Oggi è domenica 22 marzo 2026, 10:35

Tutti gli orari sono UTC + 1 ora [ ora legale ]




Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 69 messaggi ]  Vai alla pagina Precedente  1, 2, 3, 4, 5  Prossimo
Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: martedì 9 dicembre 2008, 13:32 
Non connesso

Iscritto il: lunedì 30 gennaio 2006, 16:32
Messaggi: 104
Località: Roma
Esattamente Sebamat: il periodo moderno con le manovre "c'azzecca" molto poco, non importa su quale sponda dell'Atlantico si voglia stare.

Le uniche realta' "manovriere" contemporanee riproducibili sono o i porti, o le zone industriali, quali che siano (siderurgia, petrolchimico ovvero siti con traffico intermodale), oppure parchi di smistamento (preferibilmente secondari: quelli principali sono troppo vasti).

Ma anche qui la realta' USA offre piu' spunti: cercate la Strang Yard, dalle parti di Galveston, e capirete cosa intendo...

Ma il concetto di base rimane immutato: se si vuole fare esercizio bisogna tornare indietro nel tempo, dai primi anni 80 a ritroso, il che ci permette di condire i convogli con un po' di lagrimevole nostalgia... :oops: :roll:


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: martedì 9 dicembre 2008, 15:01 
Non connesso

Iscritto il: giovedì 26 gennaio 2006, 15:02
Messaggi: 1104
Località: Genova
Cita:
Ah, ecco: se togliamo del tutto il NEM362 allora otteniamo quanto ci serve (beninteso con ingresso graduale in curva), perfettamente d'accordo...

Veramente nella soluzione da me adottata, il gancio Bachmann è alloggiato nel codolo NEM, solo che a differenza del Kadee, non si ha la testa articolata rispetto al codolo.
Foto per chiarire (carro F Piko in elaborazione):
Immagine
Immagine


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: martedì 9 dicembre 2008, 15:23 
Non connesso

Iscritto il: lunedì 30 gennaio 2006, 16:32
Messaggi: 104
Località: Roma
Diego Ricci ha scritto:
Veramente nella soluzione da me adottata, il gancio Bachmann è alloggiato nel codolo NEM, solo che a differenza del Kadee, non si ha la testa articolata rispetto al codolo....



Ah, e ti funziona pure con carrozze passeggeri? nel senso: con un convoglio di sei o sette carrozze, TUTTI i cinematismi tornano a posto dopo una curva? il problema che ho trovato con i Kadee e compatibili (come il Bachmann, che e' praticamente identico) era proprio questo.


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: martedì 9 dicembre 2008, 15:29 
Non connesso

Iscritto il: martedì 11 marzo 2008, 10:16
Messaggi: 558
sebamat ha scritto:
Io vedo oltre al 'problema' dei ganci (relativo, io me la cavo non troppo male con i preistorici ganci ad anello) piuttosto quello dato dalla diversa realtà o piuttosto presa di coscienza della realtà tra gli USA e l'Europa.

Il molto diffuso sistema americano di ‘far traffico’ (con orari, carte carro etc) é molto basato sul traffico locale di consegna e ritiro di merci da raccordi privati. Ma anche negli USA questa realtà non é onnipresente ne geograficamente né per epoca.
Il 'giocare alla circolazione' é fattibile solo in un area industriale degli anni 50-60, e impossibile sulla linea transcontinentale attraverso lo Utha o il Montana del 2000 , dove di raccordi industriali non ce né più neanche uno, ed i treni blocco (container e trailer) fanno california-Chicago senza fermarsi.

Si tratta quindi di scegliere un’ambientazione tale da permettere una circolazione come auspicata negli altri messaggi. Per questo sulle riviste USA é così diffusa l’epoca 1950-60, dove ciò é ancora attuale. Ora con i treni blocco di carbone che neanche si fermano ai terminali (sul serio! ) c’e’ poco da fare anche negli USA

Similmente chi modella le FS (o le SBB o le DB..) nell’epoca attuale vede spesso solo composizioni blocco, sia passeggeri sia merci (intermodali, cisterne, cereali ecc) che pendolano avanti ed indietro, come dei tram. Non ha cioè nessuno stimolo a mettersi a fare manovra. (...)
Quindi se si vuole ‘coltivare’ uno stile diverso di far girare i treni bisogna già cominciare con lo scegliere con cura una ambientazione che renda credibile e inviti a fare manovre etc. E molto spesso bisogna andare indietro ai tempi passati, o basandosi sulle memorie personali o altrimenti ricostruendo dalla letteratura la realtà dell’epoca.
E in tutto questo c’e’ probabilmente poco posto per la direttissima con l’ETR 500.....


Infatti non è un caso che il mondo fermodellistico USA ha un quantità straesagerata di materiale che va dagli anni 20 fino ai 50-60 del secolo scorso, sia per modelli che per fabbricati, accessori etc...gli stessi soggetti dei plastici più pubblicati sono di quel periodo o del periodo d'oro del vapore, fine 800 fino agli anni 20. Già con ambientazioni intorno agli anni 70 è molto raro considerare il traffico passeggeri...

Nonostante ciò mi pare che anche qui da noi la situazione è simile in quanto la maggior parte della produzione di modelli FS sia quella di epoca III per lo più. Questo perchè solitamente il tema più rappresentato dai modellisti nei plastici è la ferrovia secondaria ma di discreta importanza da avere spesso la linea aerea, nel periodo intorno ai 50-60, in modo da poter fare circolare di tutto. Questo era vero per gli ovaloni passerella ed è vero anche se si vuole fare traffico.

La scelta del periodo di ambientazione è FONDAMENTALE per il traffico e quindi nella progettazione del plastico. Il mio plastico lo ho ambientato intorno agli anni 20-30 in modo da poter rappresentare un momento in cui realmente anche una tranvia era importante come mezzo di comunicazione fra città e provincia. Un'epoca in cui i magazzini merci erano animatissimi e i raccordi con la nascente industria erano la norma. Il periodo è quello in cui la rete ferroviaria italiana che funzionava era all'apice, in pieno vapore.

Il problema è che farlo in scala N significa trovarsi nella posizione di dover autocostruirsi tutto.

Altra differenza con il mondo USA è la dimensione sociale del fermodellismo. Nel libro di Koester si dedica uno degli ultimi capitoli proprio a come gestire una sessione operativa a casa propria invitando gente. Un modellista americano fa il plastico con lo scopo di invitare amici ad usarlo. Il top della vita di un plastico è quando coinvolge una quantità molto elevata di persone nell'usarlo. Discorsi come quelli che leggo qui (convogli che si staccano negli elicoidali nascosti, deragliamenti in galleria nei fasci di ricovero etc...) semplicemente non sono immaginabiliperchè il 90% di un plastico USA è concepito per il controllo a vista della locomotiva. Dopotutto il DCC è nato lì proprio a questo scopo, cioè guidare a vista e contemporaneamente tutti insieme.

Qui è ancora in auge l'idea di creare il "plastico-spettacolino", cioè quello in cui chiamo gli amici e i parenti (quale ottima occasione come a Natale e dintorni?) li metto davanti all'impianto e "inizia la sfilata". Se è tutto automatico meglio, così riesco a fare anche gli onori di casa e a parlare del più e del meno.


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mercoledì 10 dicembre 2008, 10:22 
Non connesso

Iscritto il: giovedì 26 gennaio 2006, 15:02
Messaggi: 1104
Località: Genova
A me funziona, anche perchè i due uncini accoppiati, per costruzione, hanno un po' di gioco fra di loro, che compensa eventuali spostamenti trasversali, come nel caso di curve strette: non è un accoppiamento rigido come i ganci corti di tipo tradizionale.
In ogni caso, mi sembra di capire che dalle tue prove i timoni non tornano a posto dopo la curva, come dovrebbero, ma questo fatto crea problemi anche con gli altri tipi di ganci.
Rispondendo ad electrofrog, sono perfettamente d'accordo su quanto detto, il mondo USA prevede proprio che un plastico sia fatto per giocare con gli amici (da noi una cosa del genere è introvabile, salvo la FTL).
Ho sempre in mente un articolo apparso su MR nel 2004 sulle liste carro, dove era illustrato un plastichetto delle dimensioni circa di 1,5 m x 1 m ad ovale (orrore, secondo alcuni...), con tre tronchini, con paesaggio molto curato, con loghi della New York, New Haven and Hartford Railroad, dove il proprietario giocava insieme ad un amico, scambiandosi i documenti di viaggio e le liste carri, uno di fronte all'altro sul lato lungo del plastico!
E di esempi del genere, accanto a "dinosauri" da 20-30 m, se ne trovano a bizzeffe su MR, rivista che mi piace tantissimo, oltre ovviamente a TT e TTM, altrimenti Benedetto si offende! :lol:


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mercoledì 10 dicembre 2008, 11:50 
Non connesso

Iscritto il: martedì 11 marzo 2008, 10:16
Messaggi: 558
Diego Ricci ha scritto:
Ho sempre in mente un articolo apparso su MR nel 2004 sulle liste carro, dove era illustrato un plastichetto delle dimensioni circa di 1,5 m x 1 m ad ovale (orrore, secondo alcuni...), con tre tronchini, con paesaggio molto curato, con loghi della New York, New Haven and Hartford Railroad, dove il proprietario giocava insieme ad un amico, scambiandosi i documenti di viaggio e le liste carri, uno di fronte all'altro sul lato lungo del plastico!
E di esempi del genere, accanto a "dinosauri" da 20-30 m, se ne trovano a bizzeffe su MR, rivista che mi piace tantissimo, oltre ovviamente a TT e TTM, altrimenti Benedetto si offende! :lol:


Anche se rispondo in modo polemico spesso nelle discussioni sugli ovali, non ho nulla contro di essi, purchè siano fatti in un certo modo. Probabilmente l'ovale di cui parli è un plastico con uno sfondo in mezzo (o sulla diagonale), bucato solo dalla ferrovia in entrambi i lati e i due modellisti lo usano come giocassero a battaglia navale. E' un ovale come tanti altri ed è simile ai plastici giocattolo che si "danno in pasto" ai ragazzini benestanti di ogni epoca nel periodo natalizio. Tuttavia esso contiene una grossa differenza, cioè l'inserimento di uno sfondo bifronte proprio in mezzo al plastico.
Questo elemento permette di far correre in cerchio ugualmente i trenini ma anche di giocare in due e di sviluppare un traffico minimale.

Anche il gioco dei bambini trova giovamento in quanto già da piccoli si educa ad una possibilità socializzante di questo hobby. Troppo spesso infatti i modellisti vivono per conto loro, in modo molto privato questo hobby, arrivando a volte ad una sorta di divinizzazione del proprio impianto.


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mercoledì 10 dicembre 2008, 12:03 
Non connesso

Iscritto il: martedì 11 marzo 2008, 10:16
Messaggi: 558
Diego Ricci ha scritto:
E di esempi del genere, accanto a "dinosauri" da 20-30 m, se ne trovano a bizzeffe su MR, rivista che mi piace tantissimo, oltre ovviamente a TT e TTM, altrimenti Benedetto si offende! :lol:


Qui non voglio fare il solito denigratore dell'Italia e iniziare a pontificare i meriti esteri, ma solo riflettere sulla qualità di tale pubblicazione e su come è concepita. Il titolo dice tutto: "Model Railroader" cioè ferrovie modello, insomma nella rivista si parla per lo più di plastici e modellini ferroviari. Certamente ci sono i riferimenti al reale, ma il modellismo non viene trattato come un aspetto marginale della passione per le ferrovie. Ho a casa dei vecchi numeri di iT e MF anni 80, ma anche alcuni TT degli anni 90: in ogni numero ci sono 1 o al massimo 2 articoli sui plastici, di cui alcune volte neanche la pianta del tracciato. Viene data importanza alle ferrovie reali ma non finalizzando queste notizie al modellismo, come nelle riviste americane.

Con TTM abbiamo una buona rivista...ma immaginiamo un numero fatto come un Model Railroader riempito di plastici FS...vabbè sono solo sogni...


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mercoledì 10 dicembre 2008, 12:22 
Non connesso

Nome: Roberto Andresini
Iscritto il: giovedì 12 gennaio 2006, 22:42
Messaggi: 1124
Località: girovago per TO - CR - MI - BS - MN - PV - PR
electrofrog ha scritto:
...Troppo spesso infatti i modellisti vivono per conto loro, in modo molto privato questo hobby, arrivando a volte ad una sorta di divinizzazione del proprio impianto.


e ne sono parecchio gelosi... a guai a mostrarli e/o dare informazioni/suggerimenti a neofiti... ma non solo in ambito di fermodellismo...


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mercoledì 10 dicembre 2008, 12:26 
Non connesso

Iscritto il: giovedì 26 gennaio 2006, 15:02
Messaggi: 1104
Località: Genova
Sono d'accordo con te, electrofrog, però permettimi una puntualizzazione: il plastichetto citato non ha alcun sfondo, quindi è un plastico giocattolo, ma in realtà la cura del paesaggio e l'esercizio studiato dall'autore ne fanno un qualcosa superiore al giocattolo.
In questo caso l'ovale serve per collegare i vari tronchini, dove si svolgono le manovre di composizione/scomposizione tipiche di uno switching layout.
Non voglio difendere a tutti i costi l'ovale, però, come già detto, spesso su MR vengono presentati dei plastici nella classica misura 4 x 8 o anche inferiori, impostati sull'ovale, prevalentemente per motivi di ingombro, ma dove esiste comunque esercizio, dove il treno non gira a vuoto, bensì lungo l'ovale vi sono i raccordi fra le varie industrie e/o stabilimenti e dove si effettua lo smistamento dei carri.
Ovvio che è una limitazione rispetto a un PaP, però è anche una evoluzione del cosiddetto treno giocattolo che gira in tondo.
Tralasciando tutte queste elucubrazioni, MR è una signora rivista, una miniera di informazioni universali, che vanno oltre il limite dell'ambientazione d'oltreoceano.


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mercoledì 10 dicembre 2008, 14:30 
Non connesso

Nome: Fabrizio Ferretti
Iscritto il: sabato 14 gennaio 2006, 16:31
Messaggi: 7525
Località: Fabriano
Ma siete tutti matti? State parlando di modellismo ferroviario! :evil:
ERETICI!
Io non ho più voglia di parlarne, spesso sembra di sbattere contro un muro di gomma...... :cry:
Buon proseguimento, scusate l'interruzione! :wink:
Fabrizio.


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mercoledì 10 dicembre 2008, 14:55 
Non connesso

Iscritto il: martedì 11 marzo 2008, 10:16
Messaggi: 558
Torrino ha scritto:
Ma siete tutti matti? State parlando di modellismo ferroviario! :evil:
ERETICI!
Io non ho più voglia di parlarne, spesso sembra di sbattere contro un muro di gomma...... :cry:
Buon proseguimento, scusate l'interruzione! :wink:
Fabrizio.


Dunque, forse non mi sono spiegato bene. Ricomincio tutto daccapo...

"da piccolo, intorno ai 3-4 anni (fine anni 70), Santa Lucia mi ha portato un trenino lima, quello alimentato con le due batterie grandi piatte..." :P :oops: :wink:


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: mercoledì 10 dicembre 2008, 15:36 
Non connesso

Iscritto il: lunedì 30 gennaio 2006, 16:32
Messaggi: 104
Località: Roma
electrofrog ha scritto:
...Il titolo dice tutto: "Model Railroader" cioè ferrovie modello, insomma nella rivista si parla per lo più di plastici e modellini ferroviari....


Correzione doverosa: la traduzione esatta della rivista edita dalla Kalmbach e' "FERROVIERE IN MINIATURA", non "modellista ferroviario", che ha invece un riscontro preciso nell'altra rivista "Railroad Model Craftman", edita dalla Carstens... e non e' un caso che le due riviste si chiamino in modo apparentemente simile, ma profondamente diverso: basta scorrerne i contenuti... :wink:


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: giovedì 11 dicembre 2008, 11:40 
Non connesso

Iscritto il: domenica 15 luglio 2007, 9:46
Messaggi: 6836
Località: Regione FVG
gian paolo cardelli ha scritto:
electrofrog ha scritto:
...Il titolo dice tutto: "Model Railroader" cioè ferrovie modello, insomma nella rivista si parla per lo più di plastici e modellini ferroviari....


Correzione doverosa: la traduzione esatta della rivista edita dalla Kalmbach e' "FERROVIERE IN MINIATURA", non "modellista ferroviario", che ha invece un riscontro preciso nell'altra rivista "Railroad Model Craftman", edita dalla Carstens... e non e' un caso che le due riviste si chiamino in modo apparentemente simile, ma profondamente diverso: basta scorrerne i contenuti... :wink:

A dire il vero craftsman è proprio l'artigiano, quello che fa tutto da sè (e che qui da noi di solito fa anche per altri :wink: ) preciso che mentre ho letto per un tre anni Model Railroader, la seconda l'ho solo sentita nominare.

Tornando IT, io ho letto appena oggi TTM, e penso di avere raccolto, senza saperlo, la provocazione in anticipo. Quanti modelli di locomotive ho? non guardatemi come un figlio degenere, ne ho solo otto! Escludo i modelli della Del Prado in via di motorizzazione (finora fatto e finito è solo uno, la ex 319 RENFE divenuta loco da cantiere o da linea portuale; ad ogni modo ne prevedo di portare in fondo altri tre).
Carri, quelli sì sono una cinquantina, ma il numero deriva dalla varietà presente (effettivamente maggiore in Europa che negli USA) anche al vero.
Le vetture sono un numero infimo, al punto che se prevederò sul mio plastico un servizio viaggiatori sarà solo per far funzionare la mia ET90!
Il perchè io abbia poca roba rispetto ad altri è spiegabile soprattutto nel fatto che preferisco dirigere i miei acquisti sul plastico in costruzione.


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: giovedì 11 dicembre 2008, 12:10 
Non connesso

Iscritto il: martedì 11 marzo 2008, 10:16
Messaggi: 558
snajper ha scritto:
Il perchè io abbia poca roba rispetto ad altri è spiegabile soprattutto nel fatto che preferisco dirigere i miei acquisti sul plastico in costruzione.


Questo è interessante. Cosa si intende per "poca roba"? Inoltre trovo assolutamente normale e coerente con l'hobby spendere più soldi per il plastico in costruzione. Fra l'altro uno scambio costa quanto un carro...a anche qui si è detto moltissimo su questa strana anomalia tutta fermodellistica.

A mio avviso quando si sta facendo un plastico ben preciso, che prevede un numero limitato e definito di modelli pertinenti e funzionali ad esso, non è necessario avere decine e decine di locomotive, carri etc...

Sembra quasi che per molti le spese per il plastico, binari e paesaggistica, siano marginali...

Secondo me tu stai facendo esattamente come me: ora sto completando il plastico e compero solo determinati modelli che trovo utili ad esso.
Che poi a certe offerte su ebey non riesco a controllarmi è un altro discorso :wink: ma comunque ora ho 6 locomotive e qualche decina di carri. Direi che per il momento potrebbero bastare. Fra l'altro anche nel reale le ferrovie secondarie in concessione del primo novecento, ad esempio, avevano si e no 2-3 locomotive al massimo e con quelle si faceva tutto.


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: giovedì 11 dicembre 2008, 14:12 
Non connesso

Iscritto il: giovedì 19 gennaio 2006, 19:18
Messaggi: 1013
Località: Piemonte
Diego Ricci ha scritto:
... nella soluzione da me adottata, il gancio Bachmann è alloggiato nel codolo NEM, solo che a differenza del Kadee, non si ha la testa articolata rispetto al codolo.


Curiosità: a che distanza rimangono due carri agganciati?
I carri su cui li hai adottati hanno i timoni di allontanamento?
Hai qualche foto dei carri in manovra?


Top
 Profilo  
 
Visualizza ultimi messaggi:  Ordina per  
Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 69 messaggi ]  Vai alla pagina Precedente  1, 2, 3, 4, 5  Prossimo

Tutti gli orari sono UTC + 1 ora [ ora legale ]


Chi c’è in linea

Visitano il forum: GIANNIDEBE, Google Adsense [Bot] e 35 ospiti


Non puoi aprire nuovi argomenti
Non puoi rispondere negli argomenti
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi
Non puoi inviare allegati

Cerca per:
Vai a:  
banner_piko

Duegi Editrice - Via Stazione 10, 35031 Abano Terme (PD). Italy - Tel. 049.711.363 - Fax 049.862.60.77 - duegi@duegieditrice.it - shop@duegieditrice.it
Direttore editoriale: Luigi Cantamessa - Amministratore unico: Federico Mogioni - Direttore responsabile: Pietro Fattori.
Registro Operatori della Comunicazione n° 37957. Partita iva IT 05448560283 Tutti i diritti riservati Duegi Editrice Srl