DARIO PISANI ha scritto:
Qualche nota sul comportamento dinamico della
736 si potrebbe avere?
Grazie!
L'ho acquistata un paio di settimane or sono.
Premetto che non conosco bene la macchina vera, l'ho vista di sfuggita, quella del Museo ferroviario Piemontese, ma era ricoverata a Ponte Mosca in un capannone piuttosto buio.
Mi riprometto alla prima occasione di un porte aperte di andare ad esaminarla con attenzione, sapendo ora cosa devo guardare e fotografare.
Comunque il modello é ben riprodotto, solido e ben maneggiabile.
Di quello che é stato riprodotto e che non ci dovrebbe essere, e di quello che manca e che poteva essere riprodotto, quasi tutto é già stato detto e scritto per cui non mi dilungo.
L'interno della cabina é in colore nero e mi piacerebbe sapere se, sia le pareti che il tetto, siano mai stati colorati nel classico giallo ocra e se il finestrino laterale sia mai stato accecato come da consuetudine FS, ma su molte fotografie il vetro é presente. Comunque l'interno della cabina é poco visibile in quanto il tender incombe.
Lo scasso famigerato sul pancone anteriore é stato fatto per montare il gancio con l'asola a coda di rondine per regolare il gancio vero e proprio in altezza e forse non c'era altra via, d'altra parte a me piacciono le doppie trazioni e/o la marcia in linea a ritroso quindi la presenza del gancio anteriore é indispensabile.
Le prese di corrente sono molto efficaci e il passo elettrico é lungo, per cui non ci sono mai esitazioni e impuntamenti su punti ''difficili'' del tracciato.
La ben collaudata meccanica Roco con motore e ruote motrici collocate nel tender garantiscono una forza di trazione notevole, anche se a me non piacciono gli anelli di aderenza.
La presenza poi delle ruote a vela piena di piccolo diametro, il passo corto dei carrelli che collocano la cassa del tender ben acquattata sui binari contribuiscono a mascherare egregiamente la meccanica. Altro sarebbe stato con un tender di scuola italiana con ruote a raggi e di diametro maggiore...
Non ho ancora fatto il conto di quanti assi riesca a trainare allo spunto sulla impegnativa rampa del 30/1000 del mio plastico, in quanto mi riprometto appena ho tempo, e come ben illustrano le spiegazioni allegate, di effettuare un serio rodaggio sul banco a rulli, dopo una buona lubrificazione delle parti meccaniche.
E appena avrò acquisita la documentazione necessaria mi metterò a progettare il serbatoio dell'olio combustibile da installare al posto del carbone per avere una locomotiva più di ''serie'' dato che non mi aspetto che Roco metta in produzione a breve una variante con queste caratteristiche.
Inutile dire che sui binari si comporta molto bene, avendo posato l'armamento del mio plastico in maniera maniacale ed averlo collaudato a lungo prima delle operazioni di inghiaiamento.
Nel complesso ne sono molto soddisfatto e non escludo l'acquisto di un ulteriore modello per poterlo poi differenziare.
DARIO PISANI ha scritto:
Grazie...ma aspetto le svendite!!

Non credo proprio che ci possa contare a breve, l'esempio del trifase E432 docet, qualche piccola riduzione di prezzo solo sulla versione in livrea nera, sicuramente meno appetibile di quella castano Isabella...