il signor (Riva) Rossi ha scritto:
Dico evoluzione perchè nel tempo, secondo me, sicuramente è nato dopo della passione per i treni.
Condivido che prima viene la passione per i treni, ma a me pare che il fermodellismo è nato come evoluzione del modello in scala che i primi progettisti di locomotive facevano a fine 800. Prima di mettere in produzione le locomotive infatti era più conveniente costruire un modello in scala grande (1:10 o similare...) ovviamente funzionante, che poi si poneva in un circuitino di prova e si collaudava...questa pratica ben presto ha affascinato i regnati dell'epoca che per i loro principini a corte si fecero fare delle ferrovie in miniatura da giardino, che poi sono diventati giocattoli a molla, da giocattoli a molla nel tempo sono diventati elettrici etc...fino a quando, circa 50 anni fa c'è stata la specializzazione fra chi fa modellismo e chi fa giocattolini-panettone.
Ora la ho scritta banale e sintetica, ovviamente sulla storia del fermodellismo si possono scrivere dei libri...certamente non possiamo dire che gli autori del plastico in foto non siano dei fermodellisti, ma discutere di quale epoca lo siano. Forse nel 2008 il mondo è un tantino cambiato...
Anche definire "ovalone anni 70-80" non è corretto in quanto negli anni 70-80 ci sono esempi, pubblicati nelle riviste dell'epoca, di plastici che oggi sarebbero considerati attualissimi e che non hanno avuto problemi ad adeguarsi con i cambiamenti recenti quali il digitale.
Per "ovalone 70-80" o "panettone" sono portato a pensare ad un modo di intendere il plastico, che è tipico delle pubblicazioni europee dell'epoca che è ad esempio profondamente diverso dalla logica statunitense.
Era talmente radicata l'idea del "plastico-spettacolino" che nel notissimo manuale ELLEDI "progetti di ferrovie in scala" si pubblica un piccolo plastico di John Allen (noto fermodellista USA) e sotto si propone la sua versione "europea", con la stazione nascosta, il groviglio di binari etc...
All'epoca (quando io mi sono avvicinato al fermodellismo facendomi fare i miei primi due plastici, ero bambino) il plastico migliore era quello del "tutto automatico", dove vi era la parte "in scena" e quella "nascosta". Nel manualetto ELLEDI ci sono questi progetti con decine di binari in fasci nascosti, in cui i convogli dovevano arrivare, sostare e ripartire secondo l'orario deciso dal "regista": problemi dalla complessità elettrotecnica non indifferente se ci pensiamo...
E' strano che il mondo americano invece abbia percorso binari divergenti, in cui rapidamente si è diffuso il digitale e la condotta del convoglio a vista, le carte carro e gli orari...tutti argomenti che oggi stanno massicciamente facendo discutere qui da noi e che ogni giorno trovano sempre più modellisti.