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Ma perché, quando compriamo un modello, ormai "dobbiamo" fare l'acquisto con una certa diffidenza e con la paura che quel modello prima o poi presenti difetti di funzionamento? Da un po' di tempo, nel Forum, c'è la moda di affermare che se una loco ha incertezze nella marcia, questo dipende da una imperfetta posa del binario. La progettazione, insomma, sarebbe esente da pecche. Ma quando mai!!!
Nel mio plastico (premetto che ho iniziato la costruzione oltre venti anni fa) l'armamento è costituito da binari Fleischmann Profi gleis. Discutibili, secondo alcuni, perché hanno la massicciata già incorporata nelle traversine. Ma se si riesce a verniciare bene le rotaie (salvo la parte superiore del fungo, ovviamente), se si passa un po' di tempera o colore appropriato di altro genere sulla ghiaietta stampata, se ai lati di questa si aggiunge un po' di massicciata, il realismo è comunque valido. Gli scambi non sono "il massimo", sia perché ogni tanto il meccanismo che muove gli aghi si inceppa, sia perché talvolta si guastano le bobine elettromagnetiche (ma - ripeto - in venti e passa anni ho dovuto cambiare due scambi e un paio di dispositivi elettromagnetici, quindi questi binari proprio un disastro non sono, inoltre richiedono una manutenzione davvero minima, ovvero non bisogna star sempre occupati a pulire le rotaie). Dicevo degli scambi: il punto debole è il cuore degli stessi, troppo largo (i Kof "zoppicano" quando ci passano sopra perché le ruote, molto piccole, "cadono in basso" per un attimo e non è certo bello osservare questi sobbalzi durante la marcia). Però tutte, dico tutte le mie loco, anche a bassa velocità, non si fermano quando passano sugli scambi.
Dopo questa lunga premessa vengo al punto. Ho acquistato la 851 LE. Avevo deciso di non prenderla perché è davvero molto discutibile una soluzione adottata dal costruttore, ovvero gli anelli di aderenza presenti sulla ruota centrale; fatto, questo, che penalizza la presa di corrente. Claudio Mussinatto, quando aveva visto il modello, mi pare a Novegro, prima che fosse messo in commercio, aveva giustamente criticato questo aspetto. Ebbene, la 851 è l'unica loco che si ferma su due scambi del mio plastico. Tutte le altre TUTTE, non hanno questo problema. Quindi non è questione di binario posato male. Stufo di far marciare la loco "allegrotta" per farle superare questi due punti critici, ieri - dopo averci pensato su un bel po' - ho preso un ago, una forbicina e ho eliminato le due cerchiature di aderenza. E' ovvio che dà fastidio ricorrere a questi espedienti su un modello nuovo. E' perlomeno seccante. E si ha sempre il timore di aver fatto qualche danno e di aver peggiorato la situazione. Per fortuna, questa semplice operazione è stata risolutiva, in senso positivo. Ora la locomotiva transita in quei punti incriminati, anche a passo d'uomo. Non solo: prima, solo in retromarcia, si avvertiva un leggero ronzio del motore, ora è scomparso - inspiegabilmente - anche questo ronzio. Però - ripeto e sottolineo - queste operazioni, sia pur semplici e persino banali, non si fanno a cuor leggero, specie su un modello appena acquistato. Ne deriva una frustrazione che con un po' di buon senso da parte dei produttori potrebbe essere evitata (infatti, la 851 che farà Lima expert o Hornby RR non avrà anelli di aderenza). Ah, dimenticavo: secondo me il modello non ha perso forza trainante, e comunque la macchina è adatta a stare in testa a composizioni leggere, sia di linea, sia di manovra.
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