Oggi è domenica 22 marzo 2026, 20:21

Tutti gli orari sono UTC + 1 ora [ ora legale ]




Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 69 messaggi ]  Vai alla pagina 1, 2, 3, 4, 5  Prossimo
Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Il giardino dei trenini: provocazione raccolta
MessaggioInviato: venerdì 5 dicembre 2008, 18:11 
Non connesso

Iscritto il: lunedì 30 gennaio 2006, 16:32
Messaggi: 104
Località: Roma
Ho appena letto l'accenno all'articolo pubblicato nel nuovo numero di TTM, e poiche' la foto a corredo rappresenta proprio la MIA piattaforma girevole americana (Walthers) che il buon Sabatini e' venuto a fotografare un paio di mesetti fa, ritengo doveroso essere il primo a raccogliere il "guanto di sfida".

Compro ed archivio? si' e no: posseggo parecchi (ma proprio parecchi...) modelli, ma con uno scopo preciso, consistente nel ricreare un credibile parco rotabili delle realta' ferroviarie che mi sono riproposto di riprodurre in miniatura (FS, New York Central e Southern Pacific), e nell'ottica di condividere poi lo sforzo economico-finanziario con altri "ferrovieri in miniatura" (notate che non ho scritto "modellisti ferroviari", ma "ferrovieri in miniatura"...).

Cosa mi manca? no: lo spazio ce l'ho, anche se non esuberante, i trenini pure, il sistema di controllo anche, di binari e deviatoi ne ho ormai a iosa (e, non contento, me li posso pure autocostruire), ma una cosa non mi e' stato possibile trovarla... I FERROVIERI IN MINIATURA, mannaggia alla miseria!

Sembra proprio che l'individualismo cronico ce l'abbiamo nel DNA, noi fermodellisti europei, e quando riusciamo ad incontrarci l'unico obiettivo e' montare un circuito il piu' lungo possibile, ma di provare a simulare la realta' ferroviaria, con manovre e tabelle di marcia ad-hoc, non se ne parla proprio...

A voi la palla: mica posso scrivere tutto io... :lol:


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Il giardino dei trenini: provocazione raccolta
MessaggioInviato: venerdì 5 dicembre 2008, 18:48 
Non connesso

Iscritto il: mercoledì 5 aprile 2006, 12:13
Messaggi: 350
gian paolo cardelli ha scritto:
Sembra proprio che l'individualismo cronico ce l'abbiamo nel DNA, noi fermodellisti europei, e quando riusciamo ad incontrarci l'unico obiettivo e' montare un circuito il piu' lungo possibile, ma di provare a simulare la realta' ferroviaria, con manovre e tabelle di marcia ad-hoc, non se ne parla proprio...


E quindi: VIVA FREMO!!!


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: venerdì 5 dicembre 2008, 19:16 
Non connesso

Nome: Fabrizio Ferretti
Iscritto il: sabato 14 gennaio 2006, 16:31
Messaggi: 7525
Località: Fabriano
Troppo ci sarebbe da dire su come molti interpretano il fermodellismo.
E' meglio che io stia zitto! 8)
Ciao, Fabrizio.


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: sabato 6 dicembre 2008, 0:05 
Non connesso

Iscritto il: lunedì 30 gennaio 2006, 16:32
Messaggi: 104
Località: Roma
mica male: duecentotrentotto visite e solo due repliche: che il "frustone" abbia ragione?

:lol: :lol: :lol:


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: sabato 6 dicembre 2008, 1:25 
Non connesso

Iscritto il: domenica 9 aprile 2006, 19:46
Messaggi: 334
Località: milano-Interlaken
seguendo il pensiero di Fabrizio... ma quante interpretazioni si sentono e ho sentito sul modellismo ferroviario...
Ti posso dire che io e due amici sono diversi anni che sull'impianto che puoi vedere nelle foto, il proprietario, io, e un terzo ferroviere in miniatura abbiamo riprodotto e applicato un orario in scala con manovre, treni passeggeri, merci, smistamento carri, problematiche varie etc e in 4 ore riproduciamo una giornata di 24 (1 nostro minuto equivale a 6 minuti in scala) prendendo spunti dal libro di John Allen.
Immagine
Immagine

Immagine
Il divertimento è assicurato ...almeno per noi
comunque da esperienza personale anche in diverse associazioni continuo a vedere treni che girano senza una meta e realismo
poi il fermodellismo è un hobby ognuno lo interpreta come vuole.
ciao

Roby


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: sabato 6 dicembre 2008, 10:07 
Non connesso

Iscritto il: venerdì 1 giugno 2007, 22:09
Messaggi: 1006
Località: Grosseto
Ciao a tutti
Vorrei contribuire anche io con il mi pensiero: coltivo questa passione da quando ero bambino e una ventina di anni fa ho potuto costruire la mia collezione grazie ai finanziamenti di mio padre. Oggi (40 anni) ho ricominciato tutto da zero sostituendo la vecchia collezione (Rivarossi 1/80) con nuovo materiale FS in epoca Vb XMPR e costruendo un plastico in uno spaziodi circa 22 mq. In questi ultimi tempi ho scoperto questo forum e altri siti dedicati alla nostra passione grazie ai quali ho potuto contattare molte persone e addirittura conosciute di persona almeno una decina nella mia regione (la Toscana e anche in Umbria). Tutte persone squisite dalle quali ho potuto attingere una marea di dritte e consigli: però pur rimanendo costantemente in contatto rimane un piccolo problema logistico ovvero abitiamo tutti almeno a 80/150 km di distanza. Abbiamo più di una volta detto "se abitassimo nella stessa città" ma poi la realtà non ci permette di poter cominciare un lavoro insieme. Così ci ritroviamo ognuno a casa propria con il proprio plastico (chi lo ha) ma la nostra unione funziona molto bene a distanza grazie appunto al continuo tenerci in contatto.
Ho apprezzato molto questa discussione perchè io non mi intendo di orari, tabelle e simulazione della realtà ferroviaria ma probabilmente potrebbe essere l'inizio di una serie di consigli e dritte per trasformare il mio "gioco" in "regole".
Scusate per la prolissità ma mi sentivo in vena!


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Il giardino dei trenini: provocazione raccolta
MessaggioInviato: sabato 6 dicembre 2008, 10:38 
Non connesso

Iscritto il: martedì 11 marzo 2008, 10:16
Messaggi: 558
gian paolo cardelli ha scritto:

A voi la palla: mica posso scrivere tutto io... :lol:


Con me non ci sono problemi in quanto ho ripreso dopo quasi 25 anni a fare fermodellismo proprio per seguire la "scuola americana", anche se ho un plastico con linea secondaria in pianura italiana, epoca II-III.

Ho comprato di recente un ottimo libricino americano che consiglio a tutti coloro che vogliono avere una infarinatura per iniziare a capire come simulare un esercizio ferroviario reale in miniatura:

Immagine

http://kalmbachcatalog.stores.yahoo.net/12231.html

Lo trovate non solo sul sito dell'editore, ma si può averlo a prezzi più bassi, fino al 50%, spulciando fra i negozi amazon ed ebey americani e britannici.

Ovviamente è in inglese ma si traduce facilmente con l'aiuto di un amico che sa, con pazienza e un buon dizionario (oppure con un software di OCR e uno di traduzione ;) )

Il libro parte proprio da zero in merito alla manovra ferroviaria, il traffico, la progettazione del plastico finalizzata ad esso fino ad arrivare alle carte carro e alle sessioni operative a partecipazione collettiva.

Naturalmente è ricco di illustrazioni e di fotografie.

E' triste che in Italia non esiste nessuna pubblicazione dedicata a questo modo di intendere il fermodellismo...a dire il vero non mi pare che ci sia una manualistica fatta proprio come quei libretti della kalmbach in inglese.

Un aspetto che mi pare importante è capire quanto l'esercizio ferroviario realistico non è un tema di cui ci si occupa una volta terminato il plastico, ma invece è determinante SUBITO, cioè ALL'INIZIO della progettazione del plastico stesso.

I plastici che sono presentati nel libro infatti, pur complessi e tipicamente "USA", sono pensati a questo scopo. Uno dei problemi affrontati infatti è la questione delle linee di montagna, che per ambientazione non si prestano molto a raccordi, scali etc...e nel libro si spiegano alcune soluzioni in merito. Mettere insieme "passerella" e "esercizio" è possibile infatti, con determinati accorgimenti.

Quello che mi preoccupa invece è che le riviste italiane parlano poco di questo aspetto...negli USA hanno smesso da 30 anni di concepire ovaletti con il fascio nascosto automatizzato con i timers.

Un altro aspetto è quello dei plastici multipiano...è l'ultima novità che negli USA sembra stia trovando molti consensi. Sto attendendo un libro in merito, dello stesso autore, che è stato pubblicato questo novembre e che in molti negozi online è già esaurito. Quando ho detto ad un negoziante che il mio plastico è a due livelli sovrapposti mi ha guardato come se fossi un pazzo...


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: sabato 6 dicembre 2008, 10:44 
Non connesso

Iscritto il: martedì 11 marzo 2008, 10:16
Messaggi: 558
In proposito al traffico e all'esercizio realistico se ne è parlato anche qui:

http://forum.duegieditrice.it/viewtopic.php?t=26133&highlight=


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: lunedì 8 dicembre 2008, 9:39 
Non connesso

Iscritto il: martedì 11 marzo 2008, 10:16
Messaggi: 558
Non rispondete tutti così velocemente altrimenti perdo il filo del discorso :P :wink:


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: lunedì 8 dicembre 2008, 13:58 
Non connesso

Iscritto il: lunedì 30 gennaio 2006, 16:32
Messaggi: 104
Località: Roma
Quel "libretto" ce l'ho anch'io, insieme a diversi altri sul modellismo made-in-USA, e definirlo eccezionale e' riduttivo.

Una nota sul rapporto dimensioni/capacita' operative: conservo con cura anche un ottimo articolo su due amici americani che, pur possedendo due plastici minimi (uno e' veramente soltanto un ovale con un solo scambio ed un binario tronco corrispondente, e l'altro e' appena poco piu' grande), riescono tranquillamente ad operarci, addirittura scambiandosi di ruolo sullo stesso plastico: uno manovra la locomotiva (notate il singolare) e l'altro tiene nota della "documentazione di carico e scarico".

Quello che manca quindi non e' lo spazio, ma la volonta' di completare l'hobby, rendendolo cosi' differente da tutti gli altri modellismi dinamici esistenti (pensate veramente che un appassionato di automodelli non soffra, nel non poter rappresentare efficacemente la "sosta ai box"? o che un appassionato di aeromodelli non soffra nella consapevolezza che un aeroporto funzionante non potra' mai realizzarlo?)


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: lunedì 8 dicembre 2008, 17:45 
Non connesso

Iscritto il: martedì 11 marzo 2008, 10:16
Messaggi: 558
gian paolo cardelli ha scritto:

Quello che manca quindi non e' lo spazio, ma la volonta' di completare l'hobby, rendendolo cosi' differente da tutti gli altri modellismi dinamici esistenti (pensate veramente che un appassionato di automodelli non soffra, nel non poter rappresentare efficacemente la "sosta ai box"? o che un appassionato di aeromodelli non soffra nella consapevolezza che un aeroporto funzionante non potra' mai realizzarlo?)


Da quel che posso dire trovo siano varie le ragioni per cui i fermodellisti italici non apprezzano molto gli orari grafici, le carte carro con annessi&connessi.

Una delle ragioni, da cui poi derivano spesso tutte le altre, è che siamo italiani. In quanto italiani siamo pigri culturalmente ad accogliere e riflettere le proposte estere. La patria di questo tipo di fermodellismo è l'america; nelle riviste e nei libri americani si legge in inglese e non tutti lo sanno. I pochi che lo sanno non hanno voglia di tradurseli i libri e gli articoli. Così è stato fino a qualche anno fa, in cui è esploso internet. Prima gli unici modellisti "istruiti" in merito erano quelli che leggevano riviste come "Model Railroad"...tanto per capirsi, io ho iniziato a fare insieme al mio papà il primo plastico quanto avevo intorno ai 10 anni, quindi negli anni 80. A quell'epoca risalgono le mie prime riviste (itreni e MF) e in nessuna delle due riviste vi sono accenni a plastici "operativi". Ci sono dei numeri di iT degli anni 80-90 che addirittura non hanno nulla di plasticistico...cioè il fermodellismo di chi fa i plastici era considerato molto di nicchia. Allora come oggi vi era l'idea del "vetrinismo" che è diventato il metro con cui le aziende producono e i negozianti fanno i prezzi.

Oggi abbiamo non solo TT che è diventata una rivista importante quanto iT e MF, ma soprattutto una rivista dedicata TTM che è specifica per i plasticisti e gli elaboratori di modelli. Inoltre internet e la possibilità di comprare all'estero da casa ha letteralmente "piallato" le roccaforti culturali e commerciali che dominavano in Italia in ambito fermodellistico.

Altre ragioni per cui non si "esercitano" molto i plastici è che la maggioranza di questi sono degli "ovaloni". Belli, spesso dei veri gioielli di automazione elettronica, ma non "esercitabili". Dopotutto li hanno fatti le generazioni di modellisti che oggi hanno 40-50 anni con le idee dell'epoca di cui hanno iniziato. Nulla contro questo zoccolo duro di fermodellisti, che rappresenta l'esperienza e la storia dei "trenaioli" italici, ma non si può pretendere che da un albero di mele si colga dell'uva.
Per capire le difficoltà di portare innovazione con nuove idee, basta guardare alle polemiche che si iniziano quando si parla di digitale contro analogico. Per la cronaca io sono ancora analogico, e faccio "esercizio" lo stesso, anche se per "esercitare" bene un plastico, specie se in compagnia di altra gente, è indispensabile il digitale.

Purtroppo (o per fortuna) per esercitare bene un plastico occorre che questo nasca attorno ad un esercizio, cioè venga progettato con questo scopo. Se si progetta un plastico con questa logica è possibile anche fare "passerella" oltre che esercizio in quanto "esercizio" non vuol dire per forza impianti Punto a Punto.


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio: Re: Il giardino dei trenini: provocazione raccolta
MessaggioInviato: lunedì 8 dicembre 2008, 17:51 
Non connesso

Iscritto il: martedì 11 marzo 2008, 10:16
Messaggi: 558
gian paolo cardelli ha scritto:
Ho appena letto l'accenno all'articolo pubblicato nel nuovo numero di TTM, e ( ...), ritengo doveroso essere il primo a raccogliere il "guanto di sfida".


Ho capito ora che il filetto di discussione riguarda un articolo su TTM. Poichè non è ancora arrivato dalle mie parti non ho ancora letto l'articolo. Non vorrei con i miei interventi aver portato fuori tema.

Mi scuso se sono "deragliato" e provvederò al più presto nella lettura dell'articolo in questione per essere coerente con la discussione.


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: lunedì 8 dicembre 2008, 19:38 
Non connesso

Iscritto il: giovedì 19 gennaio 2006, 19:18
Messaggi: 1013
Località: Piemonte
Le ferrovie statunitensi adottano regolamenti sulla circolazione e la manovra del tutto diversi da quelli europei, per cui i libri consigliati rimangono una simpatica lettura o poco più.

Purtroppo negli interventi precedenti la difficoltà principale nel reale svolgimento dell'esercizio su un plastico non è stata neppure citata.

Si tratta di un problema meccanico che riflette una sostanziale differenza meccanica esistente anche al vero tra rotabili USA ed europei.

In una parola? I ganci!

Bella forza fare manovre con i ganci Kadee e similari, su rotabili che oltre tutto non hanno i respingenti che si incastrano e sono sempre in mezzo alle scatole...

E' un quarto di secolo che bazzico nell'ambiente, di tipi di ganci ne ho provati una dozzina (inclusi i Kadee/NEM), ma ogni volta il risultato è sconfortante.

Il plastico "da parata", per noi europei, è quasi una scelta obbligata.


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: martedì 9 dicembre 2008, 0:26 
Non connesso

Iscritto il: lunedì 30 gennaio 2006, 16:32
Messaggi: 104
Località: Roma
Dr. No ha scritto:
...
Purtroppo negli interventi precedenti la difficoltà principale nel reale svolgimento dell'esercizio su un plastico non è stata neppure citata.

Si tratta di un problema meccanico che riflette una sostanziale differenza meccanica esistente anche al vero tra rotabili USA ed europei.

In una parola? I ganci!

...


CENTRO PIENO!

Stavo per scriverlo io: il problema maledetto dei rotabili europei, ed uno dei motivi che mi ha indotto a "varcare l'oceano" e' stata proprio la mancanza di un sistema di aggancio europeo veramente affidabile.

A tutt'oggi l'unico gancio a norma NEM362 che ho trovato sufficientemente adatto alle manovre e' il Roco universale, quello con la base identica al Marklin corto: tutti i miei rotabili europei ne sono equipaggiati, E DA TUTTI E DUE I LATI, treni navetta inclusi (odio le "composizioni fisse", come e' facile capire...)

Pero', guarda la combinazione, in Italia non si trova piu': a quanto pare "qualcuno" ha fatto un accordo con la Roco per produrne un clone in esclusiva per il SOLO mercato italiano, mentre l'originale continua ad essere commercializzato ovunque oltr'Alpe!

E poi ci offendiamo se ci chiamano "mafiosi": siamo lontani dalla patria dello Zio Sam dove, per il solo aver ipotizzato una manovra monopolistica sul software, le azioni Microsoft crollarono di dieci dollari in pochi minuti, e solo perche' di minacce del genere altrove non ne vogliono nemmeno sentir parlare... e se non ci credete, provate a vedere nei forum fermodellistici americani quanti stanno sostituendo artigianalmente il sistema digitale della MTH con decoder meno ricchi di suoni, MA TOTALMENTE COMPATIBILI CON IL SISTEMA DCC NMRA...


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: martedì 9 dicembre 2008, 9:45 
Non connesso

Nome: Roberto Andresini
Iscritto il: giovedì 12 gennaio 2006, 22:42
Messaggi: 1124
Località: girovago per TO - CR - MI - BS - MN - PV - PR
upacific ha scritto:
...io e due amici sono diversi anni che sull'impianto che puoi vedere nelle foto, ...


[OT]potresti gentilmente postare altre foto di quel plastico? e magari uno schema del tracciato?[/OT]


Top
 Profilo  
 
Visualizza ultimi messaggi:  Ordina per  
Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 69 messaggi ]  Vai alla pagina 1, 2, 3, 4, 5  Prossimo

Tutti gli orari sono UTC + 1 ora [ ora legale ]


Chi c’è in linea

Visitano il forum: e444, Google [Bot], Marione Treviglio e 33 ospiti


Non puoi aprire nuovi argomenti
Non puoi rispondere negli argomenti
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi
Non puoi inviare allegati

Cerca per:
Vai a:  
banner_piko

Duegi Editrice - Via Stazione 10, 35031 Abano Terme (PD). Italy - Tel. 049.711.363 - Fax 049.862.60.77 - duegi@duegieditrice.it - shop@duegieditrice.it
Direttore editoriale: Luigi Cantamessa - Amministratore unico: Federico Mogioni - Direttore responsabile: Pietro Fattori.
Registro Operatori della Comunicazione n° 37957. Partita iva IT 05448560283 Tutti i diritti riservati Duegi Editrice Srl