Oggi è sabato 21 marzo 2026, 20:37

Tutti gli orari sono UTC + 1 ora [ ora legale ]




Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 117 messaggi ]  Vai alla pagina Precedente  1, 2, 3, 4, 5 ... 8  Prossimo
Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mercoledì 21 maggio 2008, 5:08 
Non connesso

Iscritto il: domenica 15 luglio 2007, 9:46
Messaggi: 6836
Località: Regione FVG
Pino Sorce ha scritto:
Posso darti qualche dritta dall'alto della mia quindicennale esperienza sulla scala N e sul modellismo ferroviario.
Sono un plasticista dedito allo stile tedesco, (sono pigro e non voglio diventare matto con elaborazioni o povero in canna con l'acquisto di modelli artigianali che non sempre hanno un funzionamento impeccabile) e se ciò non bastasse sono pure dedito al digitale, quindi follia allo stato puro :P :P :P :P :P
A parte gli scherzi, dopo aver costruito un plastico dieci anni fa e averlo rivenduto l'anno scorso, mi sono rimesso in pista per la costruzione del plastico definitivo :D . Privilegio il funzionamento ai dettagli, per cui ti posso dare qualche consiglio se sei come me, che preferisce far muovere le ruote alle locomotive piuttosto che farle marcire nella scatola.
Le marche migliori da sempre, secondo me, sono Fleischmann e Minitrix. Le Roco costano meno, purtroppo soffrono di problemi agli ingranaggi che essendo in plastica, si spaccano piuttosto spesso. Le Arnold non so nemmeno se hanno ripreso la produzione in oriente o meno......
Scegli i modelli più recenti che sono maggiormente affidabili, a costo di spendere di più, piuttosto che lanciarti su allettanti offerte che poi ti deluderanno non appena messo il rotabile sul binario. Meglio poche macchine affidabili che tante loco dal funzionamento dubbio. Anche l'armamento è importante per cui il risparmio non sempre va a braccetto con il buon funzionamento. La maggior parte degli ennisti dei vari forum mi lancerà di tutto ma ti posso dire che l'armamento Fleischmann per un pigrone come il sottoscritto è il non plus ultra. Non devi diventare matto con la massicciata. Se poi vuoi il massimo del realismo allora scegli i Peco, però armati di seghetto Dremel perchè ha solo binari flessibili e non preformati.
Spero di averti dato qualche interessante spunto. E ricorda, se lo spazio è tiranno e sei veramente intenzionato a fare un plastico, fregatene della nazionalità o dell'epoca, prendi quello che ti piace e buon divertimento. Ultimo consiglio: se fai stile tedesco scordati i negozi italiani. Da anni compro il nuovo esclusivamente da Lokshop; risparmio mediamente il 30-35% rispetto ai prezzi italiani. Se poi voglio qualche occasione di seconda mano allora Ebay tedesco.
SalutoNi

Beh, io con la N ho un'esperienza simile, al DCC sto pensando da poco (i cablaggi si complicano sensibilmente al crescere del plastico), diciamo da quando ho cominciato a pensare ad un plastico più grande.
Anch'io me ne frego delle nazionalità... :wink:


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mercoledì 21 maggio 2008, 9:33 
Non connesso

Iscritto il: venerdì 13 gennaio 2006, 12:19
Messaggi: 983
Località: Purtroppo Bolzano. Abitante in un loculo di 23mq.
Se devo riniziare da zero a fare modellismo ferroviario, sceglierei senza pensarci due volte alla Scala N....


....l'ho sapevo già, ma ho avuto la conferma, vedendo il plastico di un mio amico, che ha le stesse dimensioni del mio (3m x 1,30m), ci stà nettamente almeno il triplo dei binari e dei binari.


Saluti.
Crepaldi Mauro.


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mercoledì 21 maggio 2008, 11:04 
Non connesso

Iscritto il: martedì 11 marzo 2008, 10:16
Messaggi: 558
Crepaldi_Mauro ha scritto:
....lo sapevo già, ma ho avuto la conferma, vedendo il plastico di un mio amico, che ha le stesse dimensioni del mio (3m x 1,30m), ci stà nettamente almeno il triplo dei binari e dei binari.


E' questo a volte un problema degli eNNisti, cioè di fare plastici più congestionati di quelli H0 perchè lo spazio lo consente.

Ho scelto, nel mio caso, un'altra via: quella di fare un plastico PaP dalle dimensioni contenutissime (30cm max di larghezza) ma modulare e lungo, in modo da poter usare una normalissima mensola a parete, su due livelli.

Se un giorno lo finisco, saranno 6 moduli per una lunghezza di 6 metri in tutto, esclusi rampe e coulisse.

Con la N è facile passare dal fare diorami al fare plastici interi...oppure costruirsi il plastico come sommatoria di diorami.


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mercoledì 21 maggio 2008, 11:27 
Non connesso

Iscritto il: giovedì 24 aprile 2008, 12:12
Messaggi: 128
Il vero,annoso, e più volte sviscerato problema della scala N stile FS è la mancanza di una o più ditte diciamo "industriali", che inizino un programma di produzioni, piuttosto che l'immissione sul mercato della classica "mosca bianca". La singola locomotiva che di tanto in tanto esce (E424 ed E444 Mehano-tibidabo; o D445 PI.r.a.t.a.) senza un adeguato programma al seguito non è che aiuti più di tanto la N italiana a decollare.
Così come, seppur apprezzabili, non aiutano le produzioni artigianali a prezzi da gioielleria. Uno spiraglio per la produzione di modelli Italiani oggi ha, a mio avviso, un nome ed un cognome: Hornby-Arnold. E mi spiego. Ultimamente, anche nella produzione di modelli FS in H0, la suindicata ditta usa produrre quantitativi limitati che vanno rapidamente esauriti sul territorio nazionale (E428-E645/46- 740.108 etc.), un esperimento del genere potrebbe essere fatto con una loco, o automotrice FS in N, magari che abbia la possibilità di avere più versioni con piccole modifiche di stampo o semplicemente di ricoloritura. Se prima si diceva che per mille pezzi o poco più nessuno ha voglia di produrre, oggi il discorso sembra essere diverso. Hornby, ha peraltro già saggiato per la scala H0, come possa rispondere bene il mercato italiano, e se solo sapesse l'entusiasmo che in molti nel nostro paese suscita la scala N, allora dovrebbe quanto prima rompere gli indugi e provare a produrre qualcosa. Inedito o no che sia. Inoltre penso che anche un accazerista FS convinto, non saprebbe resistere al richiamo di un micromodello FS ronzante su un piccolo_o "grande" plastico.


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mercoledì 21 maggio 2008, 12:24 
Non connesso

Iscritto il: martedì 11 marzo 2008, 10:16
Messaggi: 558
1099MzB ha scritto:
Inoltre penso che anche un accazerista FS convinto, non saprebbe resistere al richiamo di un micromodello FS ronzante su un piccolo_o "grande" plastico.


Su questo non sono molto d'accordo, in quanto chi inizia con H0 poi nel tempo difficilmente inizia la N, a meno che non voglia farsi un plastico e non abbia lo spazio. Oppure ricomincia dopo molti anni di stop e deve farsi anche un nuovo parco rotabili.

La scala N infatti viene solitamente presa in considerazione dagli accazeristi che fanno i plastici e vorrebbero di più, stanchi dei limiti "fisici" della loro scala.

Purtroppo fino a quando non ci saranno degli start-set FS in N, ad un prezzo simile a quello degli H0, completi di trafo e ovaletto...fino a quella volta vedo difficile un successo del programma FS in scala N.

Ho iniziato la scala N con un start set fleischmann ovviamente DB.
Poi dipende dai modellisti, alcuni preferiscono H0 perchè costando uguale alla N, almeno ha il vantaggio di maggiore dettaglio che compensa la spesa ingente. Per ora vedo che FS+H0 in Italia è una accoppiata difficile da separare.

Per capire quel che manca alla scala N bisognerebbe prendere un catalogo di un produttore commerciale noto (no artigiani o simili) e guardarsi l'assortimento in H0. Quando la scala N avrà almeno la metà di quel parco modelli, allora sarà competitiva, non solo con FS.

Inoltre una critica va fatta ai produttori di N: se la maggior parte dei modellisti che fa il plastico riproduce le piccole ferrovie secondarie con convogli brevi e variegati...PER QUALE MOTIVO I CATALOGHI IN SCALA N SONO SEMPRE PIENI DI PENDOLINI, INTERCITY ETC...???? cioè si privilegia composizioni di treni importanti o medio lunghi, come a dare per scontato che chi fa un plastico in N ha lo spazio dell'H0 e può ampiamente costruirsi stazioni centrali, megascali merce, intermodalità etc...quasi che un plastico in scala N costasse anche la metà, cioè che il dimezzamento della scala sia corrispondente al dimezzamento dei costi...ma purtroppo non è così :(

Rimanendo in tema FS, non vedo carrozze centoporte o a due assi epoca III, littorine stanga-Tibb o OM, locotender etc...tutto materiale che si trova nella maggior parte delle linee che i fermodellisti accazeristi nostrani rappresentano o vorrebbero rappresentare per lo più in un plastico italiano; di conseguenza anche aspiranti eNNisti.

A dire il vero, prima di scegliere N, io volevo ricominciare con la Z...ma poi ho visto che non ne vale la pena.


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mercoledì 21 maggio 2008, 13:14 
Non connesso

Iscritto il: mercoledì 5 aprile 2006, 8:38
Messaggi: 68
Io sono partito con la scala N. L'assenza di materiale italiano mi ha spinto verso l'H0.
Poi sono passato al digitale.
Conclusione: molto meglio il digitale H0!
Preferisco una linea secondaria in H0 che un TEE in N; ovviamente è una visione soggettiva che non ha la presunzione di essere "universale".
L'N è bella quando il treno si "perde" nel paesaggio, ma allora servono comunque spazi non indifferenti; l'H0 permette un dettaglio e un'accessibilità ai rotabili assolutamente non paragonabile.

Giuseppe


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mercoledì 21 maggio 2008, 13:20 
Non connesso

Iscritto il: giovedì 24 aprile 2008, 12:12
Messaggi: 128
Ciao.
Credo, però, che non bisogna paragonare la popolarità dell'accazero con quella della N, nè tantomeno metterle in competizione, altrimenti si finisce in un vicolo cieco. E' difficile che chi abbia una collezione e/o plastico in H0 stile FS possa poi cambiare scala, ma che possa essere attratto da qualche modello FS in N, questo ci può stare. La mia considerazione serviva a dare "conforto" numerico, anche abbastanza fondato, a chi intendesse produrre FS in N, e che ho individuato in HornbyRiva -Arnold.
Come dici tu, e come e chiaro a tutti, manca qualsiasi cosa di italiano in N, col vantaggio che chi intendesse "rischiare" aprirebbe un mercato nuovo senza concorrenza e senza possibilità di sbagliare modello.
Anch'io, ho qualche modello in N DB e FFS, (fleischmann e minitrix) ma se uscisse qualcosa di "industriale" FS mi fionderei in negozio senza esitazione così come molti credo.
Dai Hornby-Arnold, inizia con una coppia di 668 o 772, sono già un convoglio completo.


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mercoledì 21 maggio 2008, 15:15 
Non connesso

Iscritto il: martedì 11 marzo 2008, 10:16
Messaggi: 558
MG42 ha scritto:
L'N è bella quando il treno si "perde" nel paesaggio, ma allora servono comunque spazi non indifferenti; l'H0 permette un dettaglio e un'accessibilità ai rotabili assolutamente non paragonabile.


Il paragone non è molto serio, in quanto chi collezionasse modelli in scala O potrebbe dire ugualmente la stessa cosa di chi fa la H0. Trovo assolutamente normale che in H0 ci sia più dettaglio rispetto alla N. Concordo che ci sono più scelte per chi fa la H0, ma rifletto anche che stiamo parlando di modelli, non del destino di questi modelli.

In genere chi sceglie la scala N non lo fa certamente per il dettaglio del modello in quanto è consapevole che la H0 sia migliore in questo senso, anzi, costando similmente si sentirebbe un po idiota allora a fare la N se questo fosse il solo motivo (paga uguale o di più e ha mezza qualità...)

Da quel che ho potuto capire e poi mi è servito a decidere di ricominciare a fare fermodellismo ma con la N anzichè la H0, chi fa il rapporto 1:160 è interessato a vedere i suoi modelli girare in un plastico. Fare la scala N con l'intenzione di lavorare in un plastico vuol dire finalizzare tutto il proprio hobby a questo, dall'acquisto dei modelli alla soluzione delle scelte paesaggistiche in proprio.

Personalmente mi sono convinto a ricominciare con la N quando ho capito che fra chi vive in questa scala c'è uno spessore dell'hobby non indifferente. Spesso la scala N viene scelta in funzione del tipo di risultato che si vuole ottenere perchè agevola molto (esempio quelli che fanno esercizio realistico con le carte carro e i PaP...tipo il gruppo FREMO e simili). Altri invece fanno la N solo per poter finalmente veder girare convogli in composizioni reali in uno spazio domestico che è adeguato allo scopo.

Voglio sottolineare che il "fare plastici" è uno dei motivi principali per cui la gente si avvicina al fermodellismo. La passione per molti nasce proprio al primo incontro con un plastico. Questo viene dimenticato spesso dai produttori, privilegiando modelli e soluzioni che sono attuabili solo nei raduni collettivi o nei plastici sociali, raramente a casa propria, in cui facendo la H0 abbiamo i marciapiedi di stazione da 2 metri e quindi i convogli passeggeri di una loco con 4-5 carrozze il tutto che sta si e no fra le traverse limite. Riprodotte a volte con notevole fedeltà.


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mercoledì 21 maggio 2008, 18:50 
Non connesso

Iscritto il: venerdì 12 maggio 2006, 21:37
Messaggi: 40
Località: Alessandria
Voglio fare un po' il provocatore: come mai tanti comprano modelli italiani in scala HO lamentandosi che purtroppo in scala N di nazionale c'è ben poco? solo per un interesse di bandiera e basta? io penso che solo la minima parte di quelli che acquistano modelli in questo paese siano veramente classificabili come modellisti, inteso come termine indicante il plasticista o comunque una persona che elabora modelli, La maggior parte si accontenta di accumulare locomotive e vagoni, esponendoli al massimo in vetrina oppure custodendoli gelosamente intonsi nelle scatole originali......... Se io amo il treno, inteso come mezzo di trasporto e voglio ricreare a casa mia un modello di questo mondo in scala ridotta, non mi accontento di comprare un articolo in scala HO che, se non ho un discreto spazio a disposizione, non riuscirà nemmeno a sgranchire le ruote. Piuttosto mi dedico a una scala più consona ai normali spazi a disposizione nelle case moderne e a uno stile estero di cui c'è ottima scelta (inutile dire che purtroppo le connotazioni geografiche sono sempre le stesse: Germania, Austria, Svizzera e USA) e mi faccio un bel plastico con tutti i crismi, segnaletica e fabbricati compresi. Ricordiamoci che a differenza degli altri tipi di modellismo (carri armati, soldatini, automobili etc....) nei quali il momento clou è il montaggio e la verniciatura terminate del kit in scatola di montaggio, il nostro hobby ci permette veramente il movimento dei modelli e la simulazione più o meno veritiera della realtà. Che poi sia realtà italiana, albanese o lituana, chi se ne frega. Il treno è il treno sotto ogni bandiera. L'importante è divertirsi con la progettazione, la costruzione e l'esercizio di un plastico. Questa è la mia filosofia fermodellistica. Molte volte la mancanza di modelli FS in piccola scala è un'ottima occasione per evitare di "sporcarsi le mani" e continuare a blaterare sul millimetro in più o in meno oppure sulle imprecisioni del carrello di quel determinato modello ecc....
Naturalmente questa non è la verità assoluta ed essendo un hobby (da sceicco arabo :twisted: :twisted: ) ognuno è libero di viverlo come meglio crede. Non me ne vogliano gli scatolari e i vetrinisti :D :D :D :D


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: giovedì 22 maggio 2008, 3:53 
Non connesso

Iscritto il: giovedì 8 maggio 2008, 4:25
Messaggi: 44
Località: Milano
sono "abbastanza" d'accordo...


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: giovedì 22 maggio 2008, 5:26 
Non connesso

Iscritto il: martedì 11 marzo 2008, 10:16
Messaggi: 558
Pino Sorce ha scritto:
La maggior parte si accontenta di accumulare locomotive e vagoni, esponendoli al massimo in vetrina oppure custodendoli gelosamente intonsi nelle scatole originali......... Se io amo il treno, inteso come mezzo di trasporto e voglio ricreare a casa mia un modello di questo mondo in scala ridotta, non mi accontento di comprare un articolo in scala HO che, se non ho un discreto spazio a disposizione, non riuscirà nemmeno a sgranchire le ruote. Piuttosto mi dedico a una scala più consona ai normali spazi a disposizione nelle case moderne e a uno stile estero di cui c'è ottima scelta (inutile dire che purtroppo le connotazioni geografiche sono sempre le stesse: Germania, Austria, Svizzera e USA) e mi faccio un bel plastico con tutti i crismi, segnaletica e fabbricati compresi. Ricordiamoci che a differenza degli altri tipi di modellismo (carri armati, soldatini, automobili etc....) nei quali il momento clou è il montaggio e la verniciatura terminate del kit in scatola di montaggio, il nostro hobby ci permette veramente il movimento dei modelli e la simulazione più o meno veritiera della realtà. Che poi sia realtà italiana, albanese o lituana, chi se ne frega. Il treno è il treno sotto ogni bandiera. L'importante è divertirsi con la progettazione, la costruzione e l'esercizio di un plastico. Questa è la mia filosofia fermodellistica. Molte volte la mancanza di modelli FS in piccola scala è un'ottima occasione per evitare di "sporcarsi le mani" e continuare a blaterare sul millimetro in più o in meno oppure sulle imprecisioni del carrello di quel determinato modello ecc....


Direi che hai confermato la mia teoria, cioè che fare scala N è soprattutto l'esigenza di fare il plastico, non di riempire vetrine o accumulare modelli costosi in scatole originali.

Inoltre ho evidenziato in neretto alcuni aspetti del tuo intervento su cui è bene discutere, che trovo interessanti.

I modellisti statici in effetti terminano il loro progetto ogni volta che finiscono un kit o un diorama, iniziandone un altro. In un certo senso anche loro "riempiono vetrine". Il fermodellista che fa il plastico non può fare come loro in quanto la faccenda è molto complessa.
Un plastico riguarda un'ambientazione di modelli dinamici, quindi entrano in scena problemi di falegnameria, elettrici, meccanici a volte...la fase di progettazione è molto lunga e dettagliata per poter avere un risultato decente. Ci sono decine e decine di problemi da risolvere con gerarchie strette (non posso fare subito la massicciata e poi preoccuparmi di creare i sezionamenti e i collegamenti elettrici...).
Il fermodellismo non è semplice quando si vuole fare il plastico proprio perchè non è da tutti la capacità di creare un prodotto in questo modo. Non è un caso che molti di noi che sono molto bravi nella vita sono elettricisti, periti elettronici, falegnami o attività che hanno attinenza con la tecnica e con le costruzioni.

Personalmente non ho mai pensato al fermodellismo come una attività collezionistica, ma come un hobby di plasticisti. Per me il plastico è fondamentale e la scala N mi aiuta a realizzare una discreta ferrovia realistica in casa mia, senza essere troppo ingombrante.


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: giovedì 22 maggio 2008, 5:28 
Non connesso

Iscritto il: martedì 11 marzo 2008, 10:16
Messaggi: 558
claber ha scritto:
sono "abbastanza" d'accordo...


su cosa non sei d'accordo?


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: giovedì 22 maggio 2008, 6:01 
Non connesso

Iscritto il: giovedì 8 maggio 2008, 4:25
Messaggi: 44
Località: Milano
Pino cita il fatto che per lui fermodellismo è: "importante è divertirsi con la progettazione, la costruzione e l'esercizio di un plastico". Fermo restando che la sua opinione è sacra, credo che comunque possa essere un poco riduttiva. Per esempio io amo di più mettere mano ai modelli piuttosto che al movimento, che comunque non disdegno approfittando magari di realizzazioni di amici, associazioni o pose volanti casalinghe
In ogni caso quello che mi diverte maggiormente a prescindere dalla scala è la possibilità di realizzare o modificare il rotabile.
Posso capire gli accazeristi che criticano la N come scala povera di rotabili italiano, per via di una familiarità con i mezzi nazionali. Anche se per me il treno è il treno e un bel pezzo svizzero o tedesco è sempre un bel pezzo!
Claudio


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: giovedì 22 maggio 2008, 8:16 
Non connesso

Iscritto il: martedì 11 marzo 2008, 10:16
Messaggi: 558
claber ha scritto:
Per esempio io amo di più mettere mano ai modelli piuttosto che al movimento, che comunque non disdegno approfittando magari di realizzazioni di amici, associazioni o pose volanti casalinghe
In ogni caso quello che mi diverte maggiormente a prescindere dalla scala è la possibilità di realizzare o modificare il rotabile.


In effetti questo è un'altro aspetto del fermodellismo che ha molti accazeristi dalla sua, oltre a chi fa anche la scala 0. L'elaborazione e l'autocostruzione sono aspetti importanti certamente, anche se il rischio "vetrina" è sempre in agguato.

Ciò che ho comunque capito è che nei 20 anni in cui mi sono disinteressato al fermodellismo questo è molto cambiato. Vedo oggi un notevole impulso alla costruzione di plastici modulari e dalle dimensioni molto modeste. A ragione di questo non capisco tuttavia come mai non ci sia sviluppo per la scala N che risponde in modo degno a queste necessità.


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: giovedì 22 maggio 2008, 9:22 
Non connesso

Iscritto il: lunedì 13 marzo 2006, 17:25
Messaggi: 35
MI sembra una discussione pacata e sostanzialmente corretta come poche se ne sono sentite.
Prova ad aggiungere la mia.
Possiamo dire che (con tutti i limiti che uno slogan può avere): chi preferisce modelli in H0 è attratto dal treno, chi preferisce modelli in N è attratto dalla ferrovia?

Andrea (FremoN Italia)


Top
 Profilo  
 
Visualizza ultimi messaggi:  Ordina per  
Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 117 messaggi ]  Vai alla pagina Precedente  1, 2, 3, 4, 5 ... 8  Prossimo

Tutti gli orari sono UTC + 1 ora [ ora legale ]


Chi c’è in linea

Visitano il forum: Baidu [Spider], dave e 36 ospiti


Non puoi aprire nuovi argomenti
Non puoi rispondere negli argomenti
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi
Non puoi inviare allegati

Cerca per:
Vai a:  
banner_piko

Duegi Editrice - Via Stazione 10, 35031 Abano Terme (PD). Italy - Tel. 049.711.363 - Fax 049.862.60.77 - duegi@duegieditrice.it - shop@duegieditrice.it
Direttore editoriale: Luigi Cantamessa - Amministratore unico: Federico Mogioni - Direttore responsabile: Pietro Fattori.
Registro Operatori della Comunicazione n° 37957. Partita iva IT 05448560283 Tutti i diritti riservati Duegi Editrice Srl