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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: ballast
MessaggioInviato: giovedì 1 ottobre 2009, 22:21 
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Iscritto il: giovedì 12 gennaio 2006, 10:06
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La vecchia S. Vito... posso piangere?


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 Oggetto del messaggio: Re: ballast
MessaggioInviato: giovedì 1 ottobre 2009, 22:54 
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Iscritto il: domenica 21 settembre 2008, 21:45
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Località: Genova
Per quanto riguarda il colore della massicciata la si può colorare e sfumare nei colori più vicini alla realtà.


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 Oggetto del messaggio: Re: ballast
MessaggioInviato: giovedì 1 ottobre 2009, 23:05 
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Iscritto il: martedì 17 gennaio 2006, 16:29
Messaggi: 1103
Benedetto.Sabatini ha scritto:
La vecchia S. Vito... posso piangere?


Aspetta, ti passo il fazzoletto.

:( :cry: :cry: :cry:


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 Oggetto del messaggio: Re: ballast
MessaggioInviato: venerdì 2 ottobre 2009, 6:39 
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Iscritto il: venerdì 4 luglio 2008, 6:53
Messaggi: 749
Località: FREMO-Calabria
epocaIII ha scritto:
Salve
ricordo di aver visto per la linea Messina/Catania, Taormina/Randazzo e sulla FCE, ballast ottenuto da pietra lavica, quindi grigio scuro

rbattagi ha scritto:
........ 700 centimetri cubi, che faccio ne prendo 1 KG ???


Attento!! non è detto che il ballast pesi come l'acqua!! 1 kg di ballast può essere molto meno di 700cm3


Ho preso il ballast di Woodland Scenics B1393 in confezione da 50 pollici cubi pari a 819cm3.
Se ne è andato circa un terzo per fare 3 metri di binario.

Il ballast alcuni lo vendono a peso (più facile da misurare) ma si consuma in volume. Se quello che prendi è in pietra naturale 700cm3 dovrebbero essere circa 1,5 kg.

Ti consiglio di usare prodotti di cui il mondo intero riconosce la qualità.

cat
m


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 Oggetto del messaggio: Re: ballast
MessaggioInviato: venerdì 2 ottobre 2009, 7:26 
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Iscritto il: giovedì 23 luglio 2009, 7:29
Messaggi: 242
Località: Torino
grazie a tutti, io veramente pensavo a quello di lineasecondaria "BALLAST EXTRA", nella colorazione "giallo" nr. 107, che poi in realtà è più simile al beige ......


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 Oggetto del messaggio: Re: ballast
MessaggioInviato: venerdì 2 ottobre 2009, 8:34 
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Nome: Maurizio
Iscritto il: martedì 27 giugno 2006, 12:27
Messaggi: 506
Località: Roma
Entro perche' anche io ho problemi di colore.
La linea e' ambientata in abruzzo negli anni 70/80:
linea elettrificata tipo "roma pescara", traverse in c.a. e massicciata grigia (appena rifatta quindi non sporcata, per essere + evidente)
linea secondaria tipo "sulmona carpinone", traverse in legno, rotaie a giunti non saldate e massicciata calcarea sporcata
scalo di stazione come secondaria (+ sporcato) eccetto i binari di corsa come elettrificata
volevo mettere le rotaie codice 55 ma ho problemi di bordini

sto facendo qualche stupidaggine?

maurizio


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 Oggetto del messaggio: Re: ballast
MessaggioInviato: venerdì 2 ottobre 2009, 16:44 
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Iscritto il: lunedì 16 gennaio 2006, 12:48
Messaggi: 1380
Località: Alatri (FR)
Benedetto.Sabatini ha scritto:
La vecchia S. Vito... posso piangere?

Aspetta che arrivo anch'io lì a piangere con te. :cry: Questa stazione è un sogno per me, spero un dì di riprodurla. :roll:


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 Oggetto del messaggio: Re: ballast
MessaggioInviato: venerdì 2 ottobre 2009, 21:22 
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Iscritto il: martedì 14 febbraio 2006, 8:13
Messaggi: 391
Personalmente con 250 gr. faccio 2,5 mt. di binario SINGOLO, ma ripeto, personalmente.
Ciao a tutti, fabrizios


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 Oggetto del messaggio: Re: ballast
MessaggioInviato: lunedì 5 ottobre 2009, 13:32 
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Iscritto il: mercoledì 12 aprile 2006, 19:44
Messaggi: 98
La domanda "su quale tipo di pietrisco conviene usare nell'ambientazione di una linea ferroviaria in epoca II dell'Italia centrale lascia veramente perplessi. Così come alcune delle risposte date.
Senza prescindere, ancora una volta, dalla riflessione sulle ragioni che non consigliano i modellisti a documentarsi sulle pubblicazioni che, guarda caso, hanno trattato l'argomento a più riprese, sono significative le risposte buttate lì da alcuni.
Il tipo di massicciata messo in opera varia, non tanto a seconda dell'epoca e della località geografica, ma a seconda dell'importanza della linea e dei mezzi destinati a percorrerla. Ai primordi delle prime costruzioni, si assisteva anche alla messa in opera di pietrisco di fiume, ma fu subito chiaro come quello proveniente dalla pezzatura di cava (detta 4/7 dalle dimensioni diametrali medie espresse in cm) offrisse maggiori garanzie meccaniche. Anche in alcune linee destinate a diventare importanti dell'Italia centrale e meridionale, l'esasperata economia che ne aveva dettato la realizzazione a cura delle imprese private concessionarie, in talune occasioni ne aveva fatto addirittura omettere la posa o, in altri, limitarla al minimo indispensabile. Quando fu chiaro che, in una tale situazione, la maggiore massa dei convogli e la loro velocità avrebbero potuto compromettere la sicurezza si optò decisamente per il pietrisco di cava con uno spessore che, sotto le traverse, non doveva scendere sotto i 15-20 cm. Per ragioni logistiche ed economiche, si preferiva ricorrere a coltivazioni in località prossime ai cantieri ma senza mai perdere di vista la primaria necessità di garantire una buona qualità anche per quanto riguarda il veloce allontanamento dell'acqua. L'Italia centrale gode prevalentemente di cave di calcari e arenarie che hanno "vestito" le linee nei territori interessati.
Nella cosiddetta epoca II, potevano trovarsi linee di nuova costruzione, linee ancora armate con materiale ottocentesco e linee adeguatamente rinnovate, con ricarico del ballast con materiale proveniente da località anche diverse e lontane. Se la decisione di rinnovare adeguatamente l'armamento fu preso poco dopo la cosiddetta nazionalizzazione, quando nel 1907 fu ideata la nuova rotaia pesante del peso di circa 46 kg/m per le nuove realizzazioni, fu programmato anche l'ammodernamento dell'intera rete principale che, per ragioni contingenti, si trascino fino agli anni Trenta e, in taluni casi, al secondo dopoguerra!
In questo quadro, se la riproduzione modellistica si riferisce ad una linea principale, dagli anni Venti si può pensare già ad un armento curato e omogeneo (si badi bene che per linea principale alludo, ad esempio, alla Porrettana, alla Faentina, alla Pontremolese, alla L'Aquila-Sulmona, alla Roma-Ancona, alla Napoli-Foggia, e non anche alle longitudinali costiere). Non si deimentichi, poi, che il colore del pietrisco non è dettato dolo dal tipo, ma anche dai convogli che transito sulla linea e dalle condizioni meteo-climatiche dove viene ad operare: più convogli circolanti equivalgono a più aprticelle ferrosse che, per ragioni diverse, sono lasciate in sede con successiva loro ossidazion (senza contar ei residui dei forni delle locomotive a vapore); minori convogli e/o più leggere insieme a zone sottoposte a piogge frequenti comportano un miglior dilavamento della massicciata. In ultimo nella scelta del materiale in scala, ricordatevi sempre delle dimensioni dei singoli elementi: alcune foto postate dimostrano esattamente il contrario: immaginate che un uomo in scala 1/87 prenda una delle pietre che si vedono tra le traverse di binari delle foto.....


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 Oggetto del messaggio: Re: ballast
MessaggioInviato: lunedì 5 ottobre 2009, 15:52 
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Nome: carlo borra
Iscritto il: giovedì 12 gennaio 2006, 17:38
Messaggi: 1378
FC scrive "...In ultimo nella scelta del materiale in scala, ricordatevi sempre delle dimensioni dei singoli elementi: alcune foto postate dimostrano esattamente il contrario: immaginate che un uomo in scala 1/87 prenda una delle pietre che si vedono tra le traverse di binari delle foto....."

Formalmente corretto, ma non dimentichiamoci che normalmente si osserva un plastico o diorama da una distanza minima di 30-50 cm e quindi la percezione delle dimensioni del ballast o pietrisco della massicciata non e' cosi' radiografante come invece avviene nel caso delle macrofotografie. Secondo me sono piu' importanti la uniformita' di posa e le varie sfumature di colore specialmente a ridosso dei binari.
Carlo


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