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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Dell’impianto elettrico nei plastici
MessaggioInviato: martedì 26 settembre 2017, 15:01 
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Iscritto il: mercoledì 18 dicembre 2013, 12:11
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Vorrei aprire una discussione su come viene eseguito l’impianto elettrico nei plastici, in particolare come eseguire le derivazioni. Sempre di più con il digitale abbiamo decine anzi centinaia di tratte isolate che devono essere alimentate, ognuna con la sua linea, anche per motivi di ridondanza e sicurezza del collegamento. Questo comporta la necessità di far convergere moltissimi cavi in un unico punto. Come realizzare in modo pratico, correttamente dimensionato e veloce questo collegamento?
Dalla centrale escono solo due fili. Questi devono essere di grossa dimensione, diciamo 1,5 mmq. Come collegate poi 20 o 30 cavi a questi due? Per ora ho usato i classici mammoth ma non mi soddisfano, dovendo collegare poi tutti contatti. Esistono apposite scatole di derivazione Brawa o Marklin, ma non mi piace il tipo di collegamento con quei microscopici spinotti. Almrose vende una morsettiera apposita, ma ha poche porte e costa. Altre soluzioni? Una sbarra di rame con i fili saldati direttamente magari?


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 Oggetto del messaggio: Re: Dell’impianto elettrico nei plastici
MessaggioInviato: martedì 26 settembre 2017, 16:37 
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Iscritto il: sabato 18 febbraio 2006, 22:49
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Su aliexpress ci sono questi:

PCB001 1 Set Power Distribution Board With Status LEDs for DC and AC Voltage Everest
http://s.aliexpress.com/qEr2MFVr

Non sono proprio economicissimi ma mi sembra una soluzione pratica e pulita.

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 Oggetto del messaggio: Re: Dell’impianto elettrico nei plastici
MessaggioInviato: martedì 26 settembre 2017, 17:04 
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Iscritto il: mercoledì 18 dicembre 2013, 12:11
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Molto interessante, più economico e con più porte rispetto ad altri modelli. Chissà se si trova qualcosa di simile senza aspettare un mese di spedizione da altri siti o negozi


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 Oggetto del messaggio: Re: Dell’impianto elettrico nei plastici
MessaggioInviato: martedì 26 settembre 2017, 17:24 
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Iscritto il: mercoledì 20 settembre 2006, 20:44
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Località: Sorbolo di Sorbolo Mezzani (PR)
Per trovare delle morsettiere di distribuzione facenti al caso, quindi non troppo ingombranti, e magari componibili, bisogna utilizzare materiale per automazione: che sono in vendita solo presso i distributori specializzati, quindi acquistare delle quantità minime.
Però ci si può sempre rivolgere, se si conosce, a qualcuno del settore che può procurare quel materiale e nelle quantità necessarie.
Certamente una stecca di mammut ha un costo diverso, ma è ben più spartana.
Diversamente un distributore come quello in foto è fattibile da chiunque: i morsetti e una basetta mille fori si trovano facilmente.

In ogni caso, per distribuire correttamente la corrente e il segnale in DCC, è buona cosa seguire regole un pò diverse dall'analogico.


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 Oggetto del messaggio: Re: Dell’impianto elettrico nei plastici
MessaggioInviato: martedì 26 settembre 2017, 17:59 
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Iscritto il: mercoledì 5 aprile 2006, 16:11
Messaggi: 4999
Località: Pistoia
Io ho imparato ad evitare i morsetti, che sono rognosi perché si allentano, o se sono troppo stretti poi il filo si rompe. Costano, pesano, prendono posto.

Unendo tra loro i fili che vuoi unire e saldandoli, isolandoli poi con un pezzetto di tubo termo restringente sei a posto per 100 anni.


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 Oggetto del messaggio: Re: Dell’impianto elettrico nei plastici
MessaggioInviato: martedì 26 settembre 2017, 18:18 
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Iscritto il: sabato 18 febbraio 2006, 22:49
Messaggi: 715
Però se devi scollegare o ricollegare un filo diventa un bel problema.

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 Oggetto del messaggio: Re: Dell’impianto elettrico nei plastici
MessaggioInviato: martedì 26 settembre 2017, 19:00 
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Iscritto il: mercoledì 18 dicembre 2013, 12:11
Messaggi: 2704
Si parliamo di tanti fili..ecco una foto dal mio plastico in costruzione per intenderci:Immagine


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 Oggetto del messaggio: Re: Dell’impianto elettrico nei plastici
MessaggioInviato: martedì 26 settembre 2017, 20:20 
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Iscritto il: venerdì 19 luglio 2013, 12:25
Messaggi: 147
Località: Carate Brianza
Io trovo che i mammuth sono una buona soluzione perchè permettono stacchi e riattacchi senza problemi.
In alcuni casi ho scelto la soluzione di costruire le derivazioni partendo dalle schede millefori saldandoci sopra i connettori per i circuiti stampati.

Luigi Cesana
http://gigi0753.blogspot.it/


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 Oggetto del messaggio: Re: Dell’impianto elettrico nei plastici
MessaggioInviato: martedì 26 settembre 2017, 21:32 
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Iscritto il: lunedì 23 gennaio 2006, 11:38
Messaggi: 569
Località: Brescia
Concordo sui Mammut, comunque per il "top del sogno" esistono in commercio (presso i rivenditori di materiale elettrico ma anche in rete) morsetti per barra din a doppio piano e addirittura triplo per conduttori di varie sezioni (1/1,5/2,5 mmq ecc.) chi cabla quadri di automazione industriale li conosce bene, costano sicuramente di più ma occupano veramente poco spazio.
In ogni caso per i cablaggi elettrici consiglio di applicare su ogni conduttore gli appositi tubetti terminali (si trovano anche nei negozi di bricolage e si possono premere sul rame con una semplice pinza) l'inserimento nei morsetti diventa molto più semplice che non quando si hanno tanti filettini che non entrano mai tutti insieme....... inoltre danno un tocco di professionalità.
Ciao buon cablaggio (ai soliti fortunati)


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 Oggetto del messaggio: Dell’impianto elettrico nei plastici
MessaggioInviato: martedì 26 settembre 2017, 22:08 
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Iscritto il: mercoledì 18 dicembre 2013, 12:11
Messaggi: 2704
Beh per il filo composto da tanti fili sono daccordo non è un bel lavoro pulito, infatti ho optato per cavo monocorda rigido, per me è comodissimo. Avete presente il cavetto nero che roco mette in ogni scambio ? Così ma da 0,5 mmq e 1,5. Per quanto riguarda le morsettiere da barra din, le ho viste su qualche catalogo, sembrano perfette allo scopo.

https://www.distrelec.it/Web/Downloads/ ... ng_tds.pdf

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 Oggetto del messaggio: Re: Dell’impianto elettrico nei plastici
MessaggioInviato: mercoledì 27 settembre 2017, 12:03 
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Messaggi: 2704
Ecco credo di aver trovato!

https://www.amazon.it/gp/product/B00X77 ... G3JX&psc=1


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 Oggetto del messaggio: Re: Dell’impianto elettrico nei plastici
MessaggioInviato: mercoledì 27 settembre 2017, 20:52 
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Località: la citta' della 3 t: torri, tortellini e ...
Scusate, ma da analogico, mi sento un po' scemo...Il digitale non era mica quel sistema che richiedeva solo due fili o giu di lì ?
Stefano.


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 Oggetto del messaggio: Re: Dell’impianto elettrico nei plastici
MessaggioInviato: mercoledì 27 settembre 2017, 21:04 
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Iscritto il: mercoledì 18 dicembre 2013, 12:11
Messaggi: 2704
bigboy60 ha scritto:
Scusate, ma da analogico, mi sento un po' scemo...Il digitale non era mica quel sistema che richiedeva solo due fili o giu di lì ?
Stefano.


Scemo o sarcastico?




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 Oggetto del messaggio: Re: Dell’impianto elettrico nei plastici
MessaggioInviato: mercoledì 27 settembre 2017, 21:33 
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Iscritto il: domenica 3 gennaio 2010, 20:36
Messaggi: 9209
Località: la citta' della 3 t: torri, tortellini e ...
No, al limite ignorante. O scettico. Dipende da come la si vuole vedere...
La mia era una domanda innocente. Un po' qualunquistica, se vogliamo, ma...
I miei modelli di loco ( e non sono proprio due o tre ... ) sono tutti in analogico.
Il mio futuro plastichetto sara', giocoforza, in analogico.
Il che implica un mucchio di cavi elettrici...
Se, pero', il digitale implica ancora cavi su cavi elettrici, ogni e qualsivoglia minimo interesse potessi avere a convertirmi, mi passa...
Anche perché a me del sound o degli "effetti speciali" non me ne frega niente...
Saluti
Stefano.


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 Oggetto del messaggio: Re: Dell’impianto elettrico nei plastici
MessaggioInviato: mercoledì 27 settembre 2017, 21:48 
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Iscritto il: mercoledì 20 settembre 2006, 20:44
Messaggi: 6375
Località: Sorbolo di Sorbolo Mezzani (PR)
Tanto automatismo tanti fili, se metti i relè ti serve tanto spazio, se metti un microprocessore, ti serve saper programamre, ma per ogni utenza elettrica: erano, sono, saranno sempre da 2 a n fili.
A dirla tutta, con gli automatismi in digitale i fili aumentano, non diminuiscono (magari sono più corti), a prescindere che sia un plastico per trenini o un mulino.

Solo se non fai automatismi il plastico in digitale si accontenta di 2 o 4 fili: quindi solo comando manuale.
Il digitale è nato per il comando manuale, poi è stato forzato agli automatisti, ma li fa veramente male.


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