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 Oggetto del messaggio: Vignano
MessaggioInviato: venerdì 25 gennaio 2008, 9:18 
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Apro questo filetto per rispolverare questo diorama ormai storico, opera del compianto Enrico Milan, che apparve nel lontano 1979 su Treni e Plastici e per fare alcune osservazioni a riguardo.
Leggendo i numeri dedicati a questo progetto appare subito la particolarità del diorama, di tipo modulare, costituito da una stazione su una linea secondaria non elettrificata nella Pianura Padana, con possibilità di incrocio e manovre nello scalo merci.
Edifici ottenuti da elaborazioni di prodotti commerciali (notevole uno dei due caselli ricavato dalla stazione di S.Nazario RR), il segnale ad ala collegato al PL, vegetazione accurata e rispondente alle caratteristiche dei luoghi ed altri particolari che rendono veramente unico questo diorama.
Le leve più giovani diranno: beh, che cosa c'è di strano, oggi abbiamo Fremo con le sue norme per i plastici modulari, ogni gruppo fermodellistico ha il suo plastico modulare, Tutto Treno ogni mese pubblica un plastico diverso, Internet consente di vedere a casa propria il plastico di un appassionato neozelandese di scartamento ridotto...
E' vero, ma bisogna considerare che siamo nel 1979, in un periodo dove i plastici venivano ancora realizzati con criteri di impronta giocattolesca (linee che si intersecano come serpenti, stazioni con due binari e fabbricato tipo Milano Centrale, montagne a pan di zucchero con neve in sommità e funivia...).
Quindi il fascino che rende unico questo diorama è la sua estrema modernità e che rappresenta la genialità e la lungimiranza di Milan.
Al di fuori del diorama, Milan con la sua Modeltecnica e gli aggiuntivi M+F, ha insegnato a generazioni di modellisti ad elaborare, a rendere unici normali modelli commerciali, senza dimenticare la spinta per la 626 Roco.
Insomma si può affermare senza ombra di dubbio che Milan ha posto le basi del vero fermodellismo realistico in stile italiano.
Propongo alla redazione un articolo a ricordo di questo maestro, prematuramente scomparso, per far conoscere alle nuove leve le sue opere e per far ricordare a chi non è più giovane un periodo glorioso della nostra splendida passione.


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MessaggioInviato: venerdì 25 gennaio 2008, 9:32 
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Ricordo un articolo anche su un vecchio numero di iTreni.
Rimasi colpito dal realismo di realizzazione, appunto come dici tu, fuori dai canoni di allora.
Sembrava un plastico uscito dal "Manuale del modellista" in versione italiana.
In quel vecchio articolo le foto erano poche e in gran parte in B/N.

Sarebbe molto piacevole rivederlo su TT :D :D

Ciao
Andrea

p.s.
è un'istigazione per noi a guardare molto avanti per le nostre realizzazioni
e a non "adagiarsi nell'ovatta" quando si possono ottenere risultati migliori...


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MessaggioInviato: venerdì 25 gennaio 2008, 9:41 
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Iscritto il: giovedì 26 gennaio 2006, 15:02
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Località: Genova
Era il n. 53 del settembre 1985, dal titolo "Ritorno a Vignano", articolo nato dalla mostra di Monselice, dove era stato esposto il glorioso plastico.


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MessaggioInviato: venerdì 25 gennaio 2008, 10:11 
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Iscritto il: venerdì 13 gennaio 2006, 16:48
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Diego, con me sfondi una porta aperta. Se la mia passione per le ferrovie, vere e in miniatura, ha avuto una svolta in quegli anni in cui ero ragazzo ( e parliamo prima del 1979) e non si è squagliata sotto gli altri interessi che la vita - per fortuna- ti offre, lo devo a Enrico Milan. E così quella "pattuglia storica" di giovani appassionati che si è poi ritrovata attorno alle tre riviste.

Ho fatto negli anni varie immagini del diorama di Vignano -datemi tempo e appena le ritrovo le scansiono e le metto qui su forum.

Ricordo che rimasi affascinato da quell'opera: trasudava realismo in maniera impressionante, mancava solo la nebbia della bassa per passarlo alla realtà.

E sempre in tema di ricordi, allora facevo il liceo e uscito da scuola andavo in stazione: un'occhiata alla 625 con il locale per Bassano, poi salivo su un treno per Rovigo (spesso trainato da un 326) e andavo alla Modeltecnica. Quei pomeriggi li ho presenti come fossero adesso. Scendevo dal locale e mi avviavo a piedi verso il negozio, che era bello distante dalla stazione in un quartiere periferico con le casette basse e le stradine senza marciapiede... Intanto la nebbia scendeva ( a Rovigo in quegli anni era una costante) e quando arrivavo c'era già quell'aria grigia e un pò triste che la città mi ha sempre trasmesso. Poi passavo tutto il pomeriggio li dentro, spendendo pochissimo perchè da studente i soldi erano quello che erano, ma imparando tantissimo. Sfogliavo libri e riviste che altrove erano introvabile e compravo a 100 lire l'uno gli arretrati di HO Rivarossi dove mi "bevevo" i racconti di Bonazzelli, alias Zeta Zeta. Poi al ritorno col buio prendevo quasi sempre la Aln 772 delle Padane che arrivava fino a Padova Era quasi sempre vuota e finivo regolarmente in cabina col macchinista. Si viaggiava a tutta velocità in un muro di nebbia impenetrabile fiocamente illuminato dai due deboli fari della 772, senza ripetizione dei segnali, me lo ricordo benissimo, col "maestro" che pur continuando a parlare con me non staccava un secondo gli occhi dai binari. Altri tempi.

Franco


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MessaggioInviato: venerdì 25 gennaio 2008, 10:11 
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Dopo di allora, il plastico che fine ha fatto? Esiste ancora?


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MessaggioInviato: venerdì 25 gennaio 2008, 10:39 
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Iscritto il: giovedì 26 gennaio 2006, 15:02
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Località: Genova
Bellissimi ricordi, Franco.
Fa veramente piacere sentire una vera testimonianza di un periodo epico.
All'epoca ero un bambinetto che ovviamente giocava già con i treni Lima e l'acquisto di un numero di Treni e Plastici fu una sorta di rivelazione...
Ovviamente le foto sono ben accette!
E come snajper anch'io sono curioso di sapere che fine ha fatto il diorama.
Meriterebbe un'adeguata valorizzazione, visto l'importanza che rappresenta.
Le ultime notizie che ho risalgono al iT n. 120 del novembre 1991, nell'articolo sulla mostra di Cherasco, dove il Cunifer aveva inserito nel suo plastico modulare a norme FFMF il famoso diorama, grazie all'interposizione di un modulo di adattamento (anche qui si vede la lungimiranza e la modernità del progetto!).


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MessaggioInviato: venerdì 25 gennaio 2008, 12:59 
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Iscritto il: venerdì 19 ottobre 2007, 15:39
Messaggi: 244
Mi unisco anch'io al ricordo nostalgico del diorama di Vignano presentato su Treni & Plastici numeri 1 e 2 e mi associo, alla richiesta di un eventuale articolo su quel bellissimo modulo, veramente innovativo per l'epoca e più che mai attuale. Personalmente, ritengo che dopo la morte di Enrico Milan, sia cominciato uno dei periodi più grigi per il fermodellismo italiano sia per quanto riguarda la produzione industriale dell'epoca e anche sotto l'aspetto più creativo, con i vari plastici stile anni 50 che venivano presentati sulle riviste (ancora oggi). Solo ultimamente, mi sembra di intravedere un cambiamento sia sui prodotti e sulle realizzazioni di impianti. Cambiamento, che Milan aveva proposto circa 30 anni fa


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MessaggioInviato: venerdì 25 gennaio 2008, 13:16 
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Iscritto il: sabato 14 gennaio 2006, 17:46
Messaggi: 80
Località: Milano
Non posso che unirmi, con infinita nostalgia, a quanto e' stato scritto da tutti voi.
Conobbi Enrico Milan nel 1972, nel retrobottega del negozio dei fratelli Guarnieri in via San Fermo a Padova: aveva con se' un sistema della Jouef per il comando autonomo delle locomotive (i binari erano stati posati sul pavimento) e, qualunque cosa ti dicesse, era impregnata di passione, di visione chiara di quello che doveva essere il futuro del fermodellismo in Italia e di quello che lui voleva fare perche fosse cosi'.
Ho vissuto da vicino il crescere del suo impegno, la nascita del nuovo Italmodel e del negozio di Rovigo (come dimenticare la loco che spuntava dalla nebbia, davanti all' ingresso ?).
E come dimenticare che il primo articolo del primo numero di Italmodel era "Come si invecchiano le locomotive" ?
La Modeltecnica era la meta delle "transumanze" del sabato pomeriggio con gli amici di Padova (Valentini (il mio padre ferroviario), Vedovato, Podini, Domenichelli, Dalla Via, un Marco Bruzzo ancora ragazzino, altri di cui gli anni hanno cancellato il nome ma non il ricordo).
Quanti, che oggi scrivono o dirigono riviste o fanno modellismo, sono passati da quei locali; quanti ricordano lo spazio insolitamente grande che aveva dedicato ai libri ed alle riviste; e quanti, a livello personale, ricordano di aver giocato con suo figlio (allora piccolo piccolo).
Di cio' che ho comprato li', tengo in maniera particolare ad un carro che mi "costrinse" a prendere nel 1973: "E' una ditta austriaca nuova, sai, ha rilevato molti stampi della Rowa, fara' strada, credimi: si chiama Roco".
Ci perdemmo un po' di vista quando lasciai, dopo la laurea, Padova per iniziare a girare per lavoro (non ho ancora finito, oggi vi scrivo da Londra); ma non mancarono mai le telefonate, qualche visita, i consigli che ti dava senza che tu te ne accorgessi, con il suo sorriso serio e sbarazzino.
E arrivo' Treni e Plastici, una rivoluzione per l' epoca: quell' unica annata ha dovuto attendere anni e anni per trovare compagnia, fino a quando TTm non ne ha raccolto degnamente la pesante eredita'.
E quanto abbiamo atteso perche' Vignano diventasse il punto di riferimento che era gia' quando nacque.
Ero a Milano, quando l' incidente ce lo tolse: e' stata una delle sere piu' tristi della mia vita.
Quando ho ripreso, dopo anni, a fare del modellismo, il suo ricordo mi ha sempre accompagnato, e lo fa tuttora: volessi sintetizzare quello che da lui ho imparato, potrei dire: essere dilettanti in maniera professionale.
E forse e' una frase che ho gia' detto a qualcuno.
Basta, non posso farmi vedere in ufficio con i lucciconi agli occhi.
Ciao Enrico.

Armando


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MessaggioInviato: venerdì 25 gennaio 2008, 13:35 
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Iscritto il: venerdì 13 gennaio 2006, 16:48
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Località: prov.Milano
Ostrega ! mi avete fatto venire il magone...
ho vissuto anche io quell'epoca da ragazzo, pur non avendo mai conosciuto Milan , ma il faro rappresentato dalla sua persona e dal negozio , era ben presente , anche a chi non bazzicava rovigo.

Stasera per famelo passare mi sciroppo l'intera annata di treni e plastici.

Anzi colgo l'occasione, per proporre all redazione, di fare un bell'articolo sui pionieri di questo hobby, Milan, Briano , Bonazzelli, ecc... che le nuove generazioni conoscono poco , o per niente, a cui tutti invece dobbiamo parecchio


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MessaggioInviato: venerdì 25 gennaio 2008, 15:04 
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Nome: carlo borra
Iscritto il: giovedì 12 gennaio 2006, 17:38
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Vignano lo ricordo bene perche' acquistavo regolarmente la rivista "treni e plastici". In effetti andai a vederlo fisicamente presso il negozio Modeltecnica dove il plastico rimase esposto per qualche tempo. Dal vero era ancora piu' gradevole che non in fotografia, specialmente per l'ottima resa dell'ambientazione tipica della pianura padana.

I suggerimenti ed i lavori di Milan hanno influenzato parecchio la mia decisione di realizzare un plastico atipico come 'Roveto' (nato appunto all'inizio degli anni ottanta).

Era un grande ed appassionato fermodellista nel senso piu' vero del termine...

Carlo


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MessaggioInviato: lunedì 28 gennaio 2008, 7:31 
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Iscritto il: giovedì 26 gennaio 2006, 15:02
Messaggi: 1104
Località: Genova
I vostri ricordi sono veramente toccanti, specialmente, per chi, come il sottoscritto non ha mai conosciuto Milan, nè tanto meno frequentato la Modeltecnica, per l'età e per la posizione geografica, però la lettura di TeP mi ha fatto comprendere la modernità del suo pensiero.
Un rammarico che ho constatato sul forum è che questo filetto nel weekend appena passato non ha avuto ulteriori interventi, nonostante il suo interesse.
Boh, evidentemente il modellista attuale è più interessato ai difetti dei nuovi modelli usciti con la conseguente critica...


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MessaggioInviato: lunedì 28 gennaio 2008, 8:34 
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Iscritto il: lunedì 16 gennaio 2006, 8:37
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Forse bisognerebbe invitare tutti coloro che hanno fatto una cosa simile (ovvero che hanno avuto ispirazione da Vignano) a mettere qualche foto...


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MessaggioInviato: lunedì 28 gennaio 2008, 11:58 
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Iscritto il: martedì 14 febbraio 2006, 8:13
Messaggi: 391
Anche per me Enrico è un punto di riferimento importante. Ho scritto "è" non era, perchè spesso mi trovo (quando le ore notturne me lo permettono e gli occhi non si chiudono) a sfogliare i miei numeri di Italmodel e altrettanto spesso mi sorprendo a riscoprire che molte tecniche dell'epoca ora sono attuali. A Modeltecnica ci andavo due/tre volte all'anno dato che Rovigo è vicino alla mia vecchia residenza (Latisana) ed ogni volta era un "fermento fermodellistico" di tentazioni ... in poche parole non sapevo come meglio investire le 4 lire che raccimolavo essendo ancora giovane e non economicamente autonomo (non più di tanto). In questo hobby le persone che hanno fatto storia lasciano un ricordo indelebile e lui è uno di quelli che la storia del fermodellismo italiano l'ha fatta !!!
Ciao a tutti, fabrizios


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Iscritto il: giovedì 27 aprile 2006, 21:15
Messaggi: 938
Località: FIRENZE
Consevo ancora religiosamente i numeri di Treni e plastici; l' uscita di quella rivista praticamnte coincise con l' avvio della seconda "era" della mia vita di fermodelista (tutt' ora in corso) e l' ha segnata sicuramente.
Ricordo ancora la lunga attesa del numero che non arrivava e che non uscì mai e la notizia di quello che era successo presso lo "storico" negozio di Firenze "La casa dei balocchi".
Dopo qualche mese tornando dalle Dolomiti mi fermai al negozio di Verona ed anche se era la prima volta che ci andavo è difficile dimenticare la tristezza con cui venni via ed anche l' imbarazzo che provai (mi sentivo quasi uno sciacallo).
Lasciando da parte queste considerazioni così malinconiche farebbe comunque molto piacere anche a me un articolo su quel plastico, sui nuovi concetti che quella rivista introdusse e sui protagonisti di quel periodo.
Un saluto cordiale (ed anche un po' abbacchiato).
Gianni de Bernardis


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MessaggioInviato: martedì 29 gennaio 2008, 12:13 
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Iscritto il: giovedì 26 gennaio 2006, 15:02
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Località: Genova
La proposta di Andrea è interessante, si creerebbe una sorta di continuità delle idee di Milan.
E comunque nessuno sa dire che fine ha fatto il diorama?


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