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Partecipo volentieri – anche perché “stuzzicato” dall’interrogativo di Antonello – a questo “amarcord”. Anzitutto, permettete che mi presenti (anzi, che mi ri-presenti). Ho scelto il nickname con cui partecipavo al forum, allora ai suoi primi passi, tanti anni fa, quando era moderato da Montalbano/Sabatini. Dopodiché traslochi vari (che mi hanno costretto a smontare il plastico), conoscenze in campo fermodellistico che svanivano col passare del tempo e soprattutto impegni di lavoro sempre più pressanti mi hanno tenuto lontano dalla possibilità di intervenire. Ho continuato tuttavia ad acquistare modelli, aggiornando il parco in scala rigorosamente 1/87 (quello precedente era in 1/80), a pensare a un futuro plastico e a seguire il forum. A parte alcuni threads ricchi di «borsettate» o di troll, per me è stato un modo per continuare ad essere aggiornato e tenere acceso il fuoco della passione. Vengo al dunque e scusate la lunga introduzione. Come suggerisce il nickname, 50 sta per l’anno di nascita: ho quindi ricordi delle quattro città nelle quali ho passato l’infanzia e la prima adolescenza. Inizio da Salerno: il negozio cui accenna Antonello si chiamava “Pernigotti”: aveva un ricco assortimento di modelli Rivarossi (e in seguito anche di Jouef). Oggi non esiste più da tempo, come non esiste più l’altro negozio al numero civico immediatamente successivo, sempre in via Mercanti. “Spirito”, questo il nome, vendeva solo giocattoli e treni, principalmente Fleischmann e in seguito Lima. A Napoli, oltre a Caputo (oggi, credo, in via Cilea: allora sito a piazza Vanvitelli, su due piani!) c’era “Casa mia” (via Cilea), che vendeva Rivarossi e nei primi anni Sessanta anche Märklin. Inoltre, ricordo “Lisi” (via Chiaia), “Brancati” (via Morelli), Leonetti (via Toledo): c’era anche un negozietto a via Giordano, di cui non rammento il nome, che vendeva solo Fleischmann. Poi arrivò – ma questa è un’altra storia, più recente – con gli anni Ottanta, vicino alla stadio S. Paolo, Trenotecnica che in certo senso rivoluzionò il mercato: il titolare, Raffaele Mele, era un appassionato e competente fermodellista. Lello poi cambiò il nome del negozio in Briergia. Anche Briergia purtroppo non esiste più. Infine, Trento e Cesena: nella prima, ricordo Italo; nella seconda, una cartoleria situata in zona pericentrale (poco lontano da via Francesco Baracca dove abitavo) che vendeva anche modelli Rivarossi (siamo nel 1963). Questi i miei ricordi, molto lacunosi: sarei contento se qualcuno riuscisse a integrarli. Un cordiale saluto a tutti Piero
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