Cita:
Gli omologhi RR anni 50 avevano delle micromolle che simulavano l'ammortizzatore del carrello reale e facevano aderire perfettamente le ruote sulla rotaia con un sistema dinamico brevettato.
A dire il vero non era sempre così. Gli unici carrelli RR dotati di molleggio erano i Bettendorf montati sui modelli americani.
Tutti i vari carrelli 31, AM, Arbel, Minden Deutz, F71 erano un pezzo unico in plastica, se vogliamo anche assai più rigida della resina acetalica con cui venivano stampati i coevi carrelli in LIMA.
Quindi sono in pieno accordo con Stefano.
Per quanto riguarda le meccaniche, queste erano si sofisticate rispetto allo standard dell'epoca, ma bisogna considerare che Rivarossi produceva tutto al suo interno, o affidandosi a terzisti esterni, ma in ogni caso su proprio progetto. Al giorno d'oggi, il dover contenere i costi ha portato le ditte ad appoggiarsi a fornitori esterni, ad esempio i motori MASHIMA o HIGARASHI, non sono certo progettati dalla ditta che li monta sui propri modelli.
Ti ribalto la tua domanda: "Cos'é piú tecnologico?".
Uno stampo di 50 anni fa, ottenuto fresando a mano ogni singolo dettaglio ( quindi con costi di manodopera stratosferici ) oppure uno ottenuto per elettroerosione?
Che poi gli stampi di Rivarossi di 50 anni fa avessero un dettaglio all'avanguardia è un altro paio di maniche.
Comunque qua siamo in palese OT, sarebbe meglio continuare questa interessante discussione su un altro filetto.
Ciao a tutti.
Guido