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Le M62 sono state costruite dall'Unione Sovietica per contrastare l' "invasione" delle locomotive EMD/Nohab americane. Difatti L'Ungheria acquistò un lotto di tali locomotive, classificate M61. Al fine di limitare questa prassi si studiarono le M62 (la cui sigla deriva dalle locomotive Diesel ungheresi) e praticamente obbligarono i paesi satelliti o fratelli che avessero in programma la dieselizzazione della trazione a vapore, ad utilizzare queste macchine, realizzate in sagoma continentale ed ovviamente anche a scartamento standard. Pertanto, a parte i 2 prototipi M62.1 e M62.2, a scartamento russo e senza repulsori, tutte le M62 destinate ai paesi est europei (e anche a Kaliningrad) avevano i respingenti e l'aggancio standard. Le M62 si diffusero in DDR, Cecoslovacchia, Polonia e naturalmente Ungheria. Forti bevitrici di gasolio e olio lubrificante, le superstiti vennero ben presto rimotorizzate. M62 finirono anche in Mongolia, Cuba e Corea del Nord, oltre al mercato interno Sovietico e repubbliche affiliate, anche nelle versioni a 2 e 3 sezioni (2M62 e 3M62), e nelle edizioni ammodernate (M62U) con carrelli più moderni, per intenderci quelli delle "Ludmilla". Macchine molto versatili (a parte la rumorosità), erano dotate delle appendici per i respingenti, così da venirne equipaggiate se necessario. Sia Ungheria, Cecoslovacchia e Polonia avevano sottoserie di M62 con aggancio sovietico SA3, senza respingenti e a scartamento largo per le zone confinanti con l'URSS. Qualche giornata in officina permettevano il cambio dei carrelli per adattarsi al diverso scartamento. Era anche una locomotiva "strategica", in risposta alle MRS americane. Alcune erano di proprietà dell'Armata Rossa, e non entravano nel parco delle ferrovie sovietiche. Erano utilizzate per il traino dei treni con i missili balistici intercontinentali. La locomotiva, nelle fasi di lancio, fungeva da gruppo elettrogeno per la rampa . Cfr. Taigatrommel in der Welt, Pospischil Verlag, Vienna
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