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MessaggioInviato: mercoledì 26 novembre 2008, 15:26 
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peterpanico ha scritto:
mah...io ho 50 anni,e una roba così non l'ho nè mai fatta,ne mai la farei,con questo ho il massimo rispetto per chi ha costruito questa "torre di babele" :wink: ognuno vede l'hobby a modo suo naturalmente, ma dire che dipende dall'età...beh.... 8)


Bella questa definizione...sta succedendo proprio come il mito della torre di babele. Dovrebbe essere il lavorone da esporre e da ammirare e invece su di esso ci stiamo dividendo, discutendo di come dovrebbe essere un vero plastico e un vero fermodellista... :wink:


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MessaggioInviato: mercoledì 26 novembre 2008, 19:04 
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Cita:
Scusa tanto Miura, ma sei prevenuto nei miei confronti, interpreti sempre così le mie parole
?
Ma no. Sei tu che non hai capito che era una battuta. Volevo dire che qui tanti chiaccherano ....bla bla bla, a parole quasi tutti modellisti, poi magari potresti avere la sorpresa che sono tutti scatolari.

Cita:
ma anche ci sono meno modelli FS in giro, fra quelli commerciali (l'artigianato è un altro discorso...)

Ma sei sicuro? Non ho mai visto una tale messe di novità FS in tanti anni.


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MessaggioInviato: mercoledì 26 novembre 2008, 19:19 
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Nome: Fabrizio Ferretti
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Ok! Ora ho capito! :wink:
Peace and love, Miura! :wink:
Ciao, Fabrizio.


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MessaggioInviato: mercoledì 26 novembre 2008, 20:05 
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alpiliguri ha scritto:
Giusto per ridere e sdrammatizzare, visto che si parla di categorie, vogliamo fare una lista con le definizioni ?
Io finora ho sentito parlare di:

- scatolari
- collezionisti
- plasticisti
- costruttori
- elaboratori
- vetrinisti


altro ?
Qualcuno vuole scrivere una definizione ?



Facciamo una categoria anche per i Terroni? :D :D :D :D :D

per chi mi conosce ..... :wink: :wink: :wink:


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MessaggioInviato: mercoledì 26 novembre 2008, 22:12 
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Iscritto il: martedì 11 marzo 2008, 10:16
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il signor (Riva) Rossi ha scritto:

Facciamo una categoria anche per i Terroni? :D :D :D :D :D

per chi mi conosce ..... :wink: :wink: :wink:


what is "terrone" ? … I do not know it 8) :P

(quando si fanno questi interventi in discussione, faccio finta di non essere italiano :wink: )


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MessaggioInviato: mercoledì 26 novembre 2008, 22:17 
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Iscritto il: giovedì 12 gennaio 2006, 10:06
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beh, del signor Riva-rossi tutto si può dire tranne che non sia un vero Terrone (con la maiuscola, capisc ammé)


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MessaggioInviato: mercoledì 26 novembre 2008, 23:55 
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Iscritto il: sabato 14 gennaio 2006, 19:17
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Benedetto.Sabatini ha scritto:
beh, del signor Riva-rossi tutto si può dire tranne che non sia un vero Terrone (con la maiuscola, capisc ammé)


quoto!! :wink:

A parte le battute, ed adesso mi rivolgo a tutti, smettendola con le solite discussioni. :D
Il modellismo è una evoluzione dell'essere ferramatori.
Dico evoluzione perchè nel tempo, secondo me, sicuramente è nato dopo della passione per i treni.
Non ho usato a caso il termine "evoluzione" per ricollegare il mio intervento alla discussione.
Se il fermodellismo di una volta stava al "panettone" che per l'epoca poteva anche essere "bello", la stessa evoluzione ci porta sempre di più ad avvicinarci alla realtà e la stessa, facendo un'ulteriore equazione, non può stare più al "panettone".
Tanto di cappello alle due persone che hanno fatto il lavoro.......anche a me non piace ed è tremendamente irreale ma almeno hanno fatto qualcosa!!
Non voglio parlare delle altre categorie di persone (scatolari vetrinisti ecc. ecc.) per me sono liberi di fare solo quello ma da loro una cosa desidererei.......solo un minimo di cultura ferroviaria, sapere la storia dei modelli che si possiede, le caratteristiche, il funzionamento.
Dico questo solo perchè se possediamo solo un modello di treno siamo automaticamente degli amanti delle ferrovie....... non ci vogliamo evolvere??
Liberissimi di farlo ma almeno cerchiamo di essere veramente quello che vogliamo dimostrare.......ferramatori!!
un saluto a tutti
Mauro


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MessaggioInviato: giovedì 27 novembre 2008, 9:56 
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Iscritto il: martedì 11 marzo 2008, 10:16
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il signor (Riva) Rossi ha scritto:
Dico evoluzione perchè nel tempo, secondo me, sicuramente è nato dopo della passione per i treni.


Condivido che prima viene la passione per i treni, ma a me pare che il fermodellismo è nato come evoluzione del modello in scala che i primi progettisti di locomotive facevano a fine 800. Prima di mettere in produzione le locomotive infatti era più conveniente costruire un modello in scala grande (1:10 o similare...) ovviamente funzionante, che poi si poneva in un circuitino di prova e si collaudava...questa pratica ben presto ha affascinato i regnati dell'epoca che per i loro principini a corte si fecero fare delle ferrovie in miniatura da giardino, che poi sono diventati giocattoli a molla, da giocattoli a molla nel tempo sono diventati elettrici etc...fino a quando, circa 50 anni fa c'è stata la specializzazione fra chi fa modellismo e chi fa giocattolini-panettone.

Ora la ho scritta banale e sintetica, ovviamente sulla storia del fermodellismo si possono scrivere dei libri...certamente non possiamo dire che gli autori del plastico in foto non siano dei fermodellisti, ma discutere di quale epoca lo siano. Forse nel 2008 il mondo è un tantino cambiato...

Anche definire "ovalone anni 70-80" non è corretto in quanto negli anni 70-80 ci sono esempi, pubblicati nelle riviste dell'epoca, di plastici che oggi sarebbero considerati attualissimi e che non hanno avuto problemi ad adeguarsi con i cambiamenti recenti quali il digitale.

Per "ovalone 70-80" o "panettone" sono portato a pensare ad un modo di intendere il plastico, che è tipico delle pubblicazioni europee dell'epoca che è ad esempio profondamente diverso dalla logica statunitense.
Era talmente radicata l'idea del "plastico-spettacolino" che nel notissimo manuale ELLEDI "progetti di ferrovie in scala" si pubblica un piccolo plastico di John Allen (noto fermodellista USA) e sotto si propone la sua versione "europea", con la stazione nascosta, il groviglio di binari etc...

All'epoca (quando io mi sono avvicinato al fermodellismo facendomi fare i miei primi due plastici, ero bambino) il plastico migliore era quello del "tutto automatico", dove vi era la parte "in scena" e quella "nascosta". Nel manualetto ELLEDI ci sono questi progetti con decine di binari in fasci nascosti, in cui i convogli dovevano arrivare, sostare e ripartire secondo l'orario deciso dal "regista": problemi dalla complessità elettrotecnica non indifferente se ci pensiamo...

E' strano che il mondo americano invece abbia percorso binari divergenti, in cui rapidamente si è diffuso il digitale e la condotta del convoglio a vista, le carte carro e gli orari...tutti argomenti che oggi stanno massicciamente facendo discutere qui da noi e che ogni giorno trovano sempre più modellisti.


Ultima modifica di electrofrog il giovedì 27 novembre 2008, 10:05, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: giovedì 27 novembre 2008, 10:00 
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Lode al sig. Mauro Terrone.

Saluti
Marco Fornaciari


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Certo che siete proprio fortunati; avete il plastico finito in ogni sua parte e tutti i rotabili elaborarti e migliorati quindi vi potete permettere di perdere tempo a parlare di aria fritta.


beati voi....io purtroppo devo tornare a "ruscare" sul plastico :cry: :cry: :cry:


Despx 8)


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MessaggioInviato: giovedì 27 novembre 2008, 10:28 
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il signor (Riva) Rossi ha scritto:
.......solo un minimo di cultura ferroviaria, sapere la storia dei modelli che si possiede, le caratteristiche, il funzionamento.
Dico questo solo perchè se possediamo solo un modello di treno siamo automaticamente degli amanti delle ferrovie....... non ci vogliamo evolvere??
Liberissimi di farlo ma almeno cerchiamo di essere veramente quello che vogliamo dimostrare.......ferramatori!!


Secondo me poi esiste un altro aspetto che affida al plasticista e al costruttore una marcia in più rispetto a chi compera modelli e gli allinea nelle vetrine e basta.

Prima di fare il plastico io non sapevo nulla di corrente elettrica, neanche che lampadina dovevo comprare in sostituzione a quelle fulminate. Non sapevo usare un trapano, non sapevo risolvere problemi di falegnameria elementare etc...

Il plastico operativo è l'occasione che rende il fermodellismo un hobby completo e un'occasione per approfondire concetti che poi nella vita servono anche ad altro: per fare bene un plastico occorre essere un po elettricisti e falegnami. Il bricocenter, il colorificio e il negozio di materiale elettronico diventano i luoghi più frequentati, spesso di più del negozio di modellismo di cui si può fare tranquillamente a meno.

Poi esiste tutto il discorso della paesaggistica...ma con i prodotti di oggi e la documentazione esistente, online e cartacea,non dovrebbe essere difficile fare un lavoro esteticamente accettabile.

Quindi io posso essere certamente un ferramatore ma se non divento un po tutto questo non posso dire di essere un fermodellista che ha il plastico.


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despx ha scritto:
Certo che siete proprio fortunati; avete il plastico finito in ogni sua parte e tutti i rotabili elaborarti e migliorati quindi vi potete permettere di perdere tempo a parlare di aria fritta.


beati voi....io purtroppo devo tornare a "ruscare" sul plastico :cry: :cry: :cry:


Despx 8)


Beh non è detto che quelli che "perdono tempo" a scrivere non facciano niente!! :wink:
poi se qualcuno ha il plastico finito ed i rotabili a posto non sempre è un lavoro che ha fatto qualcun'altro per te :wink: :D


Ultima modifica di il signor (Riva) Rossi il giovedì 27 novembre 2008, 16:03, modificato 1 volta in totale.

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electrofrog ha scritto:
il signor (Riva) Rossi ha scritto:
.......solo un minimo di cultura ferroviaria, sapere la storia dei modelli che si possiede, le caratteristiche, il funzionamento.
Dico questo solo perchè se possediamo solo un modello di treno siamo automaticamente degli amanti delle ferrovie....... non ci vogliamo evolvere??
Liberissimi di farlo ma almeno cerchiamo di essere veramente quello che vogliamo dimostrare.......ferramatori!!


Secondo me poi esiste un altro aspetto che affida al plasticista e al costruttore una marcia in più rispetto a chi compera modelli e gli allinea nelle vetrine e basta.

Prima di fare il plastico io non sapevo nulla di corrente elettrica, neanche che lampadina dovevo comprare in sostituzione a quelle fulminate. Non sapevo usare un trapano, non sapevo risolvere problemi di falegnameria elementare etc...

Il plastico operativo è l'occasione che rende il fermodellismo un hobby completo e un'occasione per approfondire concetti che poi nella vita servono anche ad altro: per fare bene un plastico occorre essere un po elettricisti e falegnami. Il bricocenter, il colorificio e il negozio di materiale elettronico diventano i luoghi più frequentati, spesso di più del negozio di modellismo di cui si può fare tranquillamente a meno.

Poi esiste tutto il discorso della paesaggistica...ma con i prodotti di oggi e la documentazione esistente, online e cartacea,non dovrebbe essere difficile fare un lavoro esteticamente accettabile.

Quindi io posso essere certamente un ferramatore ma se non divento un po tutto questo non posso dire di essere un fermodellista che ha il plastico.


Ma infatti c'è differenza tra l'essere ferramatore e fermodellista.
Io non me la sento di colpevolizzare del tutto i cosidetti "scatolari" o "vetrinisti" e questo da quanto mi sono reso conto che in tutte le cose, non solo nel fermodellismo, ci sono persone che per loro la manualità non è zero ma sotto zero. Non ho ancora capito se per pigrizia per poca voglia o qualche influenza data dai cromosomi del DNA ma conosco persone "manualmente imbranate" che se gli metti a fare il più scemo lavoro manuale non sanno da dove partire e se fanno qualcosa stai sicuro che quello che hanno fatto è un danno!!! :D :D


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Si, insomma io questi babbi e figlioli che giocano con i trenini li ammazzerei tutti! :D


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MessaggioInviato: giovedì 27 novembre 2008, 18:39 
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Località: Torino
il signor (Riva) Rossi ha scritto:
poi se qualcuno ha il plastico finito ed i rotabili a posto non sempre è un lavoro che ha fatto qualcun'altro per te :wink: :D


Per la serie ITAGLIACANO CORREGGIUTO.......ma va a ciapà i rat! :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

Ciao
Despx 8)


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