Modellista ha scritto:
Se io avessi pagato anche la spedizione al venditore lui non ci rimette niente
anche se lui è responsabile di avermi venduto, per soldi buoni, qualcosa di non
buono. Giusto?
Di solito il prezzo dei prodotti è "franco partenza", significa che le spese di trasporto vengono addebitate a parte, in aggiunta al prezzo del prodotto.
Poi ci sono commercianti che regalano le spese di trasporto, ma non si sa se lo fanno dopo aver proporzionalmente aumentato il prezzo di vendita dell'oggetto o per spirito di sopravvivenza.
Se vai in un negozio a dieci chilometri da casa tua con la tua auto, spendi forse 5 euro di carburante, più un'altra ventina di spese fisse giornaliere derivanti dal fatto che l'auto è tua.
Se ci torni per reclamare la non conformità dell'oggetto, sempre con la tua auto, e il negoziante in qualche modo te lo sostituisce, non è che ti dà 25 euro in più per le spese sostenute del viaggio.
Se invece l'acquisto lo fai in Internet, prima di cliccare sul carrello, devi leggere bene le condizioni dell'acquisto, e se non sono chiare non devi far altro che non comprare.
Ricordati comunque che la lotta tra chi vende e chi compra è una lotta impari. Parola di venditore senior.
Sul sito c'era scritto "restituzione non accettata" ma credo si riferisca ad un ripensamento non
dovuto a merce guasta e non è specificato niente riguardo alle spese di spedizione.
Quindi, concludi che le spese di restituzione nel caso di acquisto on-line non sono dovute, così
come non lo erano o non lo sono (secondo me ingiustamente) per tradizione consolidata,
per gli acquisti di persona?
Posso pensare che prima la quantificazione fosse abbastanza difficile ora è chiara
e se questo è un rischi di impresa se lo deve prendere, come dice la parola stessa,
l'imprenditore.
Comunque se la prassi è in non rimborso....