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 Oggetto del messaggio: Re: Ma la politica del non “fare magazzino” incrementa veram
MessaggioInviato: sabato 15 aprile 2023, 19:09 
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Iscritto il: martedì 31 gennaio 2006, 17:39
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Quando lo spazio è un problema si ripiega sulle scale più piccole… per esperienza personale in Spagna e in Olanda va alla grande la scala N (vetrine e vetrine intere nei negozi), e pure la scala Z non se la passa malissimo. Certo poi magari danno meno soddisfazione della H0 (perlomeno riguardo ai modelli), ma se l’alternativa è non avere il plastico del tutto…


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 Oggetto del messaggio: Re: Ma la politica del non “fare magazzino” incrementa veram
MessaggioInviato: domenica 16 aprile 2023, 9:42 
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Iscritto il: venerdì 13 gennaio 2006, 21:28
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Io ricordo anni fa il negozio seminterrato di Aldo Pizzolla (Stephenson a Milano) pieno zeppo di macchine diesel americane Rivarossi in ogni livrea possibile ed immaginabile!
La politica dei produttori allora era: "se vuoi 20 E428 FS di ognuna delle tre serie, devi prendere anche 10 macchine USA per colorazione"..... Il negozio è chiuso da anni.... Chissà che fine anno fatto!
Un buon WE a tutti. Ennio


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 Oggetto del messaggio: Re: Ma la politica del non “fare magazzino” incrementa veram
MessaggioInviato: domenica 16 aprile 2023, 11:01 
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Iscritto il: mercoledì 12 ottobre 2016, 10:50
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Cmq, per rispondere in due righe alla domanda del titolo: questa approccio forse ottimizza alcuni aspetti del business (mah…), ma è certamente nichilista nel medio e lungo termine perché riduce volontariamente le vendite (!!!) lasciando porzioni di mercato non servite e contemporaneamente favorisce le speculazioni. Inoltre, non promuove la diffusione dell’hobby. Oltre a tutta un’altra serie di aspetti a detrimento.

Giuseppe


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 Oggetto del messaggio: Non “fare magazzino” incrementa le vendite?
MessaggioInviato: domenica 16 aprile 2023, 11:41 
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Iscritto il: venerdì 4 luglio 2008, 6:53
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Località: FREMO-Calabria
Consiglio una versione stringata ma completa per questo argomento:
Non “fare magazzino” incrementa le vendite?

La risposta mi pare che sia sotto gli occhi di tutti: NO, ma garantisce il rientro dei capitali in tempi rapidi.

Purtroppo ci sono effetti collaterali indesiderati per il mercato ma che a ben vedere non sono di alcuna importanza per gli investitori industriali:
- impossibilità di reperire un prodotto per chi non è stato pronto all'acquisto;
- innesco di fenomeni speculativi;
- restringimento del mercato;
- i cataloghi generali, quando ci sono, diventano una deprimente raccolta di occasioni perse che difficilmente verranno riproposte.

L'associazionismo può essere una possibile via per mitigare in parte questi effetti.
Ciao
Mario


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 Oggetto del messaggio: Re: Ma la politica del non “fare magazzino” incrementa veram
MessaggioInviato: domenica 16 aprile 2023, 11:59 
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Iscritto il: mercoledì 12 ottobre 2016, 10:50
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Interessante il punto sull’’associazionismo. Come pensi che possa agire da effetto mitigante?

Non sono necessariamente d’accordo sul fatto che quei punti siano di non interesse degli investitori (quali, tra l’altro?): un restringimento del mercato significa minori vendite. Minori vendite = minori guadagni. Se vogliono la stessa percentuale di ritorno dell’investimento (che è data dai margini chhe fanno sulla vendita dei modelli), devono intervenire (semplifichiamo) sul prezzo, alzandolo. Alzi i prezzi e vendi meno pezzi perché meno gente può permetterseli (oppure la gente fa meno acquisti). Alla fine, il ritorno dall’investimento è minore.

Certo, poi in Italia è tutto possibile.


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 Oggetto del messaggio: Re: Ma la politica del non “fare magazzino” incrementa veram
MessaggioInviato: domenica 16 aprile 2023, 12:05 
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Iscritto il: mercoledì 12 ottobre 2016, 10:50
Messaggi: 976
Il sistema speculativo da un lato fa il gioco dei produttori, dall’altro serve le porzioni di mercato che loro potrebbero servire (ed acchiappare il valore) e che invece deliberatamente ignorano, realizzando così perdite sul business per mancate vendite.
Tra l’altro, il fatto che negozi vendano l’usato, è un meraviglioso autogol effetto di questa strategia. Pensaci un attimo… come utente, posso scegliere se impegnare il budget a disposizione per comprarmi quella loco usata che cercavo piuttosto che una loco appena uscita che mi piace ma che tutto sommato posso farne a meno… Tra l’altro, spesso non risparmiando nulla…


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 Oggetto del messaggio: Re: Ma la politica del non “fare magazzino” incrementa veram
MessaggioInviato: domenica 16 aprile 2023, 12:17 
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Iscritto il: domenica 16 agosto 2020, 11:21
Messaggi: 54
Cari amici, credo che la discussione si stia rivelando molto interessante e – almeno al momento – priva di quelle «flatulenze mentali» cui accennava E656-024 che finiscono con il rovinare tutto. E sempre E656-024 ha centrato in modo estremamente efficace e sintetico il tema del thread: che ne sarà tra dieci, venti, trenta anni del fermodellismo? Quindi non le solite lamentele sull’aumento dei prezzi. Abbiamo spostato l’accento dal consumatore finale al produttore.
Il nostro hobby diventa sempre meno attrattivo, vuoi perché la dimensione dinamica (la carta vincente che lo diversifica dagli altri passatempi) per tanti motivi, in primo luogo spazi a disposizione, viene sempre più subordinata a quella estetica, vuoi perché la produzione limitata (la mancanza del “magazzino”) fa sì che o si compra il modello entro un paio di mesi (forse meno) oppure si rinunzia. Noi, in maggioranza ultracinquantenni, non dureremo in eterno. E questo significherà, senza ricambio generazionale, in un tempo più o meno breve, la scomparsa del fermodellismo e di conseguenza la fine di tutto il settore produttivo ad esso legato.
Probabilmente mi sbaglio. Anzi, spero – come ho già scritto – di sbagliarmi. Però le aziende produttrici forse una riflessione su quanto sta emergendo da questa discussione dovrebbero farla!
Un’ultima notazione. Negli anni Sessanta la Rivarossi pubblicizzava i suoi prodotti sui grandi rotocalchi. Mi ricordo – ero bambino – di «Epoca», la rivista che entrava in famiglia (ma probabilmente la pubblicità era presente anche su altre). Sotto l’immagine ad esempio di un E428 o di una Gr940 posati su una mano compariva la scritta: «Un miracolo nella mano!». Indice evidente di un prodotto destinato a un pubblico adulto in anni in cui nessuno pensava che grandi esponenti del mondo della cultura, dello spettacolo, dell’industria fossero considerati – come ricorda giustamente Trenodelsole – «bambini mal cresciuti»!
Buona domenica a tutti
Piero


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 Oggetto del messaggio: Re: Ma la politica del non “fare magazzino” incrementa veram
MessaggioInviato: domenica 16 aprile 2023, 20:04 
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Nome: Emilio Totaro
Iscritto il: martedì 22 maggio 2012, 20:51
Messaggi: 3089
Località: Castellamare Adriatico - www.aternumlands.com
-


Ultima modifica di Emilio T. il domenica 30 marzo 2025, 11:22, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Ma la politica del non “fare magazzino” incrementa veram
MessaggioInviato: lunedì 17 aprile 2023, 6:54 
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Nome: Mauro P.
Iscritto il: giovedì 9 luglio 2020, 16:19
Messaggi: 577
Si aggiungono, produttori dalla durata breve che ad ogni nuova uscita applicavano un sensibile aumento; a distanza di mesi un elettrotreno buio ed uno illuminato, e giù l'aumento.
Altri ancora, che a distanza di pochi anni, propongono la stessa carrozza, senza illuminazione, con un prezzo doppio, dove l'unico cambiamento è il colore ed il nome sulla scatola. Personalmente fanno proprio desistere dall'acquisto.
Per non parlare di modelli che hanno una quarantina d'anni sulle spalle, che sarebbero sì adatti ad attirare nuove leve se proposti ai prezzi "giocattolo", ed invece vengono proposti ad un prezzo uguale o peggio superiore a quello di modelli aggiornati e tecnicamente attuali, cambiando solo un rec o poco più.
Questo rifilare vecchiume, spacciandolo per novità, prima ancora dei clienti, non farà contenti i negozianti, che si trovano magazzino da svuotare.


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 Oggetto del messaggio: Re: Ma la politica del non “fare magazzino” incrementa veram
MessaggioInviato: lunedì 17 aprile 2023, 7:23 
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Iscritto il: domenica 3 gennaio 2010, 20:36
Messaggi: 9213
Località: la citta' della 3 t: torri, tortellini e ...
Mah, non so questo topic a che porterà, ma, provo a dire la mia.
Anche se i bei tempi andati sono sempre belli ( se non altro perchè eravamo più giovani... :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: ), non è detto che fossero poi così belli...
Negli anni '80 i modelli erano sempre disponibili, perchè se il negozio non aveva sullo scaffale un dato modello, se lo poteva far inviare a brevissimo dal produttore, che lo aveva a magazzino, ma...Ma i modelli erano sempre quelli, novità rarissime. Non solo, pochi produttori. Ed ancora: poca o nulla scelta di alternative di un certo modello.
Ora è l' esatto opposto: tanti produttori, tantissimi modelli, tante alternative, tante novità e, di fatto, ogni nuova produzione è in edizione limitata ad un numero limitato di pezzi.
Meglio allora ? Meglio ora ?
Qualcuno potrebbe dire che, forse, sarebbe meglio una via di mezzo tra allora ed ora.
Non siamo, però, noi a potere scegliere. E, in un certo qual senso, non possono scegliere neanche i produttori.
Perchè un' azienda, in un mercato capitalistico, per sopravvivere o, meglio, per crescere ( le aziende che svivacchiano alla meno peggio prima o poi soccombono ), deve rispondere alle esigenze del mercato.
E il nostro, specie in Italia, è un mercato di nicchia, di genere voluttuario, in decrescita, con una concorrenza numerosa ed agguerrita, con una capacità di spesa sempre più risicata. E chi più ne ha, più ne metta...
Mica tanto facile far quadrare i conti...Non invidio nè produttori, nè commercianti. Per noi appassionati è un bel passatempo, ma per loro è il lavoro che dà da vivere...
Purtroppo, che ci piaccia o che non ci piaccia ( a noi che compriamo i modelli, come a chi li produce ed a chi li vende ), credo che la via tracciata sia l' unica percorribile.
Un saluto
Stefano.


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 Oggetto del messaggio: Re: Ma la politica del non “fare magazzino” incrementa veram
MessaggioInviato: lunedì 17 aprile 2023, 11:53 
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Nome: Edoardo Frigeri
Iscritto il: giovedì 14 gennaio 2010, 19:29
Messaggi: 257
Località: Nella bassa... tra Mincio e Po
Md.510 ha scritto:
[...]Per non parlare di modelli che hanno una quarantina d'anni sulle spalle, che sarebbero sì adatti ad attirare nuove leve se proposti ai prezzi "giocattolo", ed invece vengono proposti ad un prezzo uguale o peggio superiore a quello di modelli aggiornati e tecnicamente attuali, cambiando solo un rec o poco più.
Questo rifilare vecchiume, spacciandolo per novità, prima ancora dei clienti, non farà contenti i negozianti, che si trovano magazzino da svuotare.


Questo penso sia un altro punto focale... sono perfettamente d'accordo. La cosa più triste poi è che non solo vengono commercializzati modelli di "antica" concezione (e in alcuni casi con magagne mai risolte) ma che questi abbiano addirittura un prezzo alto e maggiorato e che vengano venduti con discreto/buon commercio. A questo punto sbagliamo anche noi però... Personalmente preferisco rinunciare a queste proposte, anche se non le ho mai possedute, premiando buoni modelli... modelli di recente progettazione e che si comportano bene sul plastico. Penso che questa strategia commerciale, tanto per fare cassa facile, contribuisca all'allontanamento delle nuove leve e ad affossare questo nostro hobby. :?


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 Oggetto del messaggio: Re: Ma la politica del non “fare magazzino” incrementa veram
MessaggioInviato: lunedì 17 aprile 2023, 12:07 
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Iscritto il: mercoledì 12 ottobre 2016, 10:50
Messaggi: 976
Mi ritrovo perfettamente su questo punto.
Magari questa leva (stampo già esistente o “vecchio”) potrebbe essere sfruttata per segmentare le linee di prodotto (se esistono).
Oggi sembra che la segmentazione dei prezzi per linea di prodotti sia più evidente a livello di Brand (Lima Junior, Lima Expert, Rivarossi, ovvero dal prezzo più accessibile al “full price”, giusto per chiarire).


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 Oggetto del messaggio: Re: Ma la politica del non “fare magazzino” incrementa veram
MessaggioInviato: lunedì 17 aprile 2023, 12:57 
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Nome: Luca
Iscritto il: mercoledì 8 luglio 2015, 8:47
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Località: Perugia
Domanda: se tutti smettono improvvisamente di acquistare i nuovi modelli (di vecchia concezione, mal riprodotti ecc. ecc.) inevitabilmente il povero venditore fa magazzino ritrovandosi una marea di merce invenduta giusto? A quel punto il prezzo calerebbe o aumenterebbe? Se anche il venditore smette di acquistare presso il produttore perché non riesce a vendere la merce a causa del costo elevato dei modelli a quel punto il prezzo calerebbe o aumenterebbe?


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MessaggioInviato: lunedì 17 aprile 2023, 13:05 
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Iscritto il: mercoledì 12 ottobre 2016, 10:50
Messaggi: 976
Non funziona in maniera così semplice e le cose non sono così immediatamente legate. Ci sono tanti altri fattori da considerare (incluso i legami tra il “povero” venditore ed il costruttore, i canali usati dal costruttore per vendere, la politica sui prezzi, quanto “abile” è il “povero” venditore ed il costruttore a fiutare il vento, la concorrenza, il tipo di modelli, la “corruttibilita’” del cliente e potrei continuare) che determinano la velocità di risposta ai cambiamenti.


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 Oggetto del messaggio: Re: Ma la politica del non “fare magazzino” incrementa veram
MessaggioInviato: lunedì 17 aprile 2023, 18:02 
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Iscritto il: martedì 4 marzo 2014, 12:03
Messaggi: 202
Certo che non è necessario essere un economista o conoscitore delle regole economiche per
capire che quando detto precedentemente dai vari forumisti sia una realtà indiscutibile
dei produttori e commercianti con conseguenze sulle quantità minime prodotte, i prezzi lievitati
in maniera consistente e alcune proposte di figure di rotabili già prodotte anni passati, con
piccole modifiche in modo da perseguire un guadagno più consistente. Senza essere ne pessimista
ne ottimista, ma guardando la realtà italiana (e non che negli altri paesi europei ci sia il bengodi) a volte
mi chiedo quale sarà il futuro di quest' hobby considerando il depauperamento dovuto alle persone
anziane che per vari motivi si sono allontanate ( ed una prova concreta è
l'aumento delle offerte di rotabili di seconda mano anche intonsi con prezzi allettanti
provenienti da ex collezionisti ) e la mancanza appunto di nuove generazioni dedite al fermodellismo.
Penso che la quantità minima prodotta diventerà sempre più esigua con la conseguenza di ancora
modifiche dei prezzi in aumento soprattutto per materiale Fs oramai prodotto da poche ditte nostrane
(salvo poche eccezioni) e quindi sempre più aridi le disponibilità alla clientela .Si non morirà mai il
fermodellismo ma sarà per quanto riguarda le novità sempre più alla portata di quel nucleo di appassionati
con buone disponibilità economiche.Saluti


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