Mi ero perso questa discussione ed oggi l' ho letta tutta.
Sul numero 1/1988 di Ingegneria Ferroviaria c' era l' articolo di presentazione di quello che sarebbe stato l' ETR500 (il primo, quello monotensione).
Non l' ho sottomano, ma ricordo che sulla questione freni diceva che la frenatura normale è quella elettrica, almeno fino a che non si è scesi sotto 160 km/h.
Ma in caso di indisponibilità di quella, il sistema meccanico doveva essere in grado di dissipare da solo l' intera energia cinetica (non ricordo se a 250 o 300 km/h), senza creare pericoli.
Quindi la frenatura solo meccanica è considerata di emergenza non per ottenere una frenata più pronta, ma solo per potersi fermare negli spazi assegnati anche in caso di sopravvenuta mancanza della frenatura elettrica.
Molto interessante anche la diatriba N kg, specie per chi, come mè, è nato ai tempi di M = P / g (lo insegnavano all' ITIS).
Leggere la discussione mi fà chiarire alcuni concetti.
Per archelogia ingegneristica ecco due brani da "La Trazione Elettrica" di Filippo Spani Ed. Patron 1962.
La famosa ed antiquata formula M = P / g, anche applicata al calcolo dell' energia cinetica :
Allegato:
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Sia il calcolo della forza accelerante, sia quello dell' energia cinetica erano riferiti ad una tonnellata di peso, ovvero 1000 kg. Corrispondenti ad una massa di 102 N (kg-massa).
La forza era espressa in kg.
L' energia cinetica era espressa in kgm.
La potenza era espressa in kgm/s, convertita in W o in CV tramite costanti.
1 CV = 75 kgm/s = 735 W (una lunga questione fra alcuni per stabilire se 736 o 735)
Le curve caratteristiche della E646, con la forza di trazione espressa in kg :
Allegato:
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Tutte le locomotive a vapore e fino almeno agli E646 sono state calcolate in quel modo.
Non rimpiango quel sistema di calcolo. E' solo che, essendo il primo che ho imparato, mi riesce più facile come notazione.
Ma avevo 18 anni ... era un' altra cosa.
Un saluto a tutti.
Stefano Minghetti