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MessaggioInviato: domenica 23 novembre 2008, 11:09 
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I risultati sono:

1) Ho progettato un plastico più a lungo degli altri e rispondente alle mie necessità, ne più nè meno.

2) Ho confrontato il mio progetto nel forum con gli altri, così da beneficiare delle esperienze altrui.

3) Ho speso tutto sommato molto ma molto meno rispetto ad un progetto anni 80 come quello sopra

4) Ho potuto completare in tempi ragionevoli l'opera e svolgerò presto l'aspetto più importante per me, cioè fare traffico e muovere locomotive e vagoni in un ambiente realistico. Quanti progetti come quello sopra invece rimangono solo dei binari fissati su un telaio grezzo?


OK, possiamo farti un monumento? Musica per le mie orecchie!!!
Bene Bravo Bis!


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MessaggioInviato: domenica 23 novembre 2008, 11:42 
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E invece giocare con l'autopista Polistil?

Dire che è triste una linea secondaria di 1-2 binari è come dire che è triste la realtà.

Tuttavia ho visto solo nei plastici dei modellisti le locomotive bigboy americane che camminano accanto agli ETR500...con raggi di curvatura a vista che anche un tram urbano si arresta di brutto e con stazioni di impianto accorciato in scala di 5 volte il reale, a livelli sfasati, di importanza per una cittadina di 50.000 abitanti, che invece servono a 3 (tre) case in stile tedesco

Per me la realtà ferroviaria è quella che ho vissuto e conosco, ossia la Stazione di Roma Termini. Tanti treni passeggeri in arrivo e partenza tutto il giorno. Le stazioncine secondarie con il loro vuoto, dove spesso non c'è nemmeno un treno, mi deprimono che ci devo fare. Per cui amo di più i plastici vecchio stile.
Se poi vi piace fare presepi anzichè giocare con la polistil il problema è vostro.
Io amo l'uno e l'altro, ma il presepe lo faccio a Natale. Piuttosto è già tardi. Forza a lavorare che Natale è vicino! :lol:


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MessaggioInviato: domenica 23 novembre 2008, 12:43 
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Iscritto il: martedì 11 marzo 2008, 10:16
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Miura ha scritto:
Per me la realtà ferroviaria è quella che ho vissuto e conosco, ossia la Stazione di Roma Termini. Tanti treni passeggeri in arrivo e partenza tutto il giorno. Le stazioncine secondarie con il loro vuoto, dove spesso non c'è nemmeno un treno, mi deprimono che ci devo fare. Per cui amo di più i plastici vecchio stile.


Questo è interessante in quanto spesso si pensa che fare plastici modulari o con il sistema americano (stretti e lunghi lunghi nel percorso...) voglia dire fare solo secondarie e piccoli quadretti bucolico-ferroviari. Poi andiamo a vedere i siti dei modellisti esteri (per lo più americani...chissà perchè...) e vediamo impianti di larghezza massima intorno ai 60 cm in H0 (o 35-40cm in N) che rappresentano benissimo impianti in atmosfera cittadina-industriale molto densa. Un americano sente quasi l'obbligo di iniziare o finire la ferrovia del suo plastico in una grande città...per grande si intende cose tipo New Orleans o Chicago...

Una caratteristica degli impianti in atmosfera cittadina è lo sviluppo in lunghezza dei vari aspetti (scalo merci, passeggeri, MM, depositi) non in parallelo (come in tanti compatti ovaloni di cui si parla ora).

Si possono fare i dintorni di Roma Termini in spazi non profondi e usando sapientemente i fondali e gli accorgimenti scenici.

Ho notato ad esempio che uno degli ambienti italiani più rappresentato di recente fra i modellisti nostrani più accorti è la liguria. Potrei parlare similmente di altri luoghi della riviera adriatica e della zona isontino-triestina. Questo perchè permette di giustificare una elevata densità di binari in spazi strettissimi in una orografia con molte opere che aiutano scenograficamente (gallerie, muri, sovrappassi...) a mascherare le entrate e le uscite di scena dei treni.

Una delle sfide che ho accolto nel mio plastico è quella di farlo senza gallerie (rappresenta una ferrovia in pianura...). Solo qualche anno fa non era immaginabile un plastico senza gallerie (se leggi i manualetti ElleDiCi in voga all'epoca sembra quasi che fare senza di loro sia una idea blasfema). Poi si pensa, si guarda in giro e si vede che al posto delle gallerie si possono fare boschi o pioppeti, oppure usare delle quinte di edifici, o far finire il plastico su un cavalcavia...


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MessaggioInviato: domenica 23 novembre 2008, 12:56 
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Iscritto il: venerdì 13 gennaio 2006, 19:16
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Località: Roma
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Una caratteristica degli impianti in atmosfera cittadina è lo sviluppo in lunghezza dei vari aspetti (scalo merci, passeggeri, MM, depositi) non in parallelo (come in tanti compatti ovaloni di cui si parla ora).

E' quello che piacerebbe fare a me, anche per il tipo di spazio a disposizione.


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MessaggioInviato: domenica 23 novembre 2008, 13:59 
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Iscritto il: martedì 11 marzo 2008, 10:16
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Miura ha scritto:
E' quello che piacerebbe fare a me, anche per il tipo di spazio a disposizione.


Purtroppo lo spazio è tiranno per tutti, ma un vantaggio del "pensare in lunghezza" è proprio quello di evitare ingombri eccessivi anche in larghezza, cosa che con gli "ovaloni" non è possibile, almeno con le tipologie di impianto simili a quelle della foto.

Posso concepire una compattezza del genere solo se esso, come nella foto, è fruibile a penisola ed è parte di un impianto più vasto perimetrale alle pareti. Altrimenti un impianto accessibile solo dal davanti è sempre problematico nella manutenzione.

Gli ovaloni hanno vari limiti; qui si parla spesso della irrealtà di tale impianti ma poco della loro difficoltà di manutenzione e pulizia, della loro problematica accessibilità data dall'ingombro stesso, della loro difficoltà di movimentazione e trasporto in caso di mostre e/o traslochi e/o rottamazione :twisted:

Certo che se il sogno del modellista è il Miniature Wunderland non posso proibirgli di metterli al lavoro, è giusto soddisfare tale obiettivo piuttosto di lavorare al plastico "sbagliato" per sè.

Quello che a mio avviso però uccide il fermodellismo è la diffusione di stereotipi e clichè, cioè ragionare in esclusiva per teoremi che lasciano il tempo che trovano: ambientazione tedesco-austriaco-svizzera in montagna, no FS, stazioni importanti ad ogni costo, deposito con piattaforma girevole...abeti e pini dappertutto...gente operosa ovunque...


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MessaggioInviato: domenica 23 novembre 2008, 16:49 
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Nome: Ramon Pasian
Iscritto il: mercoledì 8 ottobre 2008, 19:28
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Località: Friuli Venezia Giulia
Condivido tutto quello che è stato scritto, in linea di massima, ma mi permette di sintetizzare anche il mio modestissimo parere in merito (anche perchè ho letto troppe discussioni uguali a riguardo..):
Che ognuno faccia come crede, secondo le possibilità, il tempo, lo spazio, la voglia e il proprio sogno, purchè lo faccia con amore verso questo fantastico hobby e soprattutto non lo faccia volendo essere, a tutti i costi, il migliore come fanno tanti.
Ognuno usa i suoi canoni che devono comunque essere sempre rispettati a priori, poi si può parlere finchè si vuole di consigli e tutto il resto..
Scusate se ho detto delle cavolate, ma onestamente la penso così e mi fa ridere il fatto che ci si scanni tanto per far valere una realtà su un' altra, parlando di un hobby..la vedo come una fonte di insicurezza..
Con grande stima verso tutti, ra.


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MessaggioInviato: domenica 23 novembre 2008, 17:57 
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Iscritto il: venerdì 1 settembre 2006, 11:25
Messaggi: 57
Località: Catania
[quote="claudio.mussinatto"]giustamente il plastico ha una elevata concentrazione perchè l'autore ha 50 anni e , purtroppo , riflette ancora la mentalità preminente dei fermodellisti italiani...

Hei!!! Io ho 50 anni e faccio tristi diorami...


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MessaggioInviato: domenica 23 novembre 2008, 21:43 
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Iscritto il: lunedì 23 gennaio 2006, 22:08
Messaggi: 4549
Località: Ovunque, in sella alla vespa...
Ma non si può semplicemente ragionare secondo il motto "il mondo è bello perché è vario?".
Sembra uno scontro tra due opposte ideologie, chi vince impone la sua visione.
Almeno nel modellismo, cerchiamo di evitare...
Ognuno (se ha la fortuna di avere lo spazio necessario) faccia come vuole.


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MessaggioInviato: domenica 23 novembre 2008, 21:52 
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Nome: Fabrizio Ferretti
Iscritto il: sabato 14 gennaio 2006, 16:31
Messaggi: 7525
Località: Fabriano
Certo, ognuno è e deve essere libero di pensare e fare ciò che vuole, però penso anche che sia giusto dare anche un'idea realistica di quel che si fa. Ad esempio, io la fantasia la metto nel cercare il modo di costruire qualcosa nella maniera più semplice ed economica possibile, anche se non in termini di tempi di realizzazione. :wink:
Una cosa che voglio far notare a tutti, quando andate a vedere un libro di modellismo ferroviario: quali sono le immagini che più vi colpiscono, quelle di tratti di piena linea o deposito ben curati che quasi sembrano reali, o l'inquadratura che prende la stazione principale con le case dietro e mezzo plastico pieno di binari da tutte le parti?
C'avete mai pensato? :wink:
Pensosi saluti...... :roll:
Fabrizio.


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MessaggioInviato: domenica 23 novembre 2008, 21:59 
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Iscritto il: venerdì 13 gennaio 2006, 19:16
Messaggi: 5159
Località: Roma
Cita:
Una cosa che voglio far notare a tutti, quando andate a vedere un libro di modellismo ferroviario: quali sono le immagini che più vi colpiscono, q

A me l'immagine che mi ha sempre colpito e continua farlo ancor oggi è la rotonda di un deposito pieno di loco a vapore. Non ci posso fare niente ma non riesco a sognare se non in grande. Il resto diventa tutto un accontentarsi di qualcosa che non mi fa sognare.[/quote]


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MessaggioInviato: domenica 23 novembre 2008, 22:07 
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Nome: Fabrizio Ferretti
Iscritto il: sabato 14 gennaio 2006, 16:31
Messaggi: 7525
Località: Fabriano
Allora ho ragione io, guardi il bel deposito! Sopra mi sono espresso male, volevo dire "immagini di piena linea e depositi ben curati". :wink:
Fabrizio.


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MessaggioInviato: domenica 23 novembre 2008, 22:58 
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Iscritto il: sabato 25 febbraio 2006, 12:52
Messaggi: 116
Preferisco 1000 volte di più, il signore che a 80 anni si diverte e passa il tempo a giocare con i modelli di recupero....

Modellismo non è collezionismo, modellismo non è comprare, ma sognare.

Sogni d'oro a tutti voi
RobertoNe


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MessaggioInviato: domenica 23 novembre 2008, 23:30 
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Nome: Fabrizio Ferretti
Iscritto il: sabato 14 gennaio 2006, 16:31
Messaggi: 7525
Località: Fabriano
E cosa pensi che quello che facciamo spessissimo su TTM sia del tutto commerciale? Io, per costruire i miei plastici uso pochissimo materiale commerciale, partendo il più delle volte da zero, faccio anche articoli su come farsi da soli, con pochi soldi, un sacco di cose. Ma se a te il messaggio non è arrivato e non l'hai recepito, altri cento mille modellisti questa cosa l'hanno capita e cominciano ad applicarla. Ogni giorno ricevo chiamate, mail, con richieste varie. :wink:
Ciao, Fabrizio.


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MessaggioInviato: lunedì 24 novembre 2008, 10:09 
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Iscritto il: martedì 11 marzo 2008, 10:16
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Torrino ha scritto:
E cosa pensi che quello che facciamo spessissimo su TTM sia del tutto commerciale? Io, per costruire i miei plastici uso pochissimo materiale commerciale, partendo il più delle volte da zero, faccio anche articoli su come farsi da soli, con pochi soldi, un sacco di cose. Ma se a te il messaggio non è arrivato e non l'hai recepito, altri cento mille modellisti questa cosa l'hanno capita e cominciano ad applicarla. Ogni giorno ricevo chiamate, mail, con richieste varie. :wink:
Ciao, Fabrizio.


Per me il vero modellista non è quello che va in negozio, compra la scatola di montaggio, poi a casa lo assembla, lo dipinge e lo mette in vetrina. Come per me non è un fermodellista quello che compra modelli e li allinea nella vetrina.

Non ho nulla contro le vetrine :D anzi, a me servirebbero, aiutano molto in quanto tutte le volte che devo usare il plastico sto una mezz'oretta a togliere i modelli dalle scatole.

Il modellismo puro e di alto livello è quello di colui che possiede quel pezzo che lo rende unico. Che sia comprato e elaborato, che sia solo riverniciato in maniera personalizzata o che sia autocostruito...

Sono in piena condivisione con il tuo intervento, anche io di commerciale ho comprato solo le rotaie, i modelli e i materiali scenici Woodland...

Aggiungo che di questi tempi di crisi nerissima internazionale se si vuole fare modellismo occorre studiare a fondo qualsiasi tecnica "autarchica" ai fini del risparmio.


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MessaggioInviato: lunedì 24 novembre 2008, 10:20 
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Miura ha scritto:
A me l'immagine che mi ha sempre colpito e continua farlo ancor oggi è la rotonda di un deposito pieno di loco a vapore. Non ci posso fare niente ma non riesco a sognare se non in grande. Il resto diventa tutto un accontentarsi di qualcosa che non mi fa sognare.
[/quote]
Dalle tue aspettative mi immagino una zona collinare densa di abitazioni (messe in terrazzamenti...tipo liguria...) dai cui terrazzi si osserva sotto un deposito locomotive come intendi te a centro plastico. In primo piano la doppia linea "da parata" divisa dal deposito con un muro. Il deposito comunica con la stazione che sta in un posto immaginario fuori dal plastico, e da cui provengono e arrivano i treni che passano in parata davanti al deposito.

Ai lati del plastico ci sono un sovrappasso cittadino (verso la stazione) che nasconde i binari della parata e quelli di raccordo del deposito con la stazione immaginaria, di una certa importanza, e dall'altra parte il classico: passaggio a livello con casello, la cui strada lanbisce il muro di recinzione del deposito, e galleria.

A tua scelta se fare un anello di ritorno o due coulisse per lato, o due staging yard's.

Visto che vuoi la grande piattaforma girevole, un impianto del genere lo vedo bene se fatto in angolo, cioè un plastico che ha i due lati contro muro e sviluppa sul lato triangolare fronte spettatore la linea di parata.


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