Voglio insistere ancora con la mia idea, ma vedo che forse non l' ho spiegata bene.
Premesso che penso a
set di assi realistici che le Case potrebbero mettere in commercio per esposizione in vetrina o per funzionamento con questo sistema.
In tal caso i rotabili diventerebbero
atti allo standard Proto87 (e
non più al NEM).
Tutti i veri (anche la Big Boy) circolano su curve minime che, ridotte in H0, sono di 1150 mm di raggio. Quindi anche i modelli con misure realistiche, devono circolare almeno in quel raggio. Altrimenti sono come inamidati.
Ma ipotizzo che, già con le tolleranze che il rotabile ha prima di mettere gli assi Proto87, si possa scendere a 800 se non 600 mm di raggio (diametro 1200 mm).
Nei tratti in vista si sarebbe legati ai raggi citati, sia per le curve, sia per gli scambi. Occorrerebbe spazio adeguato, ma già c' è la tendenza a fare piani di stazione con un po' di respiro..
Gli scambi, ovviamente, dovrebbero essere a Norma Proto 87, quindi anche con pochi decimi di spazio frà rotaia e controrotaia. Nel vero sono 40 mm!
Questo limita lo spazio nocivo (nel vero è così) ed elimina il pericolo di caduta in esso o anche solo di sobbalzo (il vero non sobbalza !).
Nei tratti nascosti potrebbero essere celate curve strette in cui il rotabile, anche se con passo rigido lungo, circolerebbe con la seguente filosofia :
Allegato:
Curva con rotaie interne - 1.JPG [ 11.03 KiB | Osservato 5913 volte ]
Il primo asse senso di marcia sarebbe guidato dalla spinta sull' interno del bordino della ruota interna, mentre l' ultimo asse senso di marcia sarebbe guidato con spinta verso l' esterno della ruota esterna alla curva.
Con lo stesso sistema si potrebbero studiare gli scambi, ovviamente solo funzionali. A vista non ricorderebbero gli scambi ferroviari, ma magari gli scambi delle monorotaie.
Naturalmente, per attuare un siffatto sistema occorre fare un progetto meccanico, non complicatissimo, ma pur sempre un progetto meccanico. E verificarlo nelle varie condizioni, con attenzione alla capacità di traino delle motrici.
Stefano Minghetti