), costa molto meno che progettare un sistema non proprio semplice, specialmente su certi modelli (locomotive a vapore o con più carrelli)

Gli esempi che ho riportato, Roco e Liliput, sono modelli qualitativamente al top! però sono modelli a 2 assi, già con 3 assi la cosa si complica, figuriamoci con 4, o 5, o con i carrelli....

saluti

Max


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 Oggetto del messaggio: Re: A che serve un modellino isostatico?
MessaggioInviato: domenica 13 novembre 2016, 22:54 
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Iscritto il: sabato 14 gennaio 2006, 23:18
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Località: Vagabondo !!
Il sistema dei carrelli treingold, è il solito usato da anni da hag, semplice e funzionale

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 Oggetto del messaggio: Re: A che serve un modellino isostatico?
MessaggioInviato: lunedì 14 novembre 2016, 13:15 
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Iscritto il: giovedì 12 gennaio 2006, 9:24
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Località: Roma
ho montato in questi giorni due kit della ADE e ciascun carrello, nonostante l'età (almeno 20 anni), è isostatico!
i coni degli assi sono infilati nelle lamelle prendicorrente che sono libere di ruotare su un perno centrale; le lamelle sono tenute in posizione orizzontale da altre lamelle che fungono da ammortizzatori


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 Oggetto del messaggio: Re: A che serve un modellino isostatico?
MessaggioInviato: lunedì 14 novembre 2016, 15:14 
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Iscritto il: mercoledì 10 settembre 2014, 22:10
Messaggi: 1542
Il prefisso ISO è una parola greca che significa uguale, viene utilizzata in molte parole, ad esempio isobare, uguale pressione. Si tratta di molle o sospensioni che garantiscono che tutte le ruote stiano attaccate alla rotaia. E' molto diffuso negli usa da dove proviene la scala acca zero dove non vogliono sentir parlare di anelli di aderenza, solo ferro su ferro.


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 Oggetto del messaggio: Re: A che serve un modellino isostatico?
MessaggioInviato: lunedì 14 novembre 2016, 16:41 
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Iscritto il: mercoledì 29 marzo 2006, 13:06
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Ciao.
Una piccola correzione a quanto hai affermato è d'obbligo.
Corretto che il prefisso ISO significa "uguale", ed aggiungerei che il prefisso IPO esprime il concetto "al di sotto" mentre il prefisso IPER esprime "al di sopra".
Questa premessa perché in meccanica gli appoggi si suddividono in ipostatici, isostatici ed iperstatici, riducendo ai minimi termini la spiegazione.
Prendi ad esempio una bicicletta o una moto: sono appoggiate a terra tramite le ruote, senza il cavalletto cosa fanno? Cadono, avendo solo due punti di appoggio, quindi abbiamo un appoggio IPOSTATICO. La condizione di equilibrio è garantita dal terzo punto di appoggio, il cavalletto, e nel caso di oggetti appoggiati su tre punti, che sono il minimo atto a garantire l'equilibrio, si parla di appoggio ISOSTATICO.
Se aggiungiamo un quarto punto di appoggio, tipo un tavolo o una sedia, o ne aggiungiamo altri, entriamo nel campo degli appoggi IPERSTATICI, perché i punti di appoggio superano il numero minimo.
Non necessariamente i punti di appoggio debbono essere con molle o sospensioni o comunque ammortizzati, anzi solitamente si cerca di lasciare liberi i vari vincoli affinché il sistema si adatti, nel nostro caso agli sghembi di binario, in modo del tutto autonomo e senza forze esterne.
Ciao.
Guido


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 Oggetto del messaggio: Re: A che serve un modellino isostatico?
MessaggioInviato: lunedì 14 novembre 2016, 20:04 
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Iscritto il: mercoledì 8 marzo 2006, 9:28
Messaggi: 1038
Località: Genova
Ottima spiegazione, bravo Guido! :D

Ciao :wink:

Mureddu Giovanni


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 Oggetto del messaggio: Re: A che serve un modellino isostatico?
MessaggioInviato: lunedì 14 novembre 2016, 20:37 
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Iscritto il: mercoledì 29 marzo 2006, 13:06
Messaggi: 1656
Località: Genova
Ciao Giovanni,
tutto OK?

A presto.

Guido


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