sebamat ha scritto:
Io vedo oltre al 'problema' dei ganci (relativo, io me la cavo non troppo male con i preistorici ganci ad anello) piuttosto quello dato dalla diversa realtà o piuttosto presa di coscienza della realtà tra gli USA e l'Europa.
Il molto diffuso sistema americano di ‘far traffico’ (con orari, carte carro etc) é molto basato sul traffico locale di consegna e ritiro di merci da raccordi privati. Ma anche negli USA questa realtà non é onnipresente ne geograficamente né per epoca.
Il 'giocare alla circolazione' é fattibile solo in un area industriale degli anni 50-60, e impossibile sulla linea transcontinentale attraverso lo Utha o il Montana del 2000 , dove di raccordi industriali non ce né più neanche uno, ed i treni blocco (container e trailer) fanno california-Chicago senza fermarsi.
Si tratta quindi di scegliere un’ambientazione tale da permettere una circolazione come auspicata negli altri messaggi. Per questo sulle riviste USA é così diffusa l’epoca 1950-60, dove ciò é ancora attuale. Ora con i treni blocco di carbone che neanche si fermano ai terminali (sul serio! ) c’e’ poco da fare anche negli USA
Similmente chi modella le FS (o le SBB o le DB..) nell’epoca attuale vede spesso solo composizioni blocco, sia passeggeri sia merci (intermodali, cisterne, cereali ecc) che pendolano avanti ed indietro, come dei tram. Non ha cioè nessuno stimolo a mettersi a fare manovra. (...)
Quindi se si vuole ‘coltivare’ uno stile diverso di far girare i treni bisogna già cominciare con lo scegliere con cura una ambientazione che renda credibile e inviti a fare manovre etc. E molto spesso bisogna andare indietro ai tempi passati, o basandosi sulle memorie personali o altrimenti ricostruendo dalla letteratura la realtà dell’epoca.
E in tutto questo c’e’ probabilmente poco posto per la direttissima con l’ETR 500.....
Infatti non è un caso che il mondo fermodellistico USA ha un quantità straesagerata di materiale che va dagli anni 20 fino ai 50-60 del secolo scorso, sia per modelli che per fabbricati, accessori etc...gli stessi soggetti dei plastici più pubblicati sono di quel periodo o del periodo d'oro del vapore, fine 800 fino agli anni 20. Già con ambientazioni intorno agli anni 70 è molto raro considerare il traffico passeggeri...
Nonostante ciò mi pare che anche qui da noi la situazione è simile in quanto la maggior parte della produzione di modelli FS sia quella di epoca III per lo più. Questo perchè solitamente il tema più rappresentato dai modellisti nei plastici è la ferrovia secondaria ma di discreta importanza da avere spesso la linea aerea, nel periodo intorno ai 50-60, in modo da poter fare circolare di tutto. Questo era vero per gli ovaloni passerella ed è vero anche se si vuole fare traffico.
La scelta del periodo di ambientazione è FONDAMENTALE per il traffico e quindi nella progettazione del plastico. Il mio plastico lo ho ambientato intorno agli anni 20-30 in modo da poter rappresentare un momento in cui realmente anche una tranvia era importante come mezzo di comunicazione fra città e provincia. Un'epoca in cui i magazzini merci erano animatissimi e i raccordi con la nascente industria erano la norma. Il periodo è quello in cui la rete ferroviaria italiana che funzionava era all'apice, in pieno vapore.
Il problema è che farlo in scala N significa trovarsi nella posizione di dover autocostruirsi tutto.
Altra differenza con il mondo USA è la dimensione sociale del fermodellismo. Nel libro di Koester si dedica uno degli ultimi capitoli proprio a come gestire una sessione operativa a casa propria invitando gente. Un modellista americano fa il plastico con lo scopo di invitare amici ad usarlo. Il top della vita di un plastico è quando coinvolge una quantità molto elevata di persone nell'usarlo. Discorsi come quelli che leggo qui (convogli che si staccano negli elicoidali nascosti, deragliamenti in galleria nei fasci di ricovero etc...) semplicemente non sono immaginabiliperchè il 90% di un plastico USA è concepito per il controllo a vista della locomotiva. Dopotutto il DCC è nato lì proprio a questo scopo, cioè guidare a vista e contemporaneamente tutti insieme.
Qui è ancora in auge l'idea di creare il "plastico-spettacolino", cioè quello in cui chiamo gli amici e i parenti (quale ottima occasione come a Natale e dintorni?) li metto davanti all'impianto e "inizia la sfilata". Se è tutto automatico meglio, così riesco a fare anche gli onori di casa e a parlare del più e del meno.