e 428 013 ha scritto:
Certo stupisce che alcuni ferrovieri non conoscano questa meravigliosa macchina, che per anni ha rappresentato il fiore all' occhiello delle nostre ferrovie. Scusate se sono andato OT..
Ragazzi quanto siete distanti dalla realtà che avvolgeva quelle macchine soprattutto verso la fine della loro carriera.
Io le ho usate a metà anni '70 e solo nella qualifica che rivestivo, ovvero da "aiutomacchinista" perchè ero talmente giovane che l'esame da macchinista non potevo ancora darlo, poi ho cambiato lavoro.
Comunque facevo incazzare tutti i macchinisti con cui viaggiavo perchè quando avevamo un 428 io ero tutto contento mentre qualsiasi macchinista, ovviamente più vecchio di me, non le poteva soffrire !
Ero contento perchè era la più potente macchina che a noi del nostro DL ci capitava di usare perchè i 424, 626 e 636 (qualche volta ci capitava un 645 o 646 e allora lì era festa grande) avevano un potenza inferiore solo che riuscire a scaricare sul binario i suoi 2800 kW con quel rodiggio era un'impresa ardua sia con i viaggiatori sia ancor più con i merci ai quali era ormai quasi sempre destinata.
Certo che quando si riusciva ad escludere il reostato in parallelo la potenza la sentivi ma riuscirci senza che slittasse era un'impresa e quando ci riuscivi, le due ultime tacche del parallelo erano bestiali e se non slittava rischiavi di far scattare l'IR, quasi subito dovevi ritornare in serie-parallelo perchè altrimenti superava i 100 km/h ai quali era ormai limitato...
In sostanza era un tribolamento continuo viaggiare con quella macchina e se io mi divertivo perchè diventava una sfida tra me e la macchina tutti gli altri macchinisti si rompevano i coglioni e si incazzavano...
Se poi c'erano i binari bagnati e avevi il merci in prestazione diventava un cinema riuscire a fare il treno.
Ricordo che la maggior parte di quelli che avevo usato erano di 2^ e 3^ serie che di fatto erano un po' più vivibili per le cabine più decenti e i finestrini umani mentre il 1^ serie era un disastro e da brividi in tutti i sensi, sia perchè in quell'enorme cabina d'inverno faceva un freddo becco sia perchè la posizione del macchinista con quel finestrino faceva schifo sia quella dell'aiuto che con quella porta frontale di legno a soffietto congelavi dagli spifferi.
Quanto agli avancorpi devo dire che non c'avevo mai fatto caso (e non me ne fregava granchè) se fosero solidali alla cassa o articolati rispetto ad essa. Mi pare ci fosse anche uno sportello dalla cabina per entrarci dentro ma comunque nelle "visite normali" per la manutenzione, devolute ai macchinisti a quei tempi, era il macchinista che andava a controllare là dentro mentre io andavo sotto a lubrificare gli assi cavi e le boccole degli assi.
A disatnza di 50 anni mi pare di ricordare fin troppo (e soprattutto quanto mi basta) di quei 5 anni in cui ho usato 835, 625, 640, 740, 743, 554, 431, 432, 424, 428, 626, 636, 428, 645, 646, 623, ALe 883, ALe 840 Lebc, D 345... beh, certi particolari non li ricordo più e forse, per quanto mi interessasse, non gli avevo mai nemmeno fatto caso... l'importante a quell'età era terminare il servizio e andare a gnocca... e farebbe tanto bene anche qui dentro.
